68 comments

  1. Non è un contropelo, ma il pezzo delle 7 di stamattina

    Obama ci lascia un mondo nel caos. LO dice lui stesso. Come se in questi otto anni fosse stato davanti alla televisione Un discorso surreale quello del presidente uscente alle Nazioni Unite. Tutto ciò che la sua America ha fatto è stato magnifico e provvidenziale. Tutto il male è come sempre dall’altra parte, una parte che, con tutto quello che accade nel mondo, è oggi come fossimo negli anni cinquanta la Russia, il suo perverso desiderio di riconqusitare la gloria perduta. Difficile da spiegare a Nizza o al Bataclan, o magari ad Orlando. Usciti dagli abissi della crisi economica, dice, ma con l’approfondirsi di una diseguaglianza negli approdi tale da far emergere, nel paese più ricco del mondo, il mostro trumpiano. Strappato ai terroristi le roccaforti, avendo diffuso, con golpe e guerre civili il morbo fondamentalista dall’Iraq alla Siria alla Libia. Come fosse un passante nella storia, non c’è nel discorso di Obama un solo accento autocritico, non un pensiero turbato alle migliaia di morti sotto i bombardamenti mirati e no della sua amminstrazione nel ruolo di incerto gendarme del mondo. Sarà rimpianto Barack Obama, ma solo perchè dopo ci saranno Hillary o Donald.

  2. Ho visto per qualche minuto dalla Gruber tal Toninelli ‘contro’ Fini e Zucconi.
    E mi sono cadute le braccia.
    D’accordo, si tratta di mera immagine mediatica ma non sarebbe male che fosse un po’ meglio curata. Il tizio, almeno per il poco che l’ho visto, mi è parso piuttosto istericuccio.

      1. Immagino possa essere una persona bravissima e anche competente.
        Ma mi pare abbia parecchio da imparare sotto il profilo mediatico.
        Una cosa sono i comizi ai “tuoi”, altra cosa è cercare di attirare stima per il M5S (se uno la vuole) da un pubblico più generale.

        1. La superficialita’, l’apparenza mediatica, il berlusconismo hanno vinto dentro di te. Come il berlurenzismo si e’ mangiato quello che restava del PCI.
          Non ti interessa quello che dice, o la sua credibilità. Ti interessa il suo taglio di capelli. Credo che questo spieghi quasi tutto.

  3. in topic (quasi)

    my difference with Stefano is that I see no reason why we must adopt the Eurozone’s disintegration as our objective. Indeed, I see such an adoption as a major political error.

    (#stefanowho?)

    1. Ps: oh, io il curriculum alla raggi l’ho mandato. non si sa mai. mi girerebbero soltanto se preferisse SilBi. penso che non reggerei alla notizia.

    2. Ho visto che c’è stato uno scambio tra Varoufakis e Fassina.
      Varoufakis è uno che, nel bene e nel male, è stato protagonista combattente di una tragedia greca (in senso letterale).
      Fassina, con tutto l’affetto, mi dà più l’idea di una comparsa di una farsa italiana.

  4. Il combinato disposto Italicum-revisione costituzionale rileva e aggrava i problemi, ma la revisione costituzionale merita un No in sé

    Concordo con questa affermazione del peraltro irrilevante Fassina.

    Tento una metafora:

    Si decide di costruire la Torre di Babele.
    Per l’esecuzione dell’opera si decidono delle gare d’appalto.

    Entrambe le materie sono oggetto di dibattito.
    In particolare sulle gare d’appalto si contesta, ad esempio, che i bandi sono confezionati per far vincere questo o quello. Baruffe. Chi ha ideato i bandi si dichiara disposto a rivederli. Si raggiunge un compromesso soddisfacente al riguardo.

    Ma alla fin fine, gare d’appalto pulite o no, la puttanata non resta la Torre di Babele?

    (Il guaio è che non ci sarà neanche bisogno che Dio punisca con la confusione delle lingue. C’è già).

    1. non sono d’accordo.
      la riforma in sé è una riformicchia (alcune critiche più o meno formali centrano il punto), ma il fatto che la fiducia si dia in una camera sola non è un problema per me. non riesco a figurarmi, con tutta la buona volontà, quale dovrebbe essere oggi la funzione del senato. certo, a guardare i ‘giovani d’oggi’ (cit.) forse…
      ma a parte scherzi, una camera è più che sufficiente. vecchi o giovani.. boh.

      per il resto, ovviamente c’è bisogno di contrappesi a un governo forte. una legge proporzionale è contrappeso più che sufficiente, magari rafforzata da una sfiducia costruttiva.

