Non lasciate ai social il fischietto

segnalato da Barbara G.

Fake news: non lasciate ai social network il fischietto

di Guido Scorza – scorza.blogautore.espresso.repubblica.it, 27/11/2017

Sarà l’allarme autorevolmente lanciato dalle colonne del New York Times nei giorni scorsi, sarà la campagna elettorale che avanza, sarà una somma di questi e di altri fattori ma, negli ultimi giorni, le fake news sembrano essersi trasformate, anche in Italia, da problema del secolo a emergenza nazionale.

E come accade all’indomani dell’identificazione di ogni emergenza – vera o presunta che sia – in un Paese nel quale, a dispetto della storia, si continua a pensare che le leggi siano la panacea di ogni genere di patologia sociale, tecnologica, democratica, culturale o economica, c’è qualcuno che ha preso carta e penna e, notte tempo, ha buttato giù un disegno di legge anti-fake news.

E lo ha fatto nella piena consapevolezza che il Parlamento – questo Parlamento – non lo discuterà mai perché il triplo fischio di fine legislatura è, ormai, imminente e non c’è più tempo per discutere neppure delle proposte di legge pendenti da anni, figurarsi dalle nuove.

Il disegno di legge targato PD, a quanto si apprende dalle pagine de La Repubblica, ruota attorno a un paio di principi che, da soli, giustificano qualche bit di inchiostro digitale per mettere nero su bianco che si tratta della soluzione sbagliata oltre che nel metodo anche nel merito.

Il primo è la definizione di fake news: un’espressione con la quale, nel disegno di legge, sembrerebbe definirsi tutta la spazzatura digitale che miliardi di utenti, ogni minuto, riversano sul web, contenuti illeciti, diffamatori, pubblicati in violazione della privacy, post razzisti, anti-semiti, violenti e, magari, anche notizie false.

Tutto insieme, in uno straordinario zibaldone di immondizia che, nella realtà, nel mondo degli atomi come in quello di bit, forma oggetto – ed è giusto che sia così – di regole diverse, in buona parte, peraltro, già esistenti.

Se proprio serve – ed è davvero difficile esserne così convinti – una nuova legge anti-fake news, certamente non serve una nuova legge contro la diffamazione online, contro le violazioni della privacy, contro la pubblicazione di contenuti pedopornografici e chi più ne ha più ne metta.

Il secondo principio che proprio non va è l’idea che gli spazzini del web, i moralizzatori dei contenuti online, gli arbitri della buona e della cattiva informazione digitale, i novelli giudici dell’etica e delle pubbliche virtù e, magari, anche i caschi blu, sorveglianti speciali, delle prossime elezioni debbano essere i social network, i loro eserciti di moderatori tutti i privati, i loro algoritmi sviluppati con i soldi e secondo le indicazioni dei loro azionisti.

E’ una pessima idea.

Una cura anti-democratica a una minaccia – ma solo una minaccia – alla democrazia.

La classica medicina peggiore del male che si vorrebbe curare.

L’ultima cosa di cui c’è bisogno e che la circolazione dei contenuti, delle informazioni, delle idee nell’agorà telematica – specie in tempo di elezioni – sia affidata a soggetti di mercato, a soggetti che legittimamente agiscono per profitto e che altrettanto legittimamente rispondono ai propri azionisti e giudicano dell’opportunità che un contenuto circoli o non circoli online prima che sulla base delle nostre leggi, sulla base delle proprie policy, uscite dalla penna dei propri avvocati e scritte non per difendere l’interesse pubblico ma quello privato del valore dei titoli azionari dei padroni delle piattaforme.

E’ la strada sbagliata. Il modo peggiore per chiudere una legislatura, una soluzione della quale non si avverte l’esigenza, presa in prestito, in fretta e furia, dal Governo di Berlino che, nei mesi scorsi, ha velleitariamente pensato di risolvere il problema globale delle fake news in maniera analoga: responsabilizzando i social network e minacciando loro, naturalmente per legge, sanzioni multimilionarie.

