“Pisapia è il mio leader”

Massimo D’Alema: “Primarie a novembre e Pisapia è il mio leader. Renzi? Educa i figli a odiarmi”

Il “Líder Massimo” – Annuncia il ritorno in Parlamento e traccia i confini della nuova sinistra sotto la guida dell’ex sindaco di Milano.Santi Apostoli – Il comizio di Giuliano Pisapia a Roma per il lancio di “Insieme” con Bersani e Mdp – Ansa

Cosa c’è di diverso rispetto a un passato recente che l’ha vista protagonista di epici scontri nel centrosinistra?

Vedete, noi siamo stati un gruppo dirigente che si rispettava. Quando ero a Palazzo Chigi ho proposto Veltroni segretario, Prodi a capo della commissione Europea. Oggi prevale il culto del capo, la cultura del sospetto. Renzi ha impedito che Letta diventasse presidente del Consiglio europeo e questa era una proposta della Merkel.

Significa che la mutazione è antropologica, prima ancora che politica.

C’è un episodio rivelatore che mi ha colpito molto, quando Renzi scrive nel suo libro che sua figlia chiede se è certo dell’abiura del dalemismo da parte di Orfini. È aberrante, questa è educazione all’odio, è l’elogio del tradimento. Se questi sono i principi educativi, c’è da essere seriamente preoccupati.

Allora lei ha letto Avanti?

Per l’amor del cielo. Concordo con Letta quando parla di disgusto. Ho altro da leggere. Ho visto le numerose anticipazioni pubblicate dai quotidiani. Quante sono? Otto?

Dieci in tutto.

Una cosa sconcertante, questa è informazione di regime, che però contribuisce a far crescere quel sentimento dilagante contro Renzi.

Oggettivamente un dato positivo per voi di Articolo 1. Avete praterie a sinistra, tra astensionismo ed elettori vostri che ora votano Grillo.

Dobbiamo presentarci con un soggetto unitario, non possiamo andare con due liste che litighino tra di loro: non ci voterebbero nemmeno se li andiamo a prendere con il servizio d’ordine.

Pisapia divide? Ci sono le riserve di Fratoianni di SI.

Bisogna smetterla di accusare Pisapia di essere ambiguo. In piazza Santi Apostoli, alla manifestazione del primo luglio, Pisapia è stato netto: ha parlato di discontinuità, ha chiesto la reintroduzione dell’articolo 18. Fratoianni è un simpatico giovanotto, a volte inutilmente polemico. Finiamola con le punzecchiature, ci vuole un atto di generosità. Non possiamo fare una nuova e perdente Sinistra Arcobaleno.

Che invece è il timore di quanti non vogliono andare troppo a sinistra.

Anche qui: Sinistra Italiana nasce da Sel che è stata alleata del Pd alle ultime elezioni. Non viene dalla luna: senza di loro non avremmo avuto la maggioranza. Lo ricordo a quanti oggi sono stati beneficiati da questo fattore e ora parlano di estrema sinistra. Ci sono personaggi che non hanno mai amministrato neanche i loro condomini. A questi vorrei ricordare che Vendola ha governato una delle più importanti regioni d’Italia. Lo stesso Pisapia è stato un militante di Sel che ha vinto le primarie a Milano.

Fino a qualche settimana fa c’era la convinzione che lei puntasse su Anna Falcone che, insieme con Montanari, ha organizzato la sinistra civica del Brancaccio.

Ho grande stima per la Falcone e Montanari. Al Brancaccio erano presenti importanti esempi di civismo e di associazionismo impegnato sul territorio. Alcune posizioni critiche e aggressive, assunte da quel momento in poi, non servono a nessuno e rischiano di marginalizzarli.

Pisapia dice che resta in campo ma non si candida.

Pisapia ci ha fatto fare un salto di qualità nel percorso per un nuovo soggetto politico di centrosinistra, rappresenta un valore aggiunto, come Mdp lo sosterremo. Spero che cambi opinione. Quando un leader genera speranza e aspettativa ha il dovere di confrontarsi con il voto popolare.

Il percorso dove porterà?

Ora c’è un nucleo di partenza composto da Mdp e Campo Progressista di Pisapia, io immagino a conclusione di questa fase una consultazione popolare a novembre.

