Uno vale uno (che sia quercia o che sia pruno)

di Nammgiuseppe – 19 gennaio 2017

Il principio “uno vale uno” è di qualche attualità quasi prevalentemente per denunciare l’incoerenza, supposta o reale, del M5S al riguardo.

Tuttavia il principio meriterebbe di essere dibattuto quanto

a) alla sua validità

b) alla sua attuazione (nel caso sia ritenuto valido).

In effetti il principio è largamente affermato, almeno in teoria, nella nostra e in altre società “avanzate”:

1) nella delega dei cittadini ai propri rappresentanti politici

2) nelle decisioni politiche dei rappresentanti

3) nel voto referendario

4) nelle deleghe e ratifiche dei lavoratori ai propri rappresentanti sindacali

5) nelle assemblee dei soci di cooperative e di altre associazioni

6) (più o meno) nei gruppi di pressione della “società civile”

7) forse da qualche altra parte che dimentico.

E tuttavia l’esperienza ci dice che nella pratica il principio si traduce in deleghe e decisioni discutibili, quando non aberranti (almeno dal mio punto di vista: si veda, ad esempio, l’avanzata delle destre in larga parte dell’Europa).

È sbagliato il principio o la sua attuazione?

Ci sarebbe molto da dire, e molto è stato detto, sul fatto che è inaccettabile che l’opinione di un Leonardo da Vinci dei giorni nostri abbia lo stesso valore di quella di un odierno Cacasenno.

In realtà, io credo, in questa discussione si confondono due piani: quello della competenza tecnica (anche giuridico-legislativa) con quello delle aspettative riguardanti le regole del vivere sociale e la qualità della vita che l’applicazione di tali regole dovrebbero garantire.

Il desiderio di uguaglianza (o, quanto a questo, di sudditanza) di un cittadino può avere lo stesso valore di quello di un altro. Per l’applicazione pratica della volontà della maggioranza, e per fornire alla cittadinanza elementi per farsi opinioni ragionate, ci sono, appunto, i tecnici, quelli che la sanno più lunga, presupponendo un grado medio di istruzione uguale negli elettori e mezzi d’informazione capaci e desiderosi di contribuire alla formazione delle opinioni.

Quanto affermo è discutibile. Per tagliare la testa al toro, mi appello alla famosa affermazione “la democrazia è piena di difetti, ma è il meno peggio che sinora ci è dato”. Le altre forme di organizzazione della società hanno dato prova di essere peggiori della democrazia rappresentativa parlamentare. Per superare, eventualmente, quest’ultima occorrerà immaginare un sistema diverso, ma ancora non mi pare ci siano proposte credibili e praticabili.

Perché, allora, il principio “uno vale uno” funziona così male?

Le risposte sono grosso modo due (con variazioni):

a) la maggioranza dei cittadini è ignorante e/o menefreghista e/o opportunista e/o emotiva

b) si è andata storicamente formando una classe politica, sindacale, manageriale autoreferenziale che si è appropriata del sistema specializzandosi nell’arte della propaganda e mettendosi al servizio del sistema economico dominante.

Non sono a favore dell’autoflagellazione del “ogni popolo ha il governo che si merita”. Ma qualcosa di vero nell’affermazione a) esiste. Il problema è se sia causa o effetto di b) e perché b) si sia andato affermando.

E, naturalmente, una volta essendo giunti a una conclusione su quanto precede, l’altro, e più grosso problema, è come rimediare ai difetti dell’ ”uno vale uno”, ammesso che dei rimedi siano possibili.

Avrei alcune mie ipotesi, ma preferirei discuterne sul blog, se il tema interessa. Non ho speciali remore a far brutta figura dicendo, eventualmente, delle stupidaggini, ma preferisco dirle in un dialogo.

So, ad esempio, che la spiegazione di tutto, per alcuni, sta nell’economia capitalista. Tuttavia, per quel che mi riguarda, l’economia capitalista è tutt’altro che “la fine della storia”. Anzi, mi pare che stia arrivando a grandi passi alla fine di sé stessa. E se ciò dovesse accadere, si riproporrà il problema di come far sì che “l’uno vale uno” non ripeta gli errori commessi sin qui, in Italia e nel mondo “democratico”.

 

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288 comments

  1. L’insonnia mi provoca incubi:
    https://www.theguardian.com/environment/2017/jan/25/donald-trump-epa-gag-order-political-review
    (riassunto: prima di rendere pubblici i dati su clima e ambiente, i politici devono rivederli. Firmato D.Trump)
    Dedicato a tutti quelli che…”il mondo ha bisogno di uomini forti”
    e a quelli che…”bisogna vedere qual’era l’alternativa”
    e ancora a quelli che “vedrai che una volta al governo si calma”
    ma soprattutto a quelli che “aspettiamo di vedere come si muove davvero”.

