Buoni consigli per non farsi stuprare

segnalato da Barbara G.

La campagna de “Il Messaggero”

di Giulia Siviero – ilpost.it, 14/09/2017

In questi giorni non si fanno che leggere in giro consigli e insegnamenti rivolti alle giovani donne su come non farsi stuprare e su come mettersi al riparo dalla violenza maschile. Come se le donne, per la loro incolumità, dovessero attenersi ad un livello più elevato di comportamento. E come se, non rispettandolo, venissero velatamente accusate di complicità con quanto di male può loro accadere.

Dopo l’accusa di stupro contro due carabinieri di Firenze, il sindaco Dario Nardella ha parlato di «gravissimo episodio», ma ha proseguito dicendo che è «importante» imparare «che Firenze non è la città dello sballo». Ieri, dopo lo stupro di una ragazza finlandese a Roma, sul Messaggero è partita una campagna per rendere Roma «una città più sicura per le donne». Tra le proposte ci sono quella dei taxi dedicati e quella di più taxi «nei luoghi della movida» (se poi una non si può permettere un taxi pazienza), un aumento della videosorveglianza, la trasformazione dei gestori dei locali in «sentinelle» e l’affissione di cartelli «in cui si raccomanda alle donne di evitare passaggi da sconosciuti e di tornare a piedi da sole percorrendo strade buie». Si propongono poi campagne di comunicazione «per mettere in guardia turiste e studentesse che arrivano per la prima volta a Roma» e una maggiore illuminazione pubblica. Sempre sul Messaggero, Lucetta Scaraffia ha scritto che per le donne è meglio «evitare le situazioni pericolose», arrendersi alla «necessità di riconoscere i rischi e le debolezze del destino femminile» e di accettare protezione (Scaraffia dice anche che «non si deve mai dire, di una donna stuprata, che se l’è andata a cercare», ma tutta la sua tesi si basa sul «però»). Altri articoli di questi giorni hanno una prospettiva simile e parlano della necessità di «educare le ragazze alla diffidenza».

 Oltre ad essere insegnamenti inefficaci (le donne vengono stuprate da sobrie e da ubriache, con la gonna o con i pantaloni, da sconosciuti per la strada ma soprattutto da chi conoscono bene – il 62,7 per cento delle violenze è commesso da un partner attuale o precedente) questi avvertimenti (tolti dal loro giustificato contesto privato) mandano un messaggio molto chiaro e molto sbagliato alle ragazze: non potete commettere alcun errore, altrimenti qualsiasi reato commesso contro di voi sarà, almeno in parte, colpa vostra. Sottintendendo che ad essere stuprate sono quindi le donne “ubriache”, “troppo fiduciose verso l’umanità”, “poco diffidenti”, “incoscienti” o “incaute”. Ma davvero c’è qualcuno che pensa che saranno le-donne-dall’impeccabile-condotta a fermare gli stupratori? O che lo faranno solo delle misure securitarie? E davvero si vogliono schiacciare le donne tra un branco di potenziali stupratori (messaggio che mi rifiuto di insegnare a mia figlia, così come quello di una cultura della paura) e un branco di protettori e di cavalieri di un mondo sicuro ed evoluto? Infine: è previsto qualche messaggio pubblico per i ragazzi e gli uomini se non quello che possono permettersi di essere meno cauti delle loro coetanee e che non sono messi in discussione in alcun modo? E qualche forma di educazione, per tutte e tutti, a partire dalla scuola?

Certamente non si devono incoraggiare le persone, tutte, a fare delle cose pericolose o a mettersi in situazioni rischiose, ma la versione istituzionalizzata del “non accettare una caramella dagli sconosciuti” o del “non prendere la strada del bosco” suona davvero ridicola. Ignorante del fatto che al centro della violenza contro le donne c’è proprio quella libertà femminile che si vorrebbe circoscrivere o sorvegliare («La libertà delle donne è il cuore dello scontro», scrive oggi sul Manifesto Bia Sarasini). E infine colpevole: perché è un nuovo vecchio trucco per non assumere il problema, per non fare mai i conti tutte e tutti insieme, e trasferire la colpa: a un generico ambiente cittadino poco sicuro o alla poca cautela femminile.

