Tsipras il Greco

L’Europa in cui viviamo non è quella che abbiamo sognato e che avremmo voluto.
Il sogno di un’Europa unita, nel segno dell’uguaglianza, della solidarietà, del lavoro, è naufragato, lasciandoci in cambio l’incubo di un’entità lontana dai problemi delle persone, che si è dimostrata incapace, con le sue istituzioni, la sua moneta, le sue politiche, di metterci al riparo da una crisi economica e sociale senza precedenti, e che non sembra oggi poter dare le risposte adeguate per ripartire.
Tante volte abbiamo detto che servono risposte politiche nuove, che non possono arrivare ne da coloro che in questa situazione ci hanno portato, con le loro politiche neoliberiste e con le loro cure di austerità e rigore fine a se stessa, ne da coloro che propagandano un ritorno agli stati nazionali e alle monete locali, cavalcando il malessere portato dalla crisi in chiave antieuropeista.
Non c’è futuro per questa Europa, che ha anteposto gli indici e i valori della finanza ai bisogni delle persone e ai valori fondanti del suo progetto.
Lo abbiamo detto in tanti che una risposta possibile esiste, in alternativa tanto alle forze politiche che hanno messo l’Europa nelle mani della finanza internazionale, quanto alle forze populiste e ai demagoghi che nell’Europa vedono la causa di tutti i mali e nella chiusura la soluzione.
Questa risposta si chiama Sinistra, perché in se accoglie quei valori che costituivano il sogno iniziale di un’Europa inclusiva e solidale, dei popoli e dei cittadini che la abitano, e può avere senso solo se si ritrova Unità di intenti, se si intraprende uniti un cammino nuovo, se si abbandonano i settarismi e i particolarismi che hanno reso marginali le forze politiche che a Sinistra guardano.
Oggi si presenta l’occasiona per provarci, per far sentire la nostra voce, unendoci e facendo nostre le proposte di Alexis Tsipras, il Greco, leader del partito unitario Syriza, e nelle elezioni europee del 25 maggio lo sosteniamo come nostro candidato alla presidenza della Commissione Europea.

crvenazvezda76

 

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64 comments

  1. Visto il sistema elettorale delle europee, che consente all’elettore di scegliere fino a tre candidati, alle Europee voterò per il PD. Non avrei mai voluto votare per un partito che ha come suo segretario Matteo Renzi, ma come non potrei votare i candidati che hanno fatto parte del #civoti? In particolare Elly Schlein. In particolare rammentando che in Emilia l’apparato preme per la riconferma dell’euro-deputato Salvatore Caronna (campeggiano già mega-manifesti pubblicitari), in un accordo con i renziani secondo il quale un esponente di questi ultimi si candiderà l’anno prossimo alla guida della regione. Ecco, se in Emilia Romagna – dove ci sono i due quinti degli iscritti – in tutto il Nord-est, e -perchè no?- in tutta Italia (tranne che nelle Isole, visto che Giusi Nicolini si é defilata) iniziassimo a dare un segnale, se i candidati civatiani avessero la meglio sugli altri, questo sarebbe un buon viatico per costruire un altro PD.

  2. Meno sunti dai giornali piu’ “A Piena Voce”:

    “Dopo i prelevamenti

    È risaputo:
    tra me
    e Dio
    ci sono numerosissimi dissensi.
    Io andavo mezzo nudo,
    andavo scalzo,
    e lui invece portava
    una tonaca ingemmata.
    Alla sua vista
    mi riusciva appena
    trattenere lo sdegno.
    Fremevo.
    Ora invece Dio è quello che deve essere.
    Dio è diventato molto più alla mano.
    Guarda da una cornice di legno.
    La tonaca di tela.
    Compagno Dio,
    mettiamoci una pietra sopra!
    Vedete,
    perfino l’atteggiamento verso di voi è un po’ cambiato.
    Vi chiamo “compagno”,
    mentre prima
    “signore”.
    (Anche voi ora avete un compagno),
    Se non altro,
    adesso
    avete un’aria un po’ più da cristiano.
    Bene,
    venite qualche volta a trovarmi.
    Degnatevi di scendere
    dalle vostre lontananze stellate.
    Da noi l’industria è disorganizzata,
    i trasporti anche.
    E voi,
    dicono,
    vi occupavate di miracoli.
    Prego,
    scendete,
    lavorate un po’ con noi.
    E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
    stampate
    in mezzo alle stelle,
    che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
    chi non lavora non mangia.”