    #aspettareche????

    1. Anche a quelli che “il movimento rosa è già una spina nel fianco”….
      L’ho detto l’altro giorno, lo riconfermo ora.
      A manifestare dovevano esserci gli ambientalisti, in massa. E ora devono piazzarsi sotto la casa bianca e non schiodarsi da lì.
      Ma mi sa che gli americani la storia del riscaldamento globale non l’hanno ancora capita veramente….

      1. Ci sono molti movimenti ambientalisti negli Stati Uniti, molti locali, ad esempio quelli che avevano spinto Obama a rinunciare all’oleodotto keystone. Una storia di queste proteste e’ raccontata da Naomi Klein in una rivoluzione ci salvera’. Racconta anche come ci siano forti lobbies che contrastano l’idea stessa di riscaldamento globale, di gruppi ambientalisti che sono finanziati da chi dovrebbero combattere etc.

        1. ‘gruppi ambientalisti che sono finanziati da chi dovrebbero combattere’
          in Italia c’è il gruppo Amici della Terra che è spudoratamente pro inceneritori e ha puntato all’astensionismo in occasione del referendum trivelle. se non ho capito male uno dei referenti toscani è il responsabile settore ambiente del pd regionale

          tutto il mondo è paese. o paesello…

          1. agli ambientalisti la questione è chiara…
            bisogna vedere quanti sono…ma vedrai che ci saranno dimostrazioni di massa.

            The result is that not just Donald Trump despises science; it is a consistent fraction of the public that just doesn’t believe the scientific message, especially about climate. The fraction of Americans who think that climate change is a serious threat has remained floating around 50% – 60%, going up and down, but not significantly changing. It is trench warfare in the climate communication war. Things may get worse for science under the Trump presidency. It already happened at the time of McCarthy, why shouldn’t it happen again?

            Getting back to science, the message of climate change is intimately linked to the need of making sacrifices. We are asking people to reduce their consumption, reduce waste, travel less, and the like. It is a perfectly legitimate message and many religious groups have been carrying similar messages successfully. Of course, it would never work if Donald Trump were to propose it; but why can’t scientists propose it successfully? Scientists are not Franciscan monks, but normally they are not rich. I often tell my PhD students that they are exchanging three years of starvation for a lifetime of unemployment. I don’t really need to tell them that: they know that by themselves
            vai a dire all’americano medio che deve consumare meno, non comprare grosse auto etc….

            1. e’ proprio questo il problema…
              non hanno mai investito seriamente, ad esempio, per ottimizzare i motori delle auto. Vuoi andare più forte/più lontano? ti comperi la mega macchina! Su questo l’Europa ha seguito una strategia opposta (avendo meno risorse). Qualcuno l’ha capita anche negli USA, qualcosa hanno cominciato a fare…ma non a sufficienza. Per cambiare la mentalità ci vuole tempo. Evidentemente la gestione Obama (con tutti i suoi limiti) non è stata sufficiente a superare la soglia critica

        2. > lobbies che contrastano l’idea stessa di riscaldamento globale

          Peggio.
          Si è diffusa la convinzione che il processo sia oramai irreversibile.
          Quindi…

          1. Sembra che i guai peggiori si stiano gia’ manifestando nei paesi piu’ poveri, ad esempio con siccita’ persistenti, uno dei tanti motivi di “migrazioni economiche”. Quindi nel mondo ricco sperano di scamparla e risolverla con i muri.

          2. senza polemica, penso che l’inquinamento sia un problema grosso, immenso.
            non ho le conoscenze per analizzare la relazione inquinamento/rescaldamento.
            Sul riscaldamento, mi ha sempre incuriosito un fatto, ma non ho i mezzi per capire, mi spiegate come nei millenni ciclicamente abbiamo avuto glaciazioni e successivi riscaldamenti, pur senza presenza umana ?
            Sono stati i vulcani con le eruzioni ? meteoriti ?
            se qualcuno conosce le teorie, mi piacerebbe conoscerle

              1. ma mi ha sempre incuriosito come il clima abbia sempre avuto dei cambiamenti slegati all’azione umana.
                per assurdo, fossimo in una fase di “glaciazione” per assurdo l’inquinamento avrebbe (per una volta) un effetto positivo
                nella mia ignoranza in materia, mi sono fatto l’idea che invece ci troviamo in una fase di riscaldamento e l’inquinamento funge da acceleratore.
                ma ne parlo con la stessa competenza con cui riesco a costruire un microchip

            1. non sono una fondamentalista ambientale. Però te la metterei così:
              metti che anche questa tornata di sconvolgimenti sia parte del ciclo eonico. Ti farebbe comunque schifo un pianeta dove l’aria che respiri non ti faccia tossire, l’acqua abbia un buon sapore e le cose che mangi tornino a sapere di cose da mangiare? O ti farebbe schifo avere strade con meno macchine (l’aspettativa di vita di un veneziano è più alta della media, giusto per dire) dove camminare sia un piacere?
              Dimmi, perchè è importante.

