Yanis Varoufakis ti spiega perché l’Europa ha fatto flop

L’ex ministro greco torna sulle scene e nel suo ultimo libro spiega il perché del fallimento della valuta unica. Partendo da Bretton Woods e facendo nomi e cognomi dei responsabili

di Alessandro Gilioli – espresso.repubblica.it, 27/10/2016

Da quando non è più ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis si è preso diverse amare soddisfazioni. La prima è quella di aver visto confermare le sue previsioni sulla Grecia: la sottomissione 
di Tsipras alla Troika, avvenuta un anno e mezzo fa, non ha fatto che peggiorare le condizioni di vita dei cittadini, fino al nuovo taglio delle pensioni e al rischio di una crisi immobiliare nei prossimi mesi, con migliaia di senzatetto.

Ma più in generale Varoufakis aveva messo in guardia dal possibile processo di dissoluzione della Ue, denunciando gli effetti delle regole 
di Bruxelles e dell’architettura della sua moneta. Lasciato il governo, Varoufakis 
si è impegnato nella creazione di un movimento di sinistra europeo (Diem25 ) 
e nella stesura di un robusto saggio 
di geopolitica monetaria in uscita il 27 ottobre con il titolo “I deboli sono destinati a soffrire?” (La nave di Teseo, 338 pagine, 20 euro).

La tesi del libro è che gli squilibri sociali (e tra Paesi) che oggi dilaniano l’Europa hanno radici che risalgono almeno al 1971: l’anno in cui Nixon pose fine agli accordi di Bretton Woods, che 
dal 1944 regolavano l’ordine valutario mondiale imperniandolo sul dollaro e sulla sua convertibilità in oro.

La fine di quel sistema, scrive Varoufakis, portò i paesi europei a successivi tentativi di concatenazione tra le loro valute 
(il serpente monetario, lo Sme e 
infine l’euro) in cui finirono tuttavia 
per intrecciarsi errori tecnici, rigidità ideologiche e conflitti nazionali (in particolare, la competizione tra Francia 
e Germania).

Il risultato è il paradosso attuale: la moneta che doveva unire l’Europa l’ha invece divisa ancora di più, sia per ceti sociali all’interno di ogni Paese sia tra Stati, i cui interessi divergono e nei quali la valuta unica 
ha creato effetti diversi, compresa 
la svalutazione del lavoro come unico modo per salvare l’export non potendo 
più svalutare la moneta. Il saggio 
di Varoufakis non va alla ricerca di “poteri forti” nascosti dietro le tende, anzi fa nomi e cognomi dei politici (vivi o defunti) che secondo lui hanno causato il tracollo.

Non mancano pagine sull’Italia, in particolare sulla crisi del 2011, sulla caduta del governo Berlusconi, sul ruolo 
di Mario Monti e su quello successivo di Mario Draghi. Nell’appendice del saggio, le proposte politiche ed economiche dell’ex ministro, nonostante tutto 
un europeista convinto.

73 comments

    1. sembra di parlare di protagonisti/antagonisti de “Il Trono di Spade”… si odiano, si squartano, si stuprano, si ingannano… poi HBO da loro lo stipendio ed escono a festeggiare tutti insieme.

  1. Dylan accetta il Nobel.
    Nutella fa coming out sull’olio di palma.
    De Mita viene percepito dai ‘giovani’ (che non lo conoscono) come un gigante rispetto a Renzi (che manco si accorge di sembrarne il “figlio scemo”).

    La prima mi ha folgorato. Non me l’aspettavo.

      1. ‘umano’ è un termine che non comprendo… troppo vago.
        Direi più un “Ecce bombo” al contario: mi si nota di meno se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?

        1. Un adolescente di settantacinque anni, insomma.
          Sartre lo rifiuto’,ma anni dopo ci ripenso’, perche’ gli venne in mente di donare il premio in beneficenza. Gli risposero ciccia.

            1. Comunque non giudicavo io Dylan, reinterpretavo il tuo commento. Attribuirgli l’atteggiamento del noto film di Moretti a me suonava cosi’, poi non so perche’ Dylan abbia aspettato a rispondere. Tra l’altro io di Dylan conosco solo le canzoni piu’ famose e conosco poco della sua biografia. Non ho elementi per dire niente.

              1. diciamo che ha passato la vita tentando di scomparire agli occhi di una generazione che aveva fatto di lui una bandiera (senza chiedergliene il permesso), la stessa generazione che si sente oggi premiata con lui da quel Nobel.