  3. Caro Giuseppe, quando il “virale” per me era solo la lunga fila per il vaccino contro il colera, le idee correvano veloci comunque.
    Ci si ritrovava, in piazza, nei cortei, davanti ai palazzi del potere senza “social media” e senza telefonini.
    C’era lo stupore e la sensazione di appartenere a “qualcosa” quando leggevi un articolo di Fabio Mussi (un “grande” da opporre a D’ Alema specialmente perche’ appartengono alla stessa generazione) e ti ritrovavi sorpreso ad aver pensato esattamente la stessa cosa.
    Si distribuiva “Stampa Alternativa” (ah! la preistoria della controinformazione) e anche “Rosso” (se gli anziani, carabinieri e polizia non vigilavano). Se volevi discutere c’erano gli spazi ben chiari dove sapevi che avresti incontrato i “tuoi compagni” ed anche gli spazi da evitare perche’ li’ c’erano..beh! puoi immaginare.
    Mi dirai: “Si sta bene davanti al camino a raccontare ma oggi cosa fare?”
    Come puoi immaginare parlo di Tsipras e del suo (suo?) movimento. Della velocita’ con cui si e’ formato ed ha raccolto consensi, adesioni (dei soliti e degli ignoti), speranze ed ennesime: “questa e’ l’ultima occasione.
    Ho raccontato un po’, quando eravamo nella “Terra di Fianco”, dei dubbi e dei timori dei militanti greci. Bada bene, dei militanti greci non di Barbara Spinelli. I timori sono noti e sono sempre gli stessi: che per diventare partito di governo prima o poi dovra’ rettificare, limare. abbandonare qualche pezzo. Insomma, si dovra’ adeguare.
    Il bivio e’ davanti alla menzogna che ci raccontano (e che ci raccontiamo) ogni qualvolta ci prepariamo per la rivoluzione: “per (con) il popolo”.
    Quale “Popolo”? Quello dei senza lavoro o quello degli sfruttati (ma con il lavoro)? Quello del Sud assistito (suicidio assistito, cosa credevi) o del Nord dei produttori (di prodotti che nessuno vuole o puo’ comprare)? Quello di sinistra libertaria, emancipata e pure un poco intellettuale o quello della sinistra “dura e senza paura”?
    Ti lascio immaginare la lunghezza della lista di dicotomie. Dicotomie per tenerla sul semplice, perche’ poi ci sono i sottogruppi e le differenziazioni ulteriori da misurare con un micrometro. Ma si sa, l’identita’ prima di tutto.
    Questa volta la chiamiamo “societa’ civile” (il “modulo olandese” della politica italiana). Qualcuno ha avuto la bonta’ e la cortesia di dirci esattamente a chi ci riferiamo? Societa’ Civile e’ facile da usare. E’ evocativo, si innesta bene nelle caselle e negli schemi di interpretazione di quelli che tu chiami di “sinistra” (sai cosa intendo. pace).
    Ma a chi parla Tsipras e soprattutto chi rappresenta? Quelli che non hanno piu’ rappresentanti (nemmeno di commercio) e che si scolerebbero caffe’ con il sale pur di vedere sorgere un nuovo giorno? Quello giusto.
    Non dico che ci siano alternative o forse penso che non ci sono perche’ continuiamo a cercare il leader risolutore. L’ ennesimo che ci tradira’ (forse) o che sara’ tradito dai fatti che non ha visto, potuto o voluto menzionare.
    Non ho niente contro i leader ma il leader e’ qualcuno che in una corsa verso o da qualcosa resta nel gruppo ed ha la freddezza di guardare per terra per evitare ostacoli e si preoccupa dell’incolumita’ di ognuno non qualcuno che si mette in testa incurante di quanti cadranno con lo sguardo fisso sull’ apripista.

    PS Giornata orribile. Lista dei lay-off (da fare non da subire e non quelli del SuperBowl). Mi picchio da solo fumando di tutto comprese le stecche di cannella in mancanza d’altro. Mi resta solo la tastiera.

