Gradimento e sfiducia

Tiene il gradimento per Gentiloni. Un italiano su 3: migranti il problema

Popolarità dei leader: Salvini al 31%. Renzi al 26, Berlusconi al 24, Grillo al 21. Sulla crisi, il 52% si dichiara molto preoccupato e il 38% che il peggio debba ancora venire.

di Nando Pagnoncelli – corriere.it, 29 luglio 2017

Il peso dell’economia

Gli italiani non sembrano dare molto credito ai segnali di crescita del Pil, corroborati dalla revisione in rialzo delle stime di quest’anno. Solamente il 13% esprime un giudizio positivo sull’economia del Paese e, a dispetto dei dati oggettivi, si registra una contrazione del 6% rispetto al luglio dello scorso anno. La crisi continua a preoccupare la stragrande maggioranza dei cittadini: il 52% si dichiara molto preoccupato e il 38% pensa che il peggio debba ancora arrivare; solo il 20% ritiene che ce la siamo lasciati alle spalle. Un italiano su due (48%) non prevede che la sua situazione personale o famigliare migliorerà nei prossimi sei mesi e tra gli altri prevalgono i pessimisti (il 27% si aspetta un peggioramento) sugli ottimisti (fermi al 19%).

Le preoccupazioni: lavoro e migranti

Il problema più urgente da risolvere è rappresentato dall’occupazione, menzionata spontaneamente dal 78% degli intervistati. A seguire, in netta crescita, l’immigrazione e la presenza degli stranieri: nel 2014 questo tema si attestava al 3%, oggi raggiunge il 35% delle citazioni. A distanza di un anno aumenta la percentuale di italiani convinti che il Paese stia andando nella direzione sbagliata (dal 59% nel 2016 al 71 oggi).

Le ragioni del pessimismo

Il clima fosco va ricondotto a diversi aspetti, dalle attese comprensibilmente elevate (dopo quasi un decennio di crisi) che portano a sminuire i segnali positivi degli ultimi mesi, al confronto con gli altri Paesi, allo scarso impatto percepito sulla vita quotidiana dei miglioramenti degli indicatori economici nazionali.

Il giudizio su Gentiloni

In questo scenario le valutazioni positive espresse sul governo e sul presidente Gentiloni si mantengono stabili, attestandosi al 39%, mentre la maggioranza si esprime negativamente sia sull’operato dell’esecutivo (52%) sia su quello del premier (50%). Come di consueto le opinioni sono in larga misura guidate dall’orientamento politico, anche se una quota non trascurabile di elettori dei partiti dell’opposizione esprime un giudizio positivo su Gentiloni: il 26% tra i pentastellati, il 29% tra i leghisti e il 32% tra quelli di Forza Italia. Tra costoro lo scontro politico sembra più con il Pd e il segretario che con l’esecutivo e il presidente.

Salvini il più apprezzato

I giudizi sull’operato dei leader sono tutti di segno negativo. Salvini è il più apprezzato (31%, in crescita dopo le Comunali di giugno), seguito da Renzi, Di Maio e Meloni (tutti al 26%), quindi Berlusconi (24%), Pisapia (23%), Grillo (21%) e Bersani (12%).

Ministri, Minniti al primo posto

Da ultimo, l’indice di gradimento dei ministri, calcolato escludendo coloro che non conoscono il ministro o non si esprimono: i più apprezzati risultano Minniti, con un indice pari a 36, Padoan (35) Franceschini (32) e Delrio (32), tutti in flessione rispetto alla rilevazione di aprile. In crescita si registrano Calenda (+5) e Orlando (+4) e in misura meno marcata Alfano e Poletti (+2). Ma i giudizi possono variare in relazione alla notorietà dei singoli ministri, alla conoscenza del loro operato, all’importanza attribuita al dicastero che guidano.

La sfiducia

In conclusione, prevale l’attitudine a guardare al bicchiere mezzo vuoto e tutto ciò si riverbera sul rapporto con la politica e i leader: «It’s the economy, stupid», ammoniva Bill Clinton 25 anni fa. Chiunque vinca alle prossime elezioni sarà chiamato a effettuare una robusta iniezione di fiducia a un paese disilluso e sempre più scettico.

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33 comments

  1. Ho scritto in tempi non sospetti, già anni fa, che fossi un mafioso,
    non mi lascerei scappare l’occasione M5S per infiltrarmi a livello politico:
    Quale migliore occasione?