    1. Non ho visto il dibattito. Ho visto solo uno spezzone da sito Repubblica e mo ha colpito una cosa: de mita guardava Renzi e gli dava simpaticamente del dittatore del PD, Renzi controbatteva senza guardarlo in faccia. Sembrava un attore di sit-com di scarso livello che recitava rivolto verso la camera.

  2. “Resta un europeista convinto” sta grande ed immensa cippa!…

    Qualcuno mi dovrebbe spiegare come ci si può definire tali puntando alla sua dissoluzione unilaterale.
    “Per costruirne un’altra” si dirà… eh già…

    Smantellando quel mezzo miracolo che fu l’Unione Europea nata dopo una serie di sanguinosi conflitti mondiali ma tuttavia senza ulteriori spargimenti di sangue, un processo lungo decenni per farne un’altra assolutamente fumosa e velleitaria, non condivisa, basata sulle idee del secolo scorso tra l’altro.
    Una bazzecola.

    Ma per favore…

    Il fatto è che questo scellerato massimalista dopo aver quasi portato al disastro (concretamente) il suo paese per la sua inettitudine politica, cacciato a pedate, si è riciclato come “pensatore” buono al massimo per il club dei marxisti estinti…
    (Senza offesa per Giuseppe)

    1. Naturalmente uno si schiera e che cosa gli si può imputare?
      Beh, forse i fantaccini sono accecati dall’odio. I soldati comuni si battono controvoglia, consapevoli che la causa non è la loro ma sono soverchiati da forze cui non sono capaci di opporsi. I veri soldati scelgono un campo credendoci e, credendoci, rispettano chi crede a una causa opposta.
      MI dispiace, ma affermando che Varoufakis ha portato al disastro il suo paese ti qualifichi per fantaccino.
      E se dico che mi dispiace, lo intendo.

      1. Ho scritto “ha quasi portato”, non “ha portato”, ha un significato molto diverso.
        Comunque:
        un generale ( altro che soldato) prima di gettare allo sbaraglio i suoi uomini studia il campo, le forze in campo, valuta le possibilità di vittoria e si lascia porte aperte per la ritirata.
        Solo un ottuso è disposto a inviare stupidamente a morte certa il suo esercito per vanità o ripicca.
        Per quanto siano fondate le sue ragioni (e le sue sono molto discutibili! Tra l’altro)
        Un buon generale (uno statista) quando si trova in soverchiante inferiorità numerica, e la battaglia ha il destino segnato, tratta. Anteponendo il bene del suo paese e dei suoi uomini alle sue convinzioni personali (quello che ha fatto Tsipras)
        Anche una resa onorevole, se è necessario.

        Per fare il “Davide” ci vuole molta intelligenza (non arroganza) e comunque presuppone un “Golia” abbastanza stupido…,
        Non era il caso.

            1. vedo che insisti a voler travisare: non ho imputato la crisi economica a Varoufakis (anche se non mi risulta che la sinistra a cui appartiene si sia mai stracciata le vesti quando la gente andava in pensione a 45 anni….) ma l’aver trascinato il suo paese sull’orlo del default, aver indetto un referendum scellerato con il bel risultato di un accordo peggiorativo.
              Un genio….