Tutto questo proprio mentre nell’Unione europea si è lanciata una consultazione pubblica, si sta costituendo un gruppo di esperti e si è avviato un ragionamento comune a caccia di soluzioni non necessariamente normative a un problema che, evidentemente, non è né tedesco, né italiano, né nazionale ma europeo e anzi globale e che, pertanto, necessita di una soluzione sovrannazionale.

Questa legge, pardon, questo bruco normativo nato nella pina consapevolezza che non diventerà mai farfalla, davvero non serve, è brutto ed è pericoloso perché fissa principi che contraddicono le premesse: premessa l’importanza della democrazia e della libera circolazione delle informazioni per farla crescere sana e robusta, la si cura con una soluzione antidemocratica per definizione come posare una toga da giudici sulle spalle dei giganti del web.

Se davvero esiste il rischio urgente e imminente che le prossime elezioni siano non semplicemente contaminate – perché questo avviene da sempre – ma condizionate al di là di quanto democraticamente sostenibile dal fenomeno delle fake news, corriamo pure ai ripari ma, per carità, facciamolo senza tradire i principi sui quali si fonda la nostra democrazia e la nostra civiltà giuridica: il lecito e l’illecito, ciò che si può dire e ciò che non si può dire, il vero e il falso lo accertano solo Giudici e Autorità terze e imparziali, mai i privati.

Si costituisca – probabilmente non serve neppure una legge ma basterebbe un protocollo di intesa – una taskforce che metta insieme le competenze delle Autorità amministrative indipendenti che più hanno a che fare con il fenomeno delle fake news e della comunicazione politica, le si autorizzi ad arruolare, a tempo, esperti anti-fake e si chieda a Facebook e compagni di mettere a disposizione tecnologie e risorse – se servono anche finanziarie – da utilizzare esclusivamente sotto il diretto controllo delle Authority.

Dichiariamola così guerra alle fake news. Tracciamo la via italiana e chissà che il nostro Paese non possa trasformarsi in un laboratorio europeo nel quale sperimentare con successo quello che poi Bruxelles potrebbe trasformare in un farmaco comunitario.

Leggi anche

https://www.possibile.com/la-gigantesca-fake-news-della-normativa-le-fake-news/

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156 comments

  1. ha ragione daniele x, si tratta di un gruppo moderato, ammodo, eccetera, e ha ragione namm, l’originale renzoide non è modesto, moderato, ammodo.

      1. Marino non era “civatiano”, mi risulta che nel 2013 votó Renzi. In primo grado è stato assolto, vediamo cosa stabiliranno i giudici.

      2. – So di molti sostenitori di civati, campagna congressuale 2013. che in passato avevano sostenuto marino. Non mi risulta valga necessariamente la proprietà riflessiva

        – la barracciu condannata in primo grado, marino assolto in primo grado

        – devo cominciare a tirar fuori le grane giudiziarie dei pentastellati, soprattutto per questioni di abusivismo edilizio?

        1. civati e marino erano nella stessa linea per quanto riguarda i diritti civili (motivo per cui anche ex radicali si sono sentiti vicino a civati,eccetera).
          ma marino, per varie ragioni, politiche o meno, è stato senz’altro ‘renziano’. alcune politiche a roma senz’altro non erano apprezzate dalla sinistra-sinistra.
          detto questo, non mi pronuncio sugli scontrini, per non annoiare… 🙄

  2. Non si se l’indagine su papà Boschi sia rilevante, finirà con un imputazione, ma che ci si arrampichi sui vetri, sostenendo che non lo si è citato perchè non è stata fatta la domanda è ridicolo. Essendo il padre di un membro del governo andava citato, anche solo per stabilire che non era coinvolto in nessun modo. La commissione ce lo deve, se no è chiaro che cominciamo male. Che Sibilia debba starnazzare per ottenere ció che è dovuto e scontato, ci fa capire come siamo messi.

