Transiberiana

La paura di ribattere, o (a scelta) subire in silenzio

di Chicco

Ci sono svariati metodi per ottenere risultati diversi, ed a livello politico uno dei più importanti saggi sull’argomento rimane il nostrano “il Principe” di Machiavelli. Semplificando, potando, eliminando e riassumendo, oso dire che ci sono diversi modi per ottenere un risultato: quello eticamente corretto, ma che spesso ha la pecca di non portare dove si vuole, e quello che dell’etica se ne infischia, ma che bada al sodo.

In queste modalità trovo curioso il nuovo modo di zittire.

Il vecchio metodo, ancora molto in voga, prevedeva autorità ed intimidazione: un sonoro “Stai zitto! Smettila” accompagnato da fatti ben più concreti, come ad esempio editti bulgari, licenziamenti, potatura di programmi TV e voci scomode. Una via tentata dai novelli politici è la minaccia via blog o le interrogazioni parlamentari. Per quanto l’informazione in Italia sia distorta da ogni angolo possibile, queste cose non posso certo condividerle, anche se ad onor di cronaca i dati oggettivi sulle presenze politiche e lo spazio dedicato agli interventi parlan da sé.

Quel che più mi rammarica, però, è il nuovo metodo, più infimo e formalmente più etico, che ci porta a risultati più apprezzabili: un’intimidazione sottile, un lento ed inesorabile sfinimento, la supercazzola condita di nulla che ti anestetizza, motivazioni elegantemente e lungamente esposte a nascondere la nullità del proprio discorso, l’insulto dolce delle parole ‘gufo’ e ‘rosicone’. Metodo che, quando non sei un giornalista, ti fa passare la voglia di rispondere e commentare.

Quando, per rispondere e dialogare su cose che non puoi cambiare (e quindi, a parer mio, si dovrebbe rimanere sul filosofico perché non è il tuo lavoro, ma solo un passatempo), sei costretto ad eseguire certi formalismi richiesti dall’importante tema discusso, come documentarti approfonditamente su dettagli infimi, di marginale importanza rispetto al quadro completo, ma di vitale importanza per ottenere riconoscimento e rispetto all’interno della discussione, … ecco, quando devi fare tutto ciò, ti passa la voglia di discutere, e finisci per scrivere queste cose qui, in solitaria, senza dibattito…

La mia opinione

Cari commentatori,

sono giorni che intervengo poco o nulla a causa di problemi personali. La sera della sconfitta dell’Italia sono stata molto male, mi sono ripresa solo ora (a momenti rischiavo di finire come Mia Martini- per la serie: “Sina non parlare più”).

Ora ho aperto il blog e ho letto i vostri commenti.

Dunque, dirò la mia.

Quando Ciwati ci buttò fuori dal suo spazio, noi tutte abbiamo avvertito l’esigenza di non perdervi. Noi abbiamo un nostro blog, vi svelo questo segretissimo segreto, da quasi un anno. Prima serviva per cazzeggiare un po’, ora per discutere dei post che poi vengono pubblicati qua. Quindi, bene o male, noi eravamo in contatto, anche senza Ciwati.

Però mancavate voi. Quindi, io e Laura (ovviamente con l’approvazione delle altre), abbiamo pensato di aprire questo spazio di discussione per non rinunciare al piacere di leggervi.

Questo blog non ha mai avuto la pretesa di scalare la classifica dei più letti di WordPress, anzi…

Se non vi piace, e rispettiamo la vostra opinione, potete andarvene.

Mi scoccia leggere le vostre lamentele continue, ve lo dico. Ma cosa vi aspettavate? Il blog di Mineo? Lerner? Noi facciamo altro nella vita. Postiamo qualche articolo di giornale, i vostri contributi e ogni tanto una delle mie minchiate.

Ripeto che Transiberiani è dedicato a noi e a voi. Non ad altri. A me non importa un fico secco che non venga seguito da mezzo web.

A me interessa non perdervi. Della qualità del dibattito politico, perdonatemi, me ne sbatto.

Se ad alcuni non sta bene, la porta sapete dov’è.

