Pezzenti

Pezzentologia

di Lame
Cos’è trendy in questo periodo? Quale stile di vita riceve maggiore consenso sociale? Quali sono i criteri del successo di una persona? Dove si appunta l’attenzione collettiva?
Queste domande da filosofo del bar sport mi sono sorte, un po’ di tempo fa, quando un amico mi ha detto, scherzando ma non troppo, “a te piace la pezzentologia”. Una battuta dentro una conversazione in cui discutevamo di posti che ci attraevano nel mondo e io citavo la Grecia e l’Africa, Cuba e il Sudamerica. (Per la cronaca lui mi parlava di Canada e paesi nordici).
Ho fatto un rapido screening e ho visto che davvero amo i “pezzenti”. Vale a dire che mi annoiano a morte gli ospiti paganti della cena di Renzi – che a vederli sfilare parevano tutti uguali, con addosso divise d’ordinanza firmate Gucci o Prada, tanto per dirne una – e trovo invece interessantissimi i ragazzi dei centri sociali piuttosto che le “mamme No Tav” del basso Trentino o gli operai della Thyssen.
Li trovo interessanti perché mi comunicano la sensazione di “avere vita dentro”, perché esprimono contraddizioni e ricerca di qualcosa (anche se magari pure loro non sanno che cosa).
Al di là delle preferenze personali, mi sono però fatta le grandi domande di cui sopra.
Fino a poco tempo fa la risposta sarebbe stata ovvia: è trendy chi va ai Caraibi in vacanza e hai successo se hai un sacco di soldi.
È un modello, uno stile di vita che ci hanno proposto molto tempo fa (Milano da bere, do you remember?) e che non è mai stato messo in discussione. Ok, adesso Gius mi dirà che lui lo mette in discussione, eccome se lo fa. E ci sono tanti Gius in giro per l’Italia, lo so.
Ma se andiamo a guardare l’immagine prevalente devo proprio dire a Gius che lui è minoranza. Perché l’immaginario collettivo è stato marchiato a fuoco dagli ultimi decenni. E se uno non ha coltivato attentamente la propria coscienza, non solo politica, si ritrova quasi automaticamente a rivolgere la sua attenzione ai ricchi e famosi.
Però mi hanno colpito, negli ultimi tempi, dichiarazioni di potenti che in un modo o nell’altro ribadivano il concetto che “ricco è bello” e che i ricchi non sono da criminalizzare. Lo ha detto anche chi-sapete-voi più di una volta. Era un bel po’ che non sentivo in giro questa excusatio non petita. Da molti anni, in verità.
Come se, in sottofondo, l’aria stesse cambiando. E da qualche parte stesse arrivando un vento sottile ma tagliente che dice invece che “troppo ricco non va bene”.
(P.s. Scritto prima dell’intervento del compagno Bergoglio agli Stati Generali).

nota dell’editor. Taggando il post ho scritto, come vedete, pezzenti. Sapete qual’è il primo suggerimento collegato a pezzenti che viene dall’editor di WordPress? “Classe operaia”. Non sto scherzando, giuro.