Libertà di ribellarsi

segnalato da Sundance

Proteste studentesche in Francia: se ribellarsi è giusto

L’occupazione dei centri universitari francesi continua da tre settimane per le proteste contro la legge che riforma l’università

it.blastingnews.com, 11/04/2018

Dopo gli eventi della facoltà di diritto di Montpellier, lo scorso 22 marzo, la #protesta degli studenti contro la legge Vidal, più nota come legge ORE, (Orientation et Réussite des étudiants) si è estesa in tutta #FranciaParigi, uno dei principali campus dell’università Sorbonne è occupato da ormai tre settimane. La legge ORE, promulgata l’8 marzo dal presidente Emmanuel Macron[VIDEO]prevede nuovi criteri di selezione all’università e di fatto chiuderà ermeticamente l’accesso secondo criteri arbitrari alle università pubbliche più rinomate. Inoltre, il numero di posti di ogni facoltà verrà scelto in base alle possibilità di sbocchi lavorativi in seguito al diploma.

E la legge prevede infine un re-orientamento automatico nel caso in cui uno studente faccia richiesta per un’università non considerata alla sua portata.

Il ‘maggio francese’, 50 anni dopo

Gli occupanti del centro Pierre Mendes France, o centro PMF, sono circa duecento studenti, professori e impiegati amministrativi. Dallo scorso 26 marzo abitano il centro, impedendo il regolare svolgimento delle lezioni e di tutte le funzioni amministrative che il centro ricopre normalmente ed organizzano conferenze e manifestazioni. Sono circa diecimila gli studenti che non possono più seguire i corsi. Gli occupanti chiedono l’abrogazione della legge, le dimissioni di Macron e un voto comune di 10/20 agli esami finali che si dovrebbero tenere a maggio. Hanno votato in assemblea generale l’occupazione ad oltranza, dichiarato il campus “università aperta’’, e si augurano che il maggio 2018 possa prendere ispirazione da quello del ’68.

L’occupazione

L’occupazione del centro ha diviso gli studenti. Da una parte, chi sta lottando contro la legge si sente l’erede della tradizione rivoluzionaria che da sempre incita i giovani a scendere in piazza per difendere i loro diritti. La manifestazione è fondamentale per chi si sente coinvolto a livello politico, sopratutto in uno stato come la Francia. Dall’altro lato, gli studenti che vorrebbero seguire le lezioni e che non possono si sentono ingiustamente messi in difficoltà dai loro stessi compagni. Questo ha fatto sì che altre assemblee studentesche – in particolare, quella degli studenti della facoltà di filosofia – si siano riunite per cercare una linea d’azione comune. Inoltre, hanno intenzione di presentare una controproposta di legge.

Il presidente dell’università non ha preso posizione fino a stamattina, quando in uncomunicato ufficiale ha deciso di ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine per sgomberare il centro PMF dopo tre settimane di occupazione.

Ribellione e repressione

In un articolo pubblicato recentemente sul quotidiano Libération, il filosofo spagnolo Paul Breciado analizza la diffusione della democrazia in occidente e sostiene che “attorno a noi ci sono le condizioni istituzionali che permettono l’affermazione di quella che potremmo chiamare democrazia repressiva”. Con“democrazia repressiva”, Breciado intende quel neoliberismo spietato che sta letteralmente soffocando l’Europa. Stermini, espulsioni [VIDEO], umiliazioni, saccheggi e repressioni. Sopratutto per quanto riguarda l’espressione del dissenso, si può parlare di una democrazia sovrana che giustifica la restrizione dei diritti di ogni opposizione.

Pierre Rosanvallon, storico e sociologo francese, sottolinea che questo tipo di democrazia non fa che portare a compimento la visione di un governo che unisce un’estremizzazione della legittimazione tramite l’elezione ad un’esaltazione della responsabilità politica. Ma se il voto maggioritario è il principio incontestabile per la scelta dei governanti, non è assolutamente un principio di giustificazione permanente delle loro azioni una volta eletti.

