Gli eterni alibi dei Michele Serra

Gli eterni alibi dei Michele Serra

di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it, 6 luglio 2017

È spesso un piacere leggere Michele Serra. Lo è per la forma e la sostanza, quando parla di tutto tranne che di politica. Se scrive di quest’ultima, il piacere si limita unicamente alla forma. È sempre meno attratto dalla scrittura politica, e lo capisco ogni giorno di più. Dopo l’ultima batosta patita dal partito che non smetterà mai di votare, Michele ha scritto una settimana fa: “La ingovernabile presunzione di Renzi e il vecchio calcificato settarismo dei suoi odiatori porteranno quasi certamente allo stesso esito anche alle politiche: perché nei miracoli non crede più nessuno, forse nemmeno chi, come Pisapia e Prodi, sta provando a progettarne uno. Nel frattempo i voti di destra tornano a casa, come i bambini dopo le vacanze”. Si noti: per Serra l’unico difetto di Renzi è la presunzione. Un po’ come il traffico in Sicilia in Johnny Stecchino.

Era però la seconda parte del corsivo a contenere la summa del pensiero dei fiancheggiatori del Pd: l’alibi. Il dare sempre la colpa agli altri, perché non farlo li costringerebbe all’autocritica: “Il Movimento di Grillo è servito a tenerli ben custoditi, e a ogni ballottaggio li riconsegna al mittente in ottime condizioni: come nuovi. Alla fine della parabola non stupirebbe scoprire che soprattutto a questo è servito il grillismo: sbarrare la strada alla sinistra dopo il crollo di Berlusconi (chiedere notizie a Bersani) e riconsegnare il paese alla destra. Da un certo punto di vista, un capolavoro politico”.

Capito come funziona? Non è che Berlusconi, e con lui il centrodestra, siano tornati in auge perché tra copia (Renzi) e originale (Berlusconi) è sempre meglio il secondo. Non è che il centrodestra vinca perché il centrosinistra ha una classe dirigente pietosa o perché la sua politica è pressoché identica a quella del centrodestra. E non è che Berlusconi sia sempre lì perché a fine 2011 il partito preferito da Serra ebbe la straordinaria pensata di non andare al voto ma appoggiare quel bolscevico di Monti (che al tempo piaciucchiava anche a Michele).
No: è colpa del Movimento 5 Stelle.

Per carità: i grillini hanno tante colpe, e quando leggo della Lombardi possibile candidata alla Regione Lazio penso che l’Armageddon sia davvero ormai prossimo. La tesi di Serra è analoga a quella che una tal Bresso, dopo essere riuscita a perdere nel 2010 in Piemonte con tal Cota, propinò ai media: non era colpa sua, ma dei grillini che le avevano “tolto” voti. Una sintesi politica così citrulla che infatti Mario Calabresi, al tempo “direttore” de La Stampa e ora (guarda caso) di Repubblica, sposò in pieno. Come se i voti appartenessero per decreto regio al Pd e i grillini si ostinassero a non rispettare odiosamente tale dogma.

Michele Serra è libero di credere che ogni nequizia del Creato dipenda dal suo ex amico Grillo, che il buco nell’ozono sia colpa di Vito Crimi e che il Pd sia ancora il partito di Berlinguer e non di Nardella: ognuno ha le coperte di Linus che vuole. Chissà però se Serra, al buio e nel segreto delle sue stanze curiali, ammette ogni tanto a se stesso che la colpa di tutto questo sfacelo è anche di quelli come lui. Giornalisti, scrittori e artisti “de sinistra”: ieri incendiari e oggi tifosi, che è molto peggio d’esser pompieri. Ieri scudisciavano il potere, o almeno così sembrava. E oggi fanno i supporter finto-critici di uno che, se solo fosse stato iscritto al PSI oppure in Forza Italia, avrebbero combattuto in ogni modo.

Caro Michele, te lo dico con la stima che sai: se Berlusconi è tornato in auge, è perché nel frattempo anche tu hai cominciato a votarlo. E il dramma è che fingi pure di non essertene accorto.

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158 comments

  1. “In Sassonia, durante una manifestazione di solidarietà nei confronti di un gruppo di rifugiati, compare un imbecille.
    L’imbecille è il nazista tedesco che nella foto si vede fare il saluto romano.
    Il poliziotto tedesco, a differenza dei suoi colleghi italiani (e pavesi, vero questura di Pavia?), abbassa il braccio del nazista che ora rischia tre anni di carcere per il reato di “uso dei simboli di organizzazioni anticostituzionali”.
    Anche in Italia è anticostituzionale, perché il fascismo è un crimine.
    E l’Antifascismo militante è un dovere in quanto atto di salute pubblica.” E.Gandini.