Primarie?

Certo, ma senza truppe cammellate, con regole che impediscano ogni forma di inquinamento.

Per fare cosa?

Un manifesto, un programma, una lista unitaria per le elezioni, vi sembra poco?

E il leader?

Chiaro che con un sistema proporzionale, non credo il tedesco, ma quello della Consulta, non c’è un candidato premier da scegliere. Serve un leader unitario, non un candidato premier. Abbiamo anche un altro obiettivo: noi ci batteremo contro i capilista bloccati che loro vogliono introdurre anche al Senato.

Loro chi?

Renzi e Berlusconi, ovvio. Hanno un patto anche su questo.

Oltre che per governare dopo.

Il disegno di Berlusconi è di fare il governo con Renzi. Altrimenti non si spiegherebbe perché con questi sondaggi che danno in testa il centrodestra, Berlusconi continui a volere il proporzionale e non il maggioritario. La frattura tra lui e la Lega è profonda.

Prodi ha tentato di sventare questa operazione. Vinavil sprecato, almeno fin quando c’è Renzi alla guida del Pd. Lei non ci ha mai creduto.

La posizione di Prodi è stata rigettata da Renzi in modo brutale.

Arriveranno anche Cuperlo e Orlando?

Non lo so, ma io a loro dico sempre una cosa.

Quale?

Fate quello che volete, ma sappiate che se noi saremo forti voi avrete peso nel Pd, se noi saremo deboli voi sarete deboli.

Lei si candiderà?

A me sembra molto prematuro. Se ci saranno i capilista bloccati, decideranno gli elettori con le primarie.

Quindi è sì?

Ripeto, ci saranno le primarie…

E nella “sua” Puglia c’è Emiliano…

Il governatore Emiliano può contare sul nostro sostegno.

Gentiloni di meno.

Noi stiamo costruendo un polo unitario per un autentico centrosinistra e dobbiamo marcare la nostra identità. Gentiloni non può più procedere in assoluta continuità con Renzi. Non si può ingannare la gente dicendo che dalla prossima legislatura avremo un sacco di soldi in più violando i patti europei. Questo è berlusconismo di risulta.

L’Europa nell’urna.

Un tempo il Pd aveva un grande peso, oggi un po’ meno. Il Pd avrebbe dovuto impostare il tema di una profonda riforma dei Trattati.

Invece?

Ha usato la sua forza contrattuale per chiedere un po’ di soldi e flessibilità anziché fare una battaglia per riformare il patto di stabilità e chiedere che gli investimenti non possono essere calcolati nel rapporto deficit-Pil.

Renzi chiede meno tasse.

Ci vuole un grande piano di investimenti, basta sfogliare Keynes. Il moltiplicatore che deriva dalla fiscalità è basso. Meno tasse per tutti è uno slogan vecchio ed è immorale riprenderlo aumentando il debito. Non possiamo rubare i soldi ai nostri figli, distribuendo mance ai banchieri.

I poveri aumentano, secondo l’Istat.

I dati sono drammatici: il numero di poveri aumenta costantemente. Le politiche del governo sono fallimentari, non hanno determinato alcun cambio di tendenza. Gli unici che si preoccupano della situazione sono la Chiesa e il volontariato. È inaccettabile che 12 milioni di italiani debbano rinunciare a curarsi. Bisogna incidere sulla progressività fiscale e incidere sui patrimoni. Oggi poco più dell’uno per cento della popolazione possiede il 20 per cento della ricchezza.

Un programma liberale e liberista quello di Renzi. Eppure è accusato di essere il suo erede blairiano.

Questo è un discorso superficiale, da analfabeti della politica. L’ultimo governo di centrosinistra di cui ho fatto parte da vicepremier fece nel biennio 2006-2007 investimenti per 40 miliardi di euro. Oggi sono venti. La riforma Bindi della sanità è stata l’ultima vera svolta in questo settore. Ma era un altro mondo.

Poi cosa è accaduto?

La crisi della globalizzazione ha fatto scoppiare contraddizioni selvagge. Non si può far finta di niente. È cambiato il clima culturale, c’è un pensiero critico sul capitalismo. Si torna a valutare la necessità di un ruolo dello Stato. Per affrontare queste sfide bisogna riprogettare la società. Ora c’è Corbyn, non più Blair.

