Quattro consigli per un futuro amico. Rileggendo Alex Langer

La Bottega di Nazareth

da Alexanderlanger.org, il sito della Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Nell’agosto del 1995, un mese dopo la morte di Alex, appare su «Rocca» il testo del suo intervento al Convegno di Assisi 1994; partendo dal recupero della semplicità francescana Alex stende lo sguardo su questo mondo malato e cerca di dare concretezza all’insegnamento del santo di Assisi. Il suo pensiero e riassumibile nel motto «lentius, profondius, soavius», che oggi è diventato lo slogan di coloro che ricordano Alex con affetto.

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70 comments

  1. Sun, la medicina basa i suoi assunti sulla statistica sui grandi numeri, sul concetto di rapporto costi (non in senso strettamente economico) benefici. Ora chi si rivolge alle medicine alternative, non accetta questo concetto quantitativo, non vuole essere ridotto a un numero, non capisce la probabilità. Inoltre, rispetto a qualunque intervento o pratica medica un altro problema, ogni attività medica ha intrinsecamente un rischio di eventi avversi o di effetti collaterali, la probabilità che si verifichino è specifica. Se prendiamo due persone anche se entrambe hanno capito qual è la percentuale di rischio di eventi avversi, una dirà che disposta a correrlo, l’altra dirà di no.
    Quello che dovrebbero fare medici e istituzioni è di spiegare in modo trasparente e chiaro i rischi che si corrono scegliendo in un senso o nell’altro, perchè alla fine, ognuno ha il suo concetto di rischio personale.

    1. il fatto è che non sono sicuro che sia possibile farlo. Credo che la “sperimentazione” dei metodi alternativi non sia mai stata fatta in modo serio (da entrambe le parti).

      ma quello che dico io è che, prendendo una malattia molto diffusa e con molti valide cure come il diabete, di fatto non si sa “perchè” ad un certo punto il sistema vada in tilt. Si conoscono i sintomi, gli effetti, le cure, i fattori di rischio, ma non si può dire con certezza perché una persona diventi diabetica ed un’altra no. E questo avviene con moltissime malattie
      La differenza principale che vedo nelle “due” medicine, è che la tradizionale tende a metter delle toppe alle falle che compaiono, l’alternativa “dice” di rimuovere il fattore che causa le falle.
      Personalmente, chiropratico a parte, non ho mai fatto ricorso alle cosiddette “medicine alternative”, ma fra i due modi di pensare, non nego che l’approccio che preferisco sia quello “alternativo”.
      Mentre, ma forse sbaglio, mi sembra che la medicina tradizionale viaggi sempre più verso la “toppa” preventiva. Non rimozione della causa, ma cura preventiva.

      1. Negli anni sono stati fatti numerosi studi sperimentali su specifiche pratiche alternative (esiste solo la sperimentazione sul singolo rimedio o su di uno specifico atto terapeutico), nessun vantaggio millantato è mai stato evidenziato. Tra l’altro sono proprio alcuni presupposti di queste discipline che impediscono l’applicazione del metodo scientifico. La modalità in cui l’omeopatia, ad esempio individuerebbe le cause è esoterica, risale all’ “intuizione” del suo fondatore. É proprio della medicina individuare le cause attraverso studi di base di fisiologia, di biochimica, di genetica. Campi complessi e affascinanti che ancora in futuro avranno molto da dirci. Le discopline alternative sono statiche e non tengono minimamente conto dei meccanismi biologici di base.

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