Non è una #buonascuola per disabili

segnalato da Barbara G.

«Ritirate le deleghe della Buona scuola, vanno contro i diritti dei più deboli». L’allarme di familiari e docenti

di Donatella Coccoli – left.it, 23/02/2017

«Quella delega rischia di gettare a mare tutta l’istruzione per i disabili. E anche le altre non facilitano la loro vita, vanno ritirate tutte». Per lanciare questo allarme ai parlamentari oggi davanti a Montecitorio a partire dalle ore 15 fino alle 19 è in corso un presidio di centinaia di associazioni, la Rete dei 65 movimenti, provenienti da tutta Italia, che rappresentano oltre centomila cittadini, tra insegnanti, genitori di ragazzi disabili. Alla protesta hanno aderito anche tutti i sindacati, sia confederali che di base, oltre alle associazioni degli studenti e a partiti come Sinistra italiana.

La protesta non si ferma qui. Domani venerdì 24, al liceo Tasso di Roma si terrà un seminario di formazione per docenti sull’inclusione, parteciperanno tra gli altri il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo e il giudice onorario della Cassazione Ferdinando Imposimato, sempre molto critico contro le violazioni dei principi costituzionali.

Ma perché questa ribellione collettiva? Non è bastata la legge 107, che ha causato non pochi problemi non solo nei contenuti, ma anche nell’organizzazione scolastica. Adesso arrivano 8 decreti attuativi relativi ad altrettanti temi cruciali per l’istruzione e che il 17 marzo diventeranno legge. Vanno a completare, per così dire, la Buona scuola. Allora, nel 2015, si disse che le deleghe erano troppe, che si lasciava carta bianca al Governo su troppi temi sensibili. Poi il tempo è passato, il Governo senza ascoltare nessuno è andato avanti ed ecco qua le 8 deleghe, targate Renzi-Giannini, con il via libera della ministra Fedeli, arrivata con il governo Gentiloni. La delega contestata è la 378 “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”. In Commissione Istruzione e cultura di Camera e Senato si stanno tenendo le audizioni di associazioni, esperti, comitati, ma c’è poco tempo perché i parlamentari entrino dentro argomenti così complessi come quello dell’inclusione scolastica per i disabili oppure la formazione iniziale dei docenti o ancora la valutazione. È una delle critiche che fanno i sindacati: troppo poco tempo per cambiare qualcosa dei decreti attuativi.

Chi ha promosso la mobilitazione, ha individuato precisi punti che non vanno. Li elenca la professoressa Daniela Costabile, portavoce della Rete dei 65 movimenti che ha organizzato la protesta e che fa parte anche dei Partigiani della scuola, uno dei movimenti nati contro la Buona Scuola.

«Noi come rete siamo nati proprio per la delega disabilità, ma poiché i danni per i disabili vengono anche da tutte le altre deleghe, noi chiediamo il ritiro di tutti i decreti attuativi. Per questo motivo ha aderito alla nostra rete tutto il mondo della scuola. Questa è l’unica manifestazione contro i decreti», spiega.

La critica più forte è quella per cui le famiglie, con la delega sono tagliate fuori dal sistema dell’istruzione che nei casi di studenti disabili costituisce una rete complessa. Mentre prima della delega, grazie alla legge 104 del 1992 c’erano 41mila gruppi Glh, cioè gruppi di lavoro e studio che ogni dirigente creava nella propria scuola, formati da docenti di sostegno e curricolari, operatori sociali e familiari, adesso, tutto questo sistema viene spazzato via. La stessa legge 104 viene depotenziata e molti degli articoli della norma di 25 anni fa vengono cambiati. «Abbiamo scoperto dalla relazione tecnica – dice Costabile – che il Governo elimina tutti i gruppi che c’erano per ogni scuola, e al loro posto ha inserito dei Git, gruppi per l’inclusione territoriale, in cui ci sono 4 presidi e due docenti, i quali devono decidere le ore di sostegno da dare i ragazzi. Se prima con la legge 104 scattava automaticamente il docente di sostegno adesso non è più così. La 104 è stata depotenziata da questa delega». Trecento Git, uno per ogni ambito territoriale, la nuova geografia scolastica, ecco la novità della delega 378 che non va giù ai familiari.