Un modello insieme con il francese Mélenchon.

Mélenchon ha ottenuto un risultato importante, quasi il 20 per cento alle presidenziali. Corbyn ha vinto tra i giovani. Noi in Italia abbiamo tre milioni di ragazze e ragazzi che non studiano e non lavorano. Con un salario minimo potrebbero accudire anziani e disabili, partecipare alla manutenzione del nostro patrimonio naturale. Noi non possiamo fermare luddisticamente la rivoluzione dei robot ma non è più possibile un futuro dominato solo dal capitalismo finanziario.

Ci vuole una Quarta Via.

Io con le vie mi fermerei, diciamo. Ci vuole una sinistra illuminata.

Che sui migranti farebbe cosa? C’è una corsa ad aiutarli a casa loro.

Sapete che siamo l’ultimo Paese d’Europa in quanto ad aiuti allo sviluppo? Appena lo 0,16 per cento del Pil. Ci vuole una faccia da tolla a dire “aiutamoli a casa loro”. Siamo gli ultimi, non so se mi spiego?

E le ondate di migranti hanno ormai una dimensione epocale.

Ci sono precise responsabilità. Il governo Renzi ha accettato una deroga che prevede la possibilità di sbarco nei porti italiani anche per la navi battenti altra bandiera. Ora Minniti sta supplicando a mani giunte di cambiare le regole che hanno sottoscritto i suoi predecessori. Andavano fatti dei centri sulle coste libiche, siriane per gestire l’emergenza, con una protezione internazionale. Se l’avessimo fatto avremmo evitato 30mila morti nel Mediterraneo, un vero Olocausto.

Il populismo ingrassa.

Salvini non mi meraviglia, la Lega ha una coloritura razzista ma assisto a uno slittamento a destra dei Cinquestelle. La mia impressione è che lancino messaggi per fare un governo con l’appoggio esterno della Lega. Anche questo per noi è un terreno di competizione: cosa faranno gli elettori di sinistra del M5s delusi?

Lei provò a fare qualcosa nel 2013.

È noto che proposi Rodotà presidente del Consiglio per sbloccare la situazione.