E’ tutto.

Giulia.

MONDIALBLOG

Cari pallonari,
dopo molto discutere (3 secondi) abbiamo votato “Sì” alla proposta della nostra Lame: chiudere il blog per i Mondiali.
In questo periodo siamo indaffarate, non riusciamo a stare dietro ai post.
L’alternativa sarebbe lasciare completa autonomia di gestione al Reverendissimo, ma siccome tengo alla vostra incolumità, non è proprio il caso.
Resta aperto lo spazio cazzeggio. Non siate parsimoniosi di minchiate.
Al più presto posteremo le notizie dal Brasile: Fanny ha lasciato Mario? La Seredova avrà incontrato la D’Amico? De Rossi: “Ostia è meglio di Copacabana”.
Ribadisco per l’ultima volta che i ban in questo blog sono vietati. Non banniamo, non censuriamo (vabbè…), non tagliamo, non cuciamo, non incolliamo.
Le illazioni di utenti di cui non faccio il nome, tipo con gli occhi verdi, i capelli neri e la barba, non ci toccano minimamente.
Vi lasciamo con un consiglio, soprattutto per gli amici con la sindrome del musicofilo (già prevedo video su video…):
Immagine
La Pingon.

Viaggi Transiberiani

di Luigi *****

Ci sono periodi in cui sento la necessità di estraniarmi e approfondire, analogamente a come facevo da studente per gli esami più difficili. Lontano dai media e dalla finta stampa, uso la rete alla ricerca di risposte a domande già fatte, di esperienze vissute e tramandate, di ricchezze enunciate, ma dimenticate. Sento che tanti dei dubbi e delle certezze che mi circondano altro non sono che l’evoluzione di discussioni già fatte, di pensieri già scritti e a me ignoti.

Uno dei motivi principali che mi spinge, quotidianamente, a leggere il blog dei Transiberiani è proprio la capacità di molti di stimolare e nutrire la mia ricerca, indipendentemente dal contesto, dalla forma o dal contenuto più o meno condivisibile; ogni ‘citazione’ o riferimento a me poco chiaro diventa l’inizio di un viaggio che so come comincia, ma non so dove mi condurrà, a volte sterile, a volte fecondo.

Uno dei viaggi mi ha portato a conoscere (beata ignoranza) il meraviglioso Discorso sulla Costituzione (1955) agli studenti di Piero Calamandrei e a soffermarmi su quanto sia ancora attuale, a distanza di sessant’anni.

(…) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo – «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» – corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica, perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società.

Fai clic per accedere a Piero_Calamandrei.pdf

Ci sono poi giornate in cui non è necessario un viaggio per trovare argomenti che meritino approfondimento e riflessione. Qualche giorno fa, ad esempio, mi hanno molto colpito due affermazioni e una visione.

Di Antonio “Boka”: https://transiberiani.wordpress.com/2014/06/10/del-non-buttar-via-il-bambino-con-lacqua-sporca/comment-page-3/#comment-27986

In tutto questo c’è sempre qualcuno che pretende di essere più a sinistra o più di sinistra di qualcun altro. A meno di una degenerazione genetica del popolo italiano (potremmo essere predestinati all’estinzione e questi potrebbero solo essere segni premonitori) un po’ permetterete che ci sia qualcuno che, di tanto in tanto, trova salvifico e rilassante dire a volume leggermente sopra il civile: ‘ci avete rotto il c….’?

Di Sundance:

https://transiberiani.wordpress.com/2014/06/10/del-non-buttar-via-il-bambino-con-lacqua-sporca/comment-page-3/#comment-28024

Siamo una babilonia di voci, che spesso dicono la stessa cosa, ma con linguaggi diversi, e soprattutto cercano di arrivare a conclusioni similari usando strumenti (partiti, voto, impegno) diversi

Di Tatianars: https://transiberiani.wordpress.com/2014/06/10/del-non-buttar-via-il-bambino-con-lacqua-sporca/comment-page-3/#comment-28047

L’idea del futuro che possiamo aspettarci una volta che ci saremo liberati da un sistema incancrenito di mafia, corruzione e malaffare… Ma non perché l’attuale classe politica sia andata a casa, quello non è un obiettivo ma il risultato… Andranno a casa perché saranno cambiate le persone, avranno capito che coltivare solo il proprio orticello alla fine non paga e che volere il bene comune non è solo un’ideologia di “sinistra” ma che la solidarietà rende la società migliore e che, facendo ogni singola persona parte della società, in una società migliore sta meglio anche il singolo.

