Riflessioni notturne

Live from Genova…

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68 comments

  1. Democrazia diretta….

    il punto politico (ABBERRANTE) è proprio questo:
    sostituire alla politica i “contratti” (magari con clausole e sottoclausole in cp 6 come fossero assicurazioni) che diventano “vincolanti” (altra parolina incostituzionale per tutti coloro che di costituzione si riempiono la bocca ma sempre a sproposito)

    Sostituire persone dotate di cervello con “portavoce” meri esecutori del “popolo” (tradotto: un qualunque manipolatore vociante che dietro le quinte scrive e detta la linea)

    Alla fine dietro a un gregge di pecore c’è sempre qualcuno che fischia.

    1. Veramente aberrante sostituire “un faccio quel cazzo che voglio fregandomene del programma per il quale sono stato votato” con qualcosa che mi impegni ad essere coerenti.

      E non lo sta dicendo un cazzaro qualsiasi, ma un m2c doc, uno con grande esperienza di greggi, uno dei piu fedeli cani da riporto del pastore di rignano, il piu grande manipolatore vociante che dietro le quinte scrive e detta la linea

      Altro che democrazia diretta, la tua è l’ennesima replica della democrazia in differita

  2. Oltre a puntare ad uscire da Euro e Europa per finanziare a debito le loro cagate demagogiche,
    gli (in)utili idioti del movimento ora puntano anche ad isolare l’Italia dal resto del mondo (no tav) un corrispettivo di “ci sono prima da riempire le buche” di quel genio della Raggi che tanto bene rappresenta l’idiozia politica dei grillini….

  3. 2010. Elezioni politiche in UK. Nessuna maggioranza possibile se non una fatta tra avversari in un sistema politico fatto per escludere questa possibilita’. Nick Clegg, leader del partito si assume la responsabilita’ di un’ aleanza con i conservatori senza consultare il partito, la base, gli elettori, il fattorino e tantodimeno la sua segretaria/o. I liberaldemocrtici hanno avuto un ottimo risultato e di sicuro non ci sono ragioni opportunistiche per questa scelta. Anzi, il rischio e’ elevato ed infatti il partito (e Clegg) ne pagheranno il prezzo. Direi un magnifico esempio di “politico di professione” in una democrazia parlamentare. Non entro nel merito di cosa sia stato fatto da quell’alleanza di governo ma mi piace sottolineare la metodologia. Non cosa vuole il popolo ma cosa Clegg riteneva necessario nell’interesse della nazione. Criticabile, discutibile, di sicuro. ma un esempio concreto di cosa sia una democrazia parlamentare. Clegg ha fatto delle scelte, i risultati non sono stati graditi all’elettorato, i liberaldemocratici sono stati decimati. Capita.
    Ora in questa avanspettacolo di terz’ordine rappresentato dagli ultimi settanta giorni (tralascio di entrare nel merito, in particolare delle proposte economiche poiche’ e’ fin troppo, chiaro che Borghi e compagni non hanno mai superato, non dico ragioneria ma computo ed estimo ma pare siano particolarmente ferrati nel riproporre gli sketch del Principe De Curtis – “Ti ricordi che mi devi diecimila lire? – “A proposito, hai diecimila lire? Certo! Ecco qui!- “Bene, eccoti, indietro le tue diecimila lire e siamo a posto!” ) il cui culmine viene raggiunto con il “plebiscitario (ROFLMFAO) voto online e con i gazebi (se ho capito bene) domenicali nessuno mette in rilievo il vero problema: i rappresentanti eletti dal popolo compiano le loro scelte senza scuse sapendo di doversi poi rimettere al giudizio dell’elettorato, invece i due meschinelli che si contendono, palleggiano o se preferite passano il cerino del chi sara’ il prossimo PdC si creano, con la scusa pietosa o menzogna infame (propendo per la seconda) della democrazia diretta (chiediamo al “popolo” di decidere), l’alibi di aver eseguito la volonta’ popolare.
    La differenza tra il sunto del “contratto” presentato sul blog a 5 stelle e il contratto integrale e’ enorme. Pretendiamo che in poche ore ci si possa formare un’opinione certa sulla realizzabilita’ (questo e’ il punto non essere d’accordo o meno) del programma? Un’altro “pelo nell’uovo” e’ la creazione di un “popolo” diviso in due categorie: il popolo “certificato” che puo’ votare ed il popolo non certificato che purtroppo puo’ solo andare a votare. Interessante artificio per reintrodurre il voto basato sul censo o meglio il voto permesso solo ai futuri e presenti aderenti a quello che in teoria deve diventare il “partito unico” per poter attuare la “democrazia diretta”. Potrei continuare per centinaia di pagine ma mi rendo conto che non ha senso. Lo svilimento della politica e’ tale che non c’e’ piu’ via d’uscita e non contribuisce certo a migliorarne le sorti la tristissima prova della “sinistra” (per quel che vale il termine) prima, durante e dopo le elezioni. Siamo passati dal D’Alema di “il popolo non ci capisce” (cit. da testimone presente Federazione di Napoli 1998) a il “popolo non capisce ed io rappresento il popolo”. Miei carissimi fossili di dodo…..