  2. “In Sassonia, durante una manifestazione di solidarietà nei confronti di un gruppo di rifugiati, compare un imbecille.
    L’imbecille è il nazista tedesco che nella foto si vede fare il saluto romano.
    Il poliziotto tedesco, a differenza dei suoi colleghi italiani (e pavesi, vero questura di Pavia?), abbassa il braccio del nazista che ora rischia tre anni di carcere per il reato di “uso dei simboli di organizzazioni anticostituzionali”.
    Anche in Italia è anticostituzionale, perché il fascismo è un crimine.
    E l’Antifascismo militante è un dovere in quanto atto di salute pubblica.” E.Gandini.

  3. poi mi taccio, che fa caldo, e soprattutto, avete rotto i coglioni

    “Un giornale porno istiga a farsi una sega
    Il fascismo a far fuoco al diverso
    Preferisco il primo”

    quindi l’80% degli adolescenti sono fascisti (oltre che segaioli), o ne hanno tendenze piuttosto forti (vedi il re delle mosche)

    si parla di “crescere” con una certa cultura, all’interno di un certo progetto di civiltà e società, con apertura mentale, non con maggiori muri e divieti
    insegnare a non simpatizzare con il fascismo con gli “sbirri” (noti seguaci del Che) mi sembra fantastico.
    (per non parlare dei successi del proibizionismo in generale. Su alcol, fumo, stupefacenti, pornografia, prostituzione e non in Italia, nel mondo)

    1. Sun, hai ragione
      Fa caldo. E ti sta dando alla testa!
      Magari mettiti all’ombra e prova a rileggere. A volte aiuta….
      In aternativa bevi qualcosa di fresco, che so, un gin tonico, ma resta all’ombra. ……

  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Mancino

    Estratto:

    Lo scrittore Wu Ming 1 ha formulato una critica “da sinistra” alla legge Mancino, sostenendo che la stessa ha fallito nel suo intento di contrastare l’estremismo di destra e si è anzi rivelata controproducente, in quanto, agli occhi di molti giovani, ha conferito ai neonazisti un’ingannevole attrattiva di martiri ribelli: secondo Wu Ming 1, già all’epoca della sua approvazione era possibile prevedere che “la legge avrebbe contribuito a peggiorare le cose, conferendo ancor più fascino maligno a naziskin e camerateria. Chi va in cerca di un’attitudine ‘antisistema’ non si scoraggerà per la sua messa al bando, anzi, è probabile che la cosa lo entusiasmi. Al primo riluttante sequestro di volantini, alla prima perquisizione all’acqua di rose in una sede d’ultradestra, la legge avrebbe trasformato in ribelle e finto martire anche il più scalzacane dei nazistelli di quartiere […] Se ad impedire a David Irving di tenere una conferenza non sono i compagni, la gente, gli ebrei autorganizzati, ma la Polizia che lo blocca all’aeroporto, allora l’ultimo dei cretini rapati lo penserà un reietto, un perseguitato, etc… E si crederà antagonista e trasgressivo per il fatto di stare dalla sua parte”

    [grassetto mio]

    1. Ti faccio una domanda: quante volte è stata applicata?
      Io vedo sfilate, braccia tese, irruzioni, presidi, manifestazioni. Liste apertamente neofasciste che entrano nei consigli comunali. Raramente sono stati presi provvedimenti.
      Partiti di ispirazione fascista in parlamento anche nel primo dopoguerra, anche se ciò era vietato dalla costituzione. Persone che erano state parte integrante della macchina amministrativa e della “giustizia” sotto il fascismo che sono rimasti (tanti) al loro posto.
      Abbiamo avuto il terrorismo nero, tentativi di colpi di stato. È qualcosa che è rimasto “dormiente” e che ogni tanto esplode, ma un tempo la cittadinanza aveva degli anticorpi, ora mi sa che non ci sono più. C’è il “naziskin x protesta” (dalle periferie degradate francesi saltano fuori i terroristi, siam sempre lì, ma i nostri mi paiono comunque un po’ più gestibili), ma c’è un sacco di gente che considera “l’altro” una minaccia, un qualcosa che ti.porta via la “robba”, e questo è il risultato di un lavoro lungo, e per me il discorso del vietato=martire non c’entra, perché può arrivare solo dopo che le ideologie fasciste sono state sdoganate trasformandole in ” opinioni “. E sono anni che sull’odio verso l’altro si fanno campagne elettorali, si fa audience. La legge mancino si è rivelata inefficace… Perché ha aggravato il.problema o perché non è stata applicata?
      Faccio un’altra considerazione.
      Guardiamoci intorno. Non è un fenomeno italiano, è globale. Anche all’estero hanno la legge mancino?

      1. Scusami ma è stata una giornata pesante.
        Domani ti rispondo.
        Per il momento posso solo dire, approssimativamente: una collettività che ha bisogno di essere difesa dalla polizia e dai tribunali ad ogni pisciata di gatto, non merita di essere chiamata civile.