Saluti, Luigi

Noi banniamo poi, intanto sparite voi.

Buongiorno miei cari follettini di bosco,
ho bisogno di cinque minuti per lanciare un appello, quindi tacete.
Caro Uilson,
sei:
pedante
petulante
polemico
supponente
arrogante (a volte)
palloso (spesso)
MA
io scherzavo.
Non ho mai pensato di bannarti.
Hai rotto il caxxo con i link, sappilo.
Hai rotto la cippa con Renzie e con il pd, ma, a modo mio, ti voglio bene.
Non ha senso trollare in un blog come questo.
Ci sono solo piddini incazzati, grillini ancora più incazzati, astenuti smarriti e comunisti con pessimi gusti musicali.
Quindi, seriamente: datti una regolata. Non riuscirai mai a convincere nessuno dei presenti a votare per Renzie. Fattene una ragione.
Però torna.
Al prossimo sclero, finisci in punizione dal Reverendo, che in questi giorni sta facendo filtrini con la tessera elettorale.
Io comunque scherzo. Sono una persona sempre allegra, vivace, solare. Comprendo e vado d’accordo con tutti.
Non mi arrabbio mai.
Puoi chiedere a Peppe, lui confermerà.
Questo post è stato scritto senza l’autorizzazione degli altri, quindi è possibile che da domani non sarò più con voi (Transiberiana mi ucciderà).
La Pingon.

Sussurri nel silenzio

di Yorick

Sussurro di un Paese di Individualisti critici.
Spesso cinici, a volte cialtroni, sempre cazzeggiatori. Allegramente. Mai egoisti, ma sempre solidali perché consapevoli, la cui passione politico/sociale si evolve anche nel piacere di discutere e confrontarsi con gli altri. Solo relazionandosi, infatti, uomini e donne diversissimi fra loro, e sempre originali, possono salvarsi dal giogo dell’omologazione collettiva.
Solo il confronto e la consapevolezza, nel rispetto delle diverse opinioni e delle relative individualità, distinguono dalla massa belante e pecoreccia.
Per questo motivo, è doveroso disporre di una propria visione politico/sociale, di un’etica individuale. E diffonderla per difenderla: è questa la spinta a fare delle scelte e ad assumersi delle responsabilità, senza ripiegarsi nel vile conformismo della comune gggente…
Atto di vero coraggio in un paese servile e asservito.
Un semplice confronto tra le verità qualunquistiche del gregge e la libertà rivendicata dell’etica individuale dimostra la plausibilità di questo assunto.
L’assunto di un’indubbia minoranza. Mai élite, paradossalmente rivoluzionaria, sempre disponibile a unirsi in realtà che la rappresentino, come può essere anche un Blog su Internet.
Mai una Chiesa, un Partito o una Setta, sotto il controllo ricattatorio di Sacri Paraculi, Boyscout o Guru…

A volte, sussurrare nel silenzio serve. A volte il silenzio risponde…al contrario di Civati!

Noi…come Piero

di Luigi*****

Tutto nacque a strappo avvenuto.

Le giornate antecedenti alle politiche del 2013 furono per me laceranti. Maturare la consapevolezza di essere stato defraudato di 25 anni di impegno sociale fu nulla in confronto alla difficoltà ed al dolore di accettarla.

Travolto dalle macerie della fiducia, della stima, della speranza oramai crollate, sentivo forte però la necessità di non arrendermi; un istinto di sopravvivenza, una fame d’aria pulita simile a quella che spinge colui che, risucchiato da un gorgo, risale disperatamente.

Una tra le poche certezze rimaste era la cognizione che ogni cambiamento necessita di partecipazione, l’abbandono, l’astensione non è parte del mio essere, non è freccia del mio arco.

