Il golpe e l’indignazione pelosa

segnalato da Barbara G.

Turchia: il golpe e l’indignazione pelosa

di Fulvio Scaglione – fulvioscaglione.com, 20/07/2016

“Scene rivoltanti di giustizia arbitraria e vendetta”, fa dire la cancelliera Merkel ai suoi portavoce. Per aggiungere di persona che la reintroduzione della pena di morte “significherebbe la fine delle trattative per l’ingresso nell’Unione Europea”. Il dopo-golpe della Turchia è scandito dagli arresti ordinati da Recep Erdogan, che ormai si contano a migliaia tra soldati, poliziotti, prefetti, governatori e magistrati. Ma anche dai moniti e, come si vede dal caso tedesco, anche dalle minacce che arrivano da Occidente.

La Merkel non è stata l’unica a legare pena di morte e accoglimento nella Ue. Lo hanno fatto anche Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, e il nostro ministro degli Esteri Gentiloni. Al coro europeo si è unito il solista d’oltreoceano. Gli Usa, per bocca del segretario di Stato John Kerry, hanno addirittura legato “il mantenimento dei più alti standard di rispetto per le istituzioni democratiche e per l’applicazione della legge” alla permanenza della Turchia nella Nato.

Tutto questo avrà di sicuro una qualche influenza sul modo in cui Erdogan deciderà di varare il nuovo atto del suo regno sulla Turchia: il terzo, quello del potere assoluto, dopo il primo del consenso conquistato con il decollo economico e il secondo dell’avventura imperialista neo-ottomana. Allo stesso tempo, però, rivela tutto il disagio con cui l’Occidente, e non da oggi, maneggia il “caso Turchia”.

Certo, la gigantesca purga che Erdogan vuole varare, agitando su golpisti veri e presunti la spada della pena capitale, lo porterà ben lontano da ciò che, in termini di applicazione della democrazia e amministrazione della giustizia, si richiede a un Paese dell’Unione Europea.Ma non è che prima del golpe la Turchia fosse molto vicina. Negli ultimi anni Erdogan ha varato una serie di riforme che hanno regalato ai servizi segreti (nei giorni scorsi il suo vero baluardo) poteri insindacabili, tolto alla magistratura gran parte dell’indipendenza rispetto al potere esecutivo, ridotto il diritto alla libera espressione, mortificato la libertà di stampa, limitato fortemente i diritti civili.

Non si sentivano, allora, molti appelli alla moderazione e al rispetto dei sacri principi.Allo stesso modo, nel recente passato né gli Usa né la Nato (di cui Kerry, è bene notarlo, parla come di una proprietà privata) si preoccupavano degli “alti standard” che ora invocano, nemmeno di fronte alla repressione nelle regioni curde o alla benevolenza della Turchia nei confronti delle decine di migliaia di foreign fighters che attraversavano il suo confine per andare a sterminare gente in Siria e in Iraq. Anzi, allora la Nato degli “alti standard” si impegnava a proteggerlo, quel confine, e a stendere il proprio velo militare a sostegno di Erdogan. Succedeva l’altro ieri, non mille anni fa.

Finché la Turchia faceva comodo per intercettare, ben pagata, i profughi che tanto inquietano gli europei o per smembrare la Siria di quell’Assad tanto inviso agli americani e ai loro alleati in Medio Oriente, la moderazione di Erdogan non sembrava così indispensabile. Oggi sì. Ma oggi forse è tardi: il cavallo scosso Erdogan da tempo non risponde alle redini dell’Occidente ed è difficile che lo faccia, sia che abbia superato un golpe vero (che comunque non può avere mandanti solo interni alla Turchia), sia che ne abbia organizzato uno finto. Comunque, dopo aver ottenuto un potere quasi assoluto.

In questo clamoroso riposizionamento collettivo, c’è un personaggio che bada bene a non farsi notare ma potrebbe intascare un ottimo dividendo economico e politico: Vladimir Putin. Il signore del Cremlino è stato uno dei primi a parlare con Erdogan dopo il vero-finto golpe e i due si sono promessi di incontrarsi al più presto. La crisi seguita all’abbattimento del caccia russo nel novembre del 2015 aveva mandato all’aria scambi commerciali del valore di 45 miliardi l’anno e un rapporto strategico per entrambi i Paesi, soprattutto nel settore dell’energia. Lo zar e il califfo si erano rappacificati poche settimane fa e rilanciare l’intesa è ora negli interessi di entrambi. Della Turchia, se vorrà proseguire nel duro confronto con l’Europa e gli Usa. Della Russia, che in quel confronto è da tempo impegnata.