    1. Sono d’accordo su alcune questioni ‘contingenti’ ma ho un’idea diversa su quello che mi sembra il tema di fondo.
      Tu dici che la democrazia rappresentativa funziona se un rappresentante prende delle decisioni, fa delle scelte. Sarà poi gratificato o punito alle successive elezioni.

      Nel frattempo, tuttavia, il partito vincitore, o quello dominante in un’alleanza o, più precisamente nell’esempio che hai citato, il leader del partito vincitore/dominante è incensurabile. E fa delle scelte che potrebbe essere opposte a quelle desiderate da chi lo ha eletto.

      Mi viene in mente un Blair che, praticamente tutto solo, decide di coinvolgere il suo paese nell’invasione dell’Iraq. Magari se fosse stato tenuto un referendum, anche solo tra i membri del partito, forse quell’avventura non avrebbe avuto seguito.

      E, andando a ruota libera, mi viene in testa una specie di elegia del capitalismo che si intitolava, se ricordo bene, “Salvare il capitalismo dai capitalisti”. In estrema sintesi, era la tesi confortata da vari esempi concreti, il capitalismo sarebbe il paradiso in terra se funzionasse come il modello astratto vorrebbe. Purtroppo ci sono, appunto, i capitalisti che non sono un’entità per nulla astratta.

      Lo stesso direi della democrazia rappresentativa che andrebbe salvata dai suoi rappresentanti. Credo possiamo concordare che c’è stato un tale scadimento della classe politica che il modello astratto della democrazia rappresentativa deve essere in qualche modo aggiornato per provare a prevenire le aberrazioni.

      Questa faccenda della ‘democrazia diretta’, che volentieri ammetto essere praticata in modo molto dilettantesco dal M5S, mi pare quanto meno un tentativo di cambiare un minimo il (mal)funzionamento di un sistema finito preda di furbastri.

      Possiamo deriderne tante contraddizioni e inciampi, ma non condannerei all’ignominia l’idea centrale. E anch’io potrei scrivere qualche centinaio, beh qualche decina, di pagine per dire, ad esempio, che se guardiamo alla rappresentanza nel diritto societario, ci sono, almeno teoriche, tante doveri di rispondenza degli amministratori ai soci e di loro coinvolgimento in determinate decisioni che nel sistema della rappresentanza democratica elettorale non ci sono e sarebbe bene ci fossero.

      Magari, come al solito, mi sbaglio.

