Zitto e mangia

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61 comments

  1. “Abolizione dello strumento Voucher”

    Ovviamente non sono d’accordo.

    Ma capisco che non è aria, e capisco chi non è disposto a prenderlo ripetutamente in quel posto aggratis.

    Allo stesso modo non sono sicuro che quelli che ne volevano l’abolizione la prendano come una vittoria.

    Checchè ne dica Giuseppe,
    il referendum era palesemente un pretesto e l’occasione per una battaglia più generale e di visibilità della nascente vecchiasinistra

    Gilioli ad esempio, giornalista molto critico ( ultimamente fin troppo per i miei gusti ), vicino a Civati – oddio non è che sia una garanzia di intelligenza politica – lo diceva senza giri di parole.

    Legittimo naturalmente! Mi basta che non si voglia farlo passare per altro.

    1. giglioli può dire ciò gli pare, ma ti ricordo che la raccolta firme è iniziata in tempi non sospetti e, anzi, la gcil proprio per smarcarsi da ipotesi di subalternità ai partitini di sinistra disse picche a civati…..
      quanto ai voucher, la cgil, e non solo, chiamandoli in altro modo, già chiedevano parecchi anni per le collaborazioni occasionali non fatturabili uno strumento di tutela
      da qui a pagarci un muratore o un tecnico termoidraulico….
      e non dimenticare l’altro quesito, che se ne parla di meno, ma è molto più incisivo e piacerebbe ancor meno al padronato una sua abrogazione

          1. Peppe, ragiona, cazzo…Civati fonda un partito formato da 4 sfigati e dovrebbe condizionare, nel giro di due mesi , la CGIL???????
            E’ una cosa semplicemente ridicola

            Quello che tu dici è la conferma di quello che sostengo da tempo e che ho scritto anche ieri.
            Il problema non è fare quello che serve, ma è metterci la bandierina, anche se poi si fa una figura alla minchia come con il referendum saltato

            Civati, quando ha proposto i quesiti, ha sentito la CGIL (ed altri soggetti). Si è sentito dire di no, ma ha deciso di proporli lo stesso perché secondo Possibile bisognava opporsi subito alle politiche che si ritenevano sbagliate. E per me ha fatto bene.

            1. e se sei sempre tu che denigra Civati (confermando ciò che sostengo, ovvero che prima si dice no alla persona/formazione e poi, forse, si va a vedere cosa propone) adesso hai paura dei suoi condizionamenti? Un po’ di coerenza, suvvia…

              1. , la gcil proprio per smarcarsi “la Cgil proprio per smarcarsi da ipotesi di subalternità ai partitini di sinistra disse picche a civati….”
                Cos’è che non ti è chiaro?
                Mi aiuti a capire dove ho scritto che la Cgil si sente subalterna a Civati o altri partitini?
                Continuiamo a digitare a caso?

                1. cristo santo, ha rinunciato a fare una battaglia in difesa dei lavoratori per NON ESSERE SUBALTERNA DEI PARTITINI…ma se civati non conta una sega, come dici tu, di che caspita ha paura?
                  Mette la sua paura (????????) di diventare subalterna, o di essere considerata tale, davanti ai diritti di chi deve difendere.
                  E’ tutta qui, la questione.

                  se non è subalterna ma ha paura di diventarlo, mi spieghi dove sta il problema? fuori della CGIL o dentro?

                  1. Non credo fosse paura, penso non lo abbiano minimamente considerato. E’ diverso.
                    A me risulta che la cgil prima d’imbarcarsi nella raccolta firme, abbia chiesto un parere degli iscritti, cosa che sarebbe stata più complicata nel caso di adesione ai referendum di possibile che riguardavano molte questioni diverse sulle quali non é scontato che tutti gli iscritti avessero una posizione univoca.

                    1. Ricordo che quando i radicali proposero il referendum contro il reato di clandestinità, qui nel blog lo firmai solo io e non mi sembra sia stato patrocinato più di tanto a sx. Molti lo motivarono perchè presentato insieme a quesiti sulla giustizia che firmò anche Berlusconi. Mettere insieme cose diverse crea confusione e non favorisce il quorum.

                    2. guarda che bastava appoggiare quelli sul lavoro, mica erano obbligati a beccarsi tutto il pacchetto.
                      i due referendum sul lavoro erano del tutto simili a quelli poi proposti dalla cgil (e uno si chiede: perché aspettare un anno e far finire nella cacca un sacco di lavoratori?), con una differenza: che quello sull’art18 non conteneva il taglia e cuci che invece c’era in quello della cgil, e che lo ha fatto bocciare. Poi, ognuno fa le sue scelte, eh….