«Dovranno decidere, senza conoscere i ragazzi, cercheranno di razionalizzare, ma c’è una sentenza, la n.80 del 2010 che dice che quando si tratta di ragazzi con disabilità, il pareggio di bilancio non c’entra nulla, bisogna dargli tutto quello che serve», continua la professoressa. Ma non è solo questo il punto contestato. Un altro riguarda la possibilità di aumentare il numero di alunni nelle classi in cui è presente uno studente disabile. Da 20 si passa a 22. Ma in quell’articolo 3 “Prestazioni e competenze”, c’è un passaggio che desta preoccupazioni. Laddove si parla della formazioni delle classi, si legge: «consentire, di norma, la presenza di non più di 22 alunni ove siano presenti studenti con disabilità certificata». «Questa norma è contestata da tutti – dice Daniela Costabile – anche da parte dell’osservatorio Miur per la disabilità, perché così sale il numero di alunni per classe». Inoltre, con la legge 104 bastavano 6 giorni per la certificazione del bambino all’inizio del suo percorso scolastico, adesso gli avvocati delle associazioni hanno calcolato che di giorni ne occorrono 60. «Quindi niente snellimento burocratico», sottolinea la portavoce della rete dei 65 movimenti. «La commissione medica è stata integrata da figure che non c’entrano nulla – continua – un terapista della riabilitazione, chissà, forse per vedere se un ragazzino è autonomo e può stare solo senza il sostegno… E poi c’è anche un medico dell’Inps, un ispettore che non risponde al ministero della salute, non vorrei che i ragazzini verranno trattati come falsi invalidi».

Altro articolo della delega che ha fatto sollevare tutti, familiari e insegnanti, è l’articolo 16 “continuità didatica”: «Per valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del piano annuale di inclusione, il Dirigente scolastico propone ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della specifica specializzazione».

Tradotto, significa che anche i docenti curricolari, se hanno una specifica specializzazione, sono chiamati a fare il docente di sostegno. «La prospettiva è che il preside faccia lavorare il docente sia sulla classe che sul ragazzino, quindi questo perde il docente di sostegno. È un tranello», sottolinea con amarezza Daniela Costabile.

In sintesi, il senso che emerge da questa delega è quello della razionalizzazione, del “fare cassa”. Ma  sostenere le ragioni del bilancio sulla pelle di chi è più debole non è possibile. D’altra parte anche la Corte Costituzionale, poche settimane fa ha sancito che il pareggio in bilancio non ha ragion d’essere rispetto ai diritti di chi ha una disabilità. Vedremo se il Parlamento recepirà l’allarme di migliaia di cittadini che partono da una situazione di svantaggio e che quindi devo essere tutelati ancora di più.

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11 comments

  1. Caro Mario, che dire sui movimenti a sinistra, che tu chiami riposizionamento. …..
    Credo che a sommarli tutti (e non parlo di peso elettorale e percentuali di voto ), da Civati a Ferrero, passando per Pisapia, Fassina e gli ex Pd con Scotto, siano descrivibili con la famosa frase di Fantozzi: una cagata mostruosa!
    Vale a dire che Renzi, Grillo e Salvini possono dormire sonni tranquilli
    Per quanto riguarda me, non mi sono mosso di un millimetro rispetto a quanto penso da sempre. Cioè che se non si riesce a mettere in piedi un’operazione culturale che riparto dai valori coi quali tutti oggi si puliscono il culo (lavoro e diritti in primo luogo) anche la destra di Berlusconi ha buone speranze di risalire la china!

    1. Tipo Marco Rizzo di comunisti italiani? Guarda che non è una domanda ironica. Rizzo (sentito anche stamane su coffee-break della 7 ) se ne fotte di alleanze e successo elettorale a breve termine. Auspica una rivoluzione copernicana della società attuale contestando quasi tutti i parametri che ci governano. Ti ci ritrovi o , come probabile, ho sbagliato indirizzo?

      1. Sbagliato indirizzo. …
        Mario, il fatto è che la sbagliano tutti!
        Una assoluta e condivisa mancanza di visione (politica, sociale, economica ) che li rende ciò che sono: autoreferenziali e ininfluenti
        La rivoluzione, caro Mario, è roba seria!
        Ma non istigarmi, che mi è stato consigliato di non perculare chi ci ha provato. …..

  2. @Gius
    Scusate se apro i commenti di questo post con un OT. Domanda per Gius: in tutto questo riposizionamento della sinistra tu come sei messo? Non è , per caso, che ti sei già fatto un tuo partito personale anarchico-marxista? Se così fosse fammelo sapere. Giuro che ti voto e so per certo che anche Daniele (X) ci farebbe un robusto pensierino…………

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