Pubblicato su Avvenire del 19 luglio 2016

Annunci

123 comments

  1. OT

    Un articolo che sto traducendo mi ha riportato alla memoria questa vicenda

    https://it.wikipedia.org/wiki/Crollo_del_Rana_Plaza_di_Savar

    Domanda retorica: se non ci fossero le efferatezze dell’ISIS a tenerci in uno stato di paura costante per il terrorismo a casa nostra e a sollecitare politiche dure di contrasto, saremmo in uno stato di indignazione costante e solleciteremmo politiche ugualmente dure di contrasto al terrorismo praticato dalle ‘nostre’ industrie a casa altrui?

    1. L’indignazione (perché questa parola mi fa venire in mente mia nonna con i bigodini?) è una reazione che dipende dal tempo e dalla prossimità.
      L’assumerne tanta, sempre diversa, per lungo tempo e soprattutto -distante-, potrebbe generare effetti collaterali di assuefazione.. Tipo, assisti a qualche ‘ingiustizia’ a due metri da te e non riesci a reagire (per mille buoni motivi).
      Anche l’indignazione è diventata virtuale.

      1. Sarebbe solo vagamente utile che, così come quando vediamo qualche extracomunitario dal comportamento appena un po’ strano la reazione automatica è “Terrorismo! Sangue! Stare alla larga!”, la stessa reazione automatica si verificasse quando contempliamo la maggior parte dei prodotti sugli scaffali dei centri commerciali.

        Lo so. E’ chiedere troppo.

  2. (ANSAmed) – ISTANBUL, 25 LUG – “Ringraziamo le autorità russe e in particolare il presidente Putin. Abbiamo ricevuto un sostegno incondizionato dalla Russia, a differenza di altri Paesi”. Così il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.

    Parole che giungono dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, secondo cui Mosca avrebbe avvisato Ankara di un possibile golpe dopo aver intercettato alcune conversazioni sospette. Un incontro tra Erdogan e Putin è previsto a inizio agosto. Cavusoglu ha inoltre citato il rischio di un tentativo di golpe della rete di Gulen anche in Kirghizistan, nella cui amministrazione “si sarebbero infiltrati” i sostenitori dell’imam, spiegando di aver già avvisato le autorità locali.

  3. La Boldrini in persona (ripeto in persona) replica su Facebook (ripeto Facebook) a Salvini sulla bambola gonfiabile…
    Il delirio è così totalitario che le due persone in questione diventano simili.

  4. ISTANBUL, 25 LUG – Una banconota da un dollaro, quasi sempre con la stessa lettera iniziale nel numero di serie.

    Sarebbe questo, secondo gli inquirenti, uno dei segnali di riconoscimento usati dai golpisti in Turchia. Trovati addosso ai sospetti o nelle loro abitazioni, i dollari, con la lettera F all’inizio del numero di serie, vengono presentati come l’ennesima prova di un presunto legame del progetto eversivo con gli Stati Uniti.

    L’agenzia statale Anadolu cita il caso del colonnello della gendarmeria Kamil Gunler, finito agli arresti. In suo possesso sarebbe stata trovata una cassaforte, al cui interno, in una busta sigillata, c’era il dollaro sospetto. La stessa banconota è stata scoperta ai giudici Neslihan Dagli e Guluzar Gulsen Firat, e anche al docente di una scuola coranica nella provincia orientale di Mus, Bahattin Turkaslan. E poi ancora poliziotti, imprenditori e accademici: tutti con quel dollaro misterioso, trovato anche con le iniziali J e C. Un nuovo elemento per la campagna lanciata in Turchia contro gli Usa, accusati in queste ore di proteggere la presunta mente del golpe, Fethullah Gulen, e persino di averlo finanziato attraverso la Cia.(ANSAmed).

    1. ANSAmed) – ISTANBUL, 25 LUG – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan incontrerà oggi pomeriggio nella sua residenza di Ankara il premier, Binali Yildirim, e i leader di 2 dei 3 partiti di opposizione in Parlamento, per discutere della situazione nel Paese dopo il fallito golpe e delle contromisure da adottare. Particolarmente simbolico sarà il faccia a faccia con Kemal Kilicdaroglu, leader del leader socialdemocratico Chp, che per la prima volta ha accettato di recarsi al faraonico palazzo presidenziale di Bestepe, a lungo criticato per le enormi risorse pubbliche utilizzate per costruirlo. Più volte, il presidente turco ha citato in giudizio Kilicdaroglu per offese nei suoi confronti. Erdogan incontrerà anche Devlet Bahceli, leader del nazionalista Mhp. Non sono invece stati invitati i co-leader del partito filo-curdo Hdp – anch’esso presente in Parlamento – Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag.

