Il governo conta, ma dobbiamo ricominciare dall’opposizione

di Luciana Castellina – manifesto.info, 06/12/2016

Dopo il referendum. Se non vogliamo che domenica sia stata una vittoria di Pirro, il vero impegno per la sinistra comincia adesso. Il governo è importante, ma superato lo slogan «se andremo al governo faremo…». Dobbiamo fare subito, laddove siamo

Evviva. Le vittorie, da un bel pezzo così rare, fanno bene alla salute. E poi questa sulla costituzione non è stata una vittoria qualsiasi, come sappiamo, nonostante le contraddittorie motivazioni che hanno contribuito a far vincere il No.

La cosa più bella a me è comunque sembrata la lunghissima campagna referendaria.

Contrariamente a quanto è stato detto «uno spettacolo indecente», «una rissa», ecc. quel che è accaduto contro ogni attesa è stato un rinnovato tuffo nella politica di milioni di persone che non discutevano più assieme da decenni. Come se si fosse riscoperta, assieme alla Costituzione, anche la bellezza della partecipazione.

In questo senso mi pare si possa ben dire che contro il tentativo di ridurre la politica alla delega ad un esecutivo che al massimo risponde solo ogni cinque anni di quello che fa si sia riaffermata l’importanza dell’art.3, quello in cui si riconosce il diritto collettivo a contribuire alle scelte del paese. Pur non formalmente toccato dalla riforma Boschi, è evidente che la cancellazione della sua sostanza era sottesa a tutte le modifiche proposte. Evviva di nuovo.

Per noi sinistra il vero impegno comincia adesso.

Non vorrei tuttavia turbare i nostri sogni nel sonno del dovuto riposo dopo questa cavalcata estenuante e però credo dobbiamo essere consapevoli che per noi sinistra il vero impegno comincia adesso.

Quella che abbiamo combattuto non è stata infatti solo una battaglia per difendere la nostra bella democrazia da una deplorevole invenzione di Matteo Renzi: abbiamo dovuto impedire che venisse suggellata un’ulteriore tappa di quel processo di svuotamento della sovranità popolare, che procede,  arrestare.

Viene da lontano, si potrebbe dire dal 1973, quando all’inizio reale della lunga crisi che ancor oggi viviamo, Stati Uniti, Giappone e Europa, su sollecitazione di Kissinger e Rockfeller, riuniti a Tokio, decretarono in un famoso manifesto che con gli anni ribelli si era sviluppata troppa democrazia e che il sistema non poteva permettersela. Le cose del mondo erano diventate troppo complicate per lasciarle ai parlamenti, ossia alla politica, dunque ai cittadini.

E da allora che si cominciò parlare di governance (che è quella dei Consigli d’amministrazione prevista per banche e per ditte) e ad affidare via via sempre di più le decisioni che contano a poteri estranei a quelli dei nostro ordinamenti democratici, cui sono state lasciate solo minori competenze di applicazione.

Abbiamo protestato contro molte privatizzazioni, poco contro quella principale: quella del potere legislativo.

Qualche settimana fa Bayer ha comprato Monsanto: un accordo commerciale, di diritto privato. Che avrà però assai maggiori conseguenze sulle nostre vite di quante non ne avranno molte decisioni dei parlamenti.

Ci siamo illusi che la globalizzazione producesse solo una catastrofica politica economica il liberismo, l’austerity e invece ha stravolto il nostro stesso ordinamento democratico. Mettendo in campo per via estralegale quello che dal Banking Blog è stato definito l’acefalo aereo senza pilota del capitale finanziario, impermeabile alla politica.

Per svuotare il potere dei parlamenti, un po’ ovunque, ma in Italia con maggiore vigore, sono stati delegittimati, anzi smontati, quegli strumenti senza i quali quei parlamenti non avrebbero comunque più potuto rispondere ai cittadini: i partiti politici, addirittura ridicolizzati e resi leggeri, cioè inconsistenti e incapaci di costituire l’indispensabile canale di comunicazione fra cittadini e istituzioni.