      1. Carissimo Namm,

        non era mia intenzione (ma si sa con l’eta’ lucidita’ e capacita’ di espressione tendono ad affievolirsi, parlo per me, ovviamente) tessere l’elogio della democrazia rappresentativa e spazzare via o deridere ogni idea di democrazia diretta. Molto piu’ semplicemente parlavo di funzionamento corretto di quello che abbiamo in termini di struttura costituzionale o piu’ generalmente in termini di “legge” nel senso piu’ astratto e generale del termine. Sovrapporre un sistema di funzionamento delle democrazia (intesa come governo del popolo o “noi tutti” se preferisci) non incardinato nelle regole del diritto per quanto ragionevole e possibile e’ in termini pratici “eversione” o la base per un cambiamento del sistema. La cosa non mi sconvolge, dispiace o spaventa ma ritengo debba essere chiara nella proposta politica di un partito, movimento o Masaniello dell’ultima ora. Non si puo’ difendere la Costituzione a spada tratta e poi in termini pratici ignorarla o usarla solo per quello che ci conviene. Il ricorso al voto online, i gazebo, le primarie e tutto il resto vanno bene, migliorano (discutibile per me ma cio’ non conta) per migliorare e rendere piu’ trasparente (anche questo discutibile) il funzionamento di quelli che restano (o di quel che resta) dei corpi intermedi ma niente di piu’.
        Il tuo riferimento al leader incensurabile e’ risibile in quanto i cosiddetti meccanismi (tipo il ricorso al voto online) messi in piedi, ad esempio, dal movimento per assicurarsi che le decisioni siano coerenti con i desiderata di chi lo sostiene non sono controllabili, sono gestiti da una entita’ non definita costituzionalmente e sono largamente “non rappresentativi” in termini di “demos”.
        L ultima delle mie intenzioni, da sempre sin da Ciwati, e’ quella di criticare o di dimostrare incapacita’ del “Movimento”. Mi interessano i fatti e la logica che discende da quei fatti. Quasi sempre nelle critiche ai miei commenti (ancora una volta sin Ciwati) o considerazioni sulle politiche, azioni o dichiarazioni del Movimento mi si e’ sempre opposto intenzioni, considerazioni, esempi, fatti o idee nonche’ appartenenze che non mi riguardano, non fanno parte delle mie convinzioni, storia o sensibilita’.
        In quanto all esempio del “Capitalismo perfettibile”, nel mio caso specifico e credo di averlo dimostrato a sufficienza non regge in quanto l’intera costruzione teorica e le attuazioni pratiche di esso si basa su un sistema teorico che non funziona, le cui ipotesi sono errate in principio nonche’ false e devianti (da tempo ho rinunciato a parlarne poiche’ trattasi di fede radicatasi nel senso comune e percio’ quasi impossibile da combattere).
        Infine l’ esempio del diritto societario e’ calzante in teoria ma non trova rispondenza nella Costituzione, sei troppo intelligente e sapiente per non riconoscere che trattasi di un subsistema di diritto che, per di piu’, viene smentito giorno per giorno da quello che nei fatti e’ il sistema del capitalismo manageriale, tutta la manfrina della “corporation governance” e’ fumo negli occhi ed e’ diventato un altro strumento di marketing un po’ come la statistica che da quasi-scienza e’ diventata lo strumento per farci digerire decisioni prese in realta’ senza sapere su cosa si basino e peggio ancora senza assolutamente poter prevedere i risultati di quelle decisioni..
        Spero di non averti annoiato e di non aver reso ancora il mio trascurabiile pensiero ancora piu’ difficile da capire.
        Con affetto.

        1. Mi sa che quanto a incapacità di espressione di batto di gran lunga.
          Non intendevo attribuire a te personalmente né l’elogio della democrazia rappresentativa né l’irrisione di quella diretta. Citavo semplicemente modi di giudicare prevalenti.
          Credo di aver scritto in passato che una delle maggiori contraddizioni del M5S era di proporsi come anti-sistema accettandone le regole; meglio, propugnatore della democrazia diretta giocando con le regole di quella rappresentativa.

          Col che il Movimento ha finito per invischiarsi in una serie di contraddizioni dalle quali farà molta fatica a uscire, se ci riuscirà, senza rinnegare o, diciamo, ammorbidire e calare nella realtà certi ‘articoli di fede’.

          Quanto al “capitalismo perfettibile” non ho difficoltà alcuna a confermare le tue ripetute censure. Intendevo solo affermare che anche da parte di alcuni ‘dotti’ si insiste nella tesi che il capitalismo è la fine della storia; l’unico suo difetto sarebbe essere praticato male. E se si accettano alcuni assiomi della teoria, l’economia capitalista pare il non plus ultra. Io non li accetto; tanti, troppi, sì. Soprattutto dimenticando la fragilità delle fondamenta e occupandosi piuttosto dei problemi, secondo loro risolubili, dei serramenti o dell’impianto elettrico o idraulico, se mi è consentita la metafora.

          Quanto, infine, al diritto societario, sono d’accordo che le regole sono violate o eluse sistematicamente e avevo intenzione di scrivere, ma mi è rimasto nella tastiera, che si trattava di un esempio tirato un po’ per i capelli.

          Cordialità.

    2. Tony!! Mi piace il tuo nuovo look come da foto sotto.. mentre vendi una pentola e racconti una supercazzola, rispondi a questa semplice domanda: per chi hai votato?

  4. intanto:

    Agenzia ANSA
    ‏Account verificato @Agenzia_Ansa
    5 min5 minuti fa

    #Pd: salta intesa, Assemblea vota. No di #Renzi a Martina.
    Giornata trattative ma niente mediazione. Minoranza vuole conta

  5. Dopo aver letto con attenzione il contratto di governo e pur pensando che se riuscissero a fare concretamente anche solo la metà di quanto scritto (tranne alcuni punti specifici che non condivido) sarebbe un vero cambiamento ha prevalso la sfiducia e l’idiosincrasia verso salvini e ciò che rappresenta ed ho quindi votato no. Meglio tornare al voto quanto prima possibile

      1. “pace fiscale” concetto troppo nebuloso non particolarmente dettagliato potrebbe diventare una forma di condono dal solo termine edulcorato.

