Referendum, Renzi cade. La sconfitta di un irresponsabile giocatore d’azzardo.

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Dunque Matteo Renzi cade. E cade rovinosamente, sotto il peso di un 60% e di oltre 19 milioni di italiani che, con il loro NO, hanno intonato il de profundis alla sua riforma costituzionale. Un risultato che non lascia spazio ad alcun alibi se non al livore dei suoi instancabili pasdaran che, come giapponesi nella jungla, ora cercano miseramente di rispedire la palla della responsabilità del governo alla ‘accozzaglia’. Senza accorgersi che la guerra è finita e che già un secondo dopo la chiusura dei seggi l’accozzaglia si è sciolta, come era logico che fosse. Troppo comodo e meschino lo scaricabarile, dopo che per mesi Renzi e i suoi hanno giocato spregiudicatamente una roulette russa folle, un ‘uno contro tutti’ cercato a tutti i costi, con l’obiettivo di diventare potere pigliatutto sul tavolo verde del Paese. Il Paese invece ha reagito rispondendo NO, serrando le fila delle appartenenze politiche e pure…

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354 comments

  1. Come era facilmente prevedibile , affossato il ducetto di Rignano, si è scatenata la bagarre sulla legge elettorale.Difficilmente penso che possano trovare una soluzione accettabile da gran parte degli schieramenti.Il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’Italicum sarà importante ma poi? Proporzionale o maggioritario? Dipendesse solo da me opterei per i collegi uninominali alla francese ma , come già detto, per garantire un minimo di governabilità mi andrebbe bene anche l’Italicum con due modifiche sostanziali: 1) premio di maggioranza non alla lista ma alla coalizione. 2) Eliminazione totale dei capilista e divieto di multicandidature.Troppo poco? Danno per i 5S ? Può darsi ma mica glielo ha ordinato il medico di non allearsi con nessuno……………………………….

  2. vorrei dire la mia sull’argomento del giorno…
    devo ancora rifarmi a Graziani o Brancaccio (come erede di un certo tipo di analisi politico/economica)… e ancora sottolineare :

    la sfida per la costruzione di un paradigma economico alternativo dovrebbe riguardare in primo luogo il metodo. La teoria neoclassica poggia sull’individualismo metodologico, un criterio di analisi della società che può essere rozzamente sintetizzato nella massima thatcheriana secondo cui la società non esiste, ed esistono solo uomini, donne e famiglie. Questa chiave di lettura della realtà asseconda il senso comune, ma proprio per questo pregiudica ogni possibilità di comprensione dei reali meccanismi di funzionamento del capitalismo, all’interno del quale i singoli individui contano solo in quanto componenti di gruppi, coalizioni, e classi sociali. Per Graziani, dunque, l’edificazione di una teoria del capitalismo scientificamente valida richiede in primo luogo il recupero e l’aggiornamento di un metodo di ricerca basato sullo studio degli antagonismi tra gruppi di interesse, e in ultima istanza tra le classi…

    il m5s cerca l’amalgama interclassista su dei concetti base semplici ed intuitivi, per lo più “morali”, su questa impalcatura “postideologica” fonda il suo “dogma”… tutto il resto dei comportamenti è palesemente un risultato, per me l’errore è nelle fondamenta non nei travetti…

      1. Non so, mi fai venire in mente nella valle di elah, verso la fine, il protagonista racconta la storia di Davide e Golia al figlio della poliziotta e il bambino rimane stupito che abbiano mandato Davide contro Golia.

  3. @Lame… Non ci siamo. Proprio tu stai riducendo tutto a parole d’ordine e ordinatezza e questo c’entra poco con la coerenza… anzi, la coerenza c’entra nulla (complimenti ha chi l’ha tirata in ballo!).