Si sono via via annullate le principali forme di partecipazione, o, quando non è stato possibile, sono stati recisi i legami che queste tradizionalmente avevano con una rappresentanza parlamentare.

Se adesso vogliamo che la vittoria del No non sia di Pirro dobbiamo ricominciare a costruire la sostanza della democrazia, e cioè la partecipazione

Se adesso vogliamo che la vittoria del No non sia di Pirro dobbiamo ricominciare a costruire la sostanza della democrazia, e cioè la partecipazione, i soggetti sociali ma anche politici in grado di non renderla pura protesta o mera invocazione a ciò che potrebbe fare solo un governo.

Dobbiamo cioè uscire dall’ossessione governista che sembra aver preso tutta la sinistra, e cominciare a ricostruire l’alternativa dall’opposizione.

La democrazia è conflitto (accompagnato da un progetto), perché solo questo impedisce la pietrificazione delle caste e dei poteri costituiti. Se non trova spazi e canali, diventa solo protesta confusa, manipolabile da chiunque.

Tocca a noi aprire quei canali, costruire le casematte necessarie a creare rapporti di forza più favorevoli; e poi, sì, cercare le mediazioni (che non sono di per sé inciuci) per raggiungere i compromessi possibili (rifiutando quelli cattivi e lavorando per quelli positivi).

Del resto, non è stato forse proprio per via delle lotte e dell’esistenza di robusti canali e presenze parlamentari che fino agli anni 70 siamo riusciti ad ottenere quasi tutto quanto di buono oggi cerchiano di difendere coi denti, dall’opposizione e non perché avevamo un ministricolo in qualche governo?

Dobbiamo fare subito, laddove siamo.

Non voglio dire che un governo non sia importante, vorrei solo superassimo l’ossessione che si incarna negli slogan elettorali: «Se andremo al governo, faremo». Dobbiamo fare subito, laddove siamo.

Nella mia penultima iniziativa referendaria, a Gioiosa Jonica (in piazza come non si faceva da tempo) una splendida cantante locale è arrivata a concludere: con la canzone che ben conosciamo Libertà è partecipazione.

Propongo divenga l’inno della nostra area No. (E speriamo anche che quest’area preservi l’unità di questi mesi).

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220 comments

  1. Anche qui tutti a sostenere che l’Italicum fa il gioco dei 5S e chi li avversa farà di tutto per cambiarlo , ma ne siamo proprio sicuri? Mi spiego. Negli ultimi ballottaggi per le amministrative i 5S hanno goduto di una situazione di privilegio.In qualsiasi ballottaggio fra candidato PD e 5S da destra a sinistra tutti hanno preferito il grillino(a) perchè Renzi stava sui coglioni a tutti e il risultato del referendum lo ha dimostrato. Tolto di mezzo Renzi abbiamo la certezza che la scelta sarà uguale? A me più di un dubbio mi viene. Certo molto dipenderà da come evolve il PD. Della serie: se sarà ancora e comunque Renzi a dare le carte nel partito i miei dubbi vanno a ramengo.Ma in caso contrario?

  2. belli vispi oggi
    il “problema” rimane la finanza (o capitale come piace a marco)
    ieri sera, mi sono beccato 5 minuti di intervista all’amichetto di renzi, il finanziere serra
    Chi lo intervistava e lui che rispondeva, partiva dal presupposto che il tipo avesse un “lavoro”.
    La ciabattata non ha preso la tv, che in camera ho un televisore piccolo, ma il punto è questo.
    fino a che non si capirà e metterà per scritto, con leggi, tasse e quanto altro, che fare soldi con i soldi non è lavorare e che i profitti di questi artifizi non creano niente e quindi vanno tassati all’80% non ne verremo fuori.
    Dare sicurezze a chi lavora (come dice lame) e ristabilire una gerarchia fra reddito d’impresa (agevolato dal fisco) e reddito finanziario (penalizzato dal fisco) sono le prime mosse.
    Difficili, impossibili , boh ?
    ma penso che se questa non é la partenza di un fantomatico nuovo governo, andate pure a rivedervi il video che ho postato oggi. Quello è il futuro

