Un New Deal europeo

segnalato da Barbara G.

Varoufakis pronto a lanciare a Roma il primo partito transeuropeo

Con lui il cofondatore di Podemos Juan Carlos Monedero, il vicepresidente del parlamento spagnolo Marcelo Exposito, la verde tedesca Ska Keller. Per l’Italia, in prima fila il sindaco di Napoli Luigi De Magistris

di Andrea Carugati – lastampa.it, 16/03/2017

Da Yanis Varoufakis, accompagnato dalla guest star Ken Loach, fino ai movimenti sovranisti dell’estrema destra, passando per gli ultraeuropeisti come Emma Bonino e Guy Verhofstadt. Il 24 e 25 marzo, in occasione del Consiglio europeo per i 60 anni dai Trattati, Roma sarà attraversata da cortei ed eventi che rappresentano tutte le sfumature politiche e sentimentali verso l’Ue.

L’ex ministro greco la sera del 25, al termine delle celebrazioni ufficiali, al teatro Italia lancerà il primo partito transeuropeo come evoluzione del movimento Diem25 da lui fondato un anno fa. Oltre al regista britannico, icona delle sinistre europee, ci saranno vari partner politici come il cofondatore di Podemos Juan Carlos Monedero, il vicepresidente del parlamento spagnolo Marcelo Exposito, la verde tedesca Ska Keller e (ancora in forse) il candidato socialista alle presidenziali francesi Benoit Hamon. Per l’Italia, in prima fila il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Anna Falcone, tra i portavoce del comitato per il No al referendum del 4 dicembre. Attesi anche Nicola Fratoianni, Stefano Fassina e Pippo Civati.

«Abbiamo 60mila iscritti in Europa di cui 8mila in Italia, e non ci rivolgiamo solo alle forze di sinistra», spiega Lorenzo Marsili, tra i fondatori di Diem25. «Tra i sovranisti e chi difende lo status quo di questa Ue serve una terza via. Il nostro è un pensiero critico di chi non rinuncia all’Europa».

L’evento si terrà al termine del Consiglio europeo da cui uscirà rafforzata l’idea di una Ue a più velocità. «Non abbiamo bisogno di un’Europa a più velocità, ma con una differente direzione di marcia», spiega Varoufakis. Il suo gruppo lancerà 10 proposte per un New deal europeo. «Proposte subito realizzabili, senza bisogno di modificare i Trattati», spiega Marsili. Tra queste un piano di riconversione ecologica «in grado di produrre milioni di posti di lavoro a livello continentale», un piano anti-povertà «gestito dalla Bce» e uno di edilizia pubblica.

I seguaci di Varoufakis si uniranno il 25 marzo al corteo da Piazza Vittorio al Colosseo, organizzato da “La nostra Europa”, una rete di associazioni e reti italiane ed europee di cui fanno parte anche Arci, Cgil e Legambiente. L’obiettivo è combattere contro le «politiche di austerità che hanno prodotto diseguaglianze e insicurezza, mettendo a rischio un patrimonio comune di conquiste e democrazia».

Al Colosseo arriverà anche la Marcia per l’Europa organizzata dai movimenti federalisti, che partirà alle 11 dalla Bocca della verità. Una marcia che mira a fare dell’anniversario dei Trattati di Roma del 1957 l’occasione «per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale del popolo europeo». Con i federalisti ci sarà anche Emma Bonino, che ha lanciato con Benedetto della Vedova e la sigla “Forza Europa” un appello a tutti gli europeisti dal titolo “Un impegno per l’Europa”. “Bisogna far sentire la voce di chi crede nell’Europa contro il pensiero unico euroscettico”, spiegano. «Noi siamo per la Ue senza se e senza ma». La mattina del 25, in concomitanza col vertice Ue, i movimenti federalisti hanno organizzato un convegno al centro congressi Alibert di piazza di Spagna con Romano Prodi, Eugenio Scalfari, la Bonino e il leader dell’Alde Guy Verhofstadt.

Sabato caldissimo anche per gli antieuropeisti. Il loro corteo partirà alle 15 da Santa Maria Maggiore in direzione Colosseo. Per l’Italia i più attivi sono Francesco Storace e Gianni Alemanno. «Porteremo la nostra protesta contro il super-Stato burocratico e asservito alla Germania di quest’Europa che ha tradito gli ideali dei Trattati», spiega l’ex sindaco di Roma. Al corteo ci sarà anche una delegazione di “Noi con Salvini”.

Annunci

155 comments

  1. Minzolini: l’AVA si appella a Mattarella contro l’intrusione dei CASS nei loro OPS

    L’Associazione dei Vecchietti Arteriosclerotici ha inoltrato una petizione al presidente della repubblica perché intervenga a impedire l’accesso nei loro Ospizi Pubblici Sevizievoli ai Condannati ai Servizi Sociali.

    L’Associazione, nata a Cesano Boscone, minaccia di dar fuoco ai pannoloni e di erigere barricate di deambulatori, sedie a rotelle e materassi antidecubito contro l’ingresso di ancora un altro politico a scontare una pena (finta) in uno dei loro luoghi di pena (vera).

