memorandum

Il cielo sopra la Grecia

Atene vende gli aeroporti a Berlino. Alla Fraport 14 scali regionali

Il Governo Tsipras gira per 1,2 miliardi la gestione per quarant’anni alla società tedesca, controllata al 30% dallo Stato dell’Assia. È il primo passo del nuovo piano di privatizzazioni, nei prossimi mesi finiranno sul mercato un’altra quota del Pireo, alcune municipalizzate dell’acqua e (il tasto più delicato) il 49% della rete elettrica.

di Ettore Livini – Repubblica.it, 14 dicembre 2015

È la Germania di Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble il primo beneficiario delle privatizzazioni imposte dalla Troika alla Grecia. Il Governo di Alexis Tsipras ha ceduto ai tedeschi di Fraport (l’aeroporto di Francoforte) per 1,2 miliardi la gestione di 14 aeroporti regionali del paese, tra cui quelli di Corfù, Creta e Santorini e quelli di molte aree turistiche. La società di Francoforte, partecipata al 31% da un socio pubblico come lo Stato dell’Assia, pagherà un canone annuo di 23 milioni e si è impegnata a investire 330 milioni per rinnovare le strutture entro il 2020. Il preliminare di vendita era stato già siglato tra le parti all’epoca del governo di centrodestra di Antonis Samaras ma il successo elettorale di Syriza all’inizio del 2015 aveva portato al congelamento dell’operazione. Il pressing della Troika ha però convinto Tsipras a cedere.

La cessione della Fraport è solo il primo passo di un percorso di privatizzazioni i cui tempi e modi sono stati concordati con i creditori. Entro fine anno l’esecutivo dovrà mettere in piedi un comitato indipendente cui affidare le prossime operazioni. In rampa di lancio ci sono la vendita di un’altra quota del porto del Pireo, quella delle municipalizate dell’acqua di Atene e Salonico e il delicatissimo progetto di collocamento sul mercato del 49% della rete elettrica. Su questo tema la Grecia e Ue-Bce-Fmi hanno raggiunto un’intesa negli ultimi giorni, vincendo (almeno per ora) le resistenze del potentissimo sindacato del monopolio dell’energia nazionale. Tsipras è riuscito a ottenere lo scorporo della rete e l’autorizzazione a mantenere nelle mani dello Stato il 51%. IL 49% però dovrebbe finire all’asta in tempi piuttosto brevi.

Il tema delle privatizzazioni è stato fino ad oggi fonte di grandi delusioni per la Troika. I primi ambiziosi piani del 2009 annunciavano dismissioni per 50 miliardi all’inizio della crisi. Vendere in un mercato depresso però non è mai facile. E non a caso dei 50 miliardi annunciati in pompa magna sei anni fa, a oggi ne sono entrati in cassa solo 3,5. La cessione di Fraport è però un primo segnale positivo in arrivo da Atene, impegnata nei prossimi mesi in una corsa ad ostacoli per sbloccare i nuovi aiuti e arrivare a febbraio ai negoziati per ristrutturare il debito. Domani il Parlamento dovrebbe approvare nuove misure in grado di spianare la strada per una nuova tranche da 1 miliardo di prestiti. A gennaio si affronteranno i due capitoli più delicati: la fase attuativa della riforma delle pensioni e la gestione dei prestiti bancari in sofferenza. Se Tsipras riuscirà a dribblare questi ostacoli la strada per il suo governo -sarà a quel punto un po meno accidentata. E il premier potrebbe affrontare ad aprile con più serenità il congresso nazionale del partito, lanciando – dopo l’ennesima valanga di austerità – i progetti per le riforme sociali di cui ha bisogno il paese.

 

Grecia: riflessioni dopo la battaglia

Essere Sinistra

tsiprasiglesias

di Pablo Bustinduy AMADOR

[traduzione dell’articolo – del 1 settembre 2015 – del Segretario delle relazioni internazionali di Podemos a cura di Serena Corti]

La risoluzione della crisi greca ha gettato nella disperazione molti di coloro che lavorano per il cambiamento democratico in Europa. Va detto senza mezzi termini : il terzo memorandum è una grave battuta d’arresto, il cui prezzo continuerà a venir pagato dal popolo greco con anni di sofferenze e di austerità, e comporta una disillusione in coloro che credono e sperano nella costruzione di un’Europa democratica e sociale.

