Maurizio Landini

Arcifesta a Cremona, fra TTIP e Landini

segnalato da Barbara G.

Giunta alla ventunesima edizione, Arci Festa 2015 si terrà da venerdì 24 luglio a lunedì 3 agosto presso il Parco delle Colonie Padane, a Cremona, a ingresso libero. Saranno undici giorni di pace, cultura e solidarietà, per una nuova società civile in movimento. Arci Festa è un progetto di cultura popolare: ogni sera incontri, dibattiti, musica, poesia, cultura e cucina. La festa raccoglie e valorizza i percorsi culturali e associativi del Comitato Territoriale di Arci Cremona e dei Circoli che lo compongono, nelle reti territoriali e con gli altri soggetti del Terzo Settore.

Di seguito il programma completo:

► venerdì 24 luglio 70 ANNI DI LIBERTÀ

ore 20:30 LIBERA MUSICA
concerto della banda di Anffas Cremona

ore 21:00 I CARNEFICI
con/vers/azione con DANIELE BIACCHESSI (scrittore)

ore 22:00 KING HOWL
concerto heavy blues rock

ore 00:00 McA dj set 100% rock’n’roll
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► sabato 25 luglio STORIE POPOLARI

ore 21:00 A CASA DEL POPOLO
con/vers/azione con FRANCESCA CHIAVACCI (Presidente Arci nazionale) e ANTONIO FANELLI (ricercatore dell’Istituto Ernesto de Martino)

ore 22:00 KARNE MURTA
concerto dirty swing

ore 00:00 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA
in memoria dei sette FRATELLI CERVI
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► domenica 26 luglio ALTRI MONDI POSSIBILI

ore 21:00 STOP TTIP
con/vers/azione con ORIELLA SAVOLDI (Segretaria Camera del Lavoro di Brescia), LUCA BASILE (Comitato STOP TTIP nazionale) e MAURIZIO DE MITRI (Comitato STOP TTIP Milano)

ore 22:00 RIO MEZZANINO
concerto indie folk rock
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► lunedì 27 luglio UNIONS!

ore 21:00 COALIZIONE SOCIALE
con/vers/azione con MAURIZIO LANDINI (Segretario Generale FIOM-CGIL) e TIZIANA BARILLÀ (redattrice Left)

ore 22:00 RONIN
concerto post rock
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► martedì 28 luglio EXPO DEI POPOLI

ore 21:00 UN’ALTRA RICETTA PER NUTRIRE IL PIANETA
con/vers/azione con EMANUELE PATTI, GRAZIANO FORTUNATO (Arci Lombardia) e BARBARA MEGGETTO (Segretaria Legambiente Lombardia)

ore 22:00 PAOLO BACCHETTA EGON’S
concerto jazz
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► mercoledì 29 luglio QUESTIONI DI GENERE

ore 21:00 MADRI, COMUNQUE
con/vers/azione con SERENA MARCHI (giornalista, scrittrice)

ore 22:00 CARA
concerto rock d’autrice
in apertura: GLI OCCHIALI DI GIADA

ore 00:00 STATE COMODI
maratona di letture di sessualità varia
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► giovedì 30 luglio CONTROVENTO

21:00 LA GUERRA È FINITA
L’Italia e l’uscita dal terrorismo 1980-1987
con/vers/azione con MONICA GALFRÉ (ricercatrice, scrittrice)

22:00 DEAD CANDIES
VALÉRY LARBAUD
concerto rock new wave
concerto rock d’autore
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► venerdì 31 luglio PONTI, NON MURI

ore 21:00 CAPOEIRA E GLOBALIZZAZIONE
con/vers/azione con MESTRE MORAES

ore 22:00 KHAOSSIA
concerto etno salentino

ore 00:00 BOOKTRAILER
Un libro, un luogo, una storia
FABIO GEDA Nel mare ci sono i coccodrilli
a cura di MARIO FERABOLI, partecipa CLAUDIA NOCI
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► sabato 1 agosto SEGNI E LINGUAGGI

