Adiós, Líder Máximo

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118 comments

  1. Da vivo, Fidel Castro è apparso su questo blog 12 volte.
    Alexīs Tsipras più di 1600… e dubito sia stato vivo più di tre quarti d’ora nella sua vita.

    ps: il blog ha quasi 122.MILA commenti.

  2. Fidel

    Il problema dei leader, massimi o infimi, mi affascina e turba da una vita è ho la sensazione che trapasserò senza averlo risolto, se non, insoddisfacentemente, in teoria.
    Dovrei negare millenni di storia di quasi tutte le culture per negare che le collettività sono governate da capi, raramente, “illuminati”.
    Sarei tentato di rassegnarmi all’idea che c’è qualcosa di genetico, in senso lato, che ci costringe a condividere con il mondo degli animali sociali la struttura gerarchica del branco: maschio o femmina alfa, eccetera.
    Eppure l’intelligenza superiore, di cui si presume gli esseri umani siano dotati, dovrebbe indurci a sottrarci a una forma di convivenza che condanna i “deboli” a vantaggio dei “forti” ai fini di una presunta “selezione naturale”.
    Devo prendere atto che siamo lontani da tale obiettivo, ammesso che sia realizzabile e degno come io penso e spero.
    E, dunque, accettando l’ineluttabilità storica, sinora, dei leader non posso mettere tutti nello stesso mazzo per motivi di principio.
    Fidel Castro è stato un dittatore? Sì. Si è spinto sino a inaugurare una dinastia familiare? Sì. Ha perseguitato gli oppositori? Sì, ma al riguardo occorrerebbe disporre di dati meno inficiati dalla propaganda contro il regime più che generosamente finanziata in primis dagli Stati Uniti. E andrebbe tenuto presente che la cosiddetta opposizione interna è prevalentemente alimentata da emigrati in Florida che, con la complicità di CIA e compagnia bella, hanno tentato in mille modi di assassinare Castro e abbattere il regime, anche con atti di terrorismo. Che il regime di Castro coccoli quei compatrioti birichini è voler vivere in un mondo di favole. O essere fan sfegatati della “perseguitata” Yoani Sanchez, fulgida figura di eroismo resistente.

    Quale società ha creato Castro?
    Che la popolazione cubana, élite escluse, viva molto poveramente, secondo gli standard occidentali, mi pare fuori discussione. La piccola isola, peraltro, ha le risorse che ha e gli amici che le restano, terminato il soccorso dell’ex Unione Sovietica.
    Molte fonti, tra cui un amico di recente tornato da Cuba, mi descrivono un paese in cui la povertà è vissuta con grande dignità, i servizi essenziali (in particolare salute e istruzione) sono garantiti a livelli superiori a molti paesi occidentali. E, soprattutto, la solidarietà sociale è un profondamente vissuto e garantisce, pur nella povertà, uno stile di vita che definirei mediamente felice anche se per noi è così difficile concepire l’idea in assenza del consumismo indispensabile a quella che consideriamo la nostra “felicità”.

    Cuba non è il paradiso in terra. Cuba non è democratica.
    Ed è ormai destinata a diventare il paradiso in terra e la democrazia come li intendiamo noi. Ammesso che abbiamo motivi di felicitarci del nostro modo di vivere.
    Ho seri dubbi che sarà un progresso.

    Ho pregiudizi. Coltivo, criticamente, qualche piccolo mito. Non sono informatissimo.
    Ma mi sia permesso quanto meno di affermare che esiste qualche differenza tra la dittatura dei fratelli Castro e, che ne so?, le monarchie del Golfo, privilegiatissime partner dell’occidente. Nonché la dittatura del capitalismo, sull’esistenza della quale e sui cui mali, ovviamente, non tutti siamo d’accordo.

    1. PS.

      Over the years, Cuba has expressed pride for the nation’s accomplishments in health and education. In 2005, according to the U.N. Development Program’s 2007/2008 Human Development Report, life expectancy in Cuba was 77.7 years, adult literacy was estimated at almost 100%, and the infant mortality rate was 6 per 1,000 live births, the lowest rate in Latin America. For 2006 and 2007, Cuba has boasted an infant mortality rate of 5.3.

      OK, un paio di dati vecchi e parziali. Ma la fonte non si può dire sia apologetica:
      Ufficio Ricerche del Congresso degli Stati Uniti
      https://file.wikileaks.org/file/crs/RL33819.pdf

            1. Ma no e’ che mi sembra di capire che yu abbia un giudizio piu’ articolato su Fidel, mentre io a parte le origini ne do’ una valutazione piu’ tranchant. Sono la meno adatta a parlarne.

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