Breciado Inoltre nell’articolo denuncia la condanna del rapper spangolo Valtònyca due anni e sei mesi di prigione per vilipendio della corona spagnola e incitamento al terrorismo. Questo a causa delle seguenti parole : “Ho il diritto alla ribellione, non importa se non è legale. Questa costituzione non lo prevede. Che il tribunale mi processi e mi chiuda in carcere, come farebbe l’inquisizione, come se fossi un eretico. Resistere significa vincere“. L’idea della resistenza è quella che ha animato gli studenti occupanti fino ad adesso. Sebbene si possano contestare la legittimità e la giustizia dell’occupazione e più in generale del fatto di impedire di seguire le lezioni e di dare esami ad altri studenti non necessariamente schierati, allo stesso tempo è difficile criticare gli studenti che hanno preso una posizione chiara opponendosi fattualmente alla legge. Resistere fa parte delle loro libertà, e nella contestazione della resistenza bisogna fare le giuste differenze: non è un diritto, la ribellione, ma è una libertà. Già il filosofo Thomas Hobbes, conosciuto per le teorie di stampo assolutista descritte nell’opera il Leviatano, ammetteva che i cittadini avessero la libertà – e non il diritto – di disobbedire ed eventualmente ribellarsi.

L’uomo e le circostanze

La storia è stata distrutta e il terrore è tornato in superficie, scrive ancora Breciado. Potrebbe essere la risposta al perché molti studenti francesi hanno sentito il bisogno di schierarsi nettamente da un lato o dall’altro: al posto di lasciar cadere come tutto il resto l’eredità storica che sentono, hanno deciso di raccoglierla. Non passa inosservato il fatto che siano passati cinquant’anni dal maggio del 1968. Ma non si tratta della ricerca di una forma di legittimazione,quanto piuttosto una forma di ispirazione nostalgica che permette agli studenti e professori schierati un senso di appartenenza e, appunto, di libertà. Appartenenza, per esempio, ad una categoria che si sente minacciata dalle azioni del governo – legittime, ma non sempre giustificabili – e che è giusto che difenda le circostanze che la caratterizzano come tale. Perché circostanze? Con circostanza si intende una situazione che si accompagna ad un fatto, determinandone la natura e dandogli un particolare significato o importanza. Senza questa, l’importanza della cosa si perde. La libertà nell’accesso all’università pubblica può essere un esempio di circostanza. Un altro filosofo spagnolo, José Ortega y Gasset, scriveva “Io sono io e la mia circostanza e se non salvo questa non salvo neppure me” nelle “Meditaciones del Quijote.” E salvare le circostanze, ogni tanto, può significare doverle difendere.

*****

Francia: studenti (e non solo) protestano contro la riforma universitaria

it.euronews.com, 10/04/2018

Video delle proteste

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58 comments

  1. La direzione il 3, perchè se no salta il ponte. Tanto per dire di no… bastava il sondaggino di Renzi. Daje che torniamo a botare.

    1. I cinquestelle continuano a confermare l’intenzione di dare un governo al paese.
      Di maio parla di possibile accordo al rialzo col PD e siccome il programma cinquestelle potrebbe non essere cosi’ indigesto al PD e siccome son convinto che Renzi sia tranquillamente in grado di accettare aggiustamenti al suo operato, io non sarei tanto sicuro che si torni a votare a breve.

      Oggi Di maio ha mandato un messaggino a berlusconi parlando di conflitto di interessi.
      La figlia di berlusconi ha ricordato che il padre a differenza di di basttista rimarra’ nei libri di storia – questo non implica che l’impresentabile venga ricordato bene.
      Salvini insiste a sputare sul PD (leggi sinistra) e fosse solo per questo, a differenza di m2c, mi vien quasi voglia di tifare che pentastellati e PD si trovino.

      1. penso che un possibile accordo si possa trovare solo se il pd si “smarca” da renzi
        non per richiesta dei grillini, ma perchè renzi non mi sembra intenzionato a trovare un accordo con loro
        ma questa è una mia impressione

  2. È interessante notare come ci sia una preoccupazione residua su cosa potrebbero fare i supposti elettori di “sinistra pe’ davero”. Perchè alla fine ciò che preoccupa è sapere se ci sia ancora qualcuno che si oppone a questo sistema liberista.