    http://m.huffingtonpost.it/2017/12/04/lm5s-sibilia-a-muso-duro-contro-il-procuratore-chiedo-che-venga-desecretata-laudizione-di-rossi-ha-omesso_a_23296657/?utm_hp_ref=it-homepage

    1. Il PD ha presentato in parlamento una proposta di legge per fare del 4 dicembre una festa nazionale.
      Infatti, se è vero che il 60 per cento circa per cento ha votato contro, è altrettanto vero che il 40 per cento ha votato a favore e
      è altrettanto vero che i contrari sono stati un’accozzaglia di canaglia odiatrice dell’amato leader unita solo in tale odio e in quell’occasione e
      i favorevoli sono invece una pattuglia compatta di fedeli del citato leader che vieppiù lo sosterrà alle prossime elezioni.
      Ergo, dice e pare pensi Renzi, il 40 per cento è il minimissimo che otterrà dall’elettorato, mentre gli altri si divideranno il resto (dunque, esagerando, 30 per cento al centrodestra e 30 per cento a M5S). Ergo, di nuovo, il PD renziano ha già la vittoria in tasca.

      Sarà!?

  3. Il “dal basso” era una cavolata impraticabile, come l’uno vale uno. Si sarebbe potuto far votare gli aspiranti elettori di sx su varie opzioni di programma. Ora il “dal basso” è evaporato come neve al sole, in compensi non c’è uno straccio di programma, ma solo faccioni più o meno noti, alcuni con alle spalle scelte discutibili che hanno rinnegato (per ora, le riprenderanno appena in parlamento in nome della governabilità). Non mi prenderó la briga nemmeno di andare al seggio ad annullare la scheda.

      1. ps: vedrò di capirne di più nei prossimi giorni. ho un sospetto: che nessuno voglia rinunciare al proprio partito. anche questa: in sé non ci sarebbe nulla di male, basterebbe dirlo prima. ma comunque, vedremo.

        1. se posso dire la mia….la fattibilità di un soggetto unico la puoi verificare solo dopo le elezioni, ed è un processo che richiede tempo.
          Ricordo che già un paio di anni fa si parlava di riunire i soggetti, poi è saltato tutto perché qualcuno ha un po’ forzato la mano a livello parlamentare, con la costituzione di gruppi parlamentari senza avere una corrispondenza fuori dal parlamento, e la cosa è stata accantonata.
          Spero che non se ne siano dimenticati….e che non si lasci a chi è (probabilmente solo apparentemente) più forte la forza per cercare di prevalere sugli altri.
          Almeno in prima battuta è importante che la cosa venga portata avanti mantenendo un equilibrio fra le varie componenti senza che salti fuori qualcuno con pretese assurde. E purtroppo qualche caso poco piacevole si è verificato

          1. a me, figurati, va tutto bene. mi pare anche ci sia una certa logica.
            quello che mi disturba sempre è la retorica che ci deve essere nella politica italiana.
            per questo sono diventato panchinaro. la retorica degli scandalizzati non la sopporto più.

    1. guarda che le assemblee tematiche devono ancora partire.

      e, ribadisco per l’ennesima volta, il documento sottoscritto dai rappresentanti di MDP, SI e Possibile (e ratificato dai militanti), oltre che da rappresentanti del Brancaccio (e mai ratificato dai militanti, essendo saltato per aria tutto quanto, o quasi) non è IL programma, ma una serie di impegni dai quali partire per l’elaborazione del programma

      e, se fosse sfuggito ciò che ho scritto tempo fa, lo ribadisco, parlare di “programma dal basso” è sostanzialmente una minchiata.
      Per elaborare un programma ci vogliono mesi e mesi di lavoro, di consultazione con esperti, di analisi e conti. La partecipazione dei cittadini è fondamentale, certo, può portare spunti, soprattutto è utile un confronto con chi i problemi li vive tutti i giorni, e può portare dei contributi fondamentali, dire ciò che non funziona e come potrebbe essere migliorato. Queste cose le ho dette anche nei coordinamenti locali del Brancaccio.
      Puoi fare tutte le assemblee territoriali che vuoi, ma se da queste pensi di tirare fuori il programma vai a sbattere. Nella maggior parte dei casi sarà una rielaborazione, probabilmente fatta bene, di cose che si sanno già, magari ci si può mettere dentro qualche spunto innovativo, ma il copro del programma lo scrivi partendo dalle analisi di associazioni e studiosi.