21:00 LINUS
Storia di una rivoluzione nata per gioco
con/vers/azione con PAOLO INTERDONATO (giornalista, scrittore) e MASSIMO GALLETTI

22:00 THE CYBORGS
concerto blues boogie rock

ore 00:00 LE MURA DI SANA’A
proiezione del film di PIER PAOLO PASOLINI (1971, 16′)
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► domenica 2 agosto CONTRO TUTTE LE MAFIE

ore 21:00 VENTI LIBERI 1995-2015
Vent’anni di Libera contro le mafie
con/vers/azione con rappresentanti di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie

ore 22:00 LATE NEWS BREAKING
concerto progressive funk rock
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► lunedì 3 agosto GIOVANI

ore 21:00 GIOVANI E VULNERABILITÀ
con/vers/azione con i partner del progetto Alleanza contro la povertà

ore 22:00 ROCK ‘N’ ROLL HIGH SCHOOL
il concertone estivo dei gruppi musicali studenteschi e giovanili
un graffio giovane sulla città
ONE OFF
DERVISCI

ore 00:00 BRINDISI DI ARRIVEDERCI
alla 22ª ARCI FESTA 2016!
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► tutti i giorni dalle 19:00 alle 01:00

ARCI TENDA Circoli, campagne, progetti, servizi Arci Cremona
ASSOCIAZIONI volontariato, cooperazione, economia solidale
LIBRERIA mostra Dalla Resistenza alla cittadinanza attiva
BAR acqua pubblica, vino, birra artigianale, cocktail
CUCINA nostrana, vegetariana, biologica, migrante, antimafie
PIZZERIA forno elettrico
HOBBISTI autoproduzioni, vinili, usato
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► domenica 26 luglio ore 18:00
VISITA GUIDATA AL PARCO DELLE EX COLONIE PADANE
a cura di ANGELO GIUSEPPE LANDI
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► dal 24 luglio al 2 agosto ore 20:00
¼ D’ORA. Poesia, poeti, tautogrammi e rime
a cura di GIOVANNI UGGERI
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in collaborazione con

Circolo Arcipelago
Circolo Arcicomics
Circolo Arci Ponti di Memoria
Lega di Cultura di Piadena
Alleanza contro la povertà
Grupo de Capoeira Angola Cremona
Expo dei Popoli – Milano 2015
Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie
Circolo Arcigay Cremona La Rocca
FIOM-CGIL
Rete Donne Cremona – Se Non Ora Quando?
Libreria del Convegno
Timpetill
Anffas Cremona
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per maggiori info clicca qui

www.arcicremona.org

Case del Mutuo Soccorso

segnalato da n.c.60

Casa del Mutuo soccorso, prove di Coalizione Sociale

di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it, 15 giugno 2015

Cosa può fare la Coalizione sociale? Una prima risposta a questa domanda, che ha attraversato buona parte dell’assemblea nazionale del 6 e 7 giugno a Roma, è stata data domenica 14 giugno alla festa della Fiom milanese che si è tenuta nella fabbrica recuperata della Rimaflow a Trezzano sul Naviglio: Case del Mutuo soccorso. E così, al termine di un dibattito che ha visto la partecipazione di circa 500 persone, Maurizio Landini ha avuto l’onore di tagliare il nastro della prima Casa del Mutuo soccorso nata in una fabbrica dismessa e recuperata e interna al progetto della Coalizione sociale.

La Rimaflow è ormai un’esperienza simbolo di cui si occupa anche il presidente boliviano Evo Morales che la scorsa settimana ha cambiato la propria agenda milanese per incontrare gli operai Rimaflow, discutere della loro situazione e farsi regalare anche il loro celebre “Rimoncello”, il limoncello fatto in fabbrica.

