Partigiani (non) renziani

Firenze, Anpi contro Nardella: “Partigiani non invitati a parlare alla giornata della Liberazione. È la prima volta nella Storia”

“Riteniamo incomprensibile e grave tale scelta”, si legge in una lettera inviata al sindaco dalla segreteria provinciale, ma “vogliamo comunque credere che si sia trattato solo di uno sfortunato episodio”. Nuovo fronte di polemica con i renziani dopo le parole del ministro Boschi a maggio: “I veri partigiani voteranno sì al referendum”.

di   – 12 agosto 2016

L’Associazione Nazionale Partigiani punta il dito contro il primo cittadino di Firenze, il renziano Dario Nardella. “Signor Sindaco, per la prima volta nelle ricorrenze della giornata della Liberazione di Firenze dall’occupazione tedesca (11 agosto 1944, ndr) – si legge in una lettera della segreteria Provinciale di Firenze dell’Anpi indirizzata all’erede di Matteo Renzi alla guida del capoluogo – nessun rappresentante dell’Anpi, erede dei partigiani che combatterono per la cacciata dell’esercito nemico, lasciando sul terreno, secondo le cronache, 205 morti e 435 feriti, è stato invitato a prendere la parola in ricordo di quella giornata, che meritò alla città la prima medaglia d’oro della storia repubblicana da parte del capo del Governo Ferruccio Parri“.

“Riteniamo incomprensibile e grave tale scelta – prosegue l’Anpi – in primo luogo verso le partigiane ed i partigiani che hanno combattuto per la città di Firenze. Ricordiamo che, come stabilito da una recente sentenza del tribunale militare di Verona, l’Anpi è storicamente l’erede, in forma statutariamente riconosciuta, di tutti quei gruppi e formazioni che dal 1942-’43 in avanti hanno costituito centro di riferimento collettivo di grandissima parte della popolazione italiana, che animata dal medesimo sentimento di restituire al Paese libertà e democrazia, ha agito nelle più avanzate forme, anche non necessariamente armate. Di quei gruppi e formazioni l’Associazione è l’erede spirituale, stante l’identità dei fini”.

“Vogliamo comunque credere che si sia trattato solo di uno sfortunato episodio – conclude l’Anpi – ed auspichiamo che i rapporti tra l’Anpi e l’amministrazione comunale possano rimanere all’interno del buon clima collaborativo su cui reciprocamente abbiamo sempre contato”.

I partigiani, al momento quelli fiorentini, aprono così un nuovo fronte di polemica con la stretta cerchia di personalità politiche che gravitano attorno al presidente del Consiglio. L’ultima occasione di scontro l’avevano fornita le parole di Maria Elena Boschi, che a maggio distingueva tra i “veri partigiani” desiderosi di votare sì al  referendum e tutti gli altri. Ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora su Rai Tre, il ministro delle Riforme affermava: “L’Anpi come direttivo nazionale ha preso una linea (quella del no, ndr), poi ci sono molti partigiani, quelli veri, e non quelli venuti delle generazioni successive, che voteranno sì alla riforma”, argomentava, citando il 97enne partigiano “Diavolo” che aveva annunciato di voler votare sì al referendum. Le rispondeva prontamente il partigiano Eros, mentre la polemica montava furiosa: “Si vede che non conosce partigiani veri, perché siamo tutti per il no”.

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26 comments

            1. Librarsi: (battisti revisited)

              Volar come un airone sopra il fiume e poi
              precipitare nel pantano
              che poi per liberarsi dalla mota
              c’è chi darà una mano
              se sol non fai lo stronzo, non è mica suo dovere,
              chiedilo “per piacere”.
              Volare sì tu puoi
              e chiamale se vuoi
              libagioni.

    1. Domi me lo dici quale è il tuo menù ferragostano o è un segreto di stato? Buon ferragosto a te e a tutti (i pochi presenti ).Un abbraccio.
      PS Personalmente e ringraziando con un bel vaffanculo tutta la classe politica , alla mia veneranda età sono al lavoro anche oggi. Pensatemi mentre gozzovigliate………………………

      1. Niente di che Mario….solita grigliata con i nipotini che mangiano arrosticini a più non posso…per il resto un po’ di porchetta, insalate di ogni tipo (pomodori, peperoni e melanzane grigliate, fagiolini conditi aglio e prezzemolo, lattughe varie) formaggi e salumi il tutto “innaffiato” con un Nebbiolo, gentile omaggio di un amico. Melone, anguria , pastarelle per i pupi (bella scusa) un dolcetto senza glutine per me (handmade) caffè, ammazzacaffè. Groan, burp…ronf

        Immagina un picnic tradizionale un po’ in casa un po’ in giardino con i nipoti che si accusano a vicenda, inseguendosi per ogni dove, di essersi fregato un arrosticino di troppo o una fetta di pecorino in più…non faceva troppo caldo ed il mangime era di ottima qualità. Siamo stati bene.