    1. no antonio. non cerco un leader. tsipras non è il Che e l’europa non è il sud america.
      ti stupirà, ma giusto ora pensavo alle rivoluzioni da tastiera. folle di disoccupati, di sfruttati, di nuovi poveri, eppure le piazze vuote. solo nelle vie dello shopping vedi gente, forse non più persone, che sbavano a guardare vetrine dove non possono comprare.
      pensavo proprio a quanto mi manchino le manifestazioni di piazza, incontrare persone in carne ed ossa con cui parlare, bere una birra o attaccarsi al collo di una bottiglia di vino di pessima qualità passata da uno sconosciuto, e cantare bella ciao, facendo incazzare qualche poliziotto….
      già, tsipras non è il Che, l’europa non è il sud america, e l’italia è il paese dei balocchi, così come lo aveva sognato Berlusconi, o forse neppure lui immaginava di raggiungere un tale successo.
      e quindi cosa facciamo? prendiamo atto della situazione e con buona pace di tutti restiamo al calduccio delle nostre case a violentare le tastiere? finchè dura, s’intende.
      no grazie. sarò pure un sognatore e prenderò l’ennesima batosta con tsipras, ma di star qui ad aspettare passivamente non mi va.
      tsipras dovrà trattare e rinunciare a qualcosa? non ci piace? bene. votiamo il di battista di turno, che si spezza ma non si piega. in tv, ben inteso, perché in parlamento delle sue magliette ribelli letta e alfano si fanno grasse risate!
      o vogliamo il gioco duro, la rivoluzione vera? bene, neppure quella si fa alla tastiera. e ci si fa male.

      antonio, tsipras è un uomo. un uomo di sinistra, ma pur sempre un uomo. vogliamo che vada da qualche parte e noi con lui? allora iniziamo a darci da fare e far sentire la nostra voce

      1. nemmeno per un attimo ho pensato che tu cercassi un leader. Il mio e’ il timore di chi ha visto l’enorme spreco di vite, di intelligenze, di passioni inseguendo un progetto, un’ idea, un sogno se vuoi. Sono ferite che lasciano cicatrici ed a volte non guariscono. Vorrei che in questo nuovo tentativo ci si lanciasse con gli occhi ben aperti ad evitare una sconfitta e questa si’ potrebbe essere l’ultima. Ne continueremo a parlare. Vorrei che questa fosse l’occasione non solo per una battaglia “singolare” ma il momento per la ricostruzione di una “massa critica” tale da permettere di riprendere “uniti”, piu’ consapevoli e pronti a continuare anche in caso di sconfitta. Sono con te in questa battaglia ma dovrai avere la pazienza di ascoltare.

        “Il miglior vino è il più vecchio, l’acqua migliore è la più nuova” (Blake).

  4. @nat, @mario @domizia e altri
    vi sembrerà strano, ma anche io credo che l’appoggio a Tsipras oggi sia la cosa migliore da fare. non tanto, o non solo per ciò che lui rappresenta, o per il risultato che ne potrebbe venire alle europee, ma soprattutto per ciò che potrebbe rappresentare per il futuro.
    le premesse per dar vita ad un progetto politico che vada oltre le elezioni di maggio ci sono.
    @sinapsi ritiene che stiamo prendendo l’ennesima patacca di sinistra. può darsi. e non sto neppure a rispondere che tanto l’alternativa è anche peggio.
    per quanto mi riguarda appoggio il progetto e parteciperò alle iniziative che ne nasceranno, prima e dopo le elezioni. perché partecipare in prima persona è l’unico modo per poter concorrere a che le cose siano fatte bene e vadano bene.
    e più saremo a partecipare ai comitati che nasceranno più alto sarà il controllo.
    quello che non voglio e continuare con lo scaricabarile e col piagnisteo.
    il successo o il fallimento, i meriti e le colpe, per come la vedo io, vanno condivisi

    1. io ho riso per lui
      un po’ meno per i lavoratori…..
      a proposito……se non ho visto male pure salvini ha poartecipato ad un quiz da ggiovane (e da magro, aggiungerei)…..devo recuperare il link…..

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