La paura fa #novoucher

segnalato da Barbara G.

Voucher aboliti per evitare il referendum Cgil. Ma Gentiloni vuole riaprire la concertazione per cercare strumenti alternativi

di Angela Mauro – huffingtonpost.it, 16/03/2017

Una svolta così a sinistra non se l’aspettava nemmeno uno come Giorgio Airaudo, parlamentare di Sinistra Italiana in commissione Lavoro, padre dell’emendamento per l’abolizione totale dei voucher, l’unico così netto fino a qualche giorno fa. “E invece la maggioranza abolisce i voucher, hanno presentato un emendamento come il nostro… Il governo si è arreso, anzi direi che si è auto-affondato”, esulta Airaudo. Il governo in effetti domani eliminerà i voucher per decreto, nel tentativo di annullare il referendum chiesto dalla Cgil. Ma da qui alla fine dell’anno tornerà alla carica con altri strumenti. A differenza del governo Renzi però, Paolo Gentiloni lo farà aprendo un confronto con le parti sociali.

La commissione Lavoro è chiamata a votare l’emendamento della Dem Patrizia Maestri: abolizione totale dei voucher, con una norma transitoria. Vale a dire: chi li ha già acquistati potrà usarli fino al 31 dicembre. E’ l’unica differenza con l’emendamento di Airaudo, che proponeva una transizione fino a giugno. Tutti gli altri emendamenti presentati decadono. La sinistra esulta, dalla Cgil agli ex Pd e la sinistra tutta in Parlamento. I centristi di maggioranza sono arrabbiati, insieme al centrodestra e soprattutto Confindustria e anche Confesercenti. Il Pd si spacca, ma non scoppia la polemica. Perché l’obiettivo di tutti è annullare il referendum della Cgil calendarizzato per il 28 maggio. E in questo modo dal Nazareno a Palazzo Chigi pensano di esserci riusciti.

Domani il consiglio dei ministri recepirà il testo della commissione con un decreto che conterrà anche modifiche alla normativa sugli appalti, oggetto del secondo quesito referendario. Se ne sta occupando in prima persona il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Obiettivo: annullare proprio tutto il referendum.

Insomma, che succede? Paolo Gentiloni è diventato improvvisamente Che Guevara? La maggioranza di governo che ha approvato il Jobs Act ha improvvisamene cambiato colore, trasformandosi in avanguardia comunista? Niente di tutto ciò. Dietro la scelta di abolire i voucher c’è solo un calcolo politico: meglio battere in ritirata che rischiare un altro 4 dicembre.

Matteo Renzi ha cominciato a temere la concorrenza a sinistra sulle primarie. Il presidente della Commissione Cesare Damiano, che stava lavorando ad un compromesso di maggioranza, è stato completamente bypassato dalla scelta del governo di azzerare tutto: via i voucher tout court. E Damiano non a caso appoggia il candidato alla segreteria Andrea Orlando: domenica hanno in programma un’iniziativa pubblica proprio sul lavoro.

Insomma il rischio di contraccolpo c’era anche sulla corsa per le primarie Pd. Da qui la scelta netta che fa infuriare gli alleati di governo. “E’ schizofrenia legislativa”, tuona Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro di Palazzo Madama e senatore di Ncd. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia insiste: “Meglio affrontare il referendum che eliminare del tutto i voucher!”.

Ma il quadro non resterà così per sempre. L’idea del governo è di lasciar passare la bufera e tornare sul tema, alla ricerca di un’alternativa ai voucher. Il capogruppo del Pd Ettore Rosato la mette così: “La scelta del Pd è stata di lavorare per superare il referendum con norme radicali con un breve periodo di transizione. In questo lasso di tempo lavoriamo per nuove norme che mettano uno strumento a disposizione delle famiglie per pagare ciò che oggi si paga con i voucher e delle imprese per accedere in modo più semplice al mercato del lavoro”. Lo si farà con un “confronto con le parti sociali” alla ricerca di “norme efficaci che evitino gli abusi registrati sui voucher”.

E’ la promessa di un’altra svolta. Se a sinistra, non si sa. Ma certo va a ripescare la concertazione con le parti sociali laddove l’ex premier Matteo Renzi l’aveva eliminata.