Si tratta di un accordo dannoso frutto dell’ideologia politica e finanziaria dei creditori che non cercano di difendere gli interessi generali della Grecia né dell’ Europa, ma di rafforzare il controllo politico e finanziario della Germania e neutralizzare ogni possibilità di alternativa politica nella periferia europea. Tuttavia, una volta espresse queste premesse, penso che sia necessario…

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Grecia al voto (ter)

Una Syriza per l’Europa

Grecia. Gli ellenici tornano al voto per la terza volta in meno di un anno. Tsipras è ancora il favorito nei sondaggi ma deciderà l’astensionismo. Il leader della sinistra greca spera di arginare la scissione del partito dopo l’accordo con la Ue. In caso di vittoria possibile coalizione con il Pasok.

di Dimitri Deliolanes – ilmanifesto.info, 20 settembre 2015

Atene ha accolto la vigi­lia del voto con una splen­dida gior­nata di sole che ha offerto agli ate­niesi la ten­ta­zione di fuggire dalla cam­pa­gna elet­to­rale verso un bagno risto­ra­tore nel golfo Saro­nico. Chi aveva deciso di aste­nersi prolungherà la breve eva­sione anche oggi, a urne aperte. La per­cen­tuale degli asten­sio­sni­sti deci­derà anche il vincitore di que­ste ele­zioni per­ché si sa che la mag­gior parte di loro sono ex elet­tori di Syriza delusi e sco­rag­giati dal brutto esito della trat­ta­tiva. Lo sa anche Ale­xis Tsi­pras, che si è speso come non mai in que­sta cam­pa­gna pur di farli tor­nare da lui.

La mani­fe­sta­zione di chiu­sura a Syn­tagma, venerdì sera, ha dimo­strato che non è stato tutto vano. La piazza era piena. Non pie­nis­sima come alla vigi­lia del refe­ren­dum ma sicu­ra­mente ha visto la più grande par­te­ci­pa­zione di tutta la cam­pa­gna elet­to­rale. Una parte con­si­stente del suo elet­to­rato è tor­nato a dare fidu­cia a Syriza. La vit­to­ria è a portata di mano, anche se l’obiettivo della mag­gio­ranza asso­luta sem­bra lontano.

I greci sono testardi e orgo­gliosi. Se uno vuole farli infu­riare basta che fac­cia cenno alla loro pre­sunta «imma­tu­rità poli­tica» e alla con­se­guente neces­sità che si lascino gui­dare da forze «respon­sa­bili» per­ché ispi­rate da cen­tri stranieri. Ecco in breve il ritratto della destra in cerca di rivin­cita, alzando la ban­diera dell’«unità nazio­nale». Un espe­diente made in Ger­many per neu­tra­liz­zare per sem­pre gli anta­go­ni­sti. No, il gioco è tal­mente sco­perto che nessuno ci è cascato. Nuova Demo­cra­zia ha recu­pe­rato alcuni elet­tori, ma erano voti suoi che a gen­naio si erano presi una libera uscita: non segnano uno spo­sta­mento a destra dell’elettorato.

La sini­stra può aver sba­gliato, essere uscita scon­fitta nel nego­ziato, ma è sem­pre quella che ha tenuto testa ai dik­tat di Bru­xel­les e di Ber­lino, è quella che ha dato bat­ta­glia, men­tre la destra si inchi­nava ser­vile di fronte alla Mer­kel. Cose ben vive nella memo­ria col­let­tiva. Tsi­pras lo sa e per que­sto è apparso ieri rilas­sato e sor­ri­dente al tra­di­zio­nale incon­tro «Un ouzo con il capo» con i gio­vani di Syriza, in un locale alter­na­tivo di Mona­sti­raki, il quar­tiere tradizionale sotto l’Acropoli. Nes­suna dichia­ra­zione pre­let­to­rale (la legge lo proi­bi­sce) ma una chiac­chie­rata con i pochi stu­denti rima­sti nel par­tito dopo la defe­zione di tutta l’organizzazione gio­va­nile verso Unità Popo­lare. Domanda: «Pre­si­dente sarà ridotto il ser­vi­zio mili­tare?», ora della durata di 9 mesi. Rispo­sta sor­ri­dente di Tsi­pras: «Andate a difen­dere la patria, sfac­cen­dati». Risata generale.

