Siamo in attesa

segnalato da Barbara G.

La campagna della Ministra Lorenzin ci ha convinte!

Mobilitiamoci il 22 Settembre per dirle che sì, siamo in attesa.

Siamo in attesa di asili nido, welfare, lavoro, diritti, salute.

Siamo in attesa di un Paese in cui avere o non avere un figlio possa essere una scelta.

#siamoinattesa #fertilityfake

Per info

Signorina Effe

Annunci

228 comments

  1. in ogni caso la colpa dell’interpretazione di brancaccio era mia.
    il punto che non capivo era quello dei ‘salari relativi’. ora ho capito, e posso pure rendermi conto di qualche squilibrio (comunque: a questo serve insistere: trovare il punto ‘dolente’. altrimenti tutto pacifico, ognuno sta bene come sta, e via).
    ma mi chiedo anche se sono il solo ad aver interpretato male il dibattito (perché poi quando si parla di dumping o di schiacciamento dei salari, l’interpretazione va verso altre direzioni, e almeno io mi immagino un’altra cosa…, e come me anche molti che intervengono in internet sul tema, mi par di capire).

    se questo è il punto (o uno dei punti) la battaglia (a breve, in attesa che arrivi godot) dovrebbe essere quella di legare a livello europeo l’aumento di produttività all’aumento dei salari (qualcuno diceva appunto che si tratta di legge ‘non scritta’).
    perché mi chiedo, in condizioni di sostanziale pace sociale, senza rivendicazioni salariali particolari, quale sarà il paese che lo farà per ‘gentilezza’ verso gli altri paesi (e qui si ritorna al punto: senza una politica salariale e fiscale europea siamo condannati alla competizione interna…)

    e di seguito la battaglia ‘culturale’ che ci piace sempre: così come l’italiano medio lavoratore dirà (con qualche ragione) “ma che cazzo volete da me? faccio gli straordinari ogni giorno, prendo una paga da fame, l’affitto è una sassata… cosa dovrei fare di più?”
    e il tedesco dirà “fare come noi: infrastrutture, rispetto bene pubblico, diminuire corruzione e nero, lavoro efficace, soprattutto nel pubblico, ecc. ecc. ecc.”, pensando che se le cose vanno bene in germania sia solo questa la ragione.
    e mentre l’italiano incazzato dirà “via da questa europa”, il tedesco incazzato dirà “via da questa europa”. e così ci ritroveremo con il marco e con la lira, e tutto andrà a meraviglia…
    forse

    1. comunque anche renzi si accoda…

      e qui, delle due l’una:
      1) o ci è arrivato tardi
      2) o si è accodato alla teoria del capro espiatorio (in questo caso per coprire le proprie deficienze; in altri per coprire la propria pochezza di elaborazione)

      in mezzo forse c’è qualcosa, ci dovrebbe essere, ma non lo vedo emergere. e nel caso in questione, conoscendo renzi (politicamente, s’intende) mi pare ovvio che si tratti della 2

      1. si è la 2) perché se no quando era la Grecia sulla graticola avrebbe dovuto prendere altre atteggiamenti…

        sono d’accordo che il discorso è scivoloso e si tende a tirarlo dove ci fa più comodo, ma è successo pari pari per le cicale del sud Europa…

        manca senz’altro una visione comune delle forse di sx ( in generale di governo e non )
        senza l’appoggio concreto della parte francese non c’è speranza di ottenere qualcosa ( Varou è stato uno dei primi a capirlo anche con le sue contraddizioni pre e post caso Grecia)

        1. le “forse di sinistra” è il più bell’errore che un correttore potesse fare.
          da far pensare all’esistenza di un intelligenza artificiale superiore

  2. «Gran parte del nostro atteggiamento verso le cose è condizionata da opinioni ed emozioni che abbiamo assorbito inconsapevolmente da bambini dall’ambiente esterno. In altre parole, è la tradizione – oltre ad attitudini e qualità innate – che ci rende quel che siamo. Riflettiamo raramente su quanto l’influenza del pensiero consapevole sul nostro comportamento e sulle nostre convinzioni sia piuttosto debole rispetto al peso potente della tradizione». Albert Einstein, dal discorso sul razzismo The Negro Question, 1946

    per heiner in riferimento al discorso sull’eutanasia

  3. «Gran parte del nostro atteggiamento verso le cose è condizionata da opinioni ed emozioni che abbiamo assorbito inconsapevolmente da bambini dall’ambiente esterno. In altre parole, è la tradizione – oltre ad attitudini e qualità innate – che ci rende quel che siamo. Riflettiamo raramente su quanto l’influenza del pensiero consapevole sul nostro comportamento e sulle nostre convinzioni sia piuttosto debole rispetto al peso potente della tradizione». Albert Einstein, dal discorso sul razzismo The Negro Question, 1946

    per Heiner in riferimento alla discussione sull’eutanasia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...