Prevenire è meglio che curare

segnalato da Barbara G.

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555 comments

  1. “Lo sforzo umano
    non è quel bel giovane sorridente
    ritto sulla sua gamba di gesso
    o di pietra
    e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
    la stupida illusione
    della gioia della danza e del giubilo
    evocante con l’altra gamba in aria
    la dolcezza del ritorno a casa
    No
    Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
    un altro sulla testa
    e un terzo sulla spalla sinistra
    con gli attrezzi a tracolla
    e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
    Lo sforzo umano porta un cinto erniario
    e le cicatrici delle lotte
    intraprese dalla classe operaia
    contro un mondo assurdo e senza leggi
    Lo sforzo umano non possiede una vera casa
    esso ha l’odore del proprio lavoro
    ed è intaccato ai polmoni
    il suo salario è magro
    e così i suoi figli
    lavora come un negro
    e il negro lavora come lui
    Lo sforzo umano no ha il savoir-vivre
    Lo sforzo umano non ha l’età della ragione
    lo sforzo umano ha l’età delle caserme
    l’età dei bagni penali e delle prigioni
    l’età delle chiese e delle officine
    l’età dei cannoni
    e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
    e accordato tutti i violini
    si nutre di cattivi sogni
    si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
    e come un grande scoiattolo ebbro
    vorticosamente gira senza posa
    in un universo ostile
    polveroso e dal soffitto basso
    e forgia senza fermarsi la catena
    la terrificante catena in cui tutto s’incatena
    la miseria il profitto il lavoro la carneficina
    la tristezza la sventura l’insonnia la noia
    la terrificante catena d’oro
    di carbone di ferro e d’acciaio
    di scoria e polvere di ferro
    passata intorno al collo
    di un mondo abbandonato
    la miserabile catena
    sulla quale vengono ad aggrapparsi
    i ciondoli divini
    le reliquie sacre
    le croci al merito le croci uncinate
    le scimmiette portafortuna
    le medaglie dei vecchi servitori
    i ninnoli della sfortuna
    e il gran pezzo da museo
    il gran ritratto equestre
    il gran ritratto in piedi
    il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
    il gran ritratto dorato
    il gran ritratto del grande indovino
    il gran ritratto del grande imperatore
    il gran ritratto del grande pensatore
    del gran camaleonte
    del grande moralizzatore
    del dignitoso e triste buffone
    la testa del grande scocciatore
    la testa dell’aggressivo pacificatore
    la testa da sbirro del grande liberatore
    la testa di Adolf Hitler
    la testa del signor Thiers
    la testa del dittatore
    la testa del fucilatore
    di non importa qual paese
    di non importa qual colore
    la testa odiosa
    la testa disgraziata
    la faccia da schiaffi
    la faccia da massacrare
    la faccia della paura.”

    Lungo antidoto per passati, presenti e futuri “balconi e tavoli” della rivoluzione.

  2. C’e’ una parola (coniata per l’occasione) che puo’ definire una volta per tutte il nostro caro ascaro dell’informazione con le sue insane, deliranti, petulanti, pietosissime con un triste tocco di ridicolo, note al vento che lasciano intatta la memoria. VERMINGER (vermin + scavenger, uso l’inglese perche’ non e’ possibile trovare equivalenti nella nostra lingua. Buona serata a tutti.

      1. ..e come gia’ detto tempo fa, mi manca il potere della sintesi che lascio volentieri ad altri meglio dotati e poi riconosco il piacere sottile di avere a disposizione un’ “assist” permanente per ricordare che (quasi) sempre vanno in coppia.

          1. Sun, non so cosa sia X e onestamente non mi interessa, ma coglione lo posso dare ad una ‘persona’
            Con Antonio ha sorpassato tutti i limiti del coglione, è molto oltre, nonostante che ho sempre dato leggerezza alla cosa, mi ha rotto i coglioni…

    1. Non c’è niente di più esilarante che vedere un vecchio fallito ridursi a cercare insulti mascherandoli da erudizione. I suoi scudieri, più terra terra, conoscono 10 vocaboli e si limitano a ripeterli davanti allo specchio. La decomposizione purulenta della sinistra produce anche questo, e spiega quasi tutto.