Gli operai, tra l’altro, proprio dopo aver resistito per oltre due anni e aver individuato una nuova attività produttiva in grado di dare loro un lavoro e di ripristinare un’attività produttiva negli spazi abbandonati dalla vecchia Maflow – scappata via dall’Italia in fretta e furia e portandosi dietro anche i macchinari – sono finiti sotto un violento, e improvviso, attacco da parte del Comune (Pd) che, in sintonia con Unicredit – proprietaria dell’area – potrebbe aver individuato nuove attività nell’area e vede malvolentieri l’attivismo sociale dello spazio occupato. Il 28 maggio, quando in Prefettura si è tenuto l’incontro decisivo tra municipio, proprietà e Rimaflow, per firmare l’accordo definitivo di gestione della fabbrica (anche grazie al supporto di Libera) il Comune ha scelto di non presentarsi.

La proposta della Casa del Mutuo soccorso è stata illustrata a Landini e alla Fiom milanese – che ha tenuto la sua festa provinciale proprio dentro i capannoni riempitisi fino a tarda sera – dalla Rimaflow riprendendo un articolo poco noto dello Statuto dei lavoratori, l’articolo 11, secondo il quale “le attività culturali, ricreative ed assistenziali promosse nell’azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori”. Con questa norma si sono costituiti i Cral aziendali diventati nel tempo dei dopo-lavori svuotati di contenuto ma la loro origine risale, spiegano a Rimaflow, alle Società Operaie di Mutuo Soccorso.

Da qui la Casa del mutuo soccorso, aderente alla Federazione Italiana del Tempo Libero, con l’obiettivo di “rimettere nelle mani dei lavoratori e delle lavoratrici gli strumenti pratici di organizzazione della solidarietà”.

Tra le attività progettate ci sarà lo Spazio Fuori Mercato, una logistica per mettere direttamente in collegamento i piccoli produttori agricoli e i consumatori, tramite il ruolo dei Gruppi di acquisto solidale. La cucina popolare in fabbrica con i locali già ampiamente preparati e ristrutturati, salute e assistenza per chi ne ha bisogno (dentista sociale, assistenza psicologica), scuola popolare, libri usati, culture nelle sue varie forme ma anche prestiti in denaro (anche tramite la banca ore del lavoro), recupero di stabili sequestrati alla mafia e ogni altra attività utile sul territorio.

La proposta è stata salutata molto positivamente da Maurizio Landini che, assieme a Evo Morales, Giuseppe De Marzo di Libera, Paolo Rossi (presente alla festa della Rimaflow per lo spettacolo conclusivo) ha firmato l’appello di solidarietà alla fabbrica ipotizzando anche forme ulteriori di iniziativa come “mettere in discussione i nostri conti correnti alla Unicredit, in fondo è l’unico linguaggio che capiscono”.

Landini nel suo intervento, che ha concluso la serata della Fiom, ha ribadito i punti della Coalizione che più gli stanno a cuore: non sarà un partito, farà politica, punta a unire ciò che il capitalismo divide e rappresenta una possibilità per far ripartire le lotte e conquistare, da capo, i diritti che sono stati cancellati. L’auspicio è quello che si costruiscano coalizioni sociali territoriali in cui non si guarda ai propri interlocutori per quello che sono ma per cosa vogliono fare e dove vogliono andare. “Io ho avuto la fortuna di lavorare grazie a diritti conquistati da quelli prima di me”, ha concluso Landini, “per questo mi sono chiesto: cosa lascio a chi c’è dopo? Dobbiamo avere il coraggio di provarci: peggio di così non può andare”.

La Casa del Mutuo soccorso è stata una prima risposta concreta alle domande poste dalla Coalizione sociale nello spirito del “primo movimento operaio” evocato all’assemblea nazionale del Frentani da Stefano Rodotà. Nel suo intervento il professore già candidato alla Presidenza della Repubblica aveva ricordato il canto delle mondine che diceva: Sebben che siamo donne, paura non abbiamo, abbiam delle belle buone lingue, e in lega ci mettiamo“. In lega, cioè in coalizione, recuperando l’intuizione originaria del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici: il mutuo soccorso.