    Celia Felice, l’energica presidente ultranovantenne del benemerito sodalizio ha dichiarato: “Se quello lì appena appena si avvicina al mio capezzale giuro che gli svuoto il pappagallo sulla pelata”.

    La vicenda è nota. Il senatore italoforzista è stato condannato con sentenza definitiva per peculato. Alla conseguente decadenza da senatore si è opposta un’allegra gazzarra di parlamentari le cui “ragioni” saranno discusse di seguito. La pena sarà perciò scontata, quasi certamente con affidamento ai servizi sociali, quando, tra circa un anno, il comunque tuttora senatore, ultimato il mandato parlamentare, non sarà (non dovrebbe essere) rieleggibile.

    Negata decadenza del Minzolini

    I senatori e commentatori che hanno variamente argomentato a favore della negata decadenza hanno chiamato in causa il fumus persecutionis contro cui sarebbe insorta la loro coscienza avvalendosi della facoltà costituzionalmente garantita di opporsi a una “sentenza ingiusta” e all’applicazione di una legge (Severino) sbagliata.

    Diciamo le cose un po’ alla buona.

    Il fumus persecutionis può essere invocato nelle fasi iniziali di una vertenza giudiziaria.
    La Cassazione è garante che i diritti dell’imputato siano stati rispettati e le procedure e l’interpretazione delle norme di legge siano state corrette. Se una sentenza definitiva è “sbagliata” (in quale senso?) la colpa e delle leggi e dei legislatori. Punto (a meno di darci ai sofismi tanto cari a troppi politici e alle accuse, altrettanto care agli stessi, di un’intera magistratura politicizzata). .

    La Costituzione, articolo 66, afferma:

    Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

    Poiché le cause di decadenza possono non essere necessariamente giudiziarie è comprensibile che la Camera competente possa “giudicarle”. Un caso interessante potrebbe essere quello di un politico che si sia sottratto a una condanna, giustificata da una molteplicità di prove indiscutibili, riuscendo mediante cavilli ad arrivare alla prescrizione.
    C’è anche il caso di interdizione da pubblici uffici per intervenuta infermità mentale. (L’infermità mentale pregressa non pare, purtroppo, invocabile).
    Eccetera.
    Nel caso Minzolini c’è ben poco da giudicare, e ancor meno nel merito della sentenza non essendo la stessa di competenza del parlamento (altrimenti dove va a finire la separazione dei poteri?). Al massimo, visto troppi eletti non si fermano neppure al ridicolo, potrebbe essere sollecitata una grazia presidenziale. Speriamo ciò sia risparmiato al paziente Mattarella che nell’occasione potrebbe anche essere indotto alla scurrilità.

    Ergo, la Costituzione un c’entra un fico in questo caso.

    Legge Severino

    Come è noto la legge Severino è stata votata dai politici; non è stata promulgata dalla magistratura. Disciplina i casi di ineleggibilità originaria o sopravvenuta. Il principale motivo di ineleggibilità sopravvenuta è la condanna definitiva per determinati reati che prevedano determinate pene. Consultando la legge si potrà costatare che il caso Minzolini rientra tra di essi.

    Al comma 1 dell’articolo 3 la Legge Severino prevede:

    Qualora una causa di incandidabilità […] sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo, la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione.

    Vedi sopra.

    Opposizione alla decadenza: errore o colpa?

    Da più parti nel PD (Renzi, Delrio) l’opposizione alla decadenza di Minzolini è stata giudicata un “errore”. Nel linguaggio della politica l’uso di eufemismi è pane quotidiano. In realtà sarebbe più corretto parlare di ipocrisia. Se è stato commesso un errore, gli erranti si sono dimostrati incompetenti: gravissimo invocare la Costituzione; altrettanto grave ignorare il contenuto della legge Severino che tutti li riguarda direttamente.
    Se invece, da competenti, hanno voluto ignorare la legge si tratta di delinquenti che dovrebbero essere fatti decadere per indegnità. E l’unico modo per ottenerlo sarebbe il “furor di popolo” (non necessariamente manescamente violento; giusto qualche pioggia di monetine o bulloncini).

    Il popolo, purtroppo, si è però rassegnato.

    Restano solo le sacche di resistenza negli ospizi di cui in apertura di questo troppo lungo commento: vecchi, arterioscletorici. “Non ti curar di lor, chè il nuovo impazza”.

      1. ascolta La Dai,
        1° è il MIO desktop.
        2° essendo io un signore, ti invito vieppiù a farti una padellata di cazzi tuoi e ad andare a dar via il culo

  2. “Chi non spera quello
    che non sembra sperabile
    non potrà scoprirne la realtà,
    poiché lo avrà fatto diventare,
    con il suo non sperarlo,
    qualcosa che non può essere trovato
    e a cui non porta nessuna strada.”
    ERACLITO

    Persi in un “toro” costruito con Garrone e Franti gli unici dodos che si salvarono non avevano via d’uscita se non quello della penna di Enrico che a sua volta era nella mano che si disegna di Escher. Forme simboliche, prospettive ingannevoli. Suggerisco un cocktail indigesto di Kotler, Marx e Gombrich per recuperare ua sanità insanabile ed un minimo di raziocinio. La realtà è modificabile a piacere basta negarne l’esistenza.

    Miei carissimi dodos…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...