Il compagno Renzi

segnalato da Barbara G.

di Lucia Del Grosso – nuovatlantide.org, 11/02/2017

E’ uno spasso commentare l’iniziativa di Renzi al Lingotto, a cominciare da quel ridicolo trolley (ma si può scegliere come simbolo di un’assemblea una valigia? Ha un qualche significato politico il cambio di biancheria?). Per non parlare della conoscenza etimologica della parola “compagno” che ha esibito Renzi. Ora, io posso capire un ex comunista convertitosi al renzismo che tenti il recupero di quella bellissima parola per far dimenticare i suoi peccati politici, ma Renzi, quando mai è stato compagno?

Ma in fondo si capisce anche questa intemerata: è stato sotto il suo regno che il PD è entrato a far parte della sinistra socialista europea. Perché aveva capito (o meglio, i suoi pupari gli avevano spiegato) quale banda di liberisti erano diventati i socialisti europei. E i simboli e le parole possono essere passione e sangue o solo volgare paccottiglia, dipende da chi li maneggia.

Perciò Renzi può essere pure compagno, una volta che hai tolto a quella parola tutte le lettere, può essere compagno anche suo padre, Lotti, tutto il Giglio Magico e la quasi totalità della Consip.

Ma anche più a sud del Lingotto c’è la stessa confusione sul perimetro di una proposta di sinistra: Pisapia allarga le braccia sul palco e abbraccia sia Speranza che Cuperlo, purché dica ai suoi compagni del PD che non si devono alleare con Verdini.

E’ il virus dell’ecumenismo di sinistra: ha infettato pure Civati che mette insieme nella compagnia da Boccia a Che Guevara. Poi dicono che la sinistra sa solo scindersi.

E visto che a questo rave party si possono presentare tutti ne approfitta pure Martina perché: “Senza il Pd il centro sinistra non ha futuro e senza il Pd si battono le destre”. Lui porta Renzi, sono in coppia e non lo può lasciare a casa.

Più che la Sinistra del Paese sembra l’appuntamento dei quindicenni del sabato sera: intanto vediamoci sotto casa mia, poi si vede cosa fare, l’importante è non rimanere a casa il sabato sera. In questo caso l’importante è non far vincere i populismi.

E mentre si cazzeggia poche voci isolate provano ad avvertire che non sarà un cartello di sigle che si richiamano alla sinistra, alcune solo nel nome, spruzzato di un po’ di civismo, un po’ di comitati e un po’ di arancione, ad arrestare i populismi, e nemmeno tornare ad “ascoltare” nei luoghi del dolore sociale (per dire cosa?). Fesserie! Occorre invece un’autentica sinistra socialista (in grassetto corsivo, peccato che non ho la funzione del sottolineati) che faccia il suo mestiere di socialista (ancora) e che in quanto socialista (aridaje) proponga un programma socialista senza freni inibitori, della serie no, di nazionalizzazioni non si può parlare, no, dell’ampliamento della spesa pubblica non si può parlare, no, l’Europa è casa nostra.

E’ facile recuperare la parola “compagno”, ci riesce pure Renzi. Più difficile è recuperare il patrimonio di pensiero del socialismo. Ci vuole coraggio, non è roba da ragazzini del sabato sera.

Ps Lucia Del Grosso – 12 marzo 2017 : Al netto di tutto sono scemi. Venerdì tutta quella retorica sui compagni e oggi il pugno chiuso è diventata una macchietta. Io domando e dico: “Che le fai a fare le sceneggiate se poi le smentisci nella stessa assemblea?”. Non sai fare neanche il pagliaccio che è un ruolo che richiede un po’ di competenza.

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24 comments

  1. Ho citato la moda dell'”ascolto” mettendo il termine tra virgolette.
    Siccome Renzi è, legittimamente secondo me, accusato di non aver ascoltato quelli che non la pensavano come lui, adesso si parla da più parti del dovere di “ascoltare”, in particolare “il popolo” o “la base”.
    Se alle affermazioni seguiranno i fatti, lo vedremo. Ne dubito, per quel che riguarda il PD in particolare. Renzi può pronunciare “Noi” fin che gli pare. Il significato è “Io (maiuscolo) e i miei (minuscolo)”.