La nuova coalizione

segnalato da crvenazvezda76

di Massimo Franchi – ilmanifesto.info, 9 giugno 2015

Movimenti. I 1.087 partecipanti erano in gran parte giovani e solo per il 40 per cento lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Dalla due giorni dei Frentani si esce con tante idee e proposte. Dal reddito di dignità all’occupazione delle case sfitte. Ora la sfida è declinare e lanciare le campagne sul territorio.

Due giorni per cominciare una sfida. Senza sapere ancora se e come funzionerà. Della Coalizione sociale si può dire tutto tranne che sia una cosa già vista.

Stampa e media hanno cercato di paragonarla ad esempi lontanissimi fra di loro. Si va dalla Leopolda di Renzi ad un Social club di vetero comunisti attempati. Modelli così diversi e opposti tradiscono la difficoltà degli osservatori — tutt’altro che disinteressati — nel comprendere un nuovo modo di fare politica. Come tale non richiudibile in modelli passati o già visti.

Se, finalmente, Maurizio Landini sembra essere riuscito nell’impresa titanica di far capire a tutti che non si tratta di un partito, la difficoltà a comprenderne obiettivi e pratiche accomuna chiunque ne abbia commentato lo svolgimento, in primis i politici che tentano di denigrarla. Perché «facciamo paura», sostiene il segretario della Fiom.

Più difficile è invece capire e giudicare cosa sia realmente la Coalizione sociale. Della due giorni al centro congresso Frentani di Roma si è usciti con grande entusiasmo e voglia di mettersi al lavoro sul territorio. Sentimenti che però non hanno sciolto i dubbi e le perplessità di buona parte degli stessi partecipanti.

Gli organizzatori si ritengono comunque «più che soddisfatti». «Per numero di partecipanti, per qualità degli interventi e delle proposte uscite e per la stessa modalità dello stare insieme non potevamo attenderci di meglio», fanno sapere, chiedendo l’anonimato proprio per dare un senso di unicità e non di appartenenza alle singole organizzazioni che hanno aderito. E sottolineando l’età media assai bassa degli intervenuti — tramite la scheda fatta compilare ad ogni partecipante — e il fatto che solo il 40 per cento era un lavoratore a tempo indeterminato, percentuale che sconfessa chi si aspettava una maggioranza di delegati Fiom. «Su 1.087 partecipanti molti quotidiani hanno citato solo Scalzone e Piperno, che fra l’altro non hanno parlato. È come cercare un ago in un pagliaio, siamo lusignati da tanta ricerca ma avremmo preferito un ascolto vero della discussione e delle proposte», rispondo gli organizzatori.

La praticità richiesta da chi gestiva i quattro gruppi ora dovrà essere trasferita nelle città di provenienza — se ne contano 80 — dei partecipanti. Il rischio — che molti paventano — che a livello di territorio chi è meglio organizzato (Fiom, Arci o centri sociali) monopolizzi i temi e le pratiche è rispedita al mittente. «La Coalizione — ragionano gli organizzatori — non è soltanto una rete di allenze fra organizzazioni, se fosse così sarebbe una cosa vecchia e già vista. I veri protagonisti della Coalizione sociale dovranno essere coloro che non sono riusciti a venire a Roma ma che ci hanno contattato per poter partecipare». Per questo viene data grande importanza alla piattaforma sul sito coa​li​zione​-sociale​.it che sarà implementata a breve per mettere in rete tutti coloro che vorranno partecipare.

La richiesta di «coraggio» lanciata tra le ovazioni da parte di Stefano Rodotà è l’altra caratteristica che contraddistinguerà la Coalizione sociale. E le campagne e le proposte che sono state lanciate lo confermano. Reddito di dignità, riduzione dell’orario di lavoro, occupazioni, beni e spazi comuni, rigenerazione delle fabbriche e delle periferie sono i temi su cui impegnarsi da subito sul territorio. «Sul reddito di dignità si parte dalla proposta portata avanti da Libera e dalla campagna “Miseria Ladra”: puntare ad una forma non caritatevole che permetta però ad ogni individuo di rifiutare il ricatto di dover rinunciare a diritti in cambio di un lavoro». Ma — ci tengono a sottolineare — non c’è una gerarchia di campagne e il reddito di dignità non la più importante.