      Le assemblee servono più per coinvolgere, per ascoltare, per ragionare insieme su ciò che ci si propone di ottenere. Certo, il come lo raggiungi è il nocciolo della questione….lì si può ragionare insieme, ognuno ha la sua visione di mondo e si possono confrontare i diversi punti di vista, ma la visione di insieme alla fin della fiera la danno i “politici”

      1. I programmi dettagliati agli “esperti”, ma linea politica chi la detta? Il fatto che non si riesca mai ad unire i rivoli della sx non è dovuto a questioni estetiche e narcisistiche, ma a ragioni di sostanza che sono la regione per cui gli elettori possono o non possono decidere di votare, benchè si voglia credere che la maggior parte voti con l’anello al naso. Siamo a dicembre, a marzo si vota, ancora non si vede il programma.

        1. – se si arriva con il programma confezionato, andava fatto dal basso
          – se si dice “il programma va scritto insieme”, “perché non arrivate con qualcosa di preconfezionato”

          la ragione di sostanza…ma se la ragione di sostanza la propone Civati, non va bne perché l’ha proposta civati che è stato eletto nel PD, se la propone Fratoianni, è perché era nel partito di Vendola, se la propone Speranza è perché non si è dissociato dal job act quando è stato approvato, se la propone la Falcone è una finta civica..se la dice Bersani ormai la ditta ha delocalizzato, se lo dice Montanari ha lavorato per D’Alema, se lo dice D’Alema è sempre lì a rompere le palle..per qualsiasi nome può venirmi in mente c’è una motivazione per dire che non va bene. Non sei l’unica, intendiamoci…ma anche basta…

          C’è una cosa, dico una, che per te va bene? non dico in questo progetto, dico in generale

          Tu, ESATTAMENTE che cosa ti aspetti dalla politica, a cosa saresti disposta a dire di si, a chi saresti disposta a dare credito, come pensi si potrebbe migliorare il processo di costruzione di questa stramaledetta lista di sinistra. Perché se critichi la qualunque, evidentemente una tua idea di come dovrebbero essere le cose ce l’hai. E, in tutti questi anni, io non l’ho ancora capita

          E so bene che tanto hai già detto che voterai il mov.
          allora, se vuoi un alibi per votarlo sappi che non ne hai bisogno
          anche se potrei obiettare…che se lo dice giggino…io qualche riserva l’avrei…

          1. Io non voto, e l’ho scritto. Ad ogni modo il punto è sempre quello, e mi sembra di averlo spiegato. Il “dal basso” con tavoli tematici ai quali non si sa chi siede e quasi peggio dell’uno vale uno che poi non vale un cazzo. Non mi rispondere perchè non ti ci siedi tu, perchè mi vien da ridere. O trovano un qualche sistema oggettivo e trasparente per selezionare un gruppo politico rappresentativo, oppure il “dal basso” è una presa in giro. Io di programmi non ne vedo. Non ho mai disprezzato Civati (m’impensierisce un po’ qualcuno che gli sta intorno), sinistra italiana se non si fosse formato questo ibrido mostruoso, forse l’avrei votata (ho scritto più volte che mi piace Fassina). Riguardo a mdp ho remore, perchè a mio avviso ci sono differenze importanti tra loro e possibile e sinistra italiana e non basta parlare di art 18 per superarle.
            Quanto a Falcone e Montanari, mi sembrano ben intenzionati, ma non ho capito cosa vogliano fare. La mia impressione è che la questione programmi sia defilata perchè lì sta il problema.