                    3. Bastava firmare quello sul reato di clandestinità. Per dire (cit).
                      Sono battaglie dure, aspettarsi che basti schioccare le dita perchè un elefante come la cgil si muova…

                    4. antonella, se ci fosse stata la volontà il modo lo avrebbero trovato.
                      Secondo me non era questione di “mettere insieme cose diverse”. Erano quesiti relativi a riforme approvate da poco e che si ritenevano dannose. L’obiettivo era smontarle. Non sei d’accordo ? (non tu, la CGIL o chi per essa) pensi non sia il momento? ti girano perché non lo hai proposto tu? Non aderisci. Ma che no mi si venga a tirare in ballo il rischio della subalternità perché non sta da nessuna parte…

                    1. allora, siccome sono un’idiota che non capisce un cazzo, spiegami ESATTAMENTE cosa volevi dire con la storia dell’essere subalterni

                      ma spiegamelo benebene, come si farebbe con un bambino delle elementari, perché, fino ad ora, ogni tua spiegazione conferma la mia teoria delle bandierine.
                      o parliamo due lingue diverse o non sai spiegarti. oppure ho ragione io

                    2. Non sto facendo.ipotesi. leggo quello che scrivi.
                      Se la CGIL (quanti.iscritti?) non partecipa ad una iniziativa promossa da un partitino appena nato e con pochissime migliaia di iscritti perché non vuole essere subalterno (mi risultava fosse una collaborazione, non un subappalto), secondo la dirigenza

                    3. “la gcil proprio per smarcarsi da ipotesi di subalternità ai partitini di sinistra disse picche a civati”
                      mi stai dicendo che quel che hai scritto in realtà significa “la cgil non aveva motivo di temere che qualcuno potesse ipotizzare una sua subalternità ad un partitino come quello di civati”?

                    4. dai, ti ho già detto che hai ragione tu!
                      e rilassati un po, che ogni volta che uno scrive “civati” sbrocchi e dai di matto senza neanche cercare di capire!
                      comunque scusa, ho scritto un sacco di puttanate!

                    5. poteva anche essere pinco pallo. Io sto cercando di capire. Secondo me hai scritto tutto e il contrario di tutto.
                      Per me si parte da un assunto: solo un coglione può pensare alla CGIL subalterna a civati, o a qualche paritino di comunisti (ce ne sono tre o quattro). Detto ciò, SE quello che tu intendi è che la CGIL temeva che qualche coglione potesse pensare ciò e, per questo motivo, non ha appoggiato dei referendum per poi riproporli quasi uguali dopo un anno, la mia risposta è che non ci credo nemmeno se me lo scrivono con il sangue. Per me è una scusa bella e buona. Per me volevano il copyright sulle iniziative sul lavoro.

                    6. ma sai una cosa? hai ragione!!!!
                      anzi, aggiungerei che lgkskfc kmrpzsopskpx m,ldkclkskocv lkòàlWLèCLòà8DZ
                      45SXCPLZOPE34ù5X
                      45X Lò,CXLò!!!
                      NON CREDI?

  2. è talmente palese che i voucher, strumento che esiste in altri paesi e funziona benissimo contro il sommerso, è l’ennesimo argomento pretestuoso per puntare a tutt’ altro…

    Se se ne abusa si corregge. Punto.

    Ma oggi sparare cazzate sul nulla, la politica del gne gne gne, funziona, quindi…

    Il populismo della destra mondiale da Putin a Trump da Orban a Grillo al quale si accodano gli “utili idioti” della sinistra in base alla teoria che “se fare del populismo raccoglie tanto consenso perchè non dobbiamo farlo anche noi?” (hanno sempre avuto la scintilla del “genio” per leggere le cose della politica..) pare oramai la strada maestra,
    anche se l’Olanda potrebbe significare che l’onda di melma quasi decennale si sta esaurendo…

    Speriamo.
    Lo vedremo con la Francia.

    1. Come al solito, non hai capito un cazzo.
      Vai a parlare di gnegne a quelli che vengono sfruttati, e soprattutto chiediti se questo casino non sia voluto.
      I dati li hanno anche al ministero, se non sono ancora intervenuti seriamente è perché non vogliono
      E adesso non vogliono risolvere il problema.. A meno che con “problema” non si intenda il referendum

    2. se fare del populismo raccoglie tanto consenso perchè non dobbiamo farlo anche noi?

      già… però… ora che ci penso… sei ancora sicuro che renzi ti rappresenti? 🙂

      1. Aldilà dei modi e dei toni, populismo, per come l’intendo io, è invocare/promettere cose sull’onda degli istinti popolari, senza curarsi ne della fattibilità, ne delle conseguenze. ne della sostenibilità, sul breve e sul lungo periodo.
        lisciare il pelo alla pancia per strappare facilissimo consenso (tutti a casa!) coltivando paure che creano steccati, conservazione se non vera e propria restaurazione, rabbia involuta, ecc, senza proporre alternative concrete.

