regole

Il grande bug

segnalato da Barbara G.

Il grande bug del Movimento 5 stelle

di Alessandro Giglioli – piovonorane, 13/05/2016

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L’assenza di regole certe è sempre stato il terreno più fertile per la subornazione del più debole di fatto al più forte di fatto.

Lo scrivevo una vita fa, a proposito delle modalità decisionali del Movimento 5 Stelle: in particolare, allora, sul cosiddetto non-statuto, basato sull’utopia iniziale secondo la quale “uno vale uno”.

A poco a poco il modello si è scontrato con la complessità della realtà. Che essendo notoriamente stronza, fa comunque emergere rapporti di forza, gerarchie, catene di comando, direttorii. E se queste gerarchie non sono regolate in modo chiaro e (il più possibile) democratico, ne consegue l’arbitrio da parte di alcuni. Cioè di chi questo arbitrio può esercitarlo.

Oggi è visto in modo plastico, più che nel passato: una mail in cui un non meglio precisato “staff di Beppe Grillo” chiedeva al sindaco di Parma «tutti i documenti connessi alla vicenda» per cui è stato iscritto nel registro degli indagati. «A una mail anonima non fornisco alcun documento», ha risposto Pizzarotti. E oggi, in conferenza stampa, sulpost che lo sospendeva dal Movimento: «Chi ha fatto il post? Il figlio di Casaleggio? Di Maio? Vogliamo governare un paese con l’anonimato? I regolamenti si rispettano lo faccio ogni giorno con correttezza ma questi ci devono essere».

Già: regolamenti incerti, gerarchie autoproclamate, mail anonime.

Chi è lo staff di Beppe Grillo? Nomi, cognomi, titolarità?

E in base a quali criteri questo staff si autoattribuisce il diritto di chiedere documentazione, di «avviare istruttorie»?

Chi ha deciso chi fa parte si questo staff? Quali sono i suoi poteri? E chi glieli ha attribuiti, cioè da quale legittimazione trae fondamento la sua autorità, quale che essa sia?

Questo è il bug del Movimento 5 Stelle.

Questo è il suo grande limite, quello che presta il fianco più facilmente ai suoi avversari.

E se era forse accettabile in una fase nascente – tutte le associazioni all’inizio hanno bisogno di un leadership carismatica e forte – non lo è più quando ci si candida a guidare il Paese. Un Paese che ha un grande bisogno di un’alternativa credibile e limpida a chi lo sta governando in base a una narrazione fantasmatica, favorendo poi nei fatti i pochi dell’establishment e riducendo i diritti e le condizioni di tutti gli altri.

E immagino la festa, oggi, nell’establishment e tra i renziani, nel vedere esposta in modo così palese questa stortura strutturale a cui il M5S non ha mai voluto porre rimedio.

Già, quello di oggi è anche lo spot migliore in cui il Pd potesse sperare, in vista del 5 giugno. Perché qualche elettore potrebbe chiedersi se anche al suo futuro sindaco un giorno verrà chiesto di inviare documenti da parte di un sedicente e autoproclamato staff.

Mancano due anni alle elezioni politiche, quelle che – probabilmente con l’Italicum – potrebbero vedere il M5S costituire davvero l’unica alternativa al presente.

Mi chiedo se di qui ad allora qualcuno vorrà porre rimedio, a questo bug.

Festival del Diritto

 segnalato da Ciarli P.

SR Piacenza

Locandina_Piacenza_2014-150x30025 settembre, ore 18.00

Sala dei Teatini – DIALOGHI

L’AUTORITÀ E LE REGOLE

con FRANCO CARDINI, STEFANO RODOTÀ

coordina Geminello Preterossi 

Viviamo una crisi d’autorità, sentiamo ripetere con sempre maggiore frequenza. Ma l’autorità può avere significati molto diversi: può essere autorevolezza che genera riconoscimento, oppure mero comando che si impone. La stessa decisione, oggi continuamente invocata, può essere intesa come un taglio netto, insofferente alla mediazione e ai contrappesi istituzionali, oppure come risultato di un paziente scioglimento dei nodi. La dialettica tra autorità e regole caratterizza l’intera esperienza giuridica e politica occidentale.

26 settembre, ore 10.30

Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano – FOCUS

DIRITTO ALLA CITTÀ E CAPITALE CIVICO

con SALVATORE SETTIS, introduce Pietro Veronese

Città, paesaggio, opere d’arte sono beni civici, perché in essi fiorisce la possibilità di una comunità che non sia dominata dai particolarismi e dall’illegalità. Per questo tutelare rigorosamente le testimonianze artistiche, la natura, i centri storici non significa avere lo sguardo rivolto al passato, ma ricollegarsi alle promesse emancipative della Costituzione. Senza spazi pubblici nei quali essere liberi e attivi insieme agli altri, nei quali sia possibile un’azione comune per impedire gli scempi e recuperare il territorio dai disastri lontani e recenti, non c’è futuro civile.

QUI la homepage, il programma completo e tutte le informazioni utili.