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40 comments

  1. x anto, segue discorso vaccini e oggi trovo questo

    Enrico Mentana
    1 h ·
    In questa battaglia civile sui vaccini un ruolo decisivo lo stanno svolgendo – per la loro posizione “di frontiera” – i 5 stelle che pur in presenza di forti spinte nei loro confronti da parte dei gruppi free vax si sono avvalsi della competenza di uno stimato studioso cone il prof. Silvestri, ancorandosi a una posizione favorevole al principio della necessità dei vaccini. Silvestri, esperto di fama mondiale e non certo accusabile di rapporti con le multinazionali del farmaco o con entità statali, è il muro contro cui vanno a sbattere gli antivaccinisti quando brandiscono lo studio dei ricercatori Gatti e Montanari, che vorrebbero evidenziare criticità nei vaccini. Ne trovate ampia citazione nei commenti più ostili al mio post precedente sul fact-checking dell’ISS. Ebbene, il professor Silvestri un mese fa ha analizzato lo studio e lo ha commentato così (giudicate voi):
    LA TOSSICITA’ NASCOSTA DEI VACCINI – UN MISTERO DA CHIARIRE
    Era da un pezzo che diversi “aficionados” della mia pagina chiedevano un commento sulla recente, importante scoperta di due studiosi italiani, Antonietta Gatti e Stefano Montanari, che usando microscopia elettronica (per la precisione: “Field Emission Gun Environmental Electron Scanning Microscope equipped with the X-ray microprobe of an Energy Dispersive Spectroscope”) hanno descritto come ben trenta diversi vaccini attualmente in commercio contengono pericolose nanoparticelle come acciaio, tungsteno, piombo, zirconio, rame, zinco, titanio, antimonio, bismuto, nickel, hafnio, stronzio e perfino argento, oro, e platino. Tutte sostanze, come si sa, non-biodegradabili e potenzialmente tossiche in quanto sono state associate a malattie autoimmune e leucemie (A. Gatti & S. Montanari, “New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanocontamination”, International Journal of Vaccines and Vaccination 2017).
    Oggi, approfittando della domenica di pioggia, ho letto l’articolo suddetto con la dovuta attenzione. Ammetto che ho dovuto faticare un po’ a trovarlo perché la rivista su cui hanno pubblicato non è citata da PubMed (il server della Public Library of Medicine a cui si riferiscono tutti gli scienziati al mondo per studiare la letteratura scientifica). Ed infatti, questo International Journal of Vaccines and Vaccination è una rivista sulla quale né io né nessuno dei miei collaboratori abbiamo mai pensato di pubblicare. Così mi è caduto l’occhio sul nome del publisher “MedCrave”, che non e’ esattamente Elsevier o la Oxford press, e quindi dopo una ricerca di ben trenta secondi ho scoperto che MedCrave fa parte della famosa (o meglio, famigerata) “Beall’s List of Predatory Publishers”, cioè la lista nera dei publisher che stampano giornali in cui uno può scrivere qualsiasi cosa, basta che paghi. Infatti, tempo fa un paio di burloni pubblicarono, proprio su uno di questi giornali, un articolo costituito da una insalata di termini scientifici messi insieme a casaccio e senza alcun significato che erano stati generati da un software. Ma passiamo oltre, e focalizziamoci sul contenuto, non sul contenente.
    In poche parole, il lavoro di Gatti e Montanari è un lavoro che sarebbe anche interessante se non avesse due problemi essenziali. Il primo è che dimostra esattamente il contrario di ciò che dice di dimostrare, ed il secondo è che non ha controlli. Un poco come dire che Charles Manson sarebbe un grande filantropo, eccetto che è un assassino e non ha mai donato una lira a nessuno.
    Ma perché l’articolo dimostra il contrario di quello che dice di aver scoperto? Semplice: perché mostra una serie di microfotografie ottenute dopo evaporazione di “droplets” di 20 microlitri di vaccino, in cui le particelle “tossiche” vengono trovate in numero variabile da 2 a 1,821. Ora, 1,821 particelle in 20 microlitri sembrano tante (~90 milioni per litro). Sembrano. Pero’ gli autori non “traducono” questo numero crudo di particelle in una concentrazione specifica. Allora ho pensato di provarci io, ricordandomi proprio del numero di Avogadro, quello citato recentemente da Roberto Burioni in un post sull’omeopatia. Il numero di Avogadro corrisponde a 6.023 x 10^23, che sono il numero di molecole per mole di una sostanza. Per cui un litro d’acqua contiene ~3.3 x 10^25 molecole, e quindi 20 microlitri di vaccino acquoso contengono approssimativamente 10^21 molecole.
    In altre parole, risparmiandovi i calcoli, la percentuale dei “tossici” scoperti da Gatti e Montanari è nell’ordine di 0.00000000000000000005% (il che è, in altre parole, nel range delle femtomoli).
    Il che significa che Gatti e Montanari hanno dimostrato quello che – grazie a Dio – si sapeva già, cioè che le preparazioni vaccinali sono infatti purissime.
    E poi c’è il problema dei controlli. Quando si fa scienza i controlli sono la cosa piu’ importante. Fare scienza senza i controlli e’ come fare una gara di Formula 1 senza macchine e senza piloti. O, se volete, come costruire un gabinetto senza water e senza lavandino.
    In altre parole, Gatti e Montanari hanno fatto questi studi nel vuoto, senza alcun termine di paragone, senza misurare, con lo stesso metodo, il numero delle stesse particelle in altre soluzioni acquose o oleose, che ne so, acqua minerale, olio d’oliva, verdicchio, grappa, olio di ricino, fate voi. Perché magari quelle concentrazioni di particelle – comunque bassissime – sono presenti dappertutto. Perché magari erano già presenti nella siringa usata per tirare fuori i 20 microlitri di vaccino dalla confezione e metterlo nel filtro per il microscopio. Perché magari quelle concentrazioni di particelle di metalli pesanti “tossici” si trovano probabilmente anche nel cono gelato che state mangiando per strada (perché è passata vicino a voi una macchina). Ed infatti, proprio Gatti e Montanari, in un loro articolo pubblicato nel 2009 sulla rivista Critical Reviews in Food Science and Nutrition (che non è Nature, ma è almeno citata su PubMed), avevano studiato 86 campioni di pane e 49 campioni di biscotti provenienti da 14 paesi diversi, ed usando la stessa tecnologia avevano trovato le stesse particelle nel 40% dei campioni testati. Ora pensate a quante migliaia di fette di pane e di biscotti ogni bambino mangia nella sua vita? Dobbiamo ritenerci fortunati che il lavoro del 2009 non ha dato origine ad un movimento mondiale contro l’uso del pane e dei biscotti. Altro che vaccini, amici miei. A dare ascolto a questi due scienziati bisognerebbe iniziare l’assalto ai forni!
    In conclusione, questo articolo di Gatti e Montanari è di qualità scientifica pessima.
    Ed ugualmente pessimo è il commento finale secondo cui queste particelle “should not be present in any injectable medicament, let alone in vaccines, more in particular those meant for infants” – un commento del tutto assurdo (e stupidamente provocatorio) nel contesto di uno studio che ha dimostrato proprio la grande purezza dei vaccini testati. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, per tutto il male che un articolo di questo tipo può fare nelle menti di persone che di scienza capiscono poco. Gatti e Montanari: ma ci siete o ci fate?

