A buon diritto

Liberi di decidere fino alla fine

di barbarasiberiana

Le decisioni di fine vita sono decisioni personalissime e, in quanto tali, devono essere prese con la massima libertà dalla persona per se stessa. In Italia, benché la Costituzione riconosca che nessuno può essere obbligato ad alcun trattamento sanitario contro la propria volontà, non vi sono leggi che regolino l’affermazione delle volontà della persona: né una legge sul testamento biologico, né sull’eutanasia.

Di seguito riportiamo alcune note relative a testamento biologico ed eutanasia, tratte principalmente dal sito dell’Associazione Luca Coscioni (http://www.associazionelucacoscioni.it/) e alcune iniziative di sensibilizzazione sul tema.

ALCUNE “DEFINIZIONI”

Eutanasia: volontaria, involontaria, passiva

Il significato letterale di eutanasia è quello di buona morte. Un dibattito sull’eutanasia è comparso negli ultimi decenni del XX secolo: principalmente per il perfezionamento delle macchine con cui si può tenere in vita un morente per tempi lunghissimi e per l’allungamento della vita. Lo scontro etico-giuridico si delinea tra coloro che ritengono che la fine della vita umana sia un evento a noi disponibile e coloro che ritengono che la vita umana sia un valore inviolabile.

Eutanasia attiva volontaria: atto con il quale qualcuno produce esplicitamente la morte di un’altra persona che è affetta da una grave malattia e vicina alla morte e che patendo gravi sofferenze fisiche e psicologiche chiede dunque, in modo consapevole, al suo medico curante e ad altri medici di essere aiutato a morire. Costituisce reato e rientra nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del codice penale.

Eutanasia involontaria: l’atto eutanasico per la persona non più competente dovrà essere considerato non approvabile se non si dispone di direttive anticipate, mentre si può accettare nel caso in cui vi sia la volontà precedentemente espressa.

Eutanasia passiva: legata ad una serie di distinzioni tra azione ed omissione, sospendere e iniziare una cura, mezzi di intervento terapeutici straordinari o ordinari. Costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione italiana in base al quale: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Principio affermato, tra l’altro, dalla sentenza con la quale il Tribunale di Roma ha prosciolto Mario Riccio, il medico che ha praticato a Welby la sedazione terminale. Tuttavia in Italia viene disatteso anche questo principio che conduce al fenomeno dell’eutanasia clandestina.

Il testamento biologico

Il testamento biologico, detto anche dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), è una espressione che indica le manifestazioni di volontà (generalmente formulate in un documento scritto)  con le quali ogni individuo, in condizioni di lucidità mentale, decide quali trattamenti sanitari (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più autonomo.

Al momento il nostro sistema giuridico non prevede una normativa che disciplina la pratica del testamento biologico. Tuttavia gli articoli 13 e 32 della Carta Costituzionale conferiscono ad ogni individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, il che dimostrerebbe l’esistenza di un vero e proprio diritto all’autodeterminazione, quale specificazione del più ampio diritto alla dignità umana.

Contemporaneamente al caso di Eluana Englaro, il Governo mise a punto un disegno di legge il cui nodo saliente era l’impossibilità di poter rinunciare a idratazione e alimentazione da parte del malato, anche se cosciente e sebbene egli avesse precedentemente disposto la sua volontà a interrompere le cure. Seccamente respinto dal Presidente della Repubblica e contestato da un’ampia fetta dell’opinione pubblica, ad esso è poi seguito un disegno di legge, a prima firma Raffaele Calabrò. Il ddl Calabrò è stato approvato in Senato nel 2009 e al momento è in discussione alla Camera dei deputati. L’impalcatura ideologica rimane identica a quella del disegno di legge precedente, fatte salve alcune modifiche, anche se meramente formali, apportate a seguito dell’evolversi della vicenda Englaro e del dibattito politico.

LE INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

Le attività dell’Associazione

Clicca QUI per materiale informativo e per le attività dell’Associazione Luca Coscioni.

Il testmento biologico

Sul sito è disponibile un vademecum sul fine vita, con tutti i riferimenti alla normativa attuale in termini di rifiuto delle cure. E’ possibile scaricare il modulo per il testamento biologico redatto dall’associazione A buon diritto, e compilarlo, anche online o su facebook.

Segnaliamo inoltre la possibilità di richiedere, attraverso una proposta di delibera popolare, l’istituzione del registro del testamento biologico presso il proprio comune di appartenenza. Ci sono già diversi comuni che lo hanno fatto (guarda la mappa) e che hanno aderito alla Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

Petizione sul fine vita

Puoi firmare QUI

Un atto di disobbedienza civile

I radicali Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli hanno costituito una associazione “Associazione soccorso civile per l’eutanasia” e aperto il sito internet www.SOSeutanasia.it e un conto corrente per condurre un’azione di disobbedienza civile sull’eutanasia.

Cappato, Welby e Fraticelli hanno dichiarato:

Forniamo informazioni e, in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria, alle persone che vogliono ottenere l’eutanasia, quando vi siano le condizioni previste dalla proposta di legge di iniziativa popolare del Comitato per l’eutanasia legale.

La nostra azione è un atto di disobbedienza civile nei confronti delle leggi esistenti (che condannano fino a 15 anni di carcere per “omicidio del consenziente”o concorso nello stesso reato). Risponderemo a tutte le richieste, in nome dell’affermazione del diritto all’autodeterminazione, alla libertà fondamentale di scegliere per se stessi, il proprio corpo e la propria malattia anche nella fase finale della propria vita, in nome dell’effettiva attuazione degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione. (…)

L’azione di disobbedienza civile proseguirà fino a quando il Parlamento italiano non calendarizzerà la proposta di legge di iniziativa popolare depositata a settembre 2013 e da allora mai discussa in Parlamento, in violazione dell’articolo 71 della Costituzione.

QUI il comunicato stampa.