La prima volta di Liliana

segnalato da Barbara G.

Respingere la tentazione dell’indifferenza

Il primo intervento al Senato di Liliana Segre

voisapete.it, 05/06/2018

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, prendendo la parola per la prima volta in quest’Aula non possa fare a meno di rivolgere innanzitutto un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha deciso di ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938 facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz.

Porta sul braccio il numero di Auschwitz e ha il compito non solo di ricordare, ma anche di dare, in qualche modo, la parola a coloro che ottant’anni orsono non la ebbero; a quelle migliaia di italiani, 40.000 circa, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che subirono l’umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società, quella persecuzione che preparò la shoah italiana del 1943-1945, che purtroppo fu un crimine anche italiano, del fascismo italiano.

Soprattutto, si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall’oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell’indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri.

In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale.

Per questo accolgo con grande convinzione l’appello che mi ha rivolto oggi su «la Repubblica» il professor Melloni. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano.

Mi accingo a svolgere il mandato di senatrice ben conscia della mia totale inesperienza politica e confidando molto nella pazienza che tutti loro vorranno usare nei confronti di un’anziana nonna, come sono io. Tenterò di dare un modesto contributo all’attività parlamentare traendo ispirazione da ciò che ho imparato. Ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo; ho conosciuto il carcere; ho conosciuto il lavoro operaio, essendo stata manodopera schiava minorile in una fabbrica satellite del campo di sterminio. Non avendo mai avuto appartenenze di partito, svolgerò la mia attività di senatrice senza legami di schieramento politico e rispondendo solo alla mia coscienza.

Una sola obbedienza mi guiderà: la fedeltà ai vitali principi ed ai programmi avanzatissimi – ancora in larga parte inattuati – dettati dalla Costituzione repubblicana. Con questo spirito, ritengo che la scelta più coerente con le motivazioni della mia nomina a senatrice a vita sia quella di optare oggi per un voto di astensione sulla fiducia al Governo.

Valuterò volta per volta le proposte e le scelte del Governo, senza alcun pregiudizio, e mi schiererò pensando all’interesse del popolo italiano e tenendo fede ai valori che mi hanno guidata in tutta la vita.

Liliana Segre, Senato della Repubblica, 5 giugno 2018.

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73 comments

  1. Ieri sera ho sentito il mio (quasi) conterraneo Toninelli, che, visto lo standard dei M5S cremonesi, al confronto sembra Einstein, Ecco, mi è cascato tutto quello che poteva cascare. E anche di più.
    Orbene, il “nostro” messo alle strette dal giornalista (che strano, a quelli del PD domande scomode non ne facevano…ma non divaghiamo), si è dovuto arrampicare sugli specchi per difendere l’indifendibile.
    Vado a memoria “Dobbiamo vedere, verificare le normative internazionali, controllare le competenze perché ci sono contraddizioni…”
    Ma #porcatroia, sei stato 5 anni in parlamento, hai detto tutto e il contrario di tutto, tu e le altre 4 stelle vi siete venduti come i salvatori della patria che hanno la soluzione per tutto… e ancora, oltre ad ascoltare la tua coscienza non ti sei letto la Costituzione, la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, le convenzioni che regolano il soccorso in mare, etc?
    ‘A tonine’…..vai a stendere, vai, che poi a stirare ci pensa la Isoardi

    1. Toninelli…. le cui affermazioni sono definite da Scanzi “diversamente lucide”. .
      Non amo Scanzi ma ogni tanto ci azzecca e questa mi pare perfetta

  2. Intanto in Francia amano discettare del fatto che i piú giovani sarebbero meno intelligenti dei genitori, rivaluto la nostra stampa e classe dirigente che si limita a chismarli bamboccioni, ciusi e sdraiati.
    Da LeMonde

    Ps la misura del qi è una vaccata, grandi crimini sono stati commessi nel suo nome nel secolo scorso.

    Le constat est désormais connu, attesté : nos enfants sont plus bêtes que nous et tout porte à croire que leurs enfants le seront plus encore. Une série d’études conduites dans les pays développés a dressé ce triste constat. Suède, Norvège, Finlande, Pays-Bas, Grande-Bretagne, Australie… les observations convergent – même si, dans le cas de la France, la faible taille de l’échantillon fait débat. Seuls les Etats-Unis semblent, pour l’heure, faire exception.

    L’origine de cette chute, en revanche, fait l’objet d’une vive controverse. Les uns mettent en avant des causes dites environnementales, terme à prendre au sens large. Selon leur spécialité, ils ­invoquent le dérèglement du système éducatif, le recul du livre, l’omniprésence des écrans, la crise de l’Etat-providence et la souffrance des dispositifs de santé publique, ou encore l’influence des perturbateurs endocriniens sur le développement embryonnaire. Les autres privilégient des explications plus biologiques. Ils avancent l’existence d’un effet dit « dysgénique » (par opposition à eugénique), qui voudrait que les familles les moins intelligentes procréent davantage et fassent donc baisser le niveau.

  3. Salvini… L’Europa deve capire che siamo il confine sud dell’Europa stessa…

    Martina… E’ un problema complesso… poi continua ma abbiamo già cambiato canale…

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