    1. Sapevo di questo studio farlocco. Il problema con la letteratura scientifica è che bisogna essere in grado di interpretarla e assegnarle il giusto peso.

      1. Questo articolo mi pare offrire qualche indizio sul perché è lecito diffidare delle multinazionali del farmaco (in generale, non specificamente riguardo ai vaccini) e sui modi possibili per ridare fiducia alla gente sui farmaci.

          1. Sono questioni politiche. Il singolo cittadino, se veramente non si fida, può scegliere di non curarsi e non acquistare nulla. Ma proprio nulla, nemmeno i generici e nemmeno i costosi prodotti della Boiron.

            1. Mi dispiace questa reazione da “o è bianco o è nero”.
              Per esperienza personale diretta e familiare ho avuto e ho molto a che fare con le cure mediche.
              Posso dire solo bene del sistema nella mia regione. In conseguenza ho fiducia che le scelte farmacologiche siano oculate e competenti.
              Poi, proprio in questi giorni, mi è capitato di chiedere in farmacia il prezzo di un prodotto che, per motivi burocratici, pareva non essere reso disponibile gratuitamente dall’ospedale in cui il mio congiunto è in cura.
              Il farmacista, del quale pure ho motivo di fidarmi, mi ha comunicato il prezzo del prodotto usato dall’ospedale (non proprio indifferente: 60 euro per tre giorni di cure) e quello di un prodotto a suo dire equivalente (un terzo dell’importo citato).
              Ora, non si tratta di usare o non usare un prodotto. Si tratta di chiedersi il perché di tale politiche di prezzo e perché l’ospedale usi il prodotto con il prezzo più elevato.
              Poi, ad esempio, io ho avuto un infarto più di vent’anni fa. Sarà pure un caso, ma mi è capitato dopo che avevo iniziato a usare un antidolorifico che poi è stato ritirato dal commercio proprio per tale potenziale danno collaterale.
              Dovevo rinunciare agli antidolorifici per questo? O rinunciare ad avere dubbi sulla correttezza delle case farmaceutiche.
              Eccetera.
              Cambiando argomento: qualche anno dopo il terremoto un pazzo su una radio locale avviò una campagna denunciando l’avidità delle banche locali che lucravano, a suo dire, sui risparmi dei terremotati, invitando tutti a ritirare i soldi in contanti e a tenerseli nel materasso.
              Inizialmente la campagna ebbe successo. Poi la gente riprese a ragionare e i soldi tornarono nelle banche, magari in banche diverse da quelle da cui erano stati ritirati, perché alcune in effetti meritavano la censura.
              La fiducia è difficile da conquistare e facile da distruggere. Soprattutto se ci sono pecore nere in un sistema peraltro abbastanza onesto.
              Quanto ai vaccini obbligatori: perché dovevano essere dodici e ora sono dieci (se non sbaglio)?

              Ribadendo che nella mia famiglia siamo tutti vaccinati.

