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Metodi Elvetici

Scuola svizzera a Milano: sconsigliata a neurodiversi e disabili motori

di Gianluca Nicoletti – http://www.pernoiautistici.com, 26 luglio 2017

Mettiamola così:  pensate di mandare i vostri figli in una scuola dove pensate sia giusto per la loro formazione di  non essere appesantiti  dal disagio di compagni di classe disabili? La Scuola Svizzera di Milano è fatta a vostra misura. “Un metodo tanti valori” è uno dei loro slogan, per metterlo in atto è chiaro ci vogliono regole. Una di queste (per esattezza quella espressa al punto 2.5 del Regolamento-SSM-approvato-dal-Consiglio-il-16.05.2017 )  vi cautela senza ombra di dubbio dal rischio che i vostri perfetti figli possano entrare in contatto con qualche loro coetaneo disabile.

Certo è che siamo in Italia, il Paese disordinato che ha tutto da imparare dagli svizzeri, con pensate un po’ una legge sull’ inclusione  scolastica “che tutto il mondo ci invidia” , che poi noi quella legge  l’applichiamo spesso malamente è un dato di fatto, ma almeno ci abbiamo provato a sancire che tutti i nostri ragazzi abbiano pari diritto a frequentare la scuola che preferiscono, anche quelli disabili di ogni tipo, anzi la loro presenza in una classe dovrebbe essere un motivo per insegnare agli altri che non hanno problemi il valore dell’inclusione. Almeno ci abbiamo provato….

Chissà se in una delle nostre scuole italiane, pubbliche o private che siano, ci fosse un regolamento con un articolo del genere potrebbe essere un’occasione di pacato dibattito costruttivo?


2.5. Disturbi dell’apprendimento o comportamentali, handicap motori.

Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali. In caso di disturbi di lieve entità gli allievi vengono aiutati dagli insegnanti a progredire, ma devono comunque soddisfare i regolari criteri di promozione. Eventuali costi derivanti da conseguenti lezioni supplementari, assistenza psicologica o fisica saranno a carico dei genitori. Essendo l’edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una Scuola adatta a studenti con gravi handicap motori.


Certo la scuola Svizzera è Svizzera e scrive quello che vuole... Ma viene sottolineata l’inopportunità di frequentazione di disabili proprio perché  la scuola è in  territorio Italiano dove l’inclusione scolastica è una legge dello Stato?

Possiamo, al limite anche immaginare (ma non giustificare) le ragioni dello  “sconsiglio”  per i nostri figli autistici e annessi, che sono  soggetti difficili da trattare… Ma per i ragazzi disabili motori che hanno cervelli nella norma è proprio un problema per gli Svizzeri maestri di ogni tecnologia mettere qualche rampa o saliscala? 

Forse qualcuno potrebbe risponderci, solo per toglierci un dubbio…Non per niente, ma persino a noi che buttiamo le carte per terra, cerchiamo di non pagare le tasse e parcheggiamo in doppia fila queste parole facciamo veramente fatica a digerirle... Forse è perchè abbiamo stomaci delicati e il problema è solo nostro…

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Milano, la Scuola svizzera e quel «no» ai disabili. La ministra: inaccettabile

Si starebbero valutando anche azioni legali contro l’istituto di Milano.