49 comments

  1. diatriba sindacato e appoggi e non ai referendum…

    non prendiamo in considerazione il giudizio sul sindacato attuale, rimaniamo neutri…

    quindi il sindacato è un corpo intermedio che ha una sua funzione ben definita e che non dovrebbe, anche se non è mai stato così, essere un contenitore di travaso in/out per la politica, dovrebbe rispondere ai propri iscritti e fare gli interessi di tutti i lavoratori perché nella sua proiezione “dovrebbe rappresentarli tutti” ma è certo più vincolato ai propri iscritti, che ne dovranno indirizzare le azioni… quindi non “dovrebbe” fare azione politica diretta ma muoversi nel suo raggio di azione, che è in primis è la difesa di rappresentanza e di contrattazione… va da sé che le risposte più accese sono state proprio contro l’incrinatura della forza di rappresentanza e di contrattazione ( i voucher come sono ora usati indeboliscono fortemente il ruolo del sindacato, non è certo il primo strumento e nemmeno l’ultimo)…
    quindi non comprendo la polemica, il sindacato deve essere autonomo, certo dovrebbe essere anche migliore di quello attuale, ma onestamente non mi pare fuori media generale…

  2. a proposito di digitazione a cazzo, mi manca daniele
    ci pensavo l’altro ieri quando ascoltavo quelle sulla proprietà del blog, e oggi quando ascoltavo in radio le notizie sulle comunarie di genova

    la proprietà del blog che poi non ho capito se “proprietà” sia il termine giusto)…. beppegrillo.it
    da come la descrivono, grillo sembra non contare un cazzo! magari non si chiama neanche beppegrillo.it, ma, che so voltaire!
    chiunque può scrivere li ciò che vuole, contro chi vuole, che basta non firmarsi che poi quereli stocazzo!
    eppure vorrei fare una prova. se qualcuno è iscritto al blog di grillo perchè non prova a scrivere un post o un commento offensivo contro grillo o uno dei suoi, giusto per vedere se lo pubblicano, o se lo lo pubblicano vedere se parte la querela?
    di chi è la colpa? boh?

    quindi grillo non conta un cazzo. ma se sulla piattaforma, che non credo sia sua, il voto on line per le comunarie a lui non piace, lui può decidere che non va bene. molto banale, ma come se alla partita di calcio tra ragazzini, chi perde si porta via il pallone, anche se non è suo
    di chi è la colpa? boh?
    di chi è la colpa? com’è che si chiama la piattaforma?

    ma che lo chiedo a fare io, che non sono iscritto ne al blog ne alla piattaforma, sono sporco e brutto, non sono un notabile, e squattrinato come sono finirò col naso in una pozzanghera, il giorno che cadrò a terra
    e di chi è la colpa?……

    che abbia ragione gavroche?

    on est laid à nanterre,
    c’est la faute à voltaire,
    et bête à palaiseau,
    c’est la faute à rousseau.

    je ne suis pas notaire,
    c’est la faute à voltaire,
    je suis petit oiseau,
    c’est la faute à rousseau.

    joie est mon caractère,
    c’est la faute à voltaire,
    misère est mon trousseau,
    c’est la faute à rousseau.

    je suis tombé par terre,
    c’est la faute à voltaire,
    le nez dans le ruisseau,
    c’est la faute à…

    1. Abbiate dunque fiducia in me, la fede conforta, guida, risana. Voi tutti venite, – anche i fanciulli, – che io vi consoli, che si effonda per voi il suo cuore, – quel cuore meraviglioso! – Poveri uomini, lavoratori! Io non chiedo preghiere; solo con la vostra fiducia sarò felice.