Il distacco di Syriza rispetto alla destra sarà di almeno quat­tro punti. Me lo con­ferma il diret­tore dell’agenzia di stampa ate­niese Micha­lis Psi­los, oss­ser­va­tore neu­trale ma dispo­sto a scom­met­tere anche in favore di una scon­fitta ancora più umi­liante per la destra. Che in que­sti ultimi giorni ha mostrato il suo volto peg­giore: venerdì era il secondo anni­ver­sa­rio dell’assassinio di Pavlos Fys­sas e il fuh­rer di Alba Dorata Micha­lo­lia­kos ha riven­di­cato pubblica­mente la «respon­sa­bi­lità poli­tica» per l’uccisione. Alla fine di una delle tante mani­fe­sta­zioni per l’anniversario, un gruppo di anar­chici ha assal­tato a colpi di molo­tov il com­mis­sa­riato di Exar­chia. Sette mino­renni fer­mati sono stati sel­vag­gia­mente pestati dai poli­ziotti. Ecco la destra elle­nica in tutta la sua magni­fi­cenza: pestaggi nei com­mis­sa­riati e gara con i nazi­sti su chi la spara più grossa nella reto­rica xeno­foba. Il lea­der di Nuova Democrazia Van­ge­lis Mei­ma­ra­kis aveva preso di mira anche l’ex mini­stra dell’Immigrazione Tasia Christodoulopoulou, ren­den­dola un obiet­tivo visi­bile per le squa­dracce naziste.

All’incontro ha fatto la sua com­parsa anche l’ex mini­stro della Cul­tura Nikos Xida­kis, per tanti decenni respon­sa­bile delle pagine cul­tu­rali di Kathi­me­rini. È can­di­dato di Syriza ma non è mem­bro del par­tito. Anche lui è otti­mi­sta e mi espone con grande fer­vore la sua con­vin­zione che la sini­stra al governo greco può fare la dif­fe­renza in Europa.

Ad Atene tutti sono con­vinti che i nego­ziati con i cre­di­tori non sono per niente finiti. Il terzo memo­ran­dum, quello sot­to­scritto da Tsi­pras il 13 luglio, non segue alcuna logica eco­no­mica. È un testo messo su solo per ragioni poli­ti­che, per umi­liare e dele­git­ti­mare il governo di Atene. Ben pre­sto quindi dovrà essere rivi­sto, se non si vuole con­ti­nuare que­sto logo­rante brac­cio di ferro tra Atene e l’Ue per altri cin­que anni. Se Tsi­pras riu­scirà nel frat­tempo a por­tare avanti le riforme giu­ste, sarà in grado di rine­go­ziare gli aspetti più aspri. Con il van­tag­gio di aver otte­nuto anche una seria ristrut­tu­ra­zione del debito, nei nego­ziati che ini­ziano a ottobre.

Tsi­pras insieme con chi? Le alleanze al governo sono il quiz della vigi­lia. I Greci Indi­pen­denti, che hanno fatto la cam­pa­gna Tv di gran lunga più spi­ri­tosa, rischiano di non supe­rare la soglia del 3% e rima­nere fuori dal Par­la­mento. In que­sto caso, oppure nell’eventualità che nean­che i loro depu­tati siano suf­fi­cienti, ci sarebbe un accordo di massima già pronto. Non è con To Potami, come tutti cre­de­vamo, cioè la for­ma­zione di pla­stica del pre­sen­ta­tore Tv Sta­vros Theo­do­ra­kis, ma con i socia­li­sti del Pasok. Secondo fonti di Syriza, la nuova lea­der Fofi Gen­ni­matà ha ricevuto forti pres­sioni da alcuni par­titi socia­li­sti euro­pei per­ché pro­ce­desse verso una rifon­da­zione del socia­li­smo elle­nico. In pra­tica, met­tere da parte gli espo­nenti più espo­sti e più chiac­chie­rati, come l’ex lea­der Evan­ge­los Venizelos, per poter col­la­bo­rare con il pre­mier Tsi­pras. Per la Gen­ni­matà, poli­tica ine­sperta e senza grande cari­sma, è un’occasione d’oro per affer­mare in pieno la sua lea­der­ship. Per Tsi­pras l’obiettivo sarebbe di con­di­zio­nare gli equili­bri interni del par­tito di cen­tro­si­ni­stra in modo da sgan­ciarlo dall’alleanza subal­terna con la destra libe­ri­sta europea.

