Lotto Marzo

segnalato da Barbara G.

Contro la violenza, l’8 marzo sciopero generale delle donne

agi.it, 03/03/2017

Per l’8 marzo le donne incrociano le braccia, in tutto il mondo. Non solo mimose e paroline dolci: la festa internazionale della donna quest’anno diventa una giornata di lotta e partecipazione, #LottoMarzo, con uno sciopero generale che abbraccia lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, casalinghe.

“Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!”

“Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!” è lo slogan che raccoglie adepte in oltre 40 Paesi dove si terranno contemporaneamente sit-in, manifestazioni, cortei, banchetti informativi, proiezioni, letture. Le forme per bloccare le attività produttive e riproduttive – ricordano le organizzatrici in Italia – sono molteplici: l’astensione dal lavoro, lo sciopero bianco, lo sciopero del consumo, l’adesione simbolica, lo sciopero digitale, il picchetto. Non solo, si può aderire agli eventi organizzati nelle singole città o anche scegliendo di non esercitare una delle tante attività domestiche o di cura che non vengono riconosciute né retribuite. Come si sottolinea nel blog dedicato, “non una di meno, nessuna da sola”.

Sciopero generale contro la violenza

Lo sciopero generale dell’8 marzo vuole essere la risposta delle donne alla “violenza ormai strutturale della società, in famiglia, al lavoro, a scuola, negli ospedali, in tribunale, sui giornali, per la strada”. Da qui, scrivono le organizzatrici, la decisione di “riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi”.

Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni.

Perché scioperare in 8 punti

  1. La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne
  2. Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne
  3. Sui nostri corpi, sulla nostra salute, sul nostro piacere decidiamo noi
  4. Se le nostre vite non valgono, non produciamo
  5. Vogliamo essere libere di muoverci e di restare
  6. Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione
  7. Vogliamo dare spazio ai femminismi nel movimento
  8. Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

I cortei, le assemblee e il piano femminista nazionale

Era il 26 novembre a Roma, una grande manifestazione con oltre 100mila donne attraversa il centro della città. Il giorno dopo, in un’affollata assemblea all’università La Sapienza di Roma, si discute di proposte politiche concrete e di un piano femminista nazionale. Infine a Bologna, il 4 e 5 febbraio un appuntamento nazionale richiama migliaia di donne, chiamate a partecipare alla scrittura del piano e alla condivisione di percorsi e pratiche verso lo sciopero globale dell’8 marzo.

A cento anni dall’8 marzo 1917, le donne decidono di tornare in strada in tutto il mondo per “protestare e scioperare contro la guerra che ogni giorno subiamo sui nostri corpi: la violenza, fisica, psicologica, culturale, economica”. L’appello è per tutte, quelle che lavorano nel pubblico come nel privato, ma anche chi si occupa di lavoro domestico e di cura, “invisibile e quotidiano, ancora appannaggio quasi esclusivo delle donne, ancora sottopagato e gratuito”.

Sarà uno sciopero dai ruoli imposti dal genere in cui mettere in crisi un modello produttivo e sociale che, contemporaneamente, discrimina e mette a profitto le differenze.

Da nord a sud, i principali appuntamenti in Italia

  • Roma –  Presidio delle lavoratrici Almaviva, corteo al ministero dell’Istruzione, alla Regione Lazio e all’Università La Sapienza. Alle 17 corteo al Colosseo
  • Milano – Performance artistica presso l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele, con la realizzazione di un gigantesco Mandala
  • Torino – iniziative sparse nella città, nel pomeriggio corteo da Piazza XVIII Dicembre
  • Viterbo – Flash mob contro la violenza maschile sulle donne a Piazza del Plebiscito
  • Trieste – corteo fino a Piazza Unità
  • Cagliari – corteo fino a Piazza del Carmine
  • Parma – ‘Cacerolada’ a Piazzale Santa Croce
  • Brescia – Letture per bambine e bambini contro gli stereotipi di genere a Piazza della Loggia, segue corteo
  • Cosenza – Corte rumoroso nero e fucsia
  • Lecce – Musica, arti visive e flash mob
  • Catania – presidio a Piazza Dante e poi corteo notturno
  • Benevento – Presidio in difesa della 194
  • Bologna – Piazza Maggiore corteo notturno “Zitte e composte non ci stiamo”
  • Lanciano – Iniziative tutta la giornata, tra cui lettura di “Una giornata senza le donne. Prologo semiserio in chiave antisociale”
  • Genova – Presidio Ospedale Galliera per l’autodeterminazione delle scelte riproduttive
  • Jesi – Flash mob “Lotto Marzo e Ballo” sulla coreografia internazionale di ‘One Billion Rising’
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7 comments

    1. “E’ nato un movimento, il movimento delle patate, e nel giro di qualche giorno c’erano mercati in tutta la Grecia. “Insieme a noi anche gli uomini di Tsipras, quando ancora erano dalla parte del popolo”. E’ successo qualcosa in quei giorni, è successo che Elias e i suoi hanno capito che insieme erano molto forti e che la disperazione – come i ratti – non si fa trovare quando intorno ci sono gruppi di persone con il coltello fra i denti che fanno un gran rumore. Una iniziato, il resto è stato come una cascata: Elias e i suoi hanno occupato la fabbrica di tabacco abbandonata, l’hanno ristrutturata e hanno iniziato a raccogliere cibo e medicine. Si sono chiamati O topos mou, il mio posto, e hanno stabilito tre regole: non avere regole, struttura o burocrazia, non accettare denaro e soprattutto non ammettere i politici.”

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