      1. le rendite finanziare dovrebbero avere tassazione più alta rispetto ai profitti industriali.
        Ti ricordi la fiat di romiti che disinveste nell’auto per aumentare il capitale da investire in finanza ? Benetton lo stesso, Italcementi pure
        Se a pigiar bottoni, senza rischio di impresa, ma soprattutto senza dipendenti, beghe, fornitori, clienti e cazzi vari, guadagni di più, ma anche lo stesso, che a produrre beni o servizi, ma chi te lo fa fare ?
        Quando la porsche ha comprato il gruppo audi/volkswagen lo ha fatto grazie ai guadagni in borsa, non certo per il capitale della casa madre che fattura forse un centesimo del gruppo VW

        sono queste le storture, i redditi finanziari devono essere tassati il doppio di quelli industriali.
        C’è così tanta liquidità in giro da poter fare il bello e cattivo tempo, le speculazioni al ribasso, possono distruggere una nazione.
        Il gioco deve essere reso nn conveniente.
        È un po’ come il miraggio socialista, ne convengo, ma altrimenti sono pezze calde. E fuori è -18

        1. questa è una stortura verso la finanziarizzazione generale… non toglie però che posso andare a sfruttare con l’impresa dove c’è merce umana a buon prezzo e rendere più a buon mercato quelli che stanno meglio

        2. caro sun, mi si sono accesi 1500 campanelli d’allarme, dato che viviamo immersi (tutti) in una condizione di dipendenza tale dalla finanza che qualsiasi cosa tocchi rischi assai. ma dato che non ho le competenze fiscali e macroeconomiche per obiettare me ne sto zitto.

              1. heiner ormai ti conosco e spesso sono d’accordo con te ma non puoi troncare subito, credo che sia uno dei problemi principali del dialogo

    1. Caro Sun di impossibile non c’è nulla.Basterebbe volerlo.Soprattutto chi ha in mano il potere decisionale.Dubito molto che gli attuali siano propensi a intraprendere questa strada.Dovremmo prima farli fuori , politicamente parlando, quasi tutti.Io , tu , Laura e tutti quelli che la pensano come noi saremo in grado di farlo?

      1. > chi ha in mano il potere decisionale.

        …e 30 caccia bombardieri,
        4 atomiche,
        12 batterie antimissile,
        300 carri armati,
        300mila uomini bene addestrati… etc

        Oppure un progetto populista possibilmente non fascista.

    2. non fare distinzioni il capitale diventa finanziario per opportunità di guadagno… non cercare quello “buono”… non esiste buono e cattivo è asessuale

          1. ti ho spiegato, o meglio ti ho riportato il punto di trasformazione citato da Antonio e negli scritti di Augusto Graziani, non si tratta di demonizzare ma di analizzare a cosa hanno portato

            1. servivano alla frantumazione di un fronte sindacale e ad una esternalizzazione della grande impresa, questo è, niente buoni e cattivi ancora nonostante ci piaccia Bennato