Lo stupro non solo non è un problema di ordine pubblico. Lo stupro e la cultura dello stupro non si combattono mettendo al centro dei discorsi sempre e solo le donne. Ma mettendoci finalmente gli uomini, scrivendo articoli sull’origine e sul soggetto della violenza contro le donne e cominciando a parlare pubblicamente innanzitutto di “questione maschile”, altro che femminile.

ps. Il video linkato nell’articolo lo avevamo postato QUI

*****

Aggiornamento di venerdì 15 settembre: Vincenzo D’Anna, senatore di Ala, in quella che Repubblica definisce una “provocazione” e che invece, portata agli estremi, rende molto visibile quello che ho cercato di spiegare qui sopra:

Sono abbastanza vecchio per ricordarmi donne più accorte. Una donna aggredita da un cingalese alle tre di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata. La donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda. Se si trova in una zona di periferia, sola in mezzo alla strada, può anche essere oggetto di un’aggressione. Non giustifico gli stupratori gli darei 30 anni di carcere, ma serve attenzione e cautela da parte delle donne. Se cammina un uomo solo alle tre di notte non gli succede niente, se cammina una bella ragazza, magari vestita in modo provocante, e si trova in determinati ambienti, si espone. Qui tutti vogliono fare tutto. Io non sono un maschilista, ma il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. È un istinto, sarà primordiale, sarà ancestrale, quello che volete. Molte volte servirebbe un minimo di cautela. Le donne lo devono pensare che c’è gente in giro che può fargli del male. Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell’aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto, fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna. Serve un poco di buonsenso, un poco di cautela, alle donne non farebbe male.

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68 comments

    1. Boh?
      Un bel tacer non fu mai ascritto?
      Tacciamo per carità di patria?
      Il silenzio degli innocenti?
      Il silenzio degli impotenti?
      Taci, il nemico ti ascolta?
      Tanto va la gatta al largo che annega?
      Donne e duoi sono cazzi tuoi?
      Vitaccia cavallina mi manca sempre la bambolina?
      Sopra la panca la carpa schiatta,
      sotto la scarpa la merda imbratta?
      Ri-Boh?

    1. Haha quello che ho fatto io, ma 20 anni fa…

      Nonostante cio’, mi sono comprato una casa in Italia e per 4 anni ho fatto il pendolare internazionale.. poi ho capito che non c’era speranza, se non il m5s. Potrei tornare solo se vincesse il movimento – altrimenti, cazzi vostri..

            1. Vari motivi:

              – mi piace molto il suo CV e il background internazionale
              – ha solida esperienza parlamentare
              – e’ una donna: bisogna smetterla di indignarsi che le donne sono maltrattate, stuprate, malpagate ecc e poi si votano i soliti caporioni: Raggi a Roma, Appendino a Torino hanno dimostrato che anche in Italia le donne possono prendersi la responsabilita’ di amministrazioni dove i loro predecessori maschi hanno fallito miseramente

              Vincesse lei sarebbe un bel segnale.

              1. E se non vince? Tutti a Napoli a baciare la teca di San Gennaro?
                Ma soprattutto, qui rischiamo una sommossa popolare! Folle oceaniche voteranno 5 stelle pur di tenere accesa la speranza che tu, dopo anni di esilio, possa e voglia tornare in suolo italico!

              1. Anch’io ho votato stamattina per la senatrice Fattori, pur immaginando l’ovvietà del risultato finale, con motivazioni analoghe a quelle di Daniele.

                Da esperto di sicurezza informatica posso dire che sono stati implementati nuovi sistemi di controllo per l’accesso alla piattaforma uniformando il livello di sicurezza allo standard presente nella maggior parte degli istituti bancari che offrono servizi di internet banking tramite utilizzo di doppia autentificazione ed invio di SMS OTP al numero di cellulare certificato.