        Non confonderei chi fa cose che non ci piacciono ma le fa (e ne paga anche il prezzo) e chi fa chiacchiere da bar….
        😉

        1. rottamazione, “doppia pena a mio padre”, una riforma al mese, volete pensionare un parlamentare su tre, “cucù la provincia non c’è più”, un disastro per il il paese se non passa il referendum, 80 euro, “ponte sullo stretto ? parliamone”, “non voteremo bilancio europeo”, etc. etc.

    3. La questione voucher è molto semplice (così come la questione responsabilità appalti)
      Ma restiamo ai voucher.
      Si, esistono quasi in tutta Europa (esistevano anche in Italia e si chiamavano marchette, ma questa è un’altra storia ), e se funzionano in effetti si rivelano anche un utile strumento.
      Ma questo non è il caso italiano,.
      Il motivo è semplice:il governo ha cannato completamente!
      Non ha previsto strumenti di controllo, sia sul l’emissione, sia sull’utilizzo, sia sulla registrazione.
      Ma la roba peggiore è averli estesi anche a campi che nulla hanno a che fare con un simile strumento (famiglia, privato – privato per prestazioni occasionali con tetto ben definito )
      O tu credi normale, come è capitato a me in veri controlli, trovare in centrale un manutentore pagato a voucher?
      Ma c’è dell’altro
      Il governo e con esso il PD renziano, sventolano i risultati nel campo del lavoro e, sino a qualche giorno fa, anche quella dei voucher era una bandierina
      E ora? Forse perché si sono resi conto della cagata fatta (che sarebbe Buona cosa), vuoi perché, e soprattutto, si ha paura di una vittoria dei si al referendum, la quale non porterebbe bene alle primarie di Renzi, si cerca in fretta e furia di mettere una pezza.
      Con l’ipotesi di buttar via bambino e acqua sporca, cioè, come alcuni propongono, eliminando del tutto i voucher, anche per le prestazioni per cui possono essere, se ben utilizzati, uno strumento efficace

      1. Le leggi se si prestano ad abusi o contengo errori si correggono.
        Semplicemente.

        La cagata pazzesca è indire un referendum su queste cose.
        Uno strumento che riguarda lo 0.3% delle ore remunerate…

        Aldilà da come la penso io sui referendum (in genere e in questo periodo storico in particolare)
        I referendum non sono fatti per soddisfare la voglia di qualche frustrato per immaginarsi qualche rivincita per i propri rancori personali o per soddisfare il proprio bisogno di visibilità “che c’è da fare il partitino”

        1. Che è? Ti eserciti anche tu a battere a caso sui tasti o è solo contagioso?
          Provo a farti il riassunto
          “Le leggi si correggono ecc.”
          E allora perché quando la minoranza interna lo chiedeva non è stato fatto?
          Comunque, come ho scritto prima, il solo fatto che qualcuno abbia solo pensato di abrogare del tutto la dice lunga….
          Sul referendum.
          in realtà riguarda più del 3%, ma non è questo il punto.
          Il referendum contiene un altro quesito, bello spinoso per confindustria, anche più dei voucher, e comunque è monco del terzo stralciato dalla corte. E vuole fermare un trend in forte ascesa, soprattutto in settori dove non solo la normativa ma anche il buon senso, vorrebbe che il rapporto di lavoro fosse disciplinato da un contratto stabile
          se poi riguarda solo pochi, e tutto va bene, perché preoccuparsi di abrogare la norma e il conseguente strumento?
          Ultimo punto. Il referendum è stato chiesto dalla Cgil, non da un partitini. Lo stesso sindacato che, anche con l’ala più dura, ha applaudito alle 80 euro e ha firmato col governo Renzi più accordi di chiunque altro
          chi sarà il frustrato? …..

          1. La Cgil?
            quella che fa largo uso dei voucher?

            A dimostrazione che in realtà lo strumento utilizzato correttamente è utile e funziona (altrimenti la Ggil sono sicuro non lo utilizzerebbe),
            e quindi a dimostrazione che questo referendum è in realtà un pretesto per cavalcare l’onda lunga del 4 dicembre alla ricerca di nuovi protettorati e padrini in vista delle praterie ( le ennesime… ) che si aprirebbero a sinistra….

            Comunque a me non interessa chi ha chiesto cosa prima o poco prima, il processo alle intenzioni e chi ha sbagliato cosa:
            per me i voucher sono uno strumento buono se utilizzato correttamente, soprattutto rispetto al “nero” di prima, e quindi correggerlo per evitare il referendum oltre che sacrosanto é doveroso!