  3. ormen, in quello che si legge su FB o twitter, noti che sostanzialmente i votanti pd “pro-renzi” ed i grillini, scrivono sostanzialmente le stesse cose ? gli uni contro gli altri, pura propaganda senza fermarsi a pensare (controllare) se quello che scrivono è vero o meno ? prendono la notizia che più li gratifica e giù a commentare. Se poi la notizia non è vera, pace, poteva esserlo.

    per dirti, l’altra sera la moretti a “di martedi” portava avanti la teoria renziana che “avendo vinto” m5s e lega, a loro spetta l’onere del governo, mentre l’accordo del pd con il berlusca nel 2013 era figlio del fatto che il pd, allora, non avesse vinto le elezioni ed era costretto al dialogo.
    Dopo aver fatto la riforma elettorale maggioritaria a colpi di maggioranza.

    lo stesso vale per il m5s, che si dichiarano “vincitori” e quindi intitolati ad avere il presidente del consiglio “per diritto divino”. Senza tenere conto che la loro legge elettorale è un proporzionale puro (che a me può anche piacere) che senza il 50% +1 non da vincitori.

  4. Signora mia, quando c’era lui…
    Oggi faccio come x: molti anni fa, in Spagna, sentii in un viaggio in treno due signore che sospiravano: “eh quando c’era Franco”

  5. Mai come in questi frangenti salta all’occhio l’importanza del “leader” in politica…

    Quale che sia la vulgata, e a prescindere dal consenso, la “guida politica” NON è alla portata di tutti. (per come la penso io, la “politica” tout court non è alla portata di tutti)

    Grasso (vabbè da quelle parti certe cose proprio non le capiscono), DiMaio, Martina (che non ha colpe essendo stato catapultato in quel ruolo) ad esempio lo dimostrano plasticamente.
    L’unico che pare sappia giocarsela un po’ meglio sembra Salvini, ma tireremo una riga alla fine.

    Il tutto amplificato dal sistema proporzionale, che (purtroppo) esalta ed esaspera tattiche e tatticismi.
    Tatticismi che non finiranno con la nascita di un governo, come dimostra la statistica di 1 governo ogni 1,5 anni che ci ha regalato la prima repubblica…

    1. Il bello è che tu non ti accorgi che il tuo “leader” è un Alfano qualsiasi – che gli frega a Renzi del PD: con o senza il PD, domani fa il suo partito Renzoide, con i suoi vassalli e i suoi adepti. Un partitucolo di meno del 10%, a scendere – ma con il quale può far fruttare i suoi propri interessi personali facendo accordi in primis col suo padrino politico, il mafioso di Hardcore.

      Se il PD fosse ancora un partito, dopo una sberla megagalattica che lo ha portato dal 41% al 18%, in cui sta perdendo tutte le elezioni amministrative sempre e comunque a volte con percentuali imbarazzanti (8% in Molise), lo avrebbero cacciato a calci. Invece sta lì che controlla tutto col telecomando dopo finte dimissioni, mentre i vari pupazzi come Martina Delrio & Co danzano sul palco.

      Non so chi tra Berlusca e il ducetto di Rignano sia peggio – a me paiono uguali e intrecciati, e purtroppo ancora pericolosi per il paese.

        1. Prendi fischi per fiaschi… esci dal blog (cit.)…

          Il Pd è un cadavere e Renzi cerca di asportarne qualche pezzo finché è ancora caldo.

      1. Berlusconi riporta che la gente gli dice che i cinquestelle evocano hitler.
        Formidabile che i giornali diano riscontro di sta cosa e non gli facciano invece notare che a somigliare a hitler e’ il suo socio leghista.
        Visto che le differenze tra renzi e berlusca sono evidenti, poi, quando ti andra’ mi raccontera’ perche’ preferisci salvini a renzi.
        Puoi anche rispondermi che la lega e’ piu’ affidabile del pd, e lo capirei.
        Per inciso, cosi come a te piacerebbe che i cinquestelle non dovessero fare accordi con altri, anche a me andrebbe bene che il pd governasse da solo.

        Al prossimo giro vedremo se gli elettori cinquestelle sono veramente postideologici, perche’ se fossero come quelli degli altri partiti, qualcuno scontento dell’eccessivo gradimento dell’hitler de noi altri o preoccupato dell’avvicinamento al PD, lo dovrai mettere in conto
        Comunque tranquillo, ipotizzo che perdera’ piu’ voti di destra perche’ quelli veramente di sinistra pur di non votare pd, votano tranquillamente lega.

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