Tra le evidenze del passato/presente e l’imprevisto del futuro non fu difficile la scelta. Eppoi condividevo molto dei pensieri e del programma del Movimento e seppur diffidente su alcune impostazioni e ruoli scelsi di non limitarmi a guardare l’onda seduto sulla spiaggia, ma di imbarcarmi pur senza che alcun De Falco mi dovesse urlare “Salga a Bordo … Cazzo”.

E l’onda fu alta, più alta delle più rosee aspettative, tanto alta da essere difficile da cavalcare specialmente da coloro poco avvezzi ai tempestosi e pericolosi mari della politica.

Fu subito evidente e palese a noi navigatori di nuovo corso che acque cosi pericolose ed infestate da “mostri” umani potessero essere navigate, senza rischio di affondare, solo con l’applicazione delle ferree ed intransigenti leggi del mare e che grande doveva essere il nostro sforzo la nostra fiducia la nostra dedizione, la nostra pazienza, il nostro sacrificio prima di arrivare in mari più sicuri.

Ma il passato non è mai del tutto passato ed una volta avviata la navigazione ecco nascere forte il desiderio, la speranza, il bisogno che altri, che come te hanno condiviso anni impegno e di ideali possano prendere il mare, seppur su navi differenti ma su rotta comune.

E Capitan Civati sembrava proprio volesse partire, il suo blog diventò meta di tanti viaggiatori in cerca di un imbarco. La sua però fu una nave di parole, parole digitali neanche il necessario per una nave di carta. Un capitano di neve sciolto dal primo sole, capace di dichiararsi ma non di schierarsi, capace di pensare ma non di agire, capace di riscrivere il kamasutra e restare vergine, capace di creare degli orfani senza esserne il padre.

Ma gli orfani di Civati sono più concreti del falso padre, sono più tenaci e decisi ad intraprendere quel viaggio che gli è stato negato. E capiscono che dove non può una barca domina la locomotiva.

E quale simbolo migliore “di una locomotiva, come una cosa viva” poteva rappresentare la voglia di riprendere il viaggio?
Viaggiatori diversi, di diversa provenienza, con diversa sensibilità, su mezzi diversi, accomunati (quasi tutti) dalla necessità di un’Italia diversa di cui essere diversamente orgogliosi.

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso
(Luis Sepúlveda)

E’ la notte del 25 Aprile e vago, come molti, insonne, tra i flutti e la strada ferrata e spesso ho come la sensazione di sentirmi, metaforicamente, come Piero

..e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue

E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore

E mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia

Ce lo chiede LA PINGON.

Cari commentatori,
al momento, per problemi tecnici, siamo in due ad occuparci del blog.
Siccome una delle due sono io, mettiamo subito in chiaro due regoline.
Nel mio periodo di gestione del blog non voglio leggere:
fuffa e propaganda renziana tout court, mezza court o anche solo court.
Mi spiego meglio:
NO PAPIRAZZI PRO RENZI
NO PAPIRAZZI SU RENZI
NO PAPIRAZZI DI RENZI (COPIA E INCOLLA).
Proviamo a variare un po’, visto che ci stiamo sparando nei maroni a vicenda?!
A parte gli scherzi, è una mia impressione o ci siamo un po’ appiattiti su Renzie (non sembra, ma la mia è una domanda seria)???
Posterò in tre fasce: mattina presto, pranzo e cena. Quindi spero che ci manderete i vostri graditissimi contributi. Vanno bene anche le ricette per il pranzo di Pasqua. Anzi, sarebbe il mio sogno, ma non lo dico alle altre…
Alle 20 scatta l’ora negroni: TANA PER TUTTI E FUORI DALLE SCATOLE.
Claro?
Grazie.
Ricordate che a Pasquetta piove, quindi non organizzate grigliatine e minchiate simili perché vi salta tutto.
Ciao.
Sempre autonomamente e scorrettamente,
la Pingon.
Ps: sulle ore 20 scherzavo…Io vado al bar, voi potete rimanere eh.