            Ps io ho il mio punto di vista, mi sembra di averlo argomentato più volte e pare brutto essere trattata da meteropatica, solo perchè non ho partecipato alla neocostituente.

            1. 1) nn ti sto trattando da meteropatica, anche perché oggi il tempo non fa così schifo. Faccio solo un riassunto delle discussioni degli ultimi mesi (ad essere cauti). Qualsiasi cosa venisse proposta, a te non andava mai bene

              2) a dire il vero avevi scritto che pensavi di votare mov, e più di una volta, se poi hai cambiato idea non posso saperlo

              3) la questione programmi sia defilata perché lì sta il problema. E’ il minore dei problemi. Semmai i problemi stanno nell’impostazione generale e nel cordone ombelicale che molti MDP hanno ancora attaccato al PD, più a livello locale che nazionale (poi ogni realtà è diversa dalle altre). Ma anche a livello regionale pare siano convinti a non sostenere Gori

              4) dal medio come approccio va bene? Io mi sono seduta al tavolo ambiente all’ultimo politicamp. C’era gente che aveva cose interessanti da dire, soprattutto sul tema mobilità. E sono intervenuti un ricercatore univ bologna sul ceta, e cogliati dezza sui migranti climatici. E, salendo di livello, puoi guardare la costituente delle idee (era intervenuto anche il nostro Rob), ma anche Anna Falcone, se è per quello… qui credo ci siano tutti gli interventi (attenzione, il primo è una specie di promo, guarda gli altri)

              ecco, le assemblee tematiche dovrebbero essere una specie di costituente delle idee estesa a tutti i soggetti, e non solo. E, da quello che mi risulta, è una cosa richiesta a gran voce proprio da Possibile, e a ridosso dell’assemblea di lancio proprio per parlare di temi prima di natale

        2. nb.
          l’appello congiunto è stato firmato circa tre settimane fa. Tre settimane che sono passate fra assemblee, scazzi col e nel Brancaccio (RIP) trattative per definire una road map che è in continua evoluzione.

          E che fra due settimane porterà a 5 assemblee tematiche distribuite sul territorio nazionale, durante le quali verranno discusse le proposte da inserire nel programma comune.
          Proposte che saranno messe ai voti nel corso dell’assemblea dei delegati a fine gennaio, unitamente alle varie mozioni promosse nei territori (possibile ne ha proposta una sui criteri di scelta dei candidati e una su una indagine a tappeto sul mondo del lavoro)

          1. Col Grasso leader che avete acclamato come diceva Bersani avete un programma vivente: ed e’ un programma modesto, moderato, ammodo. Di centro piu’ che di sx: non ce lo vedo un punkabbestia o Gius votarvi… per cui siete in concorrenza con l’originale renzoide. E il pensionato o muore in tempo o vota l’ex ducetto.
            E comunque i 🦖 dinosauri rigorosamente maschietti saranno liberi di sparare cazzate da una poltrona, con proventi da spartirsi in parti uguali.
            Per le donne libere e che riescono ad arrivare realta’ come Roma e Torino, ci sono altre forze politiche…

            1. Stavolta ci hai preso in pieno! Al solo pensiero di votare liberi e e uguali mi vien da ridere!
              Il post titola di non lasciare il fischietto ai social, e passi, ma qui si rischia di prendere il cazzo per fischietto!

            2. è un programma modesto, moderato, ammodo. Di centro più che di sx

              Come immagine credo sia quella e credo anche che attiri, a ragione o torto, un discreto numero di elettori. Non da sfracelli, ma il 10 per cento potrebbe essere superato.

              Non credo che “l’originale renzoide” sia “modesto, moderato, ammodo”. Direi proprio il contrario.

              Insisto, parliamo di immagine, percezione del pubblico.