        1. Provo:

          1) Che la prevenzione e la sanzione dei reati in Italia funzionino penosamente è un dato di fatto che si estende a tutte le categorie di reato e va esaminato a parte (quantità e qualità di risorse umane e materiali, cultura giuridica del cavillo resa possibile da una pletora di norme mal scritte e mal coordinate, eccetera). Arduo ritenere che norme nuove sovrapposte alle esistenti rendano il sistema automaticamente efficiente.

          2) Ho già sostenuto che se una collettività condivide dei valori la legge è comunque l’ultima ratio per affermarli; prima, e più efficacemente, del ricorso alla polizia e ai tribunali è la cosiddetta società civile che deve far valere i propri valori (se li ha). Appellarsi a legge e ordine è già una deriva verso il fascismo di una società debole.

          3) Che uno inneggi alla violenza esibendo simboli fascisti o esibendo la maglia della curva nord della squadra X o Y non qualifica diversamente l’imbecillità e le frustrazioni del soggetto. Può essere contrastato efficacemente da sonori “buuh!” e “scemo! scemo!” se lo fa la maggioranza dei presenti. Se i presenti sono una massa di pavidi o di divertiti dal ‘folclore’ il problema è un altro.

          4) Quando l’incitamento alla violenza o la sua pratica non possono essere contrastati efficacemente (chi vi si vorrebbe opporre è in minoranza contingente per numero, prestanza fisica, ‘podio’) si può tentare di perseguire legalmente le fattispecie di reato che pure esistono. Il che ci riporta al punto 1).

          5) L’abuso della ‘libertà di espressione’ va sanzionato con particolare attenzione. L’incitamento all’odio razziale e alla violenza, ad esempio, contro gli immigrati, mi sembra più patrimonio della Lega Nord delle origini e attuale. Ma qui abbiamo il grosso problema dell’immunità parlamentare e, peggiore, il consenso di cui gode quel partito che, stranamente, si attira le accuse di populismo/neofascismo molto meno del M5S.

          6) Uno dei pilastri del fascismo fu lo smantellamento delle organizzazioni sindacali. Renzi ha qualcosa da esibire al riguardo, se non sbaglio.

          7) …. rimandiamo a una seconda puntata

          1. Io vedo anche un altro aspetto
            Della legge Fiano mi importa un fico secco, e ancor meno delle esternazioni a cazzo della Boldrini
            Non ci vuole il genio di Leonardo per capire che tra propaganda e apologia, e conservazione e diffusione delle fonti storiche (siano architettoniche, fotografiche, letterarie, ecc), c’è una bella differenza.
            Anche perché la seconda fattispecie deve servire a mantenere e alimentare la coscienza di ciò che è stato, e che quindi una legge in merito al reato di apologia e propaganda sia solo l’ultima ratio che vada a colpire quelli che sono gli “abusi” che tu citi
            Per inciso l’utilità di una norma certa, lasciamo perdere che sia quella Fiano o un’altra, dovrebbe servire a uniformare quelle che negli anni sono state sentenze emanate dai tribunali, che hanno colpito o lasciato correre atteggiamenti identici a seconda della sensibilità o dell’interpretazione del giudice (dalla maglietta e il saluto romano in curva, sino alla chiusura di un sito internet ) , che ieri Luis ha letto, in modo del tutto sbagliato, come una mia vicinanza di idee con non ricordo quale commentatore.
            Detto questo, che, ripeto, non è un giudizio, ma il tentativo di capire, la cosa che mi lascia perplesso è il completo sdoganamento di un’ideologia, l’unica, reputato pericolosa dalla nostra costituzione (motivo per cui il riferimento allo stalinismo è del tutto inappropriato ) a fini elettorali, derubricandola a folklore.
            Perché sembra che siano sempre più quelli che, a parte dalla Lega, pur di tenersi buoni eventuali voti, fanno di tutto per difendere anche valori che sono in tutto e per tutto incostituzionalità.
            Nel migliore dei casi, dando il beneficio del dubbio, non si vuole una legge, perché liberticida, ma d’altra parte non si fa nulla per diffondere nella società quei valori che dovrebbero essere gli anticorpi a che certe cose non si ripetano o non si diffonda no.
            Anche perché, dio non voglia, quando le dimensioni di certi fenomeni diventano significative, è troppo tardi per porvi rimedio. Soprattutto in una contingenza storica, politica ed economica in cui il malessere sociale potrebbe facilmente prendere brutte derive.
            Perché se ho fame e poca cultura, niente di strano che io riesca a credere che la causa della mia condizione sia il diverso. E a che quella causa venga eliminata magari chiudero un occhio sui metodi da usare.
            Quindi, va bene, niente leggi. Ma almeno concordiamo sul fatto che certi valori, quelli dell’antifascismo, vanno difesi e diffusi.
            Senza ambiguità

            1. la cosa che mi lascia perplesso è il completo sdoganamento di un’ideologia,

              Prendi il completo sdoganamento della pornografia e prova a proporla a qualche tribù primitiva in giro per il mondo (OK, non hanno Internet, chè sarebbero già fregati, ma facciamo finta). Si scompiscerebbero dal ridere, immagino.

