Perché Renzi non ama i giovani

di Andrea Colombo – ilmanifesto.info, 23/10/2016

Chiederselo è inevitabile: ma Renzi odia i giovani? A sentirlo si direbbe il contrario. Anzi, è tutto uno sproloquio giovanilista, pur se di maniera. Ma le parole costano poco, e i fatti raccontano una storia opposta. Il grande rottamatore, oltre ai suoi nemici politici, ha rottamato soltanto i giovani. È inutile che il ministro Poletti strepiti. Quando il presidente dell’Inps Boeri dice che la manovra massacra ulteriormente i giovani fotografa lo stato delle cose. Non è una novità.

Il Jobs Act sembra davvero un piano diabolico partorito da un mad doctor incarognito con chiunque sia sotto i 30. Gli incentivi studiati per consentire il trucco della trasformazione di contratto e dell’assunzione a tempo indeterminato spogliata di ogni sostanza erano fatti apposta per regalare briciole ai lavoratori attempati senza lasciare agli imberbi neanche quelle: si accontentassero dei voucher. I risultati vengono periodicamente immortalati dalla rilevazioni statistiche e ci vuole la faccia di bronzo del nostro premier per rivenderseli come una vittoria.

Su poco più di 500mila nuovi assunti reali, 402mila sono ultracinquantenni, e se il tasso di disoccupazione, almeno quello nominale, scende nel complesso, tra i giovani non si vede neppure uno spiraglietto. Così finisce che un giorno sì e l’altro pure ci scappa qualche titolone, una volta sui 100mila giovani che ogni anno lasciano il Paese, l’altra, proprio ieri, sulla scoperta che il 67,3% dei concittadini tra i 18 e i 34 anni campa a casa con mamma e papà.

C’è solo da sperare che non aggiunga la beffa al danno qualche dotto, come Elsa Fornero o il compianto Padoa-Schioppa, sentenziando che i fanciulli sono «troppo choosy» e forse decisamente «bamboccioni». Non sarà antipatia generazionale, figurarsi, ma solo incapacità e solerzia nell’avvantaggiare chi di vantaggi già ne conta a mazzi, come le aziende o le banche, e se di mezzo ci vanno «i ragazzi» è solo per effetto collaterale. Non che siano peccati veniali, però. Il riflesso si coglie con precisione millimetrica nei sondaggi sul referendum. La riforma del giovanilista va fortissimo tra gli over 65, precipita nella fascia mediana, cola a picco tra i giovani, che le meraviglie del renzismo le sperimentano ogni giorno e si fidano dei Tg addomesticati un po’ meno dei nonni.

Sbirciando la legge di bilancio, pardon le slides sulla medesima perché la legge rimane fantasmatica e vai a sapere cosa ci sarà scritto davvero, sorge tuttavia il dubbio che almeno in quest’ultimo passaggio un po’ di consapevole malignità ci sia stata. La manovra, lo sanno tutti tranne Padoan e lo scrivono persino i giornali ridotti spesso a fanzines di palazzo Chigi, è una specie di befana anticipata.

I pacchetti sono piccoli, è vero, ma in compenso sono tanti.

Il materiale non è eccelso, i doni si scasseranno presto rivelandosi mezze fregature o peggio, ma intanto regaleranno un attimo di gioia a molti giusto in tempo per spingerli a votare come conviene.

Eppure in tanta abbondanza i soliti giovani sono rimasti con in mano il classico carbone. Per loro non c’è neppure l’illusione di un miglioramento. Giusto la conferma di quel bonus cultura di 500 euro per i diciottenni che solo a nominarlo viene da ridere, o da piangere.

In un recente consiglio dei ministri Matteo Renzi l’ha spiattellata chiara: «Il voto di sinistra è perso, bisogna conquistare quello di destra». Vuoi vedere che si è anche detto: «Il voto dei giovani, con le mazzate che gli abbiamo dato, è perso. Meglio rinsaldare il consenso nelle fasce dove andiamo forte».

E se qualcuno trova strano che il futuro disegnato da Renzi piaccia solo a chi ha più passato che futuro, sarà pure giovane ma resta gufo.