      1. Se fai la scelta di abolire senato o di renderlo una camera delle autonomie la camera devi rafforzarla, non renderla un orpello del governo come con questa riforma. Lo.puoi fare, così come puoi mantenere un senato senza rapporto di fiducia col governo per fare un controllo sullo stesso, ma lo.mantieni comunque elettivo.
        Sono scelte: scelta l’impostazione regoli di conseguenza tutto il resto. Questo invece è un mega minestrone. Si prevedono conflitti di attribuzione a nastro.
        Hai un senato che potenzialmente non conta un caxxo ma che se riesamina una legge apre la strada al pantano perché non di capisce co.e deve lavorare la camera (che manco è tenuta a rispettare tempistica per esaminare provvedimenti su cui si è pronunciato.il senato)

        1. E se ho capito bene come funziona. La sfiducia costruttiva risolverebbe un sacco di problemi. Renderebbe governo più stabile ma consentirebbe anche al parlamento di lavorare senza essere ricattato dal governo. Magari avremmo leggi migliori, con un parlamento che torna ad essere luogo di elaborazione e analisi, non vincolato a votare a scatola chiusa

        2. più che un minestrone (ma è anche quello) è una riforma in senso decisamente presidenziale.
          non mi scandalizza (più, ormai), ma c’è di meglio. e stante il combinato disposto (cit.) continuerò a non andare a votare (diciamo che andrò solo nel caso di una revisione in senso proporzionale della legge elettorale)

  5. Il sistema elettorale perfetto è chiaro che non esiste.L’unico principio irrinunciabile a cui qualsiasi sistema di dovrebbe attenere è la rappresentanza popolare messo e non concesso che i cittadini abbiano ancora voce in capitolo.La governabilità non può andare a scapito di quanto il popolo ha liberamente deciso.Certo , vista la nostra situazione, qualche correttivo si può apportare ma non oltre certi limiti. Mi spiego: se da solo o in alleanza con altri prendi fra il 45 e il 49 % posso anche concederti un premio che ti fa maggioranza.Non certo con il 25/30%.
    Dice: ma in questi casi c’è il ballottaggio.E sti cazzi.Sempre il 25/30 % rappresenti fra l’altro fra quelli che vanno a votare.Ma questo è un altro capitolo.

    1. francamente posso capire la critica, ma non lo scandalo, visto che non ho mai visto critiche simili alla legge dei sindaci.
      si potrà dire che lo stato non è una città (anche fosse roma, o milano), ma il principio avrebbe dovuto creare uguale scandalo…
      questo non mi torna.

      1. I sindaci sono amministratori, con tutto il rispetto loro dovuto.
        Operano nell’ambito e, si spera, nel rispetto (anche quando non sarebbe il caso) di leggi promulgate a un livello gerarchico superiore, quello, appunto, più squisitamente politico.
        E’ il pasticcio della composizione del nuovo senato che vorrebbe ora coinvolgerli addirittura, se non sbaglio, nell’approvazione di trattati internazionali.

        1. PS:
          E’ un po’, se vogliamo, come la struttura delle medie/grandi aziende in cui hai un organo “volitivo” (il Consiglio d’Amministrazione) e una struttura “gestionale” (gerarchia da direttore generale in giù).
          In realtà ci sarebbe anche l’assemblea dei soci, ma, come nel caso dei cittadini elettori, è giusto un parco buoi, salvo quelli che detengono “pacchetti” rilevanti (per tirar pacchi ai buoi appena mentovati, nonché a fornitori, clienti e fisco).

              1. Uffa! Volevo dire: sono d’accordo che più su non sono altro, prevalentemente, che amministratori delegati da mandanti diversi (l’1% per usare una stenografia suggestiva anche se approssimativa).
                Ma ai fini della discussione in corso, facciamo finta di no.

                  1. Ma infatti credo di aver a più riprese sostenuto che quella che ci vorrebbe è una rivoluzione. Ma siccome non è possibile (almeno in armi e non ne vedo altre efficaci) sto qui a puntare qualche fiche, senza contarci troppo, sulla ‘rivoluzione civica’ del M5S.

