Gratti il tedesco, esce l’Italicum

segnalato da Barbara G.

intervista ad Andrea Pertici – ilfattoquotidiano.it, 02/06/2017

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121 comments

  1. E’ bene ricordarsi lo slogan che ha dato inizio a quella cosa chiamata ‘sinistra’, che poi spiega bene anche perché è evaporata causa mancanza di aderenti:

    >> Proletari di tutto il mondo unitevi!!!

    Visto che nessuno degli attuali unendi ha maturato il requisito sopra (trattandosi infatti di vignaioli, imbonitori da caffè con triplo vitalizio carpiato, paraculi venditori di fumo, ex Giudici con problemi di pronuncia ecc.) possiamo dare per defunta la ragione sociale che ancora ammorba alcune menti.

    1. Beh, che nel mondo e in Italia non esistano più proletari mi pare un’affermazione appena un tantino azzardata.
      A meno che ci sia una differenza sostanziale tra proletario e sfruttato.

      1. Sicuramente esistono gli sfruttati ma curiosamente nessuno ma proprio nessuno di loro e’ l’organizzatore e nemmeno il futuro militante o votante della costituenda “nuova sinistra”.
        Gli sfruttati sono altrove, in un posto dove ti organizzi con gli altri da pari, ti presenti come portavoce alle elezioni, ti batti per il reddito di cittadinanza ecc.

        1. Sarà!
          Altrove molti (troppi) sfruttati stanno addirittura con Trump.
          Da noi un po’ qua e un po’ là.
          Mi sa che il problema, anche se non mi piace far riferimento a termini ideologici un po’ logorati, è quello di far (ri)nascere una coscienza di classe.
          Ahimè, lo sfruttato con l’iPhonino già si sente un po’ padroncino.

          1. Quello che non funziona e’ l’atteggiamento da Dio illuminato che porta verita’ e coscienza alle povere vittime del lumpen-proletariat.
            E’ lo stesso atteggiamento dell’imperialismo occidentale che esporta la democrazia con le bombe tra i poveri indigeni ignoranti.
            O ci si libera da soli, o altrimenti e’ un’enorme presa per il culo.
            E a me pare che la differenza tra il M5S e i vari partiti sia proprio nel fatto che chieda ai militanti di presentarsi loro a mandare avanti un programma condiviso, che e’ all’estremo opposto dell’affidarsi ciecamente ad un uomo solo (Renzi, Trump, Macron ecc) che imbonisce gli sfruttati con la propaganda di regime.

            1. a me pare che la differenza tra il M5S e i vari partiti sia proprio nel fatto che chieda ai militanti di presentarsi loro a mandare avanti un programma condiviso

              Pare anche a me, pur con molte contraddizioni, che credo derivino dall’assenza di un’ideologia. Che, so, è una roba rognosa e antipatica, che divide più che unire ma alla quale prima o poi bisognerà dichiarare. Chiamiamola magari “visione”, che suona già meglio. Per il momento la visione che mi pare predicata da M5S è “Onestà, onestà, onestà”. E’ tutt’altro che poco. E tuttavia ancora un tantino vago e pure ondivago. Si spera siano le malattie della crescita.

              1. Ti ho mai promesso (o promosso) una coscienza di classe da acquisirsi tramite metempsicosi o altro?
                Sei tu che ti dichiari serva del tuo dio-ideologia la causa della tua frustrazione, non certo io. E siete (molti di) voi che avete scritto o pensate di poter istillare questo spirito santo detto “coscienza di classe” tra gli sfruttati con l’iPhone. Provate con un App, typo Islave

                  1. Se installano Islave e’ certo, che quello gli impone certi riti per l’acquisizione della coscienza di classe che al confronto l’Heitstrenging o lo Sparagmòs sono diete dimagranti…

                  1. E adesso credi in Possibile, nella sinistra unita (haha un’ossimoro) e che Civati sia il suo profeta. Buona fortuna con la missione civilizzatrice dei proletari…

                    PS
                    Io non ho certezze, se non che la mia vita un giorno finirà

                  2. Ha senso. Il termine ‘possibile’ si presta al dubbio e all’interrogativo.
                    E’ un po’ come dire “non ci credo nemmeno io, ma tanto vale…”

  2. Fuori tema

    Bob Dylan – Nobel Lecture

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    ???

  3. Tutti dicono di voler costruire dal basso, invece fanno incontri segreti

    come qualcuno sa (cioè, io) sono sempre stato contrario alla formula ‘dal basso’.
    ma mi chiedo (ti chiedo, vi chiedo, le chiedo, ecc.) cosa avranno mai fatto ana e tomaso se non un incontro privato (e/o segreto) da cui è scaturito l’appello?

    non sarebbe meglio non fingere su queste cose?
    certo, si può richiedere la maggior pubblicità possibile di incontri politici su cui definire programma eccetera. ma poi…

    1. ti garantisco che un docente di storia dell’arte specializzato in barocco, non sa nemmeno dove si trovi il “dal basso”… al limite pensa a qualche trattoria tipica.

    2. ascolta: se un d’alema mi viene a dire che esiste già il nome del movimento, e io manco so chi ne fa parte, permettimi di avere dei dubbi in merito
      se Prodi e Bersani mi vengono a dire “ci vuole Pisapia federatore” quando nessuno vuole Pisapia (anzi molti sono convinti sia un “troyan” programmato da renzi), permettimi di avere un dubbio?
      se si dice “proviamo a trovarci e discutere”, anche se (ovvio) qualche contatto prima c’è già stato, il discorso è un pochino diverso. Posso sperare che non sia l’ennesimo sistema per riciclare vecchi tromboni (o quantomeno per riciclarne il meno possibile), ma che ci sia qualcosa con un obiettivo un po’ più di lungo respiro rispetto alla semplice sopravvivenza alle elezioni anticipate

      1. capisco.
        ma ormai è la mia posizione. invece di sperare in un immacolato inesistente, in un ‘basso’ che te lo raccomando, preferisco mettere al vento i grembiulini sporchi.
        l’importante non è che siano tali, ma solo farli vedere. con tutto che non sputerei sul votante bersaniano. che cosa mi dà di più, che so, fratoianni? in cosa sarebbe migliore?
        e con questo arrivo anche a d’alema. per me ha la dignità (teorica) di qualsiasi altro. poi, per ragioni politiche, personali e tattiche non gli darei nemmeno uno strapuntino. ma per aver la possibilità di togliergli questo strapuntino (ammesso che lo vogliano tutti) occorrono regole.

        1. Bersani ha votato il jobs act. Bersani si è dichiarato favorevole al superamento della contrattazione collettiva. Ora, ti risulta che Fratoianni abbia espresso posizioni simili?

                1. personalmente sono per il baciare, lettera, testamento, è che nel dire senza il fare c’è sempre un mare da attraversare… almeno nuotare?

                2. La cosa bizzarra è che vi capita solo con le aspettative politiche… lo ripetesse l’idraulico: “sì, signora, vengo al più presto a fare il lavoro” lo fulminereste la seconda volta.

            1. In realtà no, perché sel si era presentata alle elezioni assieme a Bersani e si è fatta da parte quando si sono profilate le larghe intese.

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