Governo fossile

Le industrie sporche spendono sempre più in politica per mantenerci nell’era fossile.
di George Monbiot – 19 gennaio 2017 – the Guardian

Facciamo aspettare l’America di nuovo. Questa è la sostanza della politica energetica di Trump. Fermate tutti gli orologi, mettiamo la rivoluzione tecnologica in attesa, assicuriamoci che la transizione dai combustibili fossili all’energia pulita sia ritardata il più a lungo possibile.

Trump è il presidente che i luddisti delle multinazionali sognavano; l’uomo che consentirà loro di spremere ogni cent rimasto dalle loro riserve di petrolio e carbone prima che diventino senza valore. Loro hanno bisogno di lui perchè la scienza, la tecnologia e le domande della gente per un mondo sicuro e stabile li hanno lasciati a terra. Non c’è nessuna battaglia giusta che possano vincere, quindi la loro ultima speranza sta in un governo che truccherà la competizione.

A questo scopo Trump ha nominato nel suo gabinetto alcuni di questi responsabili di un crimine universale: inflitto non a particolari nazioni o gruppi, ma a tutti quanti.

Ricerche recenti suggeriscono che – se non vengono prese misure drastiche del tipo previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico – la perdita di ghiaccio nell’Antartico potrebbe far salire i livelli dei mari di un metro in questo secolo e di quindici metri nei secoli seguenti. Combinate questo con lo scioglimento in Groenlandia e l’espansione termica delle acque marina e scoprirete che molte delle grandi città del mondo sono a rischio esistenziale.

Lo sconvolgimento climatico di zone agricole cruciali – in Nord e Centro America, Medio Oriente, Africa e buona parte dell’Asia – presenta una minaccia alla sicurezza che potrebbe sovrastare tutte le altre. La guerra civile in Siria, se non vengono adottate politiche risolute, ci fa intravedere il possibile futuro globale.

Questi non sono, se i rischi si materializzano, cambiamenti a cui possiamo adattarci. Queste crisi saranno più grandi della nostra capacità di rispondere ad esse. Potrebbero portare alla rapida e radicale semplificazione della società, il che significa, per dirla brutalmente, la fine della civilizzazione e di molte delle persone che sostiene. Se questo accade sarà il pi grande crimine mai commesso. E vari membri del gabinetto proposto da Trump sono tra i principali responsabili.

Nelle loro carriere, finora, hanno difeso l’industria fossile allo stesso tempo contestando le misure intese a prevenire la degradazione del clima. Hanno considerato i bisogni di pochi eccessivamente ricchi di proteggere i loro folli investimenti per alcuni anni ancora, soppesandoli contro le condizioni climatiche benigne che hanno permesso all’umanità di fiorire e hanno deciso che gli investimenti folli sono più importanti.

Nominando Rex Tillerson, amministratore delegato della società petrolifera ExxonMobil come segretario di stato, Trump non solo assicura all’economia fossile che siederà vicino al suo cuore; offre conforto ad un altro supporter: Vladimir Putin. È stato Tillerson che ha concluso l’affare da 500 miliardi di dollari tra la Exxon e la società statale russa Rosneft per sfruttare le riserve petrolifere dell’Artico. Come risultato gli è stato concesso da Putin l’Ordine Russo dell’Amicizia.
L’affare è stato stoppato dalle sanzioni che gli USA hanno imposto quando la Russia ha invaso l’Ucraina. La probabilità che queste sanzioni sopravvivano nella loro forma corrente al governo Trump è, fino all’ultimo decimale, la stessa di una palla di neve all’inferno. Se la Russia ha interferito nelle elezioni USA sarà lautamente ricompensata quando l’affare andrà avanti.

Le nomine di Trump a segretario per l’energia e agli interni sono entrambi negazionisti del cambiamento climatico, i quali – curiosa coincidenza – hanno una lunga storia di sponsorizzazioni da parte delle industrie fossili. La sua proposta per procuratore generale, il senatore Jeff Session, sembra abbia dimenticato di dichiarare nella sua lista di interessi personali che affitta terra ad una società petrolifera.

L’uomo nominato a guidare l’EPA (Environmental Protection Agency, Agenzia di Protezione dell’Ambiente, n.d.t.), Scott Pruit ha speso gran parte della sua vita lavorativa a fare campagna contro…l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente. Come procuratore generale in Oklahoma ha aperto 14 indagini contro l’EPA, cercando tra le altre cose, di stroncare il Piano Energia Pulita, i suoi limiti al mercurio e altri metalli pesanti rilasciati dalle centrali a carbone e la sua protezione delle forniture di acqua da bere e della fauna. In tredici di queste indagini sarebbero coinvolte come parti in causa delle società che hanno finanziato la sua campagna politica o comitati affiliati a lui.