      Buon viaggio (all’inferno – ovvero dove siete ora)

      🙂

  3. Mah!, Mario Luzi non ha certamente niente a che vedere con (Pablo) Neruda e sorvolo sul resto perche’ la pieta’ mi appartiene, mi consola mi aiuta e contempera il disprezzo profondo che provo verso chi il disprezzo pratica solo perche’ non conosce altro che la (propria) verita’.

  4. Il “rant” di Antonio non è che la conferma scientifica che le cose in Italia stanno migliorando, un po’ come le profezie di Fassino che vanno lette al contrario per carpirne il messaggio satanico 🤣👹
    Ma la conferma definitiva è la spassosissima lettera di un giornalista del Corriere al proprio direttore e Cdr nella quale dice: ragazzi, basta raccontare bufale come abbiamo fatto tutti i giorni per i 25 anni della seconda repubblica, altrimenti spariremo…
    Da leggere e appendere nelle scuole:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/08/corriere-della-sera-il-corrispondente-accusa-il-direttore-notizia-inesistente-in-prima-su-procedura-infrazione-ue-italia/4881912/

  5. Muore ignominiosamente la repubblica.
    Ignominiosamente la spiano
    i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
    Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.
    Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
    si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.
    Tutto accade ignominiosamente, tutto
    meno la morte medesima – cerco di farmi intendere
    dinanzi a non so che tribunale di che sognata equità.
    E l’udienza è tolta.

    1. Bravo – manca il titolo « lentamente muore » e la firma di Pedro Neruda (🤣) e hai composto il primo meta-hoax del nuovo genere letterario del sinistrato morente. Adesso puoi postarlo su feisbuk … 🤣

      E buon anno 🎉😸

      PS
      E meno male che Pablo è morto

  6. Stamane ho preso il caffè con alcune mamme della scuola. C’era anche la catechista di mia figlia. Io ve lo dico, è contraria allo sbarco dei 49. Ha detto testuale del papa: “perchè non se li prende lui”.

    Antoniooooo, dove seiiii

    1. Giorni fa ho partecipato a una messa di suffragio per un amico. Da non credente mi sono parecchio annoiato fino a quando un passaggio della predica mi ha fatto leggermente sussultare. Cito a braccio: “Dio ama tutti senza distinzioni di nazionalità, colore della pelle, religione e sessualità “.
      L’officiante era un sacerdote colombiano qui con il permesso di soggiorno, Pure scaduto.
      Mi sa che un piccolo scandalo tra alcuni fedeli deve averlo provocato. E mi sa anche che il permesso di soggiorno non glielo rinnovano.

      1. questo comunque è il fascino per me della religione cristiana, o forse dovrei dire cattolica perché è questa che ho conosciuto.
        da agnostico quale sono faccio sempre il presepe.

        1. Se li trovi affascinanti è perchè non li frequenti abbastanza. Ti assicuro, anche i piú carini, teneri e disponibili, per capirci quelli che si fanno veramente il culo per aiutare gli altri, approfondendone la conoscenza, risultano sempre un tantino troppo rigidi, nel migliore dei casi timorosi di navigare in acque sconosciute.

    2. Scusa se mi intrometto nei cazzi tuoi, ma catechista in che senso? Insegnante di religione a scuola? O catechismo per conseguire l’agognata prima comunione/cresima?