È que­sta la poli­tica sotto l’ombra del Par­te­none, antica pas­sione dei greci, ora in mano a una sini­stra che aspira a gui­darla e con­di­zio­narla. Dal gen­naio scorso molta acqua è pas­sata sotto i ponti ma non inu­til­mente: «Scon­fitta non è cadere per terra, scon­fitta è non poter rial­zarsi», ha gri­dato Tsi­pras nel suo ultimo comi­zio, para­fra­sando Hum­ph­rey Bogart. Sta­sera si rial­zerà in piedi e get­terà di nuovo il suo guanto di sfida all’Europa dell’austerità.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/20/grecia-verita-e-miti-su-disoccupazione-poverta-e-corruzione-alla-vigilia-delle-elezioni/2046575/

Il terzo MoU secondo Yanis #3

segnalato e tradotto da Nammgiuseppe – per  www.znetitaly.org

TERZO MoU (MEMORANDUM of UNDERSTANDING) DELLA GRECIA ANNOTATO DA YANIS VAROUFAKIS – PARTE 3

di Yanis Varoufakis – 17 agosto 2015

Il terzo memorandum d’intesa greco fa ora parte della legge greca. Scritto in gergo troika è quasi impossibile da decifrare per chi non parla quel linguaggio poco appetitoso. Cliccate di seguito per il testo [la traduzione italiana – parte 3] liberamente annotato dal sinceramente vostro, in formato PDF.

Originale:http://yanisvaroufakis.eu/2015/08/17/greeces-third-mou-memorandum-of-understading-annotated-by-yanis-varoufakis/

Testo tradotto – parte 1

Testo tradotto – parte 2

Testo tradotto – parte 3

Puoi trovare tutto anche nella pagina (MAL)TRATTATI

Il terzo MoU secondo Yanis #2

segnalato e tradotto da Nammgiuseppe – per  www.znetitaly.org

TERZO MoU (MEMORANDUM of UNDERSTANDING) DELLA GRECIA ANNOTATO DA YANIS VAROUFAKIS – PARTE 1

di Yanis Varoufakis – 17 agosto 2015

Il terzo memorandum d’intesa greco fa ora parte della legge greca. Scritto in gergo troika è quasi impossibile da decifrare per chi non parla quel linguaggio poco appetitoso. Cliccate di seguito per il testo [la traduzione italiana – parte 2] liberamente annotato dal sinceramente vostro, in formato PDF.

Originale: http://yanisvaroufakis.eu/2015/08/17/greeces-third-mou-memorandum-of-understading-annotated-by-yanis-varoufakis/

Testo tradotto – parte 1

Testo tradotto – parte 2

Puoi trovare tutto anche nella pagina (MAL)TRATTATI

Il terzo MoU secondo Yanis #1

segnalato e tradotto da Nammgiuseppe – per  www.znetitaly.org

TERZO MoU (MEMORANDUM of UNDERSTANDING) DELLA GRECIA ANNOTATO DA YANIS VAROUFAKIS – PARTE 1

di Yanis Varoufakis – 17 agosto 2015

Il terzo memorandum d’intesa greco fa ora parte della legge greca. Scritto in gergo troika è quasi impossibile da decifrare per chi non parla quel linguaggio poco appetitoso. Cliccate di seguito per il testo [la traduzione italiana – parte 1] liberamente annotato dal sinceramente vostro, in formato PDF.

Originale: http://yanisvaroufakis.eu/2015/08/17/greeces-third-mou-memorandum-of-understading-annotated-by-yanis-varoufakis/

Testo tradotto – parte 1

Puoi trovare tutto anche nella pagina (MAL)TRATTATI

Se Atene piange, Berlino ride

Atene annuncia: “Raggiunto accordo con i creditori internazionali”

Nel 2015 il deficit primario sarà pari allo 0,25 % del Pil. Passerà allo 0,5 % nel 2016, all’1,75% nel 2017 e al 3,5% nel 2018

Repubblica.it, 11 agosto 2015

L’accordo sugli obiettivi finanziari è un primo passo importante verso un’ intesa globale sul terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, per un valore di almeno 82 miliardi di euro, che Atene e i suoi creditori stanno negoziando con la Ue, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale nell’ambito del meccanismo europeo di stabilità, da più di due settimane nella capitale greca, e che sperano di raggiungere molto rapidamente, forse nella giornata odierna.