  1. mi stò rileggendo Storia militare del risorgimento P.Pieri Einaudi, e comincio a rimpiangere la retorica ottocentesca di Garibaldi, che mi è sempre stata un pò sulle palle , ormai siamo ben oltre la mancanza di rispetto anche solo formale

    1. Bah, prendersela per la mancanza di rispetto da parte di un tonto è puerile. Ma un tonto non dovrebbe essere messo in condizioni di mancare di rispetto.
      Ora verrà fuori che la colpa è di qualche dipendente di ordine infimissimo e, chiaramente, di fede antirenziana, che ha operato da sabotatore.
      A proposito di retorica, capisco la necessità di consentire agli imbecilli di salvare la faccia, ma l’ANPI avrebbe potuto evitare di affermare “Vogliamo credere che si sia trattato solo di uno sfortunato episodio”. Certa gente non ha bisogno di aiuto per inventarsi scuse e scaricabarili vista la faccia di bronzo che la contraddistingue.
      (Per la verità conosco, e mediaticamente, il solo Nardella, e il dubbio sulla tonteria, pure accalorata, del personaggio resta. Renzi li fa e poi li scoppia).

      1. No, non è resa. È proprio un “ovvio che si comportino così. Ignoranti e senza senso della misura dello stato… Senza buonsenso”
        Una constatazione.
        Nel mio piccolo, qualcosa per provare a fermare sto schifo sto provando a farlo. Arrendermi proprio no…

        1. Mi sa che mi sono espresso male.
          La ‘resa’, come la intendevo, è appunto una presa d’atto delle “soverchianti forze avversarie”. L’idea che c’è, sì, un dovere di coerenza con sé stessi per cui alcune testimonianze uno cerca di continuare a offrirle. Ma, appunto, testimonianze; più modesta guerriglia ai margini. Giusto un mantenere viva una fiammella (non tricolore) più che l’ambizione di contribuire a un grande incendio. Roba da amanuensi dei secoli bui. Un’opera anche preziosa, ma per altri e per un altro tempo.
          Magari è anche l’età.

            1. Il referendum ha la sua importanza ma resta un episodio, a esser buoni, dell’immarcescibile teatrino della politica italiota gattopardesca.
              Intanto Renzi sta già insistendo che “Ho’ sbagliato a personalizzare troppo”. Traduzione: “Se vince il no, non me ne vado”. Il che era scontato.
              Il no dovrebbe stravincere per costringere Renzi a mantenere l’incauta promessa. E non succederà. Se vincerà sarà di stretta misura.
              Quello che mi deprime, ma non tanto e non spessissimo, è che il vero gioco è tutt’altro e altrove. Ed è la partita di un capitalismo pur preagonico che non si arrenderà a tirare le cuoia prima di aver usato ferocemente tutte le armi (e sono enormi) di cui dispone.
              Da un punto di vista globale quello che succede in Italia è irrilevante.

                1. “Preagonico” è una mia intuizione, forse un’illusione, una speranza.
                  Dei segnali mi pare ci siano. Ma troppo confusi, o troppo confuso io, per ordinarli in un’esposizione razionale.

  2. Signori miei!
    O non la sarà di già passata l’ora di cambiar verso e di falla finìa con tutte queste bubbole d’i partiggiani e della lotta di liberazione?
    Come se non lo sanno anche i piccini che a liberà l’Italia furon l’americani!
    E allora basta con ‘ste cerimonie che vanno avanti da settant’anni a fa’ parla ‘sti vegliardi che a l’epoca erano magari sol dei bracconieri che sparava alle bestiole sui monti e poi tornava a casa a dì “ho sparato ai tedeschi”. Come se i tedeschi stava in montagna coi cari armati.
    Ma dài!
    Basta!
    Paghiamo finalmente il debito con l’astoria e cantiamo tutti insieme: “Viva la Merica! Land ov ve frii end om ov ve breiv! Jobsàct! Leadership! Motherfuck! Heil the boss!”

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