Per questo anche l’appuntamento lanciato da Landini per «un primo maggio dei diritti da tenere in autunno con una grande manifestazione nazionale» non si esaurirà nella sola richiesta dell’introduzione del reddito di dignità o cittadinanza, la cui proposta peraltro non è ancora stata formalizzata.

Assieme a questa vengono citate la battaglia sull’impatto climatico, sulla riconversione e autorecupero delle fabbriche e degli spazi pubblici, all’allargamento della mobilitazione contro la Buona scuola all’Università, al tema della formazione permanente e della cultura.

Un programma politico. Che la Coalizione sociale lotterà per portare al centro del dibattito e del confronto con tutte le forze politiche. «Non solo a sinistra». Landini dixit.

Il capitale sociale di Landini

segnalato da crvenazvezda76

LANDINI È GIÀ COALIZZATO

di Massimo Franchi – ilmanifesto.info, 7 giugno 2015

Sinistra. In un migliaio raccolgono la sfida del segretario della Fiom. Per riconquistare i diritti cancellati si parte dal basso. Lanciando campagne su reddito di dignità, beni, saperi e spazi comuni. Nel giorno del battesimo della Coalizione sociale il suo ideatore decide di ascoltare e prendere appunti. Parlerà oggi tirando le fila del lungo dibattito.

Ascolta in disparte, prende appunti, passa da un gruppo di lavoro all’altro. Nel giorno in cui la sua pro­po­sta prende forma e sostanza, Mau­ri­zio Lan­dini fa da spet­ta­tore. Solo qual­che rispo­sta a mar­gine ai gior­na­li­sti che ancora una volta gli chie­dono se «la coa­li­zione sociale sarà un par­tito». «Non so più come dirlo. Sto stu­diando il cinese e la prossima volta lo dirò in cinese», è la rispo­sta quasi stiz­zita.

Par­lerà oggi, tirando le fila di una due giorni che dovrà ini­ziare ad «unire tutto quello che è stato diviso e rimet­tere al cen­tro della discus­sione tutto quello che è stato can­cel­lato: diritti, un’idea diversa di svi­luppo e soste­ni­bi­lità ambientale, riqua­li­fi­ca­zione e rige­ne­ra­zione delle città, sia dal punto di vista eco­no­mico che morale».

I tempi e i modi sono allo stesso tempo lun­ghi e com­plessi. «Par­liamo alle per­sone, non ai par­titi e saranno le persone a deci­dere cosa fare, se il nostro pro­getto li può inte­res­sare. Se uno all’inizio di un per­corso sa già come va a finire vuol dire che si è messo d’accordo prima e noi non ci siamo messi d’accordo pro­prio con nes­suno. I pro­blemi sono grandi — con­clude Lan­dini — e noi non pen­siamo a una cosa che li risolve in quat­tro e quattr’otto».

Una lunga gior­nata di «poli­tica con la P maiu­scola», dun­que. Una gior­nata comin­ciata con tre inter­venti «cap­pello» — di Filippo Mira­glia dell’Arci, della costi­tu­zio­na­li­sta Carla Car­las­sarre, di Cor­rado Oddi dei Forum per l’Acqua pubblica — e la prima divi­sione in gruppi di lavoro. Di sotto, nella sala prin­ci­pale, si parla di “Unions” e diritti del lavoro, di sopra nella sala più pic­cola di “Rige­ne­rare la Città”. Nel pome­rig­gio invece nella sala grande l’argomento è “Economia, poli­ti­che indu­striali, cam­bia­menti cli­ma­tici», men­tre in quella pic­cola tocca a “Saperi e conoscenza”.

«Quat­tro temi deci­sivi per cam­biare la nostra con­di­zione di vita», si sin­te­tizza dal palco. Cin­que minuti a testa e l’accorato appello — eluso in qual­che caso — «a non rac­con­tare solo la pro­pria espe­rienza, ma a fare pro­po­ste concrete», come ricorda Michele De Palma, respon­sa­bile Auto della Fiom e coor­di­na­tore del gruppo Unions che «parte dalla con­sta­ta­zione che la crisi divide, mette in com­pe­ti­zione e sot­to­pone al ricatto le per­sone che per vivere devono lavorare».