    ***Hai due vestiti.
    ***Uno ti calza a pennello. Indossarlo ti fa sentire bene. Ti fa sentire (coerente con) te stessa.
    ***L’altro ti fa schifo. Ti fa sentire un po’ di merda.
    ***C’è una festa. Sei invitata. Ci tieni molto a non perderla perché alcune occasioni non si ripetono.
    ***Mandi il vestito ‘buono’ in lavanderia e lo vai a ritirare due ore prima della festa.
    ***La lavanderia ti ha perso il vestito (l’imprecazione è concessa).

    a. Te ne fai una ragione e vai comunque alla festa con il vestito di merda (quello che ti fa apparire incoerente con la tua forma). Amen.

    b. Hai una crisi di “coerenza isterica” e non vai alla festa pur sapendo che alcune occasioni non si ripetono.

    Per questo sin dall’inizio, con heiner ho parlato di isteria.

    1. almeno negli ultimi decenni (secoli) questa mi pare piuttosto una visione leninist-rivoluzionar della battaglia politica.
      il fine giustifica il mezzo. se ci si scosta non si analizzano le varietà possibili, ma può partire solo la giustificazione. non esiste via di mezzo

      1. anche ritirandosi su una panchina, talvolta bisogna agire.
        Stai leggendo un libro bellissimo, un piccione passa sopra la tua testa e intuisci che sta per fare ciò che sta per fare.
        Per evitare, devi muoverti di scatto perdendo il segno del tuo libro da sogno.
        Dai, poi lo ritrovi il segno… credimi, ce la farai.

              1. anche perché per me quello che non convince alle fondamenta è proprio quello che non convinceva in renzi e in berlusconi. l’uomo solo al comando, la linea indiscutibile, l’opacità del dibattito (nullo in berlusca, formale in renzi, rovesciato in una moderna fattoria degli animali in grillo).

                1. non ho argomenti su questo… Anche durante il berlusconismo non ho mai sofferto di crisi isteriche… mi è solo spiaciuto per i tipi del cavalletto e del souvenir del duomo. Dilettanti.

    1. certo… il popolo è della sinistra, altrimenti è populista.
      Il problema è che la ‘sinistra’ non c’è, ma il popolo persiste e ingombra il panorama.

        1. Articolo 1
          L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
          La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

          Sul serio… Riformiamo.
          Io sostituirei “sul lavoro” con “sulla gioia de vivere”,
          tu con cosa sostituiresti ‘popolo’?

            1. “volevo un gatto nero nero nero, tu me l’hai dato bianco con te non gioco più”

              Giusto per implementare la mia teoria sulla dilagante isteria senile anticipata.

                  1. su questo sono pragmatico… se la Costituzione dice ‘popolo’, mi va bene popolo… mode e isterie collettive temporanee mi toccano solo di striscio.

                    1. questo è il punto… sono le parole che si consumano oppure i nostri neuroni sono soggetti all’edonismo momentaneo?

  4. Vedo molti piddini e sinistrati che adesso si agitano e corrono e si scalmanano e cianciano di leggi elettorali e altre amenita’ – e’ un po’ tardi. Ci vorrebbe anche un po’ di stile a perdere, ma so di chiedere una cosa impossibile.

    Comunque vi inviterei a riflettere: “se sei salito a bordo del treno sbagliato, non ti serve a molto correre lungo il corridoio nella direzione opposta”.

    Credo che il M5S debba adesso concentrarsi solo su redigere con gli iscritti il programma con il quale intende presentarsi per governare il paese. E immediatamente dopo sulla selezione dei portavoce, con una durissima norma voltagabbana.

    E’ impensabile che un paese rimanga governato per piu’ di 2 o 3 mesi da gente che e’ stata ampiamente sfiduciata dal popolo.

      1. Il m5s si e’ presentato a Rima con un programma che sta rispettando alla lettera. I portavoce sono il Sindaco e i consiglieri, e mi sembrano tutti validi fino a prova contraria. Zero voltagabbana ad oggi.
        C’e’ il terzo elemento: gli esecutori del programma, ovvero i tecnici nominati assessori, e nel futuro governo i ministri: quelli saranno i piu’ capaci e qualificati, ma sono ovviamente vincolati al programma e sotto controllo da parte dei portavoce: non vedo il problema.

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