  3. Ok, adesso seriamente vi dico cosa penso e perche’ sono ancora qui a scrivere… E’ evidente che a me il M5S piace per coerenza ecc. ma non e’ questo il punto: un M5S al 30% o anche al 35% o 40% non avra’ la maggioranza per incidere veramente al governo.
    Per cui l’unica possibilita’ e’ di fare una legge proporzionale e di allearsi con qualcuno. Ad oggi mancano la legge proporzionale ed il qualcuno. E’ molto probabile che con l’attuale legge il M5S prendera’ la maggioranza alla camera. Manca sempre il qualcuno.
    E quel qualcuno si puo’ materializzare solo se la sinistrata parte del PD che ancora si richiama al PCI ecc. ammette il fallimento nei fatti del PD, e invece di puntare al vitalizio fa una bella scissione. Che non e’ la scissione classica dei partiti di sinistra, ma la scissione da un partito di affaristi e pupazzi della finanza. Stiamo parlando di cose impossibili: l’ultima cosa che Bersani & Co vogliono e’ la scissione: loro vogliono fare i pupazzi, o quanto meno i perdenti di successo.
    Per cui non c’e’ speranza – ed e’ meglio che il PD si sciolga il prima possibile. Sta gia’ accadendo in molte regioni, e lo scannamento a livello locale sta raggiungendo livelli molto alti perche’ il referendum ha mandato un messaggio preciso citta’ per citta’ su dove il PD perdera’ i ballottaggi alle prossime comunali. E non stiamo parlando solo di tutto il sud, le Isole, ecc. ma anche in moltissimi posti al nord, da Alessandria ai comuni del Veneto.
    Migliaia e migliaia di middle-men piddini in mezzo ad una strada tra pochi mesi: una visione da incubo. Per cui anche se ai vertici i sinistrati fingono di resistere, nei territori lo squagliamento e’ gia’ cominciato. Non fate l’onda – e soprattutto non chiudetevi nella riserva indiana: quando arrivera’ lo tsunami la tenda non reggera’.

    1. …fare una legge proporzionale e di allearsi con qualcuno…
      Dopo che hai sputato in un occhio a tutti e continui a farlo (vedi sopra), come cazzo fai a pensare che qualcuno ti reggerà la coda?
      È molto meglio l’Italicum: pieni poteri, totali(tari) e via andare. Almeno così si vede subito se ci siete o ci fate.

      1. Secondo me lo sputo e’ stato salutare ed ha aiutato a disinfettare. Ovvio dove l’organismo e’ in cancrena c’e’ poco da disinfettare…

        1. non so se è stato salutare, ma gli italiani in genere preferiscono uno che gli sputi addosso piuttosto che cercare di prendersi qualche responsabilità.

          1. (l’estetica è quella:
            Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno)

              1. comunque, a parte battute da due cents (marco piddino scusa) …
                c’è il ripristino di una certa estetica.
                se proprio vogliamo salvare qualcosa possiamo pure dire che la sinistra l’aveva persa del tutto. sul fatto che sia o meno auspicabile.. un altro paio di scarpe (cit.)

                  1. Ancora non hai capito che i 5* sono il capro espiatorio per eccellenza? Alla fine di qualunque intricato ragionamento, si arriva a loro. L’origine del male, il male del futuro.

      2. E mi allargo anche. Perfino se hai la maggioranza assoluta, incontrastata, il 51 per cento per intenderci, devi tener conto che esistono anche gli altri. Renzi docet.

    2. Penso che il dramma dei cinque stelle sia che non puo’ allearsi con nessuno. E anche se riuscisse a smussare un po’ la rigidita’, ma la vedo difficile, non troverebbe nessuno con cui allearsi. Almeno, io non vedo nessuno, altrimenti uno straccio di alternativa da votare l’avrei trovata.

      1. Il m5s si allea solo con forze vergini, o perlomeno con l’imene rifatto – e comunque che intendano congiungersi per amore o quantomeno interessi e stili di vita comuni. Attualmente il panorama politico e’ un lupanare di vecchi professionisti del mestiere, che si vendono secondo un tariffario – non c’e’ mercato…

        1. Dani, io bazzica la lega dei senza dio
          Se siete interessati fammi un fischio
          Ma ti avviso: niente vergini. Troppo noiose. A meno che, come diceva Marina Ripa di Meana, non siano ascendenti mignotta. ….?

          1. comincio a pensare che starò sulla riva del fiume molto meno di quel che credevo. 😀

            p.s. L’unica alleanza mai fatta in Italia dal 5S è con la Lega, a Laives, grosso borgo alle porte di Bolzano.