Accanto al palco o ai tavoli di chi gesti­sce i gruppi ven­gono messi dei pan­nelli blu sui quali attac­care post-it gialli con le pro­prie pro­po­ste. In un clima da uni­ver­sità inglese all’inizio c’è ritro­sia. Il primo corag­gioso verga un pro­gramma poli­tico strin­gato ma assai impe­gna­tivo: «Lotte e mutua­li­smo per costruire nuovi diritti. Red­dito e sala­rio per tutti». Poi la cosa prende piede e i bigliet­tini ini­ziano a non bastare per i gra­fo­mani, costretti ad attac­carne anche tre assieme pur di non disper­dere le loro idee.

Si va per le lun­ghe. Biso­gna con­tin­gen­tare i tempi per per­met­tere agli altri due gruppi tema­tici di poter avere un tempo decente di discus­sione. Una sin­tesi di 50 inter­venti — come quelli con­tati nel caso di Unions — diventa compli­cata. La fa il gio­vane Fede­rico che sot­to­li­nea «i punti comuni a gran parte degli inter­venti: il salto del nesso tra indi­vi­duale e col­let­tivo, la scor­cia­toia del prin­ci­pio del capo che è il renzismo».

Ma sono le pro­po­ste a farla da padrone: «Cam­pa­gne per unire e legare gene­rale e par­ti­co­lare con al cen­tro l’efficacia: il fatto che il Jobs act sia un inno all’illegalità in cui il “tutele cre­scenti” è una scusa per pre­ca­riz­zare e pagare meno tutti; un sala­rio minimo non assi­sten­ziale ma come bat­ta­glia di libertà su cui fare cam­pa­gna sul ter­ri­to­rio quest’estate e un momento comune e nazio­nale in autunno; la bat­ta­glia sala­riale e quella dei migranti come ver­tenza di carat­tere euro­peo con l’idea di un sala­rio minimo con­ti­nen­tale per evi­tare il dum­ping sociale». A fianco alle proposte «c’è il metodo: nuove forme di sin­da­ca­liz­za­zione, soli­da­rietà alla Gre­cia di Tsi­pras e la demo­cra­zia come vin­colo su tutte le decisioni».

Forse ancora più inte­res­sante il dibat­tito uscito dal gruppo “Rige­ne­rare le città”. Ame­deo del cen­tro sociale romano La Strada rias­sume le pro­po­ste «sulla rige­ne­ra­zione urbana» lan­ciando una «cam­pa­gna nazio­nale sul tema del patrimo­nio pub­blico, della gestione dei beni e degli spazi comuni e una piat­ta­forma digi­tale per met­tere assieme le esperienze».

Da “Saperi e cono­scenza” invece arriva l’appello ad allar­gare («a uni­ver­sità, diritto allo stu­dio, for­ma­zione permanente, accesso alla cul­tura», sin­te­tizza Ric­cardo della Rete della Cono­scenza) e ren­dere tra­sver­sale il grande suc­cesso della mobi­li­ta­zione con­tro la Buona scuola. Sui “Cam­bia­menti cli­ma­tici” infine si punta a bloc­care lo Sblocca Ita­lia, a filiere pro­dut­tive non inten­sive e all’autogestione di sta­bi­li­menti in crisi legan­doli al territorio.

Oggi si riparte con la ple­na­ria. E con l’intervento di Ste­fano Rodotà (ieri a Genova a RepI­dee, ma non con Renzi). Ver­ranno letti i report dei quat­tro gruppi e poi si cer­cherà di tro­vare una sin­tesi. Con tutta pro­ba­bi­lità la farà Maurizio Lan­dini. E ai suoi avrà il van­tag­gio di non dover par­lare in cinese. Qua nes­suno vuole fare un par­tito. Solo (buona) poli­tica dal basso.