            1. Continui a battere a caso!
              Il caso Cgil è stato ampiamente chiarito!
              Mentre, notizia di qualche minuto fa, là relatrice pd in commissione lavoro ha annunciato la totale abrogazione dello strumento
              Poche idee e confuse 😐
              Tra pd e grillini….

                1. Vedi Marco, a differenza di molti non sono solito festeggiare
                  Il mio ragionamento voleva arrivare a un punto ben preciso
                  Ricordi quando parlavo di politica come visione organica di una società? Visione poi attuata da un governo per mezzo di norme?
                  Eccetera eccetera?
                  Bene, quella visione, quella capacità programmatica non manca solo alla raggi a Roma o ai 5s…..

                1. Appunto….
                  Rileggiti cosa ho scritto sullo strumento voucher…..
                  Comunque chiarito nel senso di ridimensionamento della quantità di voucher attribuiti al sindacato da fonti governative (che se fossero state bene altro che il 0,3% delle ore totali lavorate!)
                  E smettila di battere a caso!
                  Sei pronto alla sfida!
                  😂

        2. Ps. A definire trendy e uso dei voucher preoccupante, addirittura in alcuni casi a copertura del lavoro nero è un certo boeri, non landini

  3. A me pare piuttosto semplice:

    poiché non siamo in grado di combattere il lavoro nero proviamo a renderlo un po’ grigio facendogli costare poco la “legalità”.

    Anche: poiché non siamo capaci di rendere burocraticamente snella la legalità rinunciamo a formalità e controlli a fronte di un modesto obolo.

    Qualcuno ha detto, e condivido, che i voucher erano nati per un’applicazione molto limitata. L’ampliamento delle forme di utilizzo è stato una scelta politica.

    Ora si prova a porre rimedio alle incongruenze dello strumento.
    Ma questo, mi pare, non significa porre rimedio al problema del lavoro non tutelato. Ogni tanto escono delle statistiche sui controlli della guardia di finanza o dell’INAIL: mi pare che il numero dei controlli sia costantemente risibile rispetto al fenomeno che si vorrebbe contrastare.
    Le risorse (uomini, mezzi, strumenti giuridici) sono quelle che sono. E le decide la politica.

  4. Premesso che sono favorevole ai vouchers solo privato-privato rimane un dubbio.Le aziende hanno mille maniere di assumere personale interinale ma costa più del voucher e sono soggette a verifiche più stringenti. Sono altresì convinto che i vouchers abbiano legalizzato una parte si solo nero se non altro per pararsi il culo.Il dubbio? Messo che li destiniamo al solo privato le aziende cosa faranno ( quelle non in regola sia chiaro) ? Torneranno al total black o si adegueranno alle possibilità legali? Credo che in buona sostanza il tutto dipenderà dai controlli che si deciderà di fare. Ad oggi sono molti scarsi. Ergo : o si rendono efficaci o , in caso contrario, l’abolizione dei vouche non sarà servita a niente o quasi.

    1. secondo me dipende molto dal tipo di attività

      nel commercio (piccoli negozi) spesso i commessi vengono tenuti in nero e si pagano con i voucher solo alcune giornate. Sono disposti a rischiare tenendo completamente in nero?
      bar e piccola ristorazione: stesso discorso (è sempre stato il regno del nero)

      medie e grosse società (quelle che usano i voucheristi anche per coprire gli scioperi, tanto per intenderci…): queste non so, sinceramente, se sono disposte a rischiare…non tanto per controlli, ma se qualcuno si fa male cosa fanno?

      e comunque….qualche tempo fa avevo sentito parlare del numero di ispettori…è semplicemente ridicolo

        1. ritorniamo sempre li heiner, ci vuole una volontà e capacita (ma senza la prima…) politica di stabilire una linea da seguire. Da li si può partire provando, ed anche sbagliando a volte, ma se non si è capaci, o non si vuole, provare a fare qualcosa di diverso dallo status quo, non c’è discorso che tenga

        2. consentirli solo in rapporti privato-privato e con limiti annui molto bassi. Non vorrei dire boiate, ma credo che una proposta simile sia già inclusa nella carta del lavoro proposta dalla CGIL

          1. sì, certo.
            ma resto scettico in generale…

            … intanto ho visto che seminerio ha i miei stessi dubbi. potrei a questo punto lentamente dire di essere passato alla parte oscura della forza, ma penso che si tratti più banalmente di razionalità (che almeno nella parte critica o dubbiosa può venire da ogni lato). a partire dall’analisi razionale, forse si può costruire qualcosa

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