                  1. non era l’unico posto che con un’alleanza avrebbero potuto governare, non c’era un’emergenza particolare di qualsivoglia genere, non dovevano per forza governare lì e non in altri posti. Però lì l’hanno fatto alleandosi con la Lega.
                    #solo.fatti

                    1. emergenza particolare? Che ne so io?
                      Tu sei lì, hai il diritto di condannarne la coerenza,
                      io non mi sento in dovere di difenderla.
                      Ho altri tipi di aspettative da ‘sti matti.. non se hanno fatto la comunione, si sono confessati o hanno trattato male la nonna.

                    2. E’ un po’ come i voti contrari e astenuti sui vaccini, non sono segnali incoraggianti, ma non essendo un partito strutturato e’ difficile dire se si tratti di scelte consapevoli o scelte locali dovute al background di chi e’ arrivato in consiglio comunale o dei meetup locali. Anche quelli che ho conosciuto qui, nel mio piccolo comune, mi son sembrati destrorsi, non proprio leghisti, ma qui puo’ essere perche’ la sx e’ piuttosto forte ed e’ riuscita ad amalgamare le varie anime +pd in un’unica lista civica.
                      Voglio dire, c’e’ troppa fluidita’ per trarre indicazioni generali, per ora. Aspettiamo.

                    3. Controlla proprio tutto tutto? Anche se fosse, l’imput e’ partito da loro e lui avra’ detto si come l’uomo del monte. Allora potremmo ipotizzare che qualcuno si sia azzardato a fare alleanze a sx e la cosa e’ stata soffocata nella culla

                    4. Sbagliavo a chiamarla isteria collettiva. Avevi ragione tu, Antonella, sul 5* capro espiatorio unico, essendo crollato Renzi.
                      4 telefonate oggi di anti-renziani, pro-NO… anziché essere contenti del risultato, mi hanno fracassato mezz’ora i coglioni su Grillo… Tutti…
                      Che dire? Aspettino sulla riva del fiume Tsipras (giusto per dire un solo fiume) e buttino un copertone usato quando passerà il mio cadavere.
                      Come le caprette di Heidi, farò ciao!

                    5. Da quello che so io in quelle lande desolate e montane lontano da dio e dagli uomini hanno un sistema elettorale tutto loro, che prevede elezione diretta del sindaco ma consiglieri attribuiti in modo proporzionale senza premio di maggioranza. Ha il suo perché: con un premio di maggioranza, la maggioranza tedesca inchiappetta gli italiani e viceversa rispetto a chi é preponderante. Per cui i consiglieri appoggiano la coalizione più votata sulla base di un programma, ma che sappia io non hanno assessori ecc.
                      Conclusione: prendere uno sperduto comune del Südtirol per dipingere scenari italiani è non dico una forzatura, è proprio delirio puro.

                      Poi ciliegina sulla torta: la lega c’entra un cazzo o poco. La giunta è centro-destra con Südtiroler Volkspartei

                      https://www.salto.bz/it/article/08062015/laives-firmato-laccordo-con-5-stelle

    3. ah ah ah ah ah ah

      mai letto così tante cazzate in così poche righe (si le righe sono tante – troppe – ma in confronto alle cazzate sono una didascalia corpo 6.

      Grazie X, quando penso che tu sei il militante tipo del M5S…

  4. Mario, in confidenza, il destino di Possibile e’ segnato … tutto parte sul finire dello scorso millennio. Il giovane Civati, allora giovane ricercatore di filosofia, prepara la macchina per andare a fare una vacanza estiva con degli amici in campeggio. Mette dentro il legno (=la chitarra), il canzoniere coi canti popolari, riserve di fumo per due settimane, la tenda ecc. e ad un certo punto gli viene l’idea di portare qualche libro. Un suo amico gli prestera’ qualcosa di Pavese (“Lavorare stanca”), Russell (“Elogio dell’ozio”) e un’intera collezione di fumetti incentrati sulla vita e opere di Paolino Paperino. In quelle due settimane il giovane Civati tra fumose discussioni sul sol dell’avvenire, cantate del pueblo unido e letture sul dolce far niente lo convinceranno a consacrare la sua vita ad una causa politica nobilissima: evitare di lavorare per vivere e divertirsi.
    Comincia cosi’ in quegli anni la sua carriera che prosegue allegramente la sua carriera. Nella sua ormai ventennale esperienza (iniziata appunto nel 1997) ricordiamo i suoi contributi principali: il Catopleba, e l’invidia per il suo compagno di avventure Renzi.
    Ad ogni modo, compagno, avanti con ottimismo! C’e’ chi crede all’oroscopo, e chi a Civati: tu di che segno sei?