  7. Sun, heiner,
    dunque, heiner ha ragione quando dice che il popolo non vota a sx, in genere. Peró, nel ’96, nel 2006, nel 2013 lo ha fatto, con premi maggioritari, a fatica, ma lo fece. Non mi sembra che l’indirizzo dato all’istruzione in quei momenti fosse quello da me auspicato (parlo sempre dell’ideologia sottostante). Perchè? Credo perchè già allora le élite di sx volessero seguire il comune sentire o stessero già evolvendo verso ció che sono oggi. La riforma del titolo quinto è un esempio della competizione con la lega, che gli aveva sottratto allora parte dell’elettorato operaio.
    A proposito di popolo bue e cafone, vi consiglio di guardare una puntata di quella trasmissione che fa Mieli su rai3 e che hanno ieri sera replicato su raiStoria. Tratta dei 12 professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista e furono estromessi dall’insegnamento. In quella puntata è ospite Alessandra Tarquini che è una storica, allieva in gioventú di Renzo de Felice. Lei dice che nel dopoguerra non si è mai voluto fare i conti con il fatto che la maggioranza fu fascista, che De Felice fu uno dei primi a dimostrare che il fascismo ebbe consenso (mia nota, ho letto che da sx ebbe molte critiche alla sua opera) e la vicenda dei dodici professori su 1200 ne è un esempio, perchè a suo avviso, i professori universitari non si discostavano molto da altre categorie.
    Infine, lascio a voi un tema fin qui trascurato, posto che tra il popolo qualcuno manifesti desiderio di istruzioni per i figli, ma non abbia i mezzi economici e culturali per colmare eventuali gap (parlo ovviamente degli “immeritevoli”, che i meritevoli ce la fanno per destino), lo stato, la sx oggi, la sx ieri, che cosa prevedono, che cosa prevedevano? E voi che cosa pensate?

    1. concordo su prima parte (penso che fioroni, e ho detto tutto, avesse un’altra impostazione ideologica rispetto alla banda veltroni-berlinguer, ma di fatto non aveva né la forza né la volontà, temo, di cambiare nulla, anche perché il danno vero era già stato fatto – autonomia)

      anche sulla seconda parte ho poco da ridire. penso che sia andata così. mi sono fatto questa idea (leggendo qualcosa, si intende, tra cui ‘gli anni del consenso’ dello stesso de felice)

      il terzo punto è complesso. c’è una questione culturale grande come una casa, puoi girarla e rigirare la questione scolastica, ma finché non si ricrea un clima culturale diverso, … la vedo male.
      il problema economico in fondo esiste soltanto all’università. e su questo ho le idee molto chiare, e forse ce le abbiamo simili.
      ma i problemi veri (vedi sopra) iniziano prima, e ripeto: puoi sperare in un bravo insegnante, che ti faccia capire il tuo valore a prescindere dai tuoi risultati temporanei, che ti motivi e che ti spinga a fare nonostante la famiglia, la tv, i social, lo smartphone, il calcio. ma è fatica di sisifo. qualcuno lo fa, e qualche risultato c’è. ma si contano sulle dita di una mano.

      1. detto questo, per quanto sia poco vale sempre la pena: qualcosa si può fare proprio agendo sul lavoro degli insegnanti.
        ho fatto in passato qualche proposta, probabilmente irrealizzabile.
        per ridurre alle richieste minime, sarei per una preparazione specifica, già all’università, dei percorsi didattici. sia perché la didattica si può insegnare (e la può insegnare chi ha già esperienza del campo, non certo professori universitari – vedi assurdità siss), sia perché l’insegnante deve avere (nei limiti del possibile) una motivazione didattica a prescindere.
        inoltre: rivalutare percorsi per gli insegnanti di sostegno. l’insegnante di sostegno è importante. e invece stiamo mandando laqualunque a fare questo mestiere. da un lato riconosciamo la necessità di una figura di appoggio (superando a sinistra molte realtà europee – quando va detto va detto), dall’altra però ci va bene chiunque, almeno in pratica (per mancanza di corsi e di esami eccetera), e poi, per non farci mancare niente, diamo la possibilità agli insegnanti di sostegno di tornare alla materia principale dopo cinque anni (follia al quadrato, e su questo anche i sindacati di sinistra hanno fortissime responsabilità, dato che, come ho già scritto, vedono la scuola come datrice di lavoro e non come istituzione per la formazione dei cittadini)
        – aggiungo che proprio su questi ultimi punti ho registrato le finora uniche differenze rispetto al programma e alle attività di ‘possibile’ …

      2. Le differenze iniziano già in prima elementare. Poi si amplificano, se nessuno interviene. Tra l’altro credo che alle elementari ci sia un problema culturale che prima o poi andrà affrontato. Io parlo per la mia materia, biologia, io non la insegnerei cosí. È vero che bisogna semplificare, ma si puó semplificare senza far perdere all’insegnamento coerenza e profondità. Mia figlia non ha libro di testo, le danno fotocopie da libri vari, le trovo drammaticamente inadeguate, cosí com’era inadeguato il librivdi testo che aveva mio figlio.