                    Io credo nella teoria della lotta di classe. Un po’ a modo mio.
                    Il guaio è che mentre un tempo la ‘classe operaia’ era ben identificata socialmente e aveva coscienza di sé, oggi abbiamo una ‘classe sfruttata’ i cui membri si considerano tra loro avversari nella lotta per la sopravvivenza (e, non pochi, per una qualche carriera).
                    Tanto di cappello a chi è riuscito a produrre questo risultato.

  6. d’accordo con il proporzionale e preferenze.
    anche se credo che nessun italiano (nemmeno i grillini) lo voglia veramente. ma tant’è.

    sulla candidatura ‘negativa’ velo pietoso.

    ps: come mossa tattica, è geniale. a questo punto renzi è impiccato all’italicum.

    1. il sistema maggioritario doveva ridurre la frammentazione politica, ed ha ottenuto l’effetto opposto

      con questo quadro, o fai il proporzionale con soglia sbarramento o fai collegi uninominali con ballottaggio.
      credo che qualsiasi altra soluzione ti porti ad avere sbilanciamento e poca rappresentanza

      1. non so. di fatto è vero che esistono mille partitini, ma quelli che contano sono 4-5 al massimo (lascia stare che poi si chiamino ala o ncd… se ci fosse bisogno di un partito solo si unirebbero…).
        a ciò si può aggiungere il fatto (per coloro che ci tengono) che i governi sono stati (nonostante tutto) più stabili nella seconda repubblica.

        personalmente vedo nell’uninominale con ballottaggio (praticamente il mattarellum senza quota proporzionale) le stesse cose negative (o positive, se vuoi) dell’italicum. basti guardare in gran bretagna.

        la scelta secondo me è di fondo: o si vuole un sistema maggioritario (più o meno articolato) che porta alla riduzione dei partiti che contano e a governi più stabili, spesso monocolori, oppure si opta per un proporzionale, con maggior rappresentanza ma con la “rogna” (per chi la considera tale) dei compromessi.

        1. entrambi i sistemi ti portano a compromessi, che in politica sono necessari (basta mettersi d’accordo bene su cosa si fa e cosa no).

          Con l’uninominale se cubi l’1% di devi alleare, non ci sono santi, inoltre sei spinto a cercare persone legate al territorio e valide. Poi, visto quanto sono storditi gli italiani mi aspetto che votino una velina solo perché gnocca….
          poi…basta non fare un uninominale puro…

        2. io vedo differenza fra uninominale e italicum. con uninominale fai collegi piccoli e in ognuno eleggi “il migliore”, ben diverso da far avere un premio di maggioranza assurdo a chi ha avuto il 25% al primo turno

          1. non avrei grandi problemi. ma non ce li ho nemmeno negli altri casi (pur mantendendo la preferenza per proporzionale con sbarramento).

            comunque… questi (cito dal fatto) erano i tre modelli proposti da renzi:

            Il sistema spagnolo: divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi) e ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%. Il Mattarellum modificato: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l’attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi. Doppio turno stile sindaci. Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti.

            1. A parte il diritto di tribuna, che non so cosa è, io sono x mattarellum modificato. Credo sia la cosa più equa. E soprattutto, dobbiamo metterci in testa che il sistema elettorale perfetto non esiste. Il sistema che “la sera so chi governerà” è per definizione iniquo in un sistema che non è x natura bipolare. Sta poi ai partiti regolarsi in caso di esito incerto (che può sempre capitare)… Ma lo devono fare alla luce del sole.

    2. Il vero problema non è “proporzionale” o “maggioritario” quanto la qualita e capacità della classe politica. Non è certo modificando la legge elettorale che si risolvono le inedeguatezze, tutt’al più se ne nascondono gli effetti.

      La legge elettorale è solo uno strumento e l’unica variabile che dovrebbe essere presa in considerazione per la sua definizione è il rispetto della costituzione, in particolare negli articoli 48 e 49. E’ indubbio che con l’applicazione di un sistema maggioritario vengono meno, in favore di una presunta maggiore stabilità, i concetti di rappresentatività e compromesso, condizioni indispensabili in una repubblica parlamentare.

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