di Sara Bettoni e Claudia Voltattorni – corriere.it, 30 luglio 2017

«Non è accettabile. In Italia dal ’77 sono superate le classi differenziali». Non solo. «Il nostro impianto di scuola è proprio quello di includere, non di escludere chi ha più difficoltà», e «io in prima persona lavoro da sempre per l’inclusione, perché tutti i ragazzi e le ragazze possano avere accesso a un percorso scolastico con strumenti che li aiutino e permettano loro di sviluppare al meglio le loro capacità». Invece, quello che accade nella Scuola svizzera di Milano, dice la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, «è inaccettabile: sto verificando se sia una iniziativa della singola scuola o una direttiva svizzera». E starebbe valutando anche azioni legali. Intanto però, nell’istituto di via Appiani, elegante zona di consolati nel centro di Milano, il regolamento è stato approvato dal Consiglio lo scorso 16 maggio ed è in vigore. Nel capitolo sui «Disturbi dell’apprendimento o comportamentali, handicap motori» l’istituto è definito «non ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo, e disturbi comportamentali». Troppo impegnativo, poiché multilingue. Qualche riga dopo si legge che non c’è l’ascensore. E anche per questo la scuola «non è adatta a studenti con gravi handicap motori». Passaggi che sono stati denunciati come discriminatori dal blog «Per noi autistici» di Gianluca Nicoletti, rilanciato ieri sulle pagine di Repubblica.

Il presidente dell’istituto elvetico, l’avvocato Luca Corabi De Marchi, si difende dalle accuse: «Avvisiamo, non escludiamo. Siamo una scuola aperta, nella migliore tradizione svizzera, ma i nostri corsi sono impegnativi. Gli insegnamenti sono impartiti in tedesco, in più si studiano altre tre lingue». Nel capitolo 2.5 del regolamento, spiega, «noi informiamo le famiglie di quali sono le difficoltà, diciamo prima che si tratta di un percorso non semplice. Ma accogliamo tutti». Tant’è, aggiunge, che tra i 360 alunni iscritti ci sono un autistico e un discalculico (con difficoltà nell’apprendimento dei numeri). E allora perché quel passaggio? «Per necessità di comunicazione con i genitori. Siamo comunque una scuola privata, non pubblica. Non possiamo metterci sulle spalle i problemi delle famiglie, e ci teniamo ad avvisare che i ragazzi con problemi di apprendimento qui farebbero una fatica terrificante». Sul tema dell’ascensore Corabi De Marchi tiene a dire che «da tempo stiamo pensando di realizzarlo, ma per come è fatta la struttura non è possibile costruirlo all’interno. Si farà all’esterno, lavorando nei mesi estivi». Nel dibattito sono intervenuti anche il sindaco Beppe Sala («Non è la Milano che vogliamo») e il Pd con la responsabile Scuola Simona Malpezzi e la deputata Laura Coccia. Reazioni che il presidente apprende «con tristezza. Ma di certo non cambieremo le norme».

Festival del Diritto

 segnalato da Ciarli P.

SR Piacenza

Locandina_Piacenza_2014-150x30025 settembre, ore 18.00

Sala dei Teatini – DIALOGHI

L’AUTORITÀ E LE REGOLE

con FRANCO CARDINI, STEFANO RODOTÀ

coordina Geminello Preterossi 

Viviamo una crisi d’autorità, sentiamo ripetere con sempre maggiore frequenza. Ma l’autorità può avere significati molto diversi: può essere autorevolezza che genera riconoscimento, oppure mero comando che si impone. La stessa decisione, oggi continuamente invocata, può essere intesa come un taglio netto, insofferente alla mediazione e ai contrappesi istituzionali, oppure come risultato di un paziente scioglimento dei nodi. La dialettica tra autorità e regole caratterizza l’intera esperienza giuridica e politica occidentale.

26 settembre, ore 10.30

Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano – FOCUS

DIRITTO ALLA CITTÀ E CAPITALE CIVICO

con SALVATORE SETTIS, introduce Pietro Veronese

Città, paesaggio, opere d’arte sono beni civici, perché in essi fiorisce la possibilità di una comunità che non sia dominata dai particolarismi e dall’illegalità. Per questo tutelare rigorosamente le testimonianze artistiche, la natura, i centri storici non significa avere lo sguardo rivolto al passato, ma ricollegarsi alle promesse emancipative della Costituzione. Senza spazi pubblici nei quali essere liberi e attivi insieme agli altri, nei quali sia possibile un’azione comune per impedire gli scempi e recuperare il territorio dai disastri lontani e recenti, non c’è futuro civile.

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