                Sono convinto che ieri oltre alle difficolta di accesso dovute al maggior numero di utenze ed alla nuova complessità del sistema vi siano stati anche attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service) con obiettivo di rendere indisponibile e/o difficoltoso l’erogazione del servizio. Oggi la piattaforma risponde con performance adeguate probabilmente grazie all’elevato numero di indirizzi IP attaccanti individuati e messi in blacklist

                    1. Fanne pure uno slogan, son soddisfatto, ma se ti ricorda il famoso blog, a te tanto avverso, come minimo per coerenza evita di operare analogamente 🙂

                      PS: Generalmente non è mio costume parlare per sentito dire, se mi espongo in considerazioni e giudizi è perché ho dei dati a supporto di quanto elaborato

                    2. Caro Luigi personalmente , viste anche le mie scarse conoscenze, non ho mai messo in discussione l’affidabilità e/o sicurezza di Russeau. Il vero problema è come e perchè si è arrivati a votare quei candidati.

                    3. E’ molto più semplice di quello che si vuole pensare o far credere; nessun ostracismo verso nessuno, qualunque deputato o senatore poteva candidarsi (Di Battista, Fico, Lezzi, Ruocco etc) ognuno avrà avuto le sue buone ragioni per non farlo, chi perche non voleva perdere, chi perché reputava Di Maio il candidato migliore, certamente non perché lo abbia impedito Grillo e/o Casaleggio. Che fosse Di Maio il papabile lo sapevano da anni anche le pietre, se non vi fossero state le “primarie online” la polemica sarebbe stata “movimento patronale” tutto deciso da Grillo, se vi fossero stati tanti candidati autorevoli alla vittoria di Di Maio si sarebbe detto che le votazioni erano guidate, la polemica attuale e che si sono candidati “i nani” (contento di aver votato una nana), senza considerare che nani o giganti Di Maio avrebbe vinto lo stesso.

                      Il punto fondamentale per me non è chi ma cosa, ed il cosa deve essere indipendente dal chi.
                      Poi Di Maio puo essere o meno simpatico (personalmente non impazzisco per lui) ma rispecchia molto più di altri il grosso dell’elettorato grillino.

                    4. Bah, a me Di Maio sta parecchio antipatico
                      Tuttavia cercando di ragionare a mente fredda per muoversi in questo sistema parlamentare occorre sapersi muoversi con le sue regole e Di Maio pare un bravo studente al riguardo. anche calcolatore e cinico quanto serve (giudizio superficiale non suffragato da prove).
                      Le elezioni, se il M5S dovesse vincerle, imporranno negoziati e alleanze per governare e forse Di Maio è il più adatto a non ripetere la triste sceneggiata Crimi e Lombardi contro Bersani.
                      Quanta della sua natura “rivoluzionaria” il M5S perderà in quell’ipotesi resta da vedere, ma credo parecchia.
                      Se le elezioni saranno vinte da PD & Co o Berlusca & Co i negoziati saranno ancora più ardui, ma credo che il M5S, anche con un sospiro di sollievo, deciderà per stare all’opposizione. Cosa faranno gli altri sarà uno spettacolo divertente (riso amaro, tuttavia).

                    5. luis, io sono quello che spara cazzate, ricordi?
                      il fatto, stando sempre alle cazzate, è che per il mov c’è sempre una scusa pronta, una giustificazione……
                      è comunque non metto in dubbio le tue ragioni, ne sul modo di fare le primarie, ne la loro bontà, ne la bontà dei candidati e la veridicità delle primarie a cinque stelle
                      tanto da dirti che c’è da rivalutare le primarie pd e gli sfidanti opposti a renzi……
                      ah, civati, per un pelo non le vinceva……..

  1. OT sono ulteriormente diminuiti i contratti a tempo indeterminato. Colpa del jobs act, della scuola, di quanto sono coglioni e bamboccioni i nostri figli?

  2. Dico sommessamente la mia. Il grave problema degli stupri e delle violenze alle donne , secondo me ,dipende anche dal graduale imbarbarimento della nostra società , alla graduale perdita dei diritti a tutti i livelli , al progressivo affermarsi del concetto legato al più potere , più soldi , più prepotenza. Il tutto , secondo questo schema, ti dà l’occasione di perpetrare anche le più basse nefandezze. Detto in breve : stiamo perdendo più o meno inconsapevolmente , il senso civico dello stare insieme. Certo , a piccole dosi ma è proprio questo che mi preoccupa.

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