Caro Matteo, oltre le mamme c’è di più

segnalato da Barbara G.

di Michela Cella – glistatigenerali.com, 08/05/2017

Ieri l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico ci ha regalato un viaggio indietro nel tempo quando il neo-proclamato segretario Matteo Renzi ha elencato le tre parole chiave che ha scritto sul foglio bianco (cit) del nuovo mandato: lavoro, casa, mamma.

Sì proprio mamma, non donna, mamma.

Io, che sono figlia degli anni 70 e sono una mamma, crescendo già sapevo che il diventare madre era solo una delle opzioni che avevo davanti. Eppure nel 2017 il leader del Partito Democratico per parlare del genere caratterizzato dai cromosomi con tutte le gambette utilizza un sostantivo che ormai nemmeno i parroci durante le omelie.

Da non crederci, decenni di femminismo buttati al macero e la donna ridotta alla sua sola funzione riproduttiva.

Come se non ci fossero altri modi per mettere un apostrofo rosa nel discorso programmatico.

Come se l’essere madre fosse per forza un requisito di merito per fare politica o essere oggetto dell’azione politica: “Abbiamo portato le mamme a occuparsi di politica. Ora la politica si occupi di loro”.

Come se all’inizio di quest’anno non ci fosse stata un manifestazione mondiale che ha riportato alla ribalta il ruolo delle donne, non delle mamme, in politica e nel mondo del lavoro.

Dubito che sia stato uno scivolone inconsapevole, credo che la scelta sia stata ben ponderata, ed è l’ennesima riprova (tra le più recenti il decreto Minniti o la legittima difesa) che Renzi non si rivolge più alla constituency che ha dato vita al Partito Democratico ma a quel calderone informe di moderati più o meno clericali che erano la constituency della Democrazia Cristiana senza dimenticare qualche strizzatina d’occhio anche un po’ più a destra. Perché anche la parola chiave “casa” a ben vedere (“Casa è anche legittima difesa”) è un richiamo al privato e ai muri. Non proprio la parola chiave della società accogliente e inclusiva che la sinistra-sharing moderna vorrebbe costruire.

Annunci

403 comments

  1. Mi è arrivato il solito sondaggio, dovevo scegliere se la colpa della spazzatura a Roma fosse di Raggi, Marino, Alemanno o tutti e tre. Volevo rispondere Rutelli.

      1. Ai tempi dell’elezione di Rutelli un mio conoscente molto di dx girava con la maglietta “Rutelli non è il mio sindaco, attenti a er Pecora”, nel frattempo Buontempo è passato miglior vita, mentre Rutelli viene ancora invitato nei talk. Comunque ho risposto Alemanno.

          1. buona parte dell’infotainment accade nel nostro cervello che è stato abituato a sommare/moltiplicare le informazioni, mai a dividerle/sottrarle.

            1. Solo un esempio…

              20 Giugno 2015 – Fallimento Pisapia –
              Milano, città invasa da oltre 5 milioni di topi: troppi lavori incompiuti e la derattizazione non funziona

              Basta ‘sottrarre’ per capire.

              Google: topi città
              Strumenti :: intervallo di date :: 5/1/2010 – 5/1/2016

        1. Non la pensa così tal Baroni (parlamentare M5S) quando ha diffuso la bimbominkiata

          “Attenzione!!! Amici romani, e tutti i simpatizzanti di Roma, mi è arrivata ora una notizia detta da un caro amico dell’ebete di Rignano (così viene definito l’ex premier Matteo Renzi, ndr). Occhio perché nelle notti di venerdì e sabato è partito l’ordine di sporcare Roma in certi punti dove c’è molta visibilità, perché stanno già reclutando persone per andare a pulire dove loro sanno che troveranno molto sporco, vigilate attivisti di Roma e soprattutto amici condividete il più possibile questa notizia”.

          dimostrandosi se possibile ancora più imbecille di colui che ha messo in giro la “news”

  2. http://www.eunews.it/2017/05/11/schauble-senza-litalia-non-si-puo-fare-lintegrazione-europea/85081

    E l’Italia? “Ha fatto molte riforme….. Ma ormai devo stare attento quando elogio il vostro Paese. Quando l’ho fatto prima del referendum dello scorso dicembre la reazione dei media italiani non è stata gradevole. Ho grande rispetto per il lavoro che sta facendo Gentiloni. Spero non lo danneggi”. Schäuble è quindi ottimista, ma teme “la fase attuale di incertezza politica. Spero sia rapidamente superata”. In ogni caso, il ministro è restio a dare colpe al suo Paese per la per la scarsa crescita degli altri membri dell’eurozona. Sul surplus commerciale tedesco, ad esempio non ci sente: “Il surplus è per metà colpa dell’euro debole. E noi non crediamo che possa essere risolto se ci indeboliamo noi: sono gli altri che si devono rafforzare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...