    Gente che viene selezionata con poche centinaia di clic, sulla fiducia, nessun controllo, nessuna gavetta, nessuna credenziale da presentare, nessun filtro (la vita di partito) ecc…

    1. Quello che storicamente sappiamo è che la mafia ha infiltrato (eufemismo) il buon Berlusconi e la Democrazia Cristiana di cui Renzi è degno erede e vindice.
      Sul futuro tutti possiamo sbizzarrirci in profezie.
      Non mi preoccupa tanto che il M5S si faccia infiltrare. Potrebbe anche succedere e si sputtanerà (non più dei suoi predecessori).
      Mi preoccupa che stia correndo da suicida a prendersi un’altra patata bollente per dare un minimo di soluzione visibile alla quale ci vorranno anni. E il consenso dell’opinione pubblica si gioca sui miracoli. Purtroppo.

      1. Il nocciolo è la “selezione della classe dirigente” non chi sembra più “buono” o “e allora gli altri?”.

        La criminalità organizzata cerca da sempre interlocutori nella classe politica per ovvie ragioni.

        Con il metodo di selezione del MoV (metodo che non è opera della divina provvidenza) non deve neanche sforzarsi.
        Mi pare talmente palese…

        In quanto alle patate bollenti, come ho scritto altre volte, se non vi ritenete all’altezza delle sfide di governo (e sono d’accordo) c’è sempre il circolo del cucito.
        😜

        1. Allora: che la selezione della classe dirigente si affidata alla classe dirigente mi sembra già un tantino mafiosetto, considerata la classe dirigente che abbiamo.
          E comunque si tratta anche di decidersi: se le supposte nomine imposte da Grillo & Casaleggio non vanno bene com’è che non vanno bene le candidature scelte da una base sia pur ridotta di attivisti?
          Senza essere padano della prima ora il problema in Sicilia e in buona parte del meridione è la pervasività consolidata della criminalità organizzata (non che dal centro in su possiamo vantare ormai tanta maggiore legalità),
          Il M5S evidentemente si sente all’altezza di provarci. Per me è un suicidio. Comunque buona fortuna. Difficile che possa fare peggio degli altri, se non a sé stesso.
          L’affermazione “se non vi ritenete all’altezza …” implica che io sia un attivista o elettore (non ancora) del M5S. Non è così. Ho più simpatia per i tentativi, anche goffi, del M5S che per la “professionalità” delle alternative sul mercato. Tutto qui.

          1. Grillo impone quando conosce. (Genova)

            Un partito dovrebbe “conoscere” sempre i suoi candidati.
            Meglio sarebbe una classe dirigente locale interamente imposta da Grillo/Casaleggio che le cliccarie o quel che sono con candidati sindaci con 20 “mi piace” o poco più.

            Senza dubbio.

  2. Ultima notte in Sicilia, a Bagheria. Comune popolare e 5 stelle, che ha tagliato i tentacoli mafiosi, ma i problemi sono ancora tutti li’ – qui mi ricorda piu’ l’India che l’Europa. C’e’ bisogno di un miracolo che solo i giovani possono fare, e qui ci sono giovani “pazzi” che hanno ancora tanta voglia di lottare. Da questa merda cresceranno i fiori che salveranno il mio paese.

    1. Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora.  Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe.
      Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi. Poi l’angelo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco preso dall’altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto.
      I sette angeli che avevano le sette trombe si accinsero a suonarle.
      Appena il primo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò.
      Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.
      Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
       Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.
      Vidi poi e udii un’aquila che volava nell’alto del cielo e gridava a gran voce: «Guai, guai, guai agli abitanti della terra al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!».

    2. “Ha tagliato i tentacoli mafiosi”. Abbi pazienza ma tu hai una vaga idea di cosa significhi la mafia in Sicilia? Di quale sia la sua presenza permeante nella società a tutti i livelli? Se lo sapessi ti saresti risparmiato una affermazione quanto meno azzardata. Attenzione: non sto dicendo che non ne abbiano voglia ma dire che lo abbiano già fatto mi puzza tanto di propaganda politica. Fosse vero Falcone e Borsellino sarebbero stati dilettanti allo sbaraglio.