    1. Dani Dani, continui a sparare balle!
      La tua ricostruzione potrebbe anche apparire veritiera e imbrogliare qualche all’occorrenza, se non fosse per la storia della “riserva di fumo per due settimane”!
      Parliamo del Civa, non di Bukowski!

      Ps. La parte sulla propensione al lavoro comunque non è male, duttile. Si adatta bene anche a Di Battista o Di Maio (tolta la parte sui libri, che mi sa che lui manco quello ha fatto)

  5. Enrico Mentana
    3 h ·
    Ora in molti spiegano che Renzi ha perso perché è diventato antipatico, o perché è passato dalla bicicletta al volo di stato. Il referendum non è una gara a chi è più simpatico o più austero: quando il tema è generale investe il peso e la caratura delle forze politiche e dei leader. Ti accorgi che un personaggio non ti sta più simpatico quando il suo film ti delude, quando il suo libro si rivela solo un’operazione commerciale, quando nel suo ristorante cominci a mangiar male pagando troppo. Un Renzi impettito e ingrassato e impegnato nei tagli di nastro poteva resistere anni e anni, se avesse risposto alle domande fondamentali che salgono dal profondo della società. La cosa è diventata insopportabile per molti perché nel triennio renziano la loro condizione è rimasta uguale o è peggiorata. Da molto tempo batto qui e altrove sulla cecità della politica riguardo allo schiacciamento generazionale della società. I meccanismi fondamentali tutelano all’ingrosso chi già lavora e chi ha lavorato (leggi, concertazione, dialettica sindacale, ammortizzatori sociali). Il ruolo degli ordini e delle corporazioni blinda notai, avvocati, magistrati, docenti universitari, ingegneri, architetti, giornalisti e manager, permettendo loro di lavorare e guadagnare in progressione fino a ben oltre la soglia di pensione dei comuni mortali. La paura di perdere il posto negli anni della crisi ha ulteriormente bloccato il mercato del lavoro, ermeticamente sigillato rispetto ai giovani. Rispetto a questo il più giovane premier della storia repubblicana e il suo governo non hanno fatto praticamente nulla di realmente riformatore. E questo stato di cose ha vanificato anche le misure più ‘smart’ di Renzi: come può gioire alla lunga per gli 80 euro mensili un lavoratore dipendente che ha in casa un figlio disoccupato? Secondo tutte le analisi il voto giovanile ha affossato il Sì referendario: fosse stato per gli ultra sessantenni avrebbe vinto, scendendo fino ai quarantenni avrebbe perso onorevolmente. La frustrazione delle nuove generazioni è la stessa degli insegnanti. Se quella per il lavoro ai giovani è la grande riforma che Renzi non ha fatto, quella della scuola è la riforma che il premier ha voluto e fatto riuscendo nel capolavoro di buttarci quattro miliardi e di scontentare la gran parte dei professori, compresi i nuovi assunti. Un harakiri politico e elettorale, sapendo che gli insegnanti erano la base più ampia del bacino elettorale Pd. Come in un 68 rovesciato giovani e insegnanti hanno abbattuto il governo, ma stanno peggio di prima. Chiunque guiderà l’Italia, grillini centrodestra o Renzi stesso, non potrà che partire da qui

    1. quasi tutto giusto e intelligente
      (e mi dispiace, se penso al faccino sorridente che aveva il tipo quando annunciava la vittoria di berlusconi… ma sopravvolo).
      il ‘quasi’ viene dalla domanda che parrebbe tanto semplice quando uno scrive: ma quindi per il lavoro: come cazzo fai?

