Matanza en la Rambla

(foto El País)

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23 comments

  1. http://www.lastampa.it/2017/01/03/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/cardini-lislam-non-una-minaccia-MsLUpyNMLgwgHHF4OEhReP/pagina.html

    Sull’Islam abbiamo rivolto alcune domande allo storico Franco Cardini, autore del volume di recente pubblicazione “L’islam è una minaccia? [Falso!]” (Laterza). Già docente di Storia medioevale all’Università di Firenze e in altri atenei europei ed extraeuropei, Cardini attualmente è membro del Consiglio direttivo dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e professore emerito dell’Istituto di Scienze Umane e Sociali annesso alla Scuola Normale Superiore.

    1. Dovrebbe essere persino banale affermare che i mussulmani non sono (e non potrebbero esserlo neppur volendolo) tutti uguali. Diversamente non sarebbero esseri umani, il che è un’idea che a qualcuno fa comodo agitare ma dovrebbe rimandare la memoria (di chi ce l’ha) a orrori storici che sarebbe desiderabile non ripetere.
      Peraltro basterebbe pensare solo un momento a quante sono le fedi cristiane e quanto sono diverse tra loro. Certo, di recente, non ci sono stati episodi di terrorismo (se non parolaio) ascrivibile o rivendicato in base a una di tali fedi. Sempre se la memoria non mi tradisce.
      Uno dei guai è che rispetto a “noi” i mussulmani hanno connotazioni che li rendono abbastanza facilmente individuabili come “diversi” e, in quanto diversi, “tutti uguali” e in quanto “tutti uguali” tutti riconducibili, per le nostre paure, ai loro membri peggiori. Tratti somatici, acconciature,, abbigliamento, luoghi e modi di preghiera, abitudini alimentari e molto altro contribuiscono a creare uno stereotipo del mussulmano, non molto diversamente da come un tempo fu creato (e in parte permane tuttora) lo stereotipo dell'”ebreo”. Per non parlare dei Rom la cui designazione come “zingari” è diffusamente spregiativa e che sono accomunati, nel giudizio generale, nella denuncia, dell’accattonaggio, del furto, della violenza, eccetera.
      In generale è estremamente comodo legittimare il nostro “diritto” al quieto vivere colpevolizzando di ogni nostro male il diverso di turno.
      Chissà? Forse un giorno riusciremo finalmente a capire che i “diversi” peggiori sono tra noi. E da sempre. Caino docet.

  2. Mi resta il dubbio di essere io a non saper leggere. Sottotitolo della prima pagina di La Repubblica di oggi (ma avevo sentito la stessa cosa in qualche telegiornale di ieri)

    Nell’attentato di Barcellona sono morte persone di trentacinque nazionalità
    (grassetto mio)

    Salvo errore i morti (esclusi i terroristi) sono stati tredici. Tutti allora avevano una doppia nazionalità e qualcuno magari tripla?

    Tutto sommato preferirei essere io a non aver capito qualcosa piuttosto che dover ammettere una così enorme sciatteria dei media.

    1. Ada Colau è apparsa stasera in un’intervista filmata su “In Onda”.
      Contenuti a parte, quello che ho trovato impressionante rispetto agli standard italioti è che l’intervista è stata condotta in una strada di Barcellona apparentemente affollata di gente comune che non ha dato segni di protagonismo e senza nessuna guardia del corpo in vista.

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