        “legittima difesa domiciliare” una cosa è un idiota, molto più pericoloso è un idiota con la pistola e visto che non è possibile assegnare la patente di idiota, meglio tutti senza

        “politica dei rimpatri e associazione religiose”, per me pari opportunità, pari doveri e pari applicazione della legge per tutti indipendentemente dal luogo di nascita e dalla religione

        “Flat Tax” per me applicabile solo per redditi complessivi ad di sotto di un soglia congrua e definita previa modifica costituzionale

        1. visti i tuoi dubbi non capisco la tua preferenza per nuove votazioni (che anche io preferisco a governo con maggioranza dubbia ed a rischio)
          il mio non capire è che, stando ai sondaggi, m5s e lega resta l’unica alleanza possibile nel panorama odierno e se non ti piace oggi non vedo cosa cambi domani.
          Da dire poi che i sondaggi odierni, in caso di nuove votazioni, non credo sarebbero gli stessi di un eventuale pre-voto.
          Come scriveva montanelli, gli italiani sono sempre pronti a correre in aiuto ai vincitori. Se ti dichiari sconfitto e chiedi nuove elezioni il quadro potrebbe cambiare parecchio.

  6. E con la votazione di oggi quello che e’ rimasto della “fu sinistra” italiana e’ morto e sepolto.

    Per vari ma evidenti motivi. Basterebbe un punto solo del programma “Contratto di Governo”, senza togliere nulla a tutti gli altri, per far vergognare chi ha sostenuto finti-sinistrati per anni sprecando parole e banda dati: quello sull’acqua pubblica e sul rispetto sacrale dovuto alla volonta’ popolare espressa tramite referendum.

    La “fu sinistra” che ha passato il tempo a fare gli interessi della finanza togliendo diritti ai lavoratori e impoverendo sempre di piu’ chi era gia’ povero, che ha promosso la cultura di decide tutto uno solo nel loft, che ha favorito la disgregazione culturale e sociale del paese nei suoi affari sporchi con Berlusconi, che ha vissuto di rendita su un passato costruito da gente veramente di sinistra, onesta, come Pertini e Berlinguer, che NIENTE ha mai avuto a che fare con la “fu sinistra”: questo ectoplasma e’ morto oggi.

    Certo mancano passaggi ulteriori, il governo, l’espulsione dal servizio pubblico di informazione RAI di tutti i galoppini di partito del PD che l’hanno fatta diventare (inutilmente visti i risultati) il Minculpop renziano. Ma solo il fatto che si sia preso un impegno pubblico su questi temi, e che questo sia stati sottoposto alla votazione dei militanti, rende impossibile qualsiasi rianimazione del corpo morto del PD.

    Cero questo potra’ cambiare referente sociale, allearsi con Berlusconi col quale si trova attualmente all’opposizione e con il quale votera’ insieme allo stesso modo per i prossimi 5 anni. Ma da oggi quello che si chiamava “sinistra” e’ evaporato perche’ le istanze giuste che portava avanti, con le giuste metodologie democratiche di validazione, sono state messe in pratica (non a parole) da un movimento nato dal vaffanculo alla presa per il culo continua. E’ finita l’era della sofferenza, inizia quella della lotta e delle soddisfazioni.

      1. Hahaha non ha idea ti quanto goda a vederti sbracare con i tuoi “FASSISTI !!! BERGNONNIA 1!1!! HA STATO PUTIN !1!1! KI TI PAKA ?!!! ”

        Come ultimo esemplare di renzoide coatto, saresti da proteggere (soprattutto da te stesso), ma in fondo ti possiamo anche sfanculare: magari esci dal coma …..

        😂😀😂😀

        1. Cos’è?
          Ti fai l’auto-perculamento da grillino tipo?
          ma va là patetico. 🤣

          Okkio che tempo un paio di mesi e Salvini (il caro alleato) vi caga in testa (scusate il francesismo)

          Sempre onorato e orgoglioso di essere antitetico a gentaglia par vostro.
          Ora che c’è la controprova, ancor di più.
          😛

          honestà!

          1. Vai, vai col tuo « molti nemici, molto onore »… ad occhio sei circondato 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

            Come disse il generale Renzi ai suoi soldati in cerca di onore ma ormai cadaveri: « su ragazzi, marciamo »…

    1. Su una cosa sono d’accordo: [re-]inizia [l’era] della lotta
      Vedremo,
      Di lotte abbiamo una storia. Con leader grandi, mediocri e figli di una madre che non meritava tanto obbrobrio. Poi, sai, una volta scolpite le tavole della legge uno scende dal monte e si ritrova il popolo nell’orgia del vitello d’oro. Ripeto: vedremo.
      Intanto Berlusconi ha già lanciato il suo altolà a Salvini. Non vorrei essere nei panni di quest’ultimo, per quanto mi stia sui testicoli.

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