giustizia sociale

Vago

segnalato da Chicco

di Giovanni de Mauro – internazionale.it, 16/10/2015

Parla dopo un rinfresco e ha l’occhio lucido di chi forse ha bevuto un bicchiere di troppo. Quando sale sul piccolo palco per rivolgersi a una platea di manager, uomini d’affari e diplomatici, Alexandre de Juniac, 52 anni, amministratore delegato del gruppo Air France-Klm, sembra dimenticare che il suo intervento sarà ripreso in video.

Titolo: “Le conquiste sociali di fronte alle sfide mondiali”. De Juniac mette da parte gli appunti e parla liberamente, a braccio. Le conquiste sociali? Sono un concetto “vago”. Le 35 ore? “La durata del tempo di lavoro sembra una conquista sociale, ma cosa vuol dire?”. L’età della pensione? “Che senso ha?”. Il lavoro minorile? “Prima abbiamo vietato il lavoro ai bambini di meno di otto anni, poi il divieto è stato portato a dodici anni, poi a sedici. Ma chi è un bambino? Bisogna farli lavorare o non bisogna farli lavorare? Non lo so”. Il diritto di sciopero? “Come mi diceva ieri il mio collega della Qatar Airways a proposito degli scioperi: ‘Monsieur de Juniac, da noi questo non succederebbe, li avremmo messi tutti in carcere’”.

Il video è del dicembre 2014, ma l’ha scovato qualche mese fa il sito Mediapart. Dal 2012 a oggi Air France-Klm ha licenziato diecimila lavoratori, e un nuovo piano presentato prima dell’estate prevede il licenziamento di altri 2.900 dipendenti. La settimana scorsa hanno fatto molto discutere le foto di due manager della compagnia aerea inseguiti dai dipendenti, strattonati, costretti a scavalcare i cancelli per mettersi in salvo.

Abbiamo vissuto, anche in Italia, epoche in cui il conflitto sociale è stato davvero duro, aspro, a tratti brutale. Per non tornare a quegli anni bisogna ripensare l’attuale modello sociale, che crea disuguaglianze sempre più forti, e non sembra considerare una forma di violenza il licenziamento di diecimila persone.

UNIONS!

Unions!

 Manifestazione nazionale Fiom-Cgil

 Diritti, Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale, Legalità, Reddito, Europa.

 Roma, 28 marzo 2015

Piazza Esedra ore 14  | Piazza del Popolo ore 16

EVENTO FACEBOOK

Info: Percorso e Pullman

La conferenza stampa

Testa del corteo e oratori

Sul palco si alterneranno le voci dei lavoratori e la musica de “Il Muro del canto” fino ad arrivare all’intervento conclusivo di Maurizio Landini. A seguire ancora musica per chiudere la manifestazione.

#dallapartegiusta

segnalato da crvenazvezda76

ATENE CHIAMA La Grecia è cambiata, cambiamo l’Europa

***

Grecia. Fiom: “Basta con le politiche dell’austerità. Partecipiamo alla manifestazione di sabato 14 febbraio

La segreteria nazionale della Fiom ha diffuso oggi la seguente nota.

Le ultime decisioni della Bce sul debito greco, ampiamente annunciate dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel, rappresentano un atto gravissimo che continua a subordinare il bene di una popolazione e le sue scelte democratiche alle logiche finanziarie e speculative.

È ora di cambiare. Per costruire un’Europa vera fondata sul lavoro e sulla giustizia sociale serve nuova politica anche della Bce. Mutualizzare e congelare il debito pubblico, allungare nel tempo la sua scadenza, non prevedere il pagamento degli interessi: è questa la strada da seguire. Ciò non significa risolvere i problemi della sola Grecia, ma anche quelli dell’Italia e di tutta l’Unione Europea.

Questo è il modo per liberare risorse da destinare agli investimenti, unica strada per creare posti di lavoro stabili e un nuovo modello sociale e produttivo.

Con l’elezione di Alexis Tsipras, si è aperta per la Grecia la possibilità di risollevare le condizioni di vita della sua popolazione e per il resto d’Europa di guardare a nuove ricette per affrontare la crisi.

Condizione necessaria per tutto questo è però superare la linea economica imposta alla Grecia dalla Troika, le rigidità dei vincoli dettati da trattati comunitari tutti da riscrivere, battere le pratiche di chi – per salvare una banca – è disposto a sacrificare un intero popolo. Tutto questo diventa decisivo per il futuro dei nostri Paesi e per la democrazia europea.

Oggi milioni di persone nel nostro continente hanno dovuto subire un arretramento delle loro condizioni di vita andato di pari passo con il degrado dei loro diritti di cittadinanza: una vera e propria regressione storica visibile nella povertà che dilaga tra i nostri cittadini, nei lavoratori-poveri con salari sotto la soglia di sussistenza, nella disoccupazione dilagante, nei milioni di persone prive d’assistenza sanitaria. Un degrado che rischia d’allontanare definitivamente milioni di cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica, generando così un pericoloso deficit di cittadinanza, per la gioia delle élites e delle oligarchie. Rimettere la dignità della persona al centro dell’agire pubblico e, con essa, fare del lavoro il principale obiettivo dell’azione politica deve diventare il minimo comune denominatore per tutti coloro che vogliamo risollevare l’Europa dalle macerie in cui l’hanno ridotta gli speculatori e i burocrati.

Su queste basi, la Fiom sostiene lo sforzo del Governo greco e partecipa con le proprie proposte alla manifestazione “Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa”, indetta per il 14 febbraio a Roma, invitando tutte le associazioni che hanno a cuore il lavoro e la giustizia sociale ad essere presenti.

Roma, 6 febbraio 2015