      (per il resto…. sulla fantomatica ‘buona scuola’ non c’è nulla da aggiungere. follia allo stato puro)

      1. …per il lavoro come cazzo fai…
        Cosa ne pensi di cominciare a fare delle leggi che riconoscano alcuni basilari diritti a tutta quella gente che fa consegne in bicicletta (vedere Fodoora) a niente e virgola? Oppure a far rispettare il massimo delle ore lavorate al giorno anche per quelli che vivono di voucher/contratti-carta-straccia e così via?
        Trasformi immeditamente dei sottoprecari, nientepagati in una forma embrionale di lavoro riconosciuto. Con la conseguenza che cominci a consolidare la loro sicurezza sul lavoro (solo cominci, eh) e inneschi una spirale virtuosa.

        1. poi si potrebbe anche rendere reato il fatto di non dare lo stipendio alle persone. Perchè ce ‘è di gente che lavora e non riesce a farsi pagare. Sappilo.

            1. Mi sono spiegata male. Oggi come oggi se non ti danno lo stipendio cosa fai? Se continuano a dirti che te lo daranno e tu ti barcameni perchè speri che alla fine arrivi e perchè andare in giudizio è comunque lunghetto e magari speri che quel lavoro ti rimanga e così via. Sai quanti cosiddetti imprenditori ci marciano, su queste cose?
              Tanto per dirne una, ormai la busta paga arriva al 15, al 20 o anche al 25 del mese. Successivo.
              Il lavoro deve essere pagato. A scadenza inderogabile.

              1. son cazzi.
                per tremila euro mi hanno fatto aspettare 3 anni.
                speravano che glissassi. ho rotto i cojons, alla fine sono arrivati.
                poi, ovviamente, addio. avanti il prossimo.

                1. hai capito esattamente cosa intendo, quindi.
                  E avevi, presumo, la possibilità di aspettare tre anni perchè quei tremila non ti servivano per pagare le bollette. Se invece te ne devono mille e ci devi fare anche la spesa, aspettare non puoi. Ma ti tocca. Perchè non c’è più difesa collettiva del lavoro (e di molte altre cose).

                    1. Non ‘crei’ ciò che già esiste, puoi solo dargli un nome.
                      Se poi in quel nome si riconosce (non è detto), si chiama identità.
                      E il principio di identità è la forza stessa.

                      Nella storia del MoV il ‘nome’ che da la forza è ‘cittadino’.
                      In un’altra storia più antica, il nome era ‘lavoratore’.
                      Perché oggi questa parola non funziona più come collante identitario?

                      Per quanto riguarda il precariato (parola maledetta), nessuno vuole sentirsi un precario…
                      niente identità, niente forza.

                    2. ‘lavoratore’.
                      Perché oggi questa parola non funziona più come collante identitario?

                      una volta si cantava “viva il lavor!”
                      già quando la sentivo da adolescente mi chiedevo se…. 🙂

                    3. ps: prima che si consolidasse la parola precario, si utilizzava lavoratori di catena (chainworkers) o interinali… tutti termini che toglierebbero forza anche a Hulk.

                    4. mai stato anti* niente. Le negazioni sono una perdita di tempo.
                      Sai quanto mi sono girati i coglioni domenica uscir di casa solo per dire un NO?

                    5. In un’altra storia più antica, il nome era ‘lavoratore’.
                      Perché oggi questa parola non funziona più come collante identitario?

                      credo che abbiamo già in parte detto… la storiella del lavoro “flessibile” della PMI (molto più evidente in Italia, lavoratore pubblico/privato, partite iva cocodè etc hanno creato sfumature di identità o almeno alla parola lavoratore l’aggiunta di un aggettivo…
                      cittadino funziona in parte e su alcuni temi ma non su quello economico/lavoro… sono paziente e per niente isterico

                    6. Non credo funzioni.
                      Identità è strettamente legata allo spazio/tempo speso.
                      Il lavoro non ha più spazio/tempo ben definiti.