        1. questi punti mi interessano molto, anche se non ho idee chiare.
          non ho ancora visto come viene insegnata la biologia (prima elementare)

          devo però sottolineare come all’asilo abbiano fatto il ciclo dell’acqua (secondo anno) e lo spazio (terzo anno), in modo tale da aver affascinato mia figlia, che adesso per natale avrebbe voluto addirittura il telescopio. non so quanto sia dovuto a programmi ‘superiori’ e quanto alla bravura effettiva della maestra principale, a cui sarò sempre grato, e non solo per queste cose, ma in generale per come ha gestito le lezioni.

          ogni tanto mi giungono alle orecchie alcuni contenuti e metodi utilizzati, ma finché non ci sarò passato … che so, pensare di dedicare un anno ai dinosauri mi sembra eccessivo, anche se è importantissimo trattare la nascita del mondo (e vedo che già oggi mia figlia è affascinata da cro-magnon, homo sapiens e affini). non so. ne saprò di più tra qualche anno.

            1. … nell’attesa…
              ho come l’impressione (appunto, non essendoci passato) che il passaggio fondamentale sia quello dalle elementari alla scuola media. nonostante alcune delle cose che mi sono venute all’orecchio rispetto alle elementari mi sembrino folli, temo appunto di più quel passaggio, a partire dal fatto non banale dei ‘compiti a casa’. ho visto mio nipote in difficoltà ad organizzarsi il lavoro autonomamente. e libri di testo forse troppo complessi?

      3. > il terzo punto è complesso. c’è una questione culturale grande come una casa, puoi girarla e rigirare la questione scolastica, ma finché non si ricrea un clima culturale diverso, … la vedo male.

        chi dovrebbe cambiarlo? o almeno tentare? non si torna al punto di Antonella di una questione prettamente ideologica? non ti pare che a volte il tuo approccio sia un po’ grillino, nel senso di andare a discutere i vari punti cercando di migliorare il “possibile” sviando dal problema ideologico?

        1. penso di dare per scontata, per me, la parte ideologica.

          per il resto, non ho mai avuto problemi con i grillini pizzarottiani. ho problemi quando prometti apertamente cose che non potrai mantenere. perché ti troverai costretto (insomma, forse nemmeno tanto) ad avallare anche il peggio. e la sinistra c’è già passata… abbondantemente, direi….

          1. Veramente Pizzarotti é stato eletto su una promessa principale, poi non mantenuta: la chiusura dell’inceneritore di Parma.
            E poi ha mandato a ramengo l’idea di politica come servizio alla comunità, si è fatto il suo partito personale e coltiva il culto della sua scarsa personalità.
            Se il tuo orizzonte ideologico é l’esaltazione voltagabbana, sei messo davvero male.
            Per il resto, delle trasformazioni attuali nel mondo e in Italia, e della rivoluzione culturale e quindi ideologica che ha portato il m5s al 33% e al governo, mi pare che tu non abbia compreso granché. Continua pure a dormire…

            1. La promessa non l’ha mantenuta perché era molto più conveniente non mantenerla (fattene una ragione).
              Il presunto suo partito personale é la conseguenza dell’esser stato scaricato dai perfettissimi cinquestelle.

              Evidentemente la tua realtà é quella di un talebano della politica mentre la mia, del cinese che con santa pazienza aspetta solo di veder passare il “cadavere” di questi giacobini che tu, vivendo lontano dall’Italia, sostieni.

              1. Boh?
                C’è quella storia del tizio che in riva a un fiume vide passare dei tronchi d’albero e dei cadaveri e dei tronchi d’albero e dei tizi a cavalcioni e dei cadaveri e delle zattere e dei cadaveri e delle canoe e dei cadaveri e delle imbarcazioni più grandi e dei cadaveri e dei battelli fluviali e dei cadaveri e…. morì avendo, con discutibile soddisfazione, contato i cadavere e ignorato il progresso dei mezzi di navigazione.

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