              1. se stacchi la spina dalla modalità “girotondina” (che rischi di diventare un derviscio) forse riesci a leggere anche senza filtro “nemici, azzannare alla gola”
                diventa più semplice risponderti

                  1. se ti prendi la responsabilità di sterminare un terzo degli abitanti di questo pianetino di un sistema solare nella provincia di una galassia in fondo a destra l’universo, forse, il sogno diventa realtà.

                    1. “L’ineluttabile” ridimensiona desideri e aspettative… mi piace meno la retorica del futuro radioso, pulito eccetera. Le fandonie uccidono quanto i gas di scarico.

                    2. Per chiarezza… non si devono diminuire le emissioni di merde, la produzione di gadget tecnologici e inutilità varie -perché si deve inquinare meno-, si deve diminuire punto.
                      Decrescita è già una ragione… e gli obesi lo sanno bene.

            2. Non abbiamo percezione della fragilità del nostro ecosistema perché la vita animale (Storia umana compresa) è molto più berve di quella minerale.
              Per il resto, la percezione dell’irreversibilità mi pare piuttosto fondata: più siamo, più tecnologia vogliamo e produciamo, più l’ecosistema viene modificato… Robetta, se misurata su una scala di centinaia di migliaia di anni.
              Gli attivisti Greenpeace hanno tutti uno smarphone imbottito di coltan, ma non lo sanno.

            3. la spiegazione scientifica dei cambiamenti ciclici non la conosco.
              Istintivamente potrei dire che potrebbero c’entrare anche oscillazioni dell’asse terrestre (che mi pare abbiano cicli di 20000 anni) ma non so se è corretto. Su scala temporale più piccola potrebbero interferire fenomeni atmosferici ciclici.
              C’è stata una mini glaciazione anche intorno al 1600, la quota dei ghiacciai si era abbassata anche sulle nostre alpi.

              Il problema (complesso e “composito” sta in
              – velocità con cui avvengono i fenomeni
              – presenza dell’uomo, con popolazione in continuo aumento, esigenza di più risorse, occupazione di aree a rischio

              l’inquinamento atmosferico accelera mostruosamente il fenomeno, i cambiamenti veloci la natura non riesce ad “assorbirli”

              se la popolazione sulla terra fosse inferiore potrei dire brutalmente che “basterebbe” spostare le persone nelle aree meno a rischio, e ciò nei secoli/millenni passati è sempre successo.
              ora è improponibile: insediamenti fissi, attività produttive. E soprattutto siamo in “troppi”

              inoltre l’aumento della temperatura favorisce l’evaporazione e l’accumulo di umidità in atmosfera, ciò porta ad estremi climatici (periodi di siccità -> pogge intensissime, se non alluvioni, o nevicate epocali)
              inoltre l presunzione dell’uomo lo ha portato ad occupare terreni strappati all’acqua, ma ora l’acqua ne ha bisogno e se li prende sbattendosene se ci abbiamo costruito capannoni, villette o ospedali

              Faccio un po’ di “autopromozione”. Un po’ di dati su ghiacciai e conseguenze riscaldamento globale li avevo raccolti qui
              https://haivolutolabici.wordpress.com/2015/12/04/la-ritirata/

              ci trovi anche i link agli articoli e siti da cui arrivano i dati

              in particolare, per avere idea di quanto veloce sia il fenomeno, oltre al ghiacciaio della Marmolada (ti assicuro che in 20-25 anni ho visto cambiamenti paurosi) è significativa la sequenza di foto del ghiacciaio dei forni, da fine ‘800 ai giorni nostri, e la sua evoluzione stimata nei prossimi decenni. fa paura. E ieri a GEO parlavano di un ghiacciaio svizzero, il più lungo d’europa (l’Aletsch), il cui fronte è già arretrato di 3km

              1. dimenticato una cosa importante: alcuni fenomeni estremi sono stati effettivamente causati da eruzioni vulcaniche catastrofiche: l’accumulo di polveri nell’atmosfera ha alterato gli equilibri oltre a ridurre l’irraggiamento della terra, i granuli di polvere fanno anche da nuclei di condensazione favorendo le precipitazioni