                    7. perché i fattori sono sempre tre capitale lavoratore moneta…
                      il capitale ha la sua identità e diciamo che ci interessa come antagonista
                      la moneta ha la sua identità
                      il terzo trova la parola migliore ma è colui che l’ha persa

                    8. certo è l’anello più debole dopo la “parola persa” (forse i sindacati ne hanno conservata una copia?)

                    9. e come già detto, qualsiasi alternativa alla moneta sarebbe software…
                      ‘lavoratore’ diventerebbe ‘utente’… non è bello.

        2. tutte cose giuste, ma è sempre bene esplicitarle, quando si fa un appunto del genere.
          perché tutti criticano sul punto (e fanno bene), ma quando si fanno le proposte vengono fuori le divisioni…

          ps: su quello che dici ho poco da aggiungere. in alcuni casi però si tratta di soprusi anche illegali (e quindi non di competenza del legislatore), in altri (vaucher) di gravissimi errori di renzi (furbescamente voluti? non voluti? non credo che sia molto contento del prezzo che ha pagato… )

          1. heiner, non sono “errori”. C’è un progetto (non un complotto) di deregolazione/destrutturazione TOTALE di ogni garanzia, anche la più banale come essere pagati, del lavoro.
            Renzi non ha fatto errori (tranne quello di sottovalutare quanto ne abbiamo le palle piene): ha fatto scelte, che avevano un indirizzo ideologico molto preciso e che rispondevano a una visione del mondo che corrisponde ai desiderata delle grandi multinazionali, del capitalismo predatorio.
            E il progetto non finisce con lui. È un’onda mortifera che sale da decenni e che con la crisi ha preso una forza quasi incontenibile. E i vari Trump/Salvini e compagnia cantante non si opporranno a questa onda. Perchè non gli conviene. Più la gente è scontenta più facile per loro andare al potere. Che poi la mettano nel culo a tutti non ha importanza. Ci metteremo (in senso generale) anni a rendercene conto.

            1. sei ottimista.
              sapevo che avresti detto questo degli ‘errori’. ma sei ottimista.

              perché comunque nessuno ti dice cosa dovremo ‘pagare’ (perché qualsiasi scelta la dovremo pagare, solo che possono pagare questi o quelli). qualcuno ogni tanto ci prova a dire, che so, prendiamoli con una patrimoniale. addio.

            1. vabè, allora siccome sarà così facile, vedrai che il prossimo governo, qualunque sia, vista la reazione così consapevole dei cittadini, ripristinerà articolo 18 e farà contratti solidi e a tempo indeterminato per tutti. attendiamo e fischiettiamo.

              1. Heiner se vuoi legalizziamo l’omicidio cosi’ avremo statistiche fantastiche da mettere sotto il naso dello stronzo finlandese, oltre che risolvere in parte annosi problemi di occupazione e di risorse sanitarie.
                Ma guarda un po’, siccome il lavoro non c’e’ , risolviamo legalizzando la schiavitu’.

                  1. Beh heiner hai capito tutto. Io e’ dal 1990 che lavoro precaria, che il piu’ grande datore di lavori di merda e’ lo stato. Ho perso cosi’ cinque anni di contributi inps, un clima di lavoro osceno dove i garantiti pensano di poterti prendere a calci nel culo a piacimento. E poi, piu’ recentemente ho visto i piu’ giovani sfruttati, nessuno gl’insegna niente, perche’ tutti hanno paura di essere sostituiti. Io cosi’ me lo immagino l’inferno. Senza regole uguali per tutti si crea il cannibalismo, come ha sintetizzato Ciarli.
                    Non sono io a dovermi guardare allo specchio e nemmeno tu.
                    Pero’ tutto sommato non mi dispiace che i voucher siano tornati sui denti di renzi.

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