Nel 2015 è stato deciso che la Grecia subirà un deficit primario (saldo di bilancio, esclusi i pagamenti di debito) pari allo 0,25% del PIL, un avanzo primario dello 0,5% del PIL nel 2016, 1,75% nel 2017 e 3,5% nel 2018, ha rivelato la fonte.

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Se Atene piange, Berlino ride

La crisi greca ha favorito i conti delle aziende e dello stato tedesco. In quattro anni e mezzo di crisi, i benefici economici per la Germania legati alle difficoltà elleniche sono stati calcolati in oltre 100 miliardi dall’istituto tedesco Leibnitz. 

Repubblica.it, 10 agosto 2015

MILANO – ll proverbio di Aristodemo che vuole legate Atene e Sparta sia nella buona che nella cattiva sorte non si addice ai rapporti tra la capitale greca e Berlino. La Germania, infatti, non è uscita danneggiata dalla crisi dell’euro quanto Sparta dopo le guerre del Peloponneso che se da una parte videro Atene soccombere dall’altra videro indebolirsi anche la storica rivale. I tedeschi, a partire da Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble, che seguono una linea dura nei confronti della crisi economica e finanziaria della Grecia, hanno ottenuto molti vantaggi dalle difficoltà di Atene.

Secondo uno studio dell’istituto tedesco di ricerca economica Iwh, la Germania è il Paese che più si è avvantaggiato economicamente dalla crisi ellenica. Dal 2010 Berlino avrebbe risparmiato circa 100 miliardi di euro di tassi d’interesse, grazie alle riduzioni decise a più riprese dalla Bce. “Questo risparmio supera i costi della crisi, anche se la Grecia non dovesse fare fronte ai propri debiti”, scrive l’istituto: “La Germania dunque, in ogni caso, ha tratto vantaggio dalla crisi greca”.

Insomma i falchi tedeschi che non mollano la linea dura nei confronti della crisi economica e finanziaria della Grecia, sono gli stessi che per anni hanno ottenuto molti vantaggi dalle difficoltà di Stene. Secondo l’istituto Leibnitz i risparmi di bilancio da parte di Berlino superano il 3% del Pil nazionale. Gli economisti hanno realizzato diverse simulazioni partendo dall’ipotesi che nel pieno di una crisi economica gli investitori realizzano gli investimenti più sicuri possibili.

“Durante la crisi europea del debito, la Germania ha tratto vantaggio da questo effetto in maniera sproporzionata”, afferma Iwh, che spiega “risultano tassi simulati sui bond tedeschi in media tra il 2010 e oggi del 3% più elevati che nella realtà, il che ha comportato risparmi di bilancio globali di almeno 100 miliardi di euro egli ultimi quattro anni e mezzo”. La Germania ha inoltre registrato importanti contratti a seguito della politica di privatizzazioni portata avanti da Atene dal 2011, tra cui l’acquisto da parte della società Fraport di 14 aeroporti regionali greci, incluso quello di Corfù, per circa un miliardo di euro.

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Pablo Iglesias difende Tsipras. Quello che è successo è la verità del potere

segnalato da Barbara G.

Essere Sinistra

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Il segretario generale di Podemos Pablo Iglesias ha affermato che quel che è successo in Grecia – dove il governo ha finito con l’accettare un duro accordo con i creditori internazionali dopo il NO dei greci alla proposta precedente – è “la verità del potere”.

Durante la presentazionea Madriddel libro “Reti di indignazionee di speranza” del sociologoManuel Castells,Iglesiasha difeso fermamente il primo ministro greco esprimendo disprezzoper coloroche si chiedonoseAlexisTsiprasha fiuto, o no” e se si è venduto, o meno”. I principi di Alexissonomoltochiari, mailmondoe la politicahanno a che fareconle relazioni di potere“, ha spiegato.

Dal punto di vista degli avversari, la situazione era “morte o morte”, e l’esecutivo greco ha dovuto scegliere tra “accettare un cattivo…

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Il cielo sopra l’Acropoli

di Aldo Piroso

Il video-documento ripercorre, nei primi 100 giorni del governo Tsipras, le tappe fondamentali del dibattito – dentro e fuori Syriza – su:
– valutazione dell’accordo del 20 febbraio tra eurogruppo e governo
– confronto tra governo e movimenti sull’ipotesi di uscita dall’euro
– rischio contagio e dimensione politica dello scontro con eurozona.