              1. Ho un parente pensionato 81enne che pensa che Renzi stia facendo il bene dell’umanità. E’ attorniato da altri 70-80enni che ripetono come pappagalli i messaggi che vengono iniettati in dosi massicce nei pochi neuroni attivi con ore di TG RAI e lettura di Repubblica. Sono pensionati che in 2 portano a casa 2/3000 euro al mese, hanno casa di proprietà, per loro il mondo è perfetto (se solo non ci fossero i grillini…). Per me il benchmark sono loro, e questi tra l’originale e la copia ancora più truffaldina scelgono l’originale. E’ una pia illusione fare la guerra a Renzi nel suo orticello con una fionda: lui ha tank televisivi, corazzate pseudo-giornalistiche, il sistema. Ma forse Grasso e il resto della marmaglia stanno solamente recitando la parte degli oppositore …

                1. io non vivo di fake news. Ma siccome non potete governare da soli, nemmeno se siete primo partito, a quel punto dovrete scegliere con chi cercare una convergenza. Con la lega? Con Berlusconi, visto che DiMaio ha detto che completeranno le riforme non portate a termine da Berlusconi (cioè continueranno l’opera del PD)? Con la Meloni? Col PD? O con la cosa rosé?

                  1. Vedi risposta di Di Maio sotto.. mi dispiace ma se non sai controllare la veridicità di pseudonotizie stai solo spammando bufale.

                    Ti saluto, vado a votare il programma economico del M5S su Rousseau

              1. Risposta di Di Maio su FB:

                Ogni giorno un giornalista si sveglia e sa che deve tirare per la giacchetta il MoVimento 5 Stelle. Un giorno la Lega, un altro “la cosa rossa”. Per corroborare la tesi ci si affida, a seconda dei casi, o al racconto di incontri mai avvenuti o a virgolettati falsi e non attribuiti a nessuno. Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con nessuno e non sta pensando a chi “aprire” o con chi “fare intese”.

                Da una settimana è iniziato il Rally per l’Italia perché la mia priorità è raccontare a quante più persone possibile il nostro progetto. Ho il piede sull’acceleratore per incontrare aziende, imprenditori, associazioni, professionisti, studenti, cittadini, mamme. Questa è la mia unica preoccupazione. Il nostro obbiettivo è avere i numeri per formare il nostro governo. Se il giorno dopo le elezioni i numeri non saranno sufficienti, allora ci rivolgeremo a TUTTE LE FORZE POLITICHE (in piena trasparenza) seguendo le prassi costituzionali. Avremo un programma articolato per punti e chi ci darà la fiducia farà partire il governo che cambierà il Paese e assicurerà una migliore qualità di vita agli italiani per proiettarci finalmente nel futuro.

                L’unica considerazione seria davanti al pulviscolo di partitini e alleanze improbabili è che nessuno di loro ha le idee chiare per andare al governo. A destra bisticciano (in Sicilia la Lega ha già mollato la maggioranza facendo piombare la regione nel caos), a sinistra continuano a scindersi fino all’infinito e sono definitivamente fuori dalla partita per il governo.

                Noi partiamo dal 30% e possiamo arrivare al 40%. In Sicilia, nelle peggiori condizioni politiche possibili, abbiamo raggiunto il 35%, alle politiche le condizioni per noi sono più semplici. Siamo gli unici compatti con un unico programma e un unico candidato premier. Gli altri continuino a litigare per le poltrone e per la “leadership”.

                Noi siamo avanti. Il Rally è già iniziato. Ci vediamo al traguardo!

                Ps. Inutile parlare di parlamentarie in questo momento. Non ci saranno parlamentarie prima dello scioglimento delle camere.

    2. Scusa in cosa l’uno vale uno non avrebbe funzionato? Quando voti per i candidati hai un voto, il tuo. Non ci sono cinesi, non ci sono acclamazioni in stile Pol-Pot, come tra i sinistrati.
      Nel m5s tutti si possono presentare – se hanno i requisiti che sono 4 punti 4 di buon senso (non sei un criminale o un infiltrato), e tutti possono votarli. Eletti per max 2 mandati
      Questo e’ il succo. In cosa non funziona?

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