      2. io non sottovaluterei gli americani, se decidono di manifestare sono seri, mica come noi .
        Detto questo, va da se che le manifestazioni hanno comunque una utilità relativa , uno degli obbiettivi che possono essere raggiunti dalle loro manifestazioni, è costringere Trump ( che già lo fa ) a fare un campagna elettorale continua aumentando la possibilità di sue gaffes stronzate e passi falsi, non è che è svisceratamente amato nemeno dai repubblicani , grandi industrie militari e intelligence .
        CMQ c’è sempre la speranza che la storia si ripeta

        1. io continuo a pensare che in questo momento è … totalmente utile a repubblicani , grandi industrie militari e intelligence… i cani sciolti li mettono nel canile

          1. forse hai ragione ma , le cosidette riforme di Trump ,se, e ripeto SE saranno attuate TPP ad esempio incideranno pesantemente sui guiadagni di molte multinazionali , percui … cercasi Oswald

    2. Trump autorizza gli oleodotti nelle terre sacre dei nativi americani in North Dakota
      Il presidente ha firmato altri due ordini esecutivi per la realizzazione dei progetti bocciati dalla precedente amministrazione. Sul piede di guerra le tribù dei Sioux

      l’ultima speranza del mondo occidentale

    3. E che ti aspettavi?

      Se eleggi un NEOFASCISTA (Trump, la cui elezione i grilletti, ammiratori di Putin, hanno salutato con entusiasmo ed euforia) si comporta da neo-fascista. Punto.

      A me “fa piacere” soprattutto per tutti quegli…. (riempi tu i puntini) che da sinistra, da bravi “utili idioti” si stanno spiaccicando per terra cadendo dal pero.
      😀

        1. inoltre su i temi in questione mi pare che tu da “sinistra” sia abbastanza d’accordo, non ti rifugiare sulle solite etichette neofasciste e affini…

          1. Se domani renzi dicesse che il riscaldamento globale non esiste, verrebbe qui a dirci che siamo dei perdenti e lui l’aveva sempre detto.

          2. Ma lui non ha “temi in questione”.
            Ha una parentesi con dentro scritto (*** grilletti ***) e intorno ci costruisce il commento.

  2. Ciarli, se ci sei batti un colpo!
    Sono reduce da uno giornata di tarallucci e vino con Dani, a momenti abbiamo anche scambiato opinioni seriamente. Emozioni forti, pure troppo per me!
    Di, sono provato.
    E ora ho bisogno di una tua consulenza informatica.
    In due miei commenti ho citato “il sistema “. Due volte in un giorno, mica cazzi.
    Ora ho spento il computer. E nel farlo ho letto, di fianco al l’icona utile a farlo, “arresta il sistema”
    Ecco, io non voglio “arrestarlo “, io voglio abbatterlo! nella migliore tradizione anarchica e antagonista!
    Quindi ti chiedo, puoi accrocchiare sul mio computer così che ogni volta che lo voglio spegnere io debba cliccare su un’icona raffigurante una molotov con di fianco la scritta “ABBATTI IL SISTEMA!”?

    Ps. Se fosse possibile sostituire la stupida manina del mouse col suo bel ditino con una recante un accendino innescato tutto sarebbe perfetto. ……

    1. domani, domani… so’ stanco.

      leggo commento di Roberta Rivellini sul blog di Renzimatteo:
      Vietato sognare ? Mai . « I have a dream

      Purtroppo la piattaforma ‘Medium’ (il nome è già tutto) non è configurata per risponderle:
      Drink, Roberta.
      Si dice “I have a drink”

      1. Ok, mi faccio un drink pure io
        Di contrabbando , per non alimentare il sistema!
        E per la consulenza informatica vado da cinese all’angolo, sperando non l’abbiano convertito incentro massaggi. Anche se forse ci guadagnerei. ….
        Sempre meglio che navigare sul blog di Renzi, pervertito!

    1. Azz e menomale che era la migliore del mondo che tutti ci invidiano… ma i presidenti della Repubblica che firmano leggi incostituzionali sono semplicemente incapaci, collusi, o entrambe le cose?

        1. Adesso inizieranno a confezionare gli elettori, bombardando di propaganda elettorale tesa a cancellare la storia di 4 anni buttati al vento. Italicum, chi era costui? Io conoscevo solo un certo Italo Moretti – o era Balbo?!

          PS
          Ha voi ragazzi adesso che hanno ripristinato il proporzionale rimettete in piedi le liste “caccia & pesca al comunismo” e “avanguardia pensionati”?!

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