        1. Poi sonò il quinto angelo, e io vidi una stella caduta dal cielo sulla terra; e ad esso fu data la chiave del pozzo dell’abisso. 
          Ed egli aprì il pozzo dell’abisso; e dal pozzo salì un fumo simile al fumo di una gran fornace; e il sole e l’aria furono oscurati dal fumo del pozzo. 
          E dal fumo uscirono sulla terra delle locuste; e fu dato loro un potere pari al potere che hanno gli scorpioni della terra. 
          E fu loro detto di non danneggiare l’erba della terra, né alcuna verdura, né albero alcuno, ma soltanto gli uomini che non aveano il suggello di Dio in fronte. 
          E fu loro dato, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi; e il tormento che cagionavano era come quello prodotto da uno scorpione quando ferisce un uomo. 
          E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte e non la troveranno, e desidereranno di morire, e la morte fuggirà da loro.
           E nella forma le locuste eran simili a cavalli pronti alla guerra; e sulle teste aveano come delle corone simili ad oro e le loro facce eran come facce d’uomini. 
          E aveano dei capelli come capelli di donne, e i denti eran come denti di leoni. 
          E aveano degli usberghi come usberghi di ferro; e il rumore delle loro ali era come il rumore di carri, tirati da molti cavalli correnti alla battaglia. 
           E aveano delle code come quelle degli scorpioni, e degli aculei; e nelle code stava il loro potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi. 
           E aveano come re sopra di loro l’angelo dell’abisso, il cui nome in ebraico è Abaddon, e in greco Apollion. 
          Il primo guaio è passato: ecco, vengono ancora due guai dopo queste cose. 
          Poi il sesto angelo sonò, e io udii una voce dalle quattro corna dell’altare d’oro che era davanti a Dio,  la quale diceva al sesto angelo che avea la tromba: Sciogli i quattro angeli che son legati sul gran fiume Eufrate. 
           E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell’ora, per quel giorno e mese e anno, per uccidere la terza parte degli uomini. 
           E il numero degli eserciti della cavalleria era di venti migliaia di decine di migliaia; io udii il loro numero. 
           Ed ecco come mi apparvero nella visione i cavalli e quelli che li cavalcavano: aveano degli usberghi di fuoco, di giacinto e di zolfo; e le teste dei cavalli erano come teste di leoni; e dalle loro bocche usciva fuoco e fumo e zolfo. 
          Da queste tre piaghe: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle loro bocche fu uccisa la terza parte degli uomini. 
          Perché il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; poiché le loro code eran simili a serpenti e aveano delle teste, e con esse danneggiavano. 
          E il resto degli uomini che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvidero delle opere delle loro mani sì da non adorar più i demonî e gl’idoli d’oro e d’argento e di rame e di pietra e di legno, i quali non possono né vedere, né udire, né camminare;  e non si ravvidero dei loro omicidî, né delle loro malìe, né della loro fornicazione, né dei loro furti.

            1. Poi vidi un altro angelo potente che scendeva dal cielo, avvolto in una nuvola; sopra il suo capo era l’arcobaleno; la sua faccia era come il sole, e i suoi piedi come colonne di fuoco; e aveva in mano un libretto aperto; ed egli posò il suo piè destro sul mare e il sinistro sulla terra; e gridò con gran voce, nel modo che rugge il leone; e quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. 
              Equando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per scrivere; ma udii una voce dal cielo che mi disse: Suggella le cose che i sette tuoni hanno proferite, e non le scrivere. 
               E l’angelo che io avea veduto stare in piè sul mare e sulla terra,  levò la man destra al cielo e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso e la terra e le cose che sono in essa e il mare e le cose che sono in esso, che non ci sarebbe più indugio; ma che nei giorni della voce del settimo angelo, quand’egli sonerebbe, si compirebbe il mistero di Dio, secondo ch’Egli ha annunziato ai suoi servitori, i profeti. 
              E la voce che io avevo udita dal cielo mi parlò di nuovo e disse: Va’, prendi il libro che è aperto in mano all’angelo che sta in piè sul mare e sulla terra.
               E io andai dall’angelo, dicendogli di darmi il libretto. Ed egli mi disse: Prendilo, e divoralo: esso sarà amaro alle tue viscere, ma in bocca ti sarà dolce come miele. 
               Presi il libretto di mano all’angelo, e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele; ma quando l’ebbi divorato, le mie viscere sentirono amarezza. 
              E mi fu detto: Bisogna che tu profetizzi di nuovo sopra molti popoli e nazioni e lingue e re.

              1. Ps. Fa risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto, salami per la tua benevolenza
                Poiché in te è la fonte della luce, e per la tua luce noi vediamo la luce

  3. In conclusione, prevale l’attitudine a guardare al bicchiere mezzo vuoto e tutto ciò si riverbera sul rapporto con la politica e i leader

    L’implicazione è che il bicchiere sarebbe mezzo pieno.
    A me pare che più un bicchiere sia un pitale, e pieno di si sa che cosa.

  4. “Gli italiani non sembrano dare molto credito ai segnali di crescita del Pil, corroborati dalla revisione in rialzo delle stime di quest’anno. Solamente il 13% esprime un giudizio positivo sull’economia del Paese e, a dispetto dei dati oggettivi, si registra una contrazione del 6% rispetto al luglio dello scorso anno. ”

    A DISPETTO DEI DATI OGGETTIVI

    Speriamo che una spedizione punitiva di piccioni gli caghi sull’apericena, al tramonto, su una splendida terrazza (a Pagnoncelli).

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