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86 comments

  1. Ciliegina della giornata: PD, Forza Italia e ex-fascisti di AN oggi votano in Senato una mozione congiunta per rimettere le mani su ATAC visto che i cittadini romani gliele avevano tolte.

    Adesso se sento ancora un fesso dire destra/sinistra o altre barzellette del genere, chiamo un TSO urgente. Questi del partito unico mafioso vogliono solo una cosa: €€€€, o anche $$$$ – basta che siano dei cittadini e non certo loro a metterli, e che sinao milionate.

    Comunicato del regime: http://roma.corriere.it/notizie/politica/16_ottobre_25/atac-senato-espropria-comune-si-all-amministrazione-straordinaria-79cc02d2-9ad5-11e6-97ec-60bd8f16d4a5.shtml

    Comunicato dell’assessore Meleo:

    ” Hanno portato Atac sull’orlo del baratro e oggi a gran voce ne chiedono il commissariamento. E come al solito il tutto sulla pelle dei cittadini romani.

    Oggi in Senato sono andate in scena le nuove convergenze parallele: Pd, Forza Italia ed ex An si sono messi d’accordo e, come buoni compagni di partito, hanno votato insieme un ordine del giorno che prevede il trasferimento della partecipazione dell’azienda capitolina dei trasporti dal Comune al Ministero dell’Economia.

    Insomma ora vogliono svendere e privatizzare Atac dopo averla fatta a pezzi in questi anni, abbandonandola ad una politica fatta di assenza di investimenti e scelte gestionali ed organizzative discutibili – basti pensare alle assunzioni e al caso Parentopoli.

    Ad esempio in 10 anni sono stati acquistati solo 300 nuovi autobus su un parco mezzi vetusto di oltre 2mila mezzi e prima del nostro arrivo in Campidoglio hanno fatto sparire 58 milioni di euro per la manutenzione della metro A.

    Viene da chiedersi come mai si è arrivati a tutto questo. Forse si è voluto dimostrare che il pubblico non è in grado di gestire Atac per poi così aprire la strada ai privati. Ecco perché nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un crollo evidente del servizio di tpl.

    A questo punto mi verrebbe da commentare: non è una casualità.
    Noi a differenza dei vecchi partiti che hanno governato Atac in questi anni vogliamo rilanciare e soprattutto risanare l’azienda. E ribadiamo: Atac deve rimanere pubblica, in mano a Roma Capitale.”

    1. Che ti aspettavi, il tappeto rosso? Capiremo che i grillini fanno sul serio e danno veramente fastidio, quando si comincera’ a vedere il sangue.

        1. I frighi sono pezze a colori. Chisse ne frega. Qualcuno dovrebbe dire ai giornalisti e anche alla Raggi che, si possono comperare frighi da chi ti smaltisce gratuitamente l’usato. A Milano fino a qualche anno fa, il servizio c’era, ma si pagava (e quindi ho optato per chi mi vendeva il frigo e si portava via il vecchio.
          La classe media e’ alle cozze, ma noi parliamo (in senso lato) di frighi. Poi capisco che la classe media stia sulle palle a tutti, ma non e’ un bel segnale.

  2. heiner ci avevi beccato!
    Siamo un paese di catto-merdine mafiosette…
    Non basta la seccatura di morire ricchi… se lasci toppo denaro fuori dalla famigghia vedono solo quello.

    1. Chicco…..Danibello parlava di frigoriferi sospetti nella strade di Roma?
      Ma è vero che la Raggi ha chiesto “‘ndo cazzo li attaccano che nun ce stanno le prese?”

        1. Fondare un partito?
          Ora che tagliate rimborsi e compensi?
          Fossi matto?
          per ora mi accontento di andare a Radiopop a sentire Varoufakis. …che magari mi spiega come fare la grana!

          (Chissà come s’incazza quando scopre che a Radiopop non gli danno manco un soldo….)

            1. È quello che ho scritto. Quelli gli chiedono soldi!
              Ma io non ne voglio sapere. Anzi, ti svelo un segreto
              I frigoriferi nelle strade di Roma erano tutti vuoti: sono passati prima della Raggi quelli del PD. ….

              (Ps . Dite a Danibello che io non ho mai pensato che i Grillini siano una massa di coglioni. E poi lui comunque non sarebbe uno che nella massa si confonde. …)

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