Le nomine di Trump riflettono quel che io chiamo il Paradosso dell’Inquinamento. Più una società è inquinante e più denaro deve spendere in politica per accertarsi che non vengano stabilite regole che la costringono a chiudere. I finanziamenti delle campagne quindi finiscono per essere dominati da società sporche, che si assicurano di esercitare la più grande influenza, con l’esclusione conseguente dei loro rivali più puliti. Il gabinetto di Trump è imbottito di gente che deve la propria carriera politica alla sporcizia.

Si poteva una volta sostenere, giusto o no, che i benefici umani dati dallo sviluppo delle attività estrattive di combustibili fossili potevano superare i danni. Ma la combinazione di una scienza climatica più sofisticata, che ora presenta i rischi in termini crudi e il costo in caduta delle tecnologie pulite rende questo argomento altrettanto obsoleto di una centrale a carbone.

Mentre gli USA si rintanano nel passato, la Cina sta investendo massicciamente in energie rinnovabili, auto elettriche e nuove tecnologie per le batterie. Il governo cinese sostiene che questa nuova rivoluzione industriale genererà 13 milioni di posti di lavoro. Questo, in contrasto con la promessa di Trump di creare milioni di posti di lavoro attraverso la rianimazione del carbone, ha almeno una chance di materializzarsi. Non si tratta solo del fatto che tornare ad una vecchia tecnologia quando ne sono disponibili di migliori è difficile; è anche che l’estrazione del carbone è stata automatizzata fino al punto che ora offre pochi posti di lavoro. Il tentativo di Trump di far rivivere l’era fossile non servirà a nessun altro che ai baroni del carbone.

Comprensibilmente i commentatori hanno cercato lampi di luce nella posizione di Trump. Ma non ce ne sono. Non potrebbe averlo detto più chiaramente, attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, la piattaforma Repubblicana e le sue nomine, che intende chiudere i fondi nella maggior misura possibile sia per la scienza climatica che per l’energia pulita, stracciare l’accordo di Parigi, mantenere i sussidi ai combustibili fossili e annullare le leggi che proteggono le persone e il resto del mondo vivente dall’impatto dell’energia sporca.

La sua candidatura è stata rappresentata come una ribellione che sfida il potere costituito. Ma la sua posizione sul cambiamento climatico rivela quel che avrebbe dovuto essere ovvio fin dall’inizio: lui e il suo team rappresentano il potere in carica e combattono le tecnologie ribelli e le sfide politiche a un modello di business moribondo. Essi tratterranno la marea di cambiamento per quanto a lungo potranno. E poi la diga esploderà.

fonte: http://www.monbiot.com/2017/01/20/the-pollution-paradox/

(trad. Lame)

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108 comments

  1. Io non vorrei turbare i possibilisti, ma nel solito sondaggio che mi manda scenari politici, nelle liste dei partiti tra cui scegliere ora c’è pure una lista d’alema, una lista pisapia, rifondazione comunista e sinistra italiana.
    E possibile?

      1. Io rispondo sempre che scelgo SI, stavolta rilanciavano conla domanda e se si presenteranno il listone d’alema e pisapia?
        Sto pisapia, che brutta fine.

          1. confermo che quando votai Renzi alle prime primarie e per quello lo votai ( e continuo a pensarlo ) ci avrebbe tolto dalle palle D’Alema e co. perché se lui è un anguilla questi sono highlander…

    1. Sono avanguardie.
      Il guaio è che quando ce ne sono tante non c’è più l’esercito. Lo dissanguano.
      Con gran gioia degli avversari (scrivere ‘nemici’ mi pareva politicamente scorretto).

      1. Nei giorni scorsi girava una stima: pd unito 30%, spacchettato 36%
        Suppongo che una lista D’Alema peschi dal PD, SEL, astensione (poca credo). Il PD senza D’Alema potenzialmente prosciuga Alfano
        Sinistra italiana era messa male. PPI adesso von il congresso stanno facendo un gran casino

        1. Posso capire questi calcoli elettorali ed è anche simpatico il motto “Marciare divisi per colpire uniti” ma se il risultato reale, come la storia della sinistra mi pare ci dimostri abbondantemente, è “marcire alla meta” o “conquistato il potere (?) comincia la guerra fratricida” allora mi cascano un po’ di arti/organi.

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