              Quando ai frustrati propagandi forme di ‘liberazione’ è ovvio che hai successo. Ma frustrati restano, e pornodipendenti, a quel punto.

              Politici?
              Bottegai!

                1. Un giornale porno istiga a farsi una sega

                  Magari istigasse solo a ciò. Sarebbe terapeutico. Almeno nelle carceri e in diverse parrocchie.
                  Ma lo sai o no che la masturbazione compulsiva causa la cecità? Anche politica?

                  1. Appunto
                    Ricordi cosa ho scritto l’altro ieri a Dani?
                    Una sega, per quanto bella, è pur sempre una sega
                    È il problema resta
                    Una forza politica che parla di democrazia non può, nel caso migliore, essere ambigua rispetto al fascismo o a argomenti sensibili, che poi si rischia “risultati elettorali da prefisso telefonico “

              1. In tal senso ci sarebbe da aprire una discussione su come la scuola sia bistrattata, e su come vengono attaccati i professori che “perdono templ” a far studiare ai ragazzi determinate cose. Tra cui il fascismo….
                E lì torniamo alla politica….

        2. “una collettività che ha bisogno di essere difesa dalla polizia e dai tribunali ad ogni pisciata di gatto, non merita di essere chiamata civile”
          purtroppo è vero

          Ma io mi chiedo: visto che sappiamo dove si va a parare, che abbiamo gli esempi dall’estero, possiamo concederci il lusso di affidarci ai buuuuhhh di pochi mentre il numero di chi cade nella trappola del nemico facile aumenta continuamente con la complicità di giornalisti (che non fanno bene il loro lavoro) e di politici senza scrupoli che speculano sulle paure, vere o presunte?

          L’incitamento all’odio razziale e alla violenza non è solo patrimonio della lega nord Io ho letto cose allucinanti in giro, ma ci sono anche le versioni soft del “io non sono razzista ma…..” con cui si vogliono sdoganare certe idee ricoprendole con una patina di pseudo verità (notizie filtrate in funzione di dove si vuol indirizzare il pensiero, se non addirittura con notizie false).
          Mi chiedo: a livello “culturale”, ammesso che si parta ora con un serio lavoro di informazione, di educazione civica nelle scuole, etc…quanti anni ci vorranno per porre rimedio a decenni di segnali trascurati e di propaganda sulla pelle degli altri? e nel frattempo cosa facciamo, le anime belle che contano sulla capacità degli italiani di rifiutare certe degenerazioni?
          Ognuno di noi vede il suo microcosmo: noi vediamo chi certe idee le rifiuta, un leghista vede il suo di mondo. Il mondo reale è fatto da una mescolanza di tutti questi mondi, e il fatto che prevalga l’uno o l’altro ha sempre meno a che fare con il concetto di “giusto” e “sbagliato” (secondo la scala di valori che dovrebbe essere comune a tutti in quanto contenuta nella costituzione, ma che evidentemente molti non riconoscono veramente)

          1. Sul ‘che fare’ sono rassegnato a un’idea minimalista che potrebbe aver qualche peso se sapesse far rete superando troppi battibecchi sterili su questo o quel ‘principio fondamentale’ o questa o quella ‘unica strategia vincente’.
            Ci sono tempi in cui il rapporto di forze è tale che una minoranza che condivide taluni valori di solidarietà e uguaglianza sociale può solo resistere nel proprio “piccolo” cercando e praticando se non proprio alleanze almeno coordinamenti anche con chi ideologicamente è distante ma attua comportamenti simili.
            Abbiamo tutti delle competenze da mettere a disposizione, se non siamo troppo schizzinosi o affetti da manie di protagonismo.
            C’è solo l’imbarazzo della scelta quanto ad associazioni che praticano le forme più disparate di solidarietà sociale.
            Poi uno dice: è troppo poco, è troppo lento. O, addirittura, è troppo comodo.
            Può darsi.
            In giornata dovrei pubblicare una traduzione di ciò che, a quanto pare (il pezzo mi sa un po’ di eccessivamente celebrativo) si sta facendo a Madrid che pare un po’ un’applicazione delle opportunità di democrazia diretta della rete più concreta del solo impegno politico che caratterizza il M5S.
            Magari, se interessa, approfondiamo più tardi,

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