    Sulla memoria corta, della maggior parte degli elettori (il “pubblico”) non ho capito la tua tesi.
    Mi sembrerebbe il contrario: memoria d’elefante per la spartizione delle poltrone; memoria inesistente per i tentativi di condivisione. Punti di vista.

    1. forse mi sono spiegata male.

      faccio un esempio banale, tanto per spiegarmi.
      berlusconi era il male assoluto. ha fatto delle proposte che il csx ha osteggiato anche con mobilitazione di massa.
      Ora il pd governa con (e grazie a ) i residui del berlusconismo. Per rimanere in sella sposa, e attua, le tesi contro cui prima aveva alzato le barricate, e le spacciano per novità. E tutti (oddio, non proprio tutti) a dipingere questi come salvatori, dimenticando quello che veniva prima.

      C’è da dialogare a sx per valutare se costruire un percorso comune.
      – eh, ma Fassina è stato al governo
      – eh, ma Civati era nel PD
      – eh, ma Civati è uscito troppo tardi dal PD
      – eh, ma Vendola è un bollito
      – eh, ma DeMagistris è un esaltato
      – eh ma Ingroia è un fallito
      – eh, ma Fratojanni non se lo caga nessuno
      – eh, ma questi non sono di sinistra
      – eh, ma questi sono troppo radicali
      – eh, ma non con Civati perché non si è messo d’accordo con Fassina (cito questo perché me lo sono sentita dire lo scorso anno)
      etc etc etc.
      c’è gente che non si parla perché uno ha rubato la merenda all’altro alle elementari…

      i politici, questi sono se non c’è un ricambio
      e se non si comincia a costruire qualcosa il ricambio non ci sarà mai perché i giovani andranno con il m5*.
      Sempre che qualcuno, che mi ha criticato perché non si può partire dalle proposte di questi bolliti, non tiri fuori una lista con i ragazzi dei centri sociali perché bisogna appunto, ascoltare le loro proposte…

        1. “Risponde ad minchiam”. E come vuoi che ti risponda? Tale e quale al “compagno” Renzi. “Il clima ostile” del blog verso Renzi e affini . Azz!!! è una novità assoluta!!Comunque Sun hai ragione : discutere con queste persone non è neanche dannoso. E’ perfettamente inutile.

    1. mi assumo il rischi di rispondere a un “coglione col quale non vale la pena di dar risposte”
      sul livello del blog a ognuno lascio di giudicare, sul livello dell’articolo…certo non rimasta negli annali, ma su una cosa ci prende: la metafora su ciò che si muove(?) alla sinistra del pd che ” sembra l’appuntamento dei quindicenni del sabato sera: intanto vediamoci sotto casa mia, poi si vede cosa fare, l’importante è non rimanere a casa il sabato sera”
      l’attacco a renzi sull’utilizzo della parola “compagno”, quello si, è patetico
      il motivo? renzi si comporta da renzi. ne più ne meno.
      vuoi davvero essere alternativo a renzi, al renzismo, alla deriva liberista del pd, o ai populismi in stile leghista o a cinquestelle che oggi sembrano gli unici in grado a contendergli voti e consensi? bene, ma lo devi fare sulla base di idee e programmi alternativi, che siano capaci di attrarre consenso a prescindere da chi è il tuo avversario, che si chiami renzi, salvini o grillo.
      ma per far ciò ci vogliono attributi che in giro non si vedono.
      per dirla con le parole dell’autrice dell’articolo “Ci vuole coraggio, non è roba da ragazzini del sabato sera”