  5. “Il voto depresso” degli elettori di Sanders. Smettetela di preoccuparvi che i sostenitori di Bernie non voteranno per la Clinton. Voteremo per lei. I sondaggi già mostrano che ci saranno più elettori di Sanders pronti a votare Clinton quest’anno, rispetto al numero degli elettori di Hillary alle primarie del 2008, che allora votarono per Obama. Non è questo il problema. L’allarme dovrebbe scattare perché quando il sostenitore medio di Bernie si recherà alle urne quel giorno per votare, seppur con riluttanza, per Hillary, esprimerà il cosiddetto “voto depresso”: significa che l’elettore non porta con sé a votare altre 5 persone. Non svolge attività di volontariato nel mese precedente alle elezioni. Non parla in toni entusiastici quando gli/le chiedono perché voterà per Hillary. Un elettore depresso. Perché, quando sei giovane, la tua tollerenza verso gli ipocriti e le stronzate è pari a zero. Ritornando all’era Clinton/Bush, per loro è come dover improvvisamente pagare per la musica, o usare MySpace o portarsi in giro uno di quei cellulari giganteschi.

    Non voteranno per Trump, qualcuno voterà il terzo partito, molti se ne staranno a casa. Hillary Clinton dovrà fare qualcosa per fornire loro una valida ragione per sostenerela: e scegliere un ragazzo bianco, moderato, insipido e centrista come candidato alla vicepresidenza non è proprio la mossa vincente per dire ai millennial che il loro voto è importate. Avere due donne come candidate, quella sarebbe stata un’idea entusiasmante. Ma Hillary ha avuto paura e ha deciso di andare sul sicuro. E questo è solo uno degli esempi del modo in cui si sta alienando il favore dei più giovani.

  6. l’opposizione raduna decine di migliaia di persone a piazza Taksim, nel cuore di Istanbul. Una manifestazione “per la Repubblica e la democrazia”

    Pare un buon inizio…
    Vedi m2c2 che l’mmaginazione ben disciplinata funziona meglio della fantasia?

      1. > Non c’è partita…

        Ciò succede quando ci si affeziona troppo a determinate regole di gioco.
        L’avversario cambia gioco e si resta come pirla al palo.
        Firmato, Karl Groucho Marx.

      1. Se ti riferisci all’utilizzo delle stesse parole chiave: “contro il golpe” e “…per la democrazia” (attualmente rappresentata dal dittatore)… hai un problema tu… altrimenti ce l’ho io.

        1. Dico semplicemente che non era l’opposizione che pensavo fosse…. poi vabbè ognuno ha l’opposizione che si merita…. o no?

          Come ho detto sono in modalità estiva, completamente scollegata (più del solito, intendevo)

          1. certo non sono ancora i toni che potremmo desiderare (noi da lontano)… per questo ho scritto “Pare un buon inizio…” che “decine di migliaia di persone” scendano in piazza NON per glorificare Erdogan.

              1. Infatti sto aspettando informazioni e analisi (possibilmente non italiane) sul cosiddetto “Taksim Manifesto” eccetera eccetera.

                1. CHP officials informed citizens that only Turkish flags and banners of the Republic’s founder Mustafa Kemal Atatürk will be allowed in the rally.

                  Vogliono ‘contarsi’… non scontrarsi.

                    1. a me dice di più sulle strategie delle ‘opposizioni’… Erdogan ha già giocato le sue carte.

                    2. parrebbe, ragionando sui i “fatti”… che il giro di vite sia su Gulen e seguaci, lasciando manifestare gli altri, può dire due cose, indicare gli stati uniti come mandanti e cambio o minaccia di cambio di allenaze… oppure la minaccia vera per il suo potere non viene dalle altre “opposizioni” ma dall’ala interna al suo potere, quindi lui non troppo forte e nemmeno molto forti le opposizioni “laiche”

                    3. non lo so. Mi limito ai dati:
                      – quanti in piazza
                      – cosa dicono a parole e gesti (banner compresi).

                      Mi pare che il primo dato sia l’obiettivo stesso della manifestazione.
                      Nel dubbio, sempre contarsi prima di agire o prendere decisioni fantasiose.

                2. Intuisco che l’idea possa essere “Noi, opposizione, siamo a favore della democrazia quanto e più di te, Erdogan. Non puoi prenderci dentro nel giro di vite del mazzo di quelli che ti fa comodo definire golpisti o loro fiancheggiatori. La difesa della democrazia non è tuo monopolio, tra l’altro ipocrita. Poi vedi un po’ tu fin dove vuoi spingerti. Noi ci siamo, siamo in tanti e ti lasceremo fare solo fino a un certo punto”.
                  Può essere. Mi pare un po’ tortuoso ma giustificato dagli attuali rapporti di forza. Farsi massacrare in nome di un principio serve ben poco sia ai massacrati sia al principio. Quando è ancora possibile evitarlo.

                    1. vorrei ricordarti che Erdò ha appena dichiarato di voler sostituire l’Atatürk Cultural Center con un teatro dell’opera e una moschea.
                      Tipo sostituire Beaubourg con un centro commerciale, per dire… e forse peggio.

                    2. I fatti della Turchia sono importantissimi, ma non possiamo estraniarli dal contesto generale mondiale… antiglobalizzazione di settori destri… ritorno ad un forte senso nazionalistico… isis e tutto il Medioriente… e non per ultimo elezioni americane e Trump

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...