                1. Povero me, che non so leggere e non faccio che travisare! Ma almeno un punto pare fissato: Varoufakis non è stato responsabile della crisi economica. E finanziaria, aggiungerei, che non è un particolare irrilevante.
                  Ma è stato responsabile di aver trascinato il paese sull’orlo del default, che sarebbe roba economica e finanziaria, se non vado errato. Bancarotta, in parole nostrane.
                  Ora, la Grecia era in default da parecchio e solo una politica miope (eufemismo) dei creditori aveva rimandato la resa dei conti mediante la scelta del “extend and pretend”: che sarebbe: continuiamo a rinnovare i crediti, incameriamo stratosferici interessi e facciamo finta di credere che un giorno anche il capitale sarà rimborsato”. (chè, tanto, già gli interessi anzidetti lo rimborsavano, ma non si può dire).
                  Come abbia fatto Varoufakis a peggiorare tale situazione mi sfugge, se non dicendo alla UE: “Se così avete deciso, formalizziamo il fallimento e smettiamola di fingere. Oppure troviamo una via d’uscita che faccia tirare un minimo il fiato ai miei compatrioti. Quella che avete proposto è inaccettabile e, in effetti, i miei compatrioti l’hanno rigettata con un referendum che io sono tenuto a rispettare”.
                  Referendum, tra l’altro, non indetto da Varoufakis, bensì da Tsipras. Naturalmente si può sempre affermare che Varoufakis, da Richelieu greco, avesse subornato il secondo. Mi pare un po’ improbabile visto che non è stato quest’ultimo a dimettersi.
                  Comunque resta l'”accordo(?) peggiorativo” di cui sarebbe colpevole Varoufakis. Quando ormai non aveva più un ruolo governativo. Ergo una vendetta postuma contro un intero popolo per l’arroganza (chiamiamola così) di uno solo.
                  Nemmeno le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale punirono i tedeschi dopo aver sconfitto Hitler come la UE punisce la Grecia dopo aver sconfitto Varoufakis.
                  Notevole.
                  Infine, non so quale sia stato l’atteggiamento della “sinistra cui [Varoufakis] appartiene” ai tempi dell’allegra finanza pubblica greca [istigata e favorita dai creditori] . La “sinistra” istituzionale greca responsabile dei disastri non fu tanto diversa da tanta altra “sinistra” europea. Sinistra nel senso di infausta. Dubito che Varoufakis ne abbia fatto parte, ma tu che la sai più lunga potrai ragguagliarmi con i dettagli.

                  1. seee vabbè…
                    ho preso un abbaglio, (pensa te quei coglioni che per mesi ci hanno speso carriolate di bla bla bla sui media e persino in questo blog su un tipo che alla fine non ha fatto niente…).
                    Come non detto.
                    è palese che quello che la sa più lunga di tutti sei tu…

        1. Dubito che valga la pena di discutere ma, giusto per sprecare un paio di minuti:

          a) la disastrosa situazione economico-finanziaria della Grecia che ha portato ai Memorandum non è imputabile a Varoufakis

          b) Varoufakis è stato co-protagonista (fino a prova contraria c’era anche Tsipras) dei negoziati sui Memorandum, Diciamo che sia stato sconsiderato, scellerato massimalista e via discorrendo. E’ stato sconfitto e si è dimesso.

          c) Tolto di mezzo l’irritantissimo arrogante i vertici della UE avrebbero dovuto trovare la serenità necessaria per concordare una soluzione equa ed umana del problema del debito greco. E’ avvenuto? Non mi pare.

          Altro tema è quello dell’attività politica di Varoufakis da privato cittadino che sfruttando una certa notorietà e una certa autorevolezza (almeno per alcuni) propone un movimento per una revisione “da sinistra” delle politiche dell’Unione. Mi pare sia in notevole compagnia ma, salvo che un forte consenso popolare non gliene dia la forza, non vedo proprio quale pericolo rappresenti per quel “mezzo miracolo che fu l’Unione Europea”. Fu. Hai usato il tempo giusto del verbo.

      1. Dipende dove vuoi “ritornare”
        Nella linea temporale, ad oggi, “ritornare” non è possibile, si può solo e sempre andare avanti.
        Di qualunque cosa parli c’è sempre un’evoluzione, cosa questa comporti è il punto.
        È come il discorso di alcuni giorni fa su i diritti. Non esistino “diritti inalienabili”, si può solo lavorare per rafforzarli o diminuirli. O fare in modo che il “diritto” di qualcuno non divventi il giogo di qualcun altro

  3. Giusto mentre pensavo che probabilmente se vi leggessero qualcuno scriverebbe una lettera dal titolo “lettera agli ex (?) Renziani folgorati sulla via di Civati (o Grillo, scegliete voi)”, ho appreso la notizia che, con gli altri attivisti del Movimento, abbiamo approvato il nuovo Non Statuto con una maggioranza ungherese.
    La versione approvata , tra le due proposte, è quella che prevede le espulsioni.
    La terza versione, quella proposta da Danibello, che prevede propedeuticamente all’espulsione, a completamento e non alternativa, scudisciate, pece, piume, e, ultima ma non ultima, la morte del l’espulso inflitta per
    1. Lapidazione
    2. Forca
    3. Ghigliottina
    4. Rogo
    5. Iscrizione al Pd
    Sarà sottoposta agli iscritti dopo il referendum di dicembre.

    Ps. A Torino è già stata rinominata la piazza Statuto in Piazza del Non Statuto

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