  3. no, così non va!
    le cose, o si fanno seriamente o è meglio non farle!
    o vogliamo fare come “i quindicenni del sabato sera”? che “l’importante è uscire, anche se non si sa per andar dove”?
    ekkekazzo! fior fior di politologi che cercano di capire il perchè della frammentazione della sinistra(?), piuttosto del perchè le sparate a cazzo in politica, o del perchè la casalinga di voghera rischia, o può ambire, al ministero dell’economia, mentre basterebbe, con grande risparmio di tempo, fatica e risorse leggere un po questo blog!
    quindi, mozione d’ordine!
    le regole! bisogna stabilire le regole, se si vuol andare avanti!
    quali regole? ma quelle del campionato mondiale di “battitura a cazzo sulla tastiera”, che si svolge in questo campo da gioco, il blog!
    che si fa?
    iscrizione libera o quota di iscrizione?
    gironi all’italiana e poi ottavi di finale, o scontri diretti?
    singolar tenzone o anche a coppie?
    sfida diretta lanciata personalmente o sorteggio?
    teste di serie o si parte tutti alla pari?

    1. crvenazvezda76, come insegna l’insigne Er Dogana, esci il sabato sera (prima che lo aboliscano), tromba e fai almeno 5 figli comunisti. Non c’è soluzione alternativa.

          1. ah, ce stava la battuta!
            ma allora ti chiedo, secondo il sig er dogana, vanno fatti tutti con una o puoi, come dire, spaziare?

            1. > ah, ce stava la battuta!

              sì, non è una battuta da Nobel, ma almeno sul blog dei Testimoni di Geova l’avevano capita subito. E’ così, se l’evoluzione umana non è lineare, figuriamoci la rivoluzione.

              1. mi sai il link? sarà un blog sicuramente più vivo di questo….
                (purchè non mi suonino il campanello alle otto la domenica…..)

                1. No, la domenica mattina suonano quelli di Lotta Comunista… se avessi il dono della spontaneità, avrei già vinto almeno tre ergastoli.

      1. non scherzare… le ‘regole’ per programmare generatori di testo casuale sono arte.
        Questo di Andrew C. Bulhak è di 20 anni fa. Si chiama “Postmodernism Generator” e genera flosofia (ricarica la pagina per ottene un testo nuovo).
        http://www.elsewhere.org/journal/pomo/
        Ne ricordo uno ancora più antico che generava racconti porno, ma solo per il Mac… “Pretty Good Pornography”.
        Li chiamano abandonware, concetto poco conosciuto ma illuminante.

        1. Subodoro che sia un’acqua più profonda di quanto io abbia voglia/capacità di nuotarci.
          Testo casuale e testo alla cazzo non so se si possano definire la stessa cosa.
          Mettiamo la proverbiale scimmia davanti a una tastiera e ipotizziamo che digitando “alla cazzo” scriva: “M’illumino d’incenso”.
          Chi legge, ignorando lo scrivente, come può stabilire che si tratta di un testo “alla cazzo”?
          Oppure: io digito il mio nome sulla tastiera senza guardare i tasti, cosa che normalmente sono in grado di fare, solo che qualcuno ha spostato la tastiera rispetto alla posizione solita e io digito la sequenza di caratteri a sinistra di quelli giusti. Risultato: Fuawoow in luogo di Giuseppe. E’ un testo casuale, alla cazzo, o cosa?
          Che non si sia in grado di prevedere quale testo casuale un programma produrrà dice soltanto che il testo è imprevedibile (forse assurdo, forse no). Ma mi dà l’impressione che non sia “alla cazzo”.
          Al solito: dovremmo metterci d’accordo su cosa significa “digitare alla cazzo”.

          1. Al solito: dovremmo metterci d’accordo su cosa significa “digitare alla cazzo”.

            no, lascia perdere, rovineremo tutto!
            viva lo spontaneismo!

          2. Beh, è roba interessante. Ci sono quintali di saggi sulla “scritttura automatica” surrealista… ma a che serve oramai, oggi ci sono Twitter e Facebook, il ‘genere’ è diventato ‘norma’.

    2. Beh, dire a chi la pensa diversamente pigiac asti a caso è molto renziano. Propongo un bel triangolare fra te, m2c e X. Non si può dire due lati della stessa medaglia…. Ecco, la renzianissima trinità!!!

      1. Per una frazione di secondo ho avuto la tentazione di perdere del tempo per risponderti, poi mi sono tornate in mente queste parole :
        “allora, siccome sono un’idiota che non capisce un cazzo….”

        Le hai scritte tu stamattina, verso mezzogiorno.
        E chi sono io per contraddirti, o dubitare delle tue parole?

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