      1. Per quel che riesco a immaginare credo che sia in corso anche una ricerca, più o meno cinica, di una posizione di “ago della bilancia” in un contesto tripolare che imporrà alleanze.
        Quello che conta è ottenere, con idee e programmi di cui non è difficile fare copia e incolla propagandisticamente, quella percentuale minimale che può rendere indispensabili al “vincitore” delle elezioni con una maggioranza insufficiente a governare.
        Poi uno può anche rivestire di nobiltà tale strategia, e pure crederci: “saremo in grado di influenzare positivamente il governo minacciando di farlo cadere se non farà ‘il bene del paese'”.
        (Bertinotti, Mastella)

        1. Sono certo che la strategia sia quella che tu descrivi. Ma a essere desolante è il contesto in cui tutto ciò si svolge. Un panorama politico talmente basso da dover usare la pala per pareggiarne il livello
          Inoltre c’è una cosa. Tu citi Bertinotti. In effetti un gigante messo a confronto con i personaggi che ci troviamo davanti oggi (a tal proposito prima ho sentito la Taverna……non riesco a non provare pena).
          Ma il punto non è questo. Non so quanto Bertinotti, o Di Liberto, o Pecoraro Scanio credessero a quanto dicevano, ma so che quell’area pesava intorno al 12%. E riuscivano a mobilitare un bel po di persone, sia in proprio sia con la vicinanza a una certa area sindacale, in un periodo in cui la mobilitazione sociale, poi tradita, era quella che trovo apice a Genova nel 2001.
          Oggi invece ci troviamo davanti a un vuoto che sommato pesa in nulla! Un vuoto che, stanti le basse percentuali di affluenza al voto, non riempie neppure il movimento di Grillo
          Non voglio fare quello che si stava meglio quando si stava peggio, riporto numeri e fatti.
          E quindi aspetto.
          Oggi in Olanda si è recato alle urne l 80 % degli aventi diritto. Vediamo come andrà qui in Italia, quando si tornerà a votare per il governo

          1. So che l’ho già detto ma mi ripeto.
            E’ una questione che riguarda la sinistra in generale e, giusto l’altra sera, parlando con un ex militante di SEL mi sono resa conto che non sono l’unica a pensarla così.
            Ci portiamo dietro, nella discussione politica, un sacco di preconcetti. Sono cose che si sono spesso stratificate col tempo, ma che non ci consentono di essere obiettivi nel giudicare la proposte se vengono da un’area che non è proprio la nostra. O, forse, sono semplicemente un alibi per non abbandonare il proprio cortile. Ma le cose, dobbiamo mettercelo in testa tutti quanti, non si cambiano se continuiamo a parlare solo a (e con) chi “abita” il proprio cortile.
            Capisco che certi personaggi abbiano una storia talmente complessa da risultare poco credibili, ma se non ci sforziamo di ascoltare non andiamo da nessuna parte

            1. Senza malanimo: quello dell'”ascolto” è un concetto che sta vivendo una sua stagione di moda.
              Il problema è che ascoltare bugie compulsive o vaniloqui megalomani è una perdita di tempo a meno che uno non voglia compilarne un catalogo oppure divertirsi a costatare la fantasiosità dei mentitori e/o megalomani.
              Ora, uno dice: ma che si tratti di bugie, vaniloqui, mentitori e megalomani è un pregiudizio.
              Può esserlo, ma può essere anche un solido e motivato giudizio. Basato su fatti.
              Come verificare i fatti è spesso, lo riconosco, un bel problema.
              Ma fortunatamente, a volte sono gli stessi mentitori, per eccesso di sicumera, a consentircelo.
              Ma anche qui c’è un problema: la nostra memoria. Viviamo in un eterno presente, nell’attualità. Quello che ha detto/promesso Tizio l’altro ieri, oggi è già dimenticato, o giustificato da “mutate circostanze”, Col che la facoltà di giudizio è vanificata e l'”ascolto” serve a ben poco. .

              1. non sono d’accordo su un punto. Se si tratta di dividere poltrone la memoria è inesistente, ma quando si tratta di cercare soluzioni condivise la memoria è degna di un elefante.

                L’ascolto è di moda? non direi. Troppe persone parlano solo per sentire la propria voce. Troppe persone non ascoltano, fanno solo il tifo.
                Va ribaltato questo schema

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