              1. Nam, il mio commento non era certo personale. Il sistema ha parecchie falle, ma come singoli veramente non abbiamo modo di sapere se sulla singola prestazione di cui usufruiamo ci possa essere nascosta una fregatura, uno scandalo se non quando diventa palese. Ci tocca fidarci dei sistemi di controllo che abbiamo, in alternativa, a livello di logica, dovremmo rifiutare tutto. Non perchè è tutto bianco o nero, ma perchè non abbiamo strumenti che ci permettono di differenziare. Il medico di “fiducia”, il “bravo” farmacista, appartengono a quei sistemi di controllo di cui parliamo, a cui vertici in Italia si trova l’istituto superiore di sanità.

              2. Mi spiace averti indotto ad una dichiarazione preventiva sui vaccini. Forse sono un po’ aggressiva, ma giuro sono aperta alla discussione e condivido le tue perplessità sulle multinazionali che hanno come primo scopo il profitto e impediscono così a una grande fetta del pianeta l’accesso alle cure.

  2. Nota di colore.
    Argomento: referendum autonomie Lombardia.
    Come saprete, i sindaci PD dei capoluoghi di provincia, rincorrendo la lega, hanno fondato il comitato del “si, però…”
    La federazione provinciale PD cremonese ha emesso un comunicato nel quale, nella sostanza, si esprime per il no, criticando l’impostazione della campagna elettorale della regione. Traducono: hanno sconfessato il sindaco di Cremona. Tappetini di renzi che sconfessano un tappetino di renzi. Ed è solo l’inizio.

  3. Incipit

    Tutti al mare, tutti al mare!
    A contar quante le bare
    chè se l’acque sono calme
    molte più sono le salme.
    “Che vergogna, o mia contessa,
    questa lercia, infame ressa
    d’africani da ogni lato,
    quant’è il mare oggi inquinato”.
    “E’ uno schifo, sì signora.
    Buono il tè? Ne vuole ancora?
    Vuole un altro pasticcino?
    Preferisce un vermuttino?”

  4. Ho notato un’aria più frizzante del solito al politicamp a reggio.
    Tra sinistra italiana e possibile la sintonia è ottima.

    Con speranza e company vedremo che cosa succedera’.

    In ogni caso come diceva Civati il vento sembra girare dalla parte giusta..

        1. Beh….indubbiamente sta all’equipaggio sfruttare l’occasione ( la finestra con il vento favorevole si e’ aperta). Altrimenti ci saranno altri anni con percentuali da prefisso telefonico.

          1. Dici bene: è l’equipaggio . Non il capitano.
            Al momento la ciurma pare piuttosto battibeccante sui “dettagli” che determinano l’avvio di qualsiasi impresa. OK, si dice, siamo tutti d’accordo che bisogna andare. Ma quale la rotta, e chi porta pane e salame, e gli alcolici sono ammessi?, Gli stivali, gli ombrelli? La prima tappa dove? Eccetera,

            1. se ci fosse, ora, già tutto (equipaggio, catena di comando, mappe dettagliate, etc…) sarebbe qualcosa di totalmente preconfezionato e calato dall’alto. MDP + campo progressista in sostanza nei territori stanno facendo così…ma facciam finta di nulla.
              Io ti posso rispendere x Possibile, perché le altre realtà non le conosco. Il programma è in fase di elaborazione. Sono già disponibili schede tematiche, altre sono in fase di elaborazione, sulla base del lavoro degli scorsi anni e dei ciò che è stato fatto dalla Costituente delle Idee (qualche mese fa, a roma). Altre probabilmente verranno elaborate sulla base del lavoro del politicamp, sono saltate fuori cose interessanti ai tavoli. Per argomenti specifici ci sono disegni di legge depositati in parlamento e raccolte firme su leggi di iniziativa popolare.

              Che anche gli altri soggetti mettano le carte sul tavolo, e vediamo cosa si riesce a fare

                1. (possibile ha una struttura molto orizzontale, non a federazioni come gli altri partiti. Ha parecchi vantaggi, non c’è dubbio, ma anche un sacco di difetti che all’inizio sono stati sottovalutati e che saltano fuori nel momento in cui ti devi interfacciare con altri partiti e su territori che vanno oltre il comune o il gruppo di comuni. Dovrebbe essere stata trovata una quadra, vediamo…comunque preferisco questo tipo di incasinamento al capo che tutto pensa e tutto fa, e disfa)

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