Il radical chic non vuole i profughi

Il “Premio Capalbio” a Giorgio Napolitano in quella Capalbio che si è imposta come modello di accoglienza, ma solo in estate, per molta gente di sinistra, seppure in mutande.
nicolini

Giusi Nicolini

di Tancredi Omodei – globalist.it, 22/08/2016 

Il “Premio Capalbio” a Giorgio Napolitano. A giorni la celebrazione. La cerimonia, in quella Capalbio che si è imposta come modello di accoglienza, ma solo per quella sua tradizione di accogliere ed ospitare in estate tanta gente di sinistra, seppure in mutande. Naturalmente, condividiamo l’indignazione del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che di fronte alle tante discussioni rimbalzate dal borgo, a Capalbio e al suo sindaco ha ricordato quel che ha vissuto e che vive l’isola del Mediterraneo sul fronte dell’aiuto umanitario a chi scappa da fame e guerre. In realtà, concordo, brutta idea fiondare quei cinquanta poveri cristi nel borgo attraversato al mattino dai Furio Colombo con il fascione di giornali sotto l’ascella. Idea davvero cattiva. Mandarli a Capalbio, quella Capalbio che esattamente due estati fa, era agosto, ospitò, invece, con vasto dispiegamento di truppe, Luigi Bisignani in piazza. Dei sinistri in mutande da bagno quel giorno si fece notare Chicco Testa. Come registrarono le cronache, Chicco si mise d’impegno ad occupare le prime posizioni. Per non perdersi una virgola dei “messaggi” del P2.

In realtà, è un bene che i cinquanta profughi non vadano a Capalbio. Perché fare conoscere loro la “peggio Italia”? Quella de “la nostra spiaggia”, “il nostro ristorante” e così via. Quelli che “l’architetto di sinistra”, “i giornalisti di sinistra”, “l’imprenditore di sinistra”, la signora di sinistra che se fosse di destra le scaricherebbero addosso le peggiori cose. No, per favore, che non vi venga mai più un’idea del genere. Ci sono tanti paesini, soprattutto al Sud, che dell’accoglienza da sempre fanno pane quotidiano. Le loro abitudini e i loro riti sono altri, possono ben convivere coi sentimenti di chi ce l’ha fatta ad arrivare vivo. Lasciate che Capalbio celebri Giorgio Napolitano, che gli faccia sentire il suo afflato, il suo abbraccio la sinistra riconoscenza. E poi, se a Bisignani venisse voglia di tornare da quelle parti, presunto Nostradamus, ci vada pure. Le sue previsioni potrebbe dirle in piazza, con tanto bel lino davanti. Magari, i pensieri cardine potrebbe scriverli in fogliettini piccoli piccoli, piegati in quattro. Per capirci, come i pizzini.

26 comments

  1. Dente avvelenato

    Titolone in prima pagina di quotidiano locale di oggi

    Modello Friuli per Amatrice
    Serracchiani: ho messo a disposizione le nostre competenze”

    L’articolo in seconda pagina con una foto d’archivio della romana ritratta in una qualche occasione di routine accanto a Vasco Errani, è un po’ più equilibrato, per cui penso che la responsabilità della piaggeria sciacallina sia del titolista e del direttore del giornale (peraltro del gruppo L’Espresso) che l’ha approvata.

    “[Io] ho messo ha disposizione le nostre competenze” pare comunque attribuibile alla gioiosa presidente della regione FVG e vicesegretaria del PD [grassetti miei].
    Ora, la signora Deborah è nata a Roma nel 1970 e vi è vissuta fino al 1995. Quando ci fu il terremoto in Friuli non aveva neanche sei anni, e dubito che prima di trasferirsi a far carriera abbia accumulato speciali competenze sulla nostra vicenda sismica.
    Ergo, quel “nostre” è millantato credito,
    Mentre l'”io” è la consueta esibizione, comune a sin troppi politici, di un potere personale che come vogliamo definirlo? Impudico? Arrogante? Megalomane?

    Pretendere che un politico agisca tacendo è semplicemente impensabile, soprattutto oggi.
    Ma, implorando proprio il minimo, non potrebbe usare un po’ più spesso il “noi” al posto dell'”io” e mostrarsi un po’ più riservata nel vantare competenze che non ha (e che nessuno le rimprovererebbe di non avere)?

    Per non parlare del fatto che nell’articolo è riportata un’affermazione dell’impunita che parla del Friuli come della “mia terra”. Sorry, se parliamo di terra di conquista, allora sì, è sua. Ma se parliamo di appartenenza a una comunità no; la signora è e resta romana dall’alluce alla punta dei capelli. E lo dimostra ampiamente.

    OK, bazzecole e pinzillacchere. Non meriterebbe neppure di parlarne. Ma ogni tanto uno il nervoso lo deve sfogare. Che sennò si somatizza. Diventa ulcera. Pure perforata.

    1. che ne dici di un lancio di uova marce sull’auto della signora suddetta, alla prima occasione? come anti-ulcera forse è ancor meglio. :mrgreen:

      1. Sulle auto non c’è gusto. Sulla signora è difficile prenderla. E’ tappetta. Col tiro diretto si prendono solo gli uomini della scorta. Occorre fare il tiro parabolico. Pur avendo prestato il servizio militare tra gli obici dell’artiglieria da montagna mica ci ho capito niente di quei calcoli lì. Stavo alla radio. Per via che ero cechino, ma non abbastanza per essere riformato.

    1. Questo disprezzo del civile dissenso da parte dell’ebreo Mentana è tipico dell’arroganza dei membri della sua razza. A Dio piacendo, tempo verrà che porteremo a compimento la missione che il complotto internazionale giudeo-massonico impedì al nostro amato Fuehrer di completare nei confronti dei discendenti di Abramo e di tutte le altre razze inferiori.
      Heil!

      (Mi sa che è il caso di precisare, ad abbondanza, che trattasi di satira. Vuoi mai che qualche webete mi prenda sul serio)

      1. PS
        Comunque anche gli idioti possono a volte sollevare problemi che meritano approfondimento.
        I mutui ipotecari per l’acquisto della casa sono normalmente subordinati alla sottoscrizione di una polizza assicurativa a favore della banca che non ricordo se contempli gli eventi sismici. Temo proprio che le assicurazioni standard sottoscritte in questi casi non contemplino le calamità naturali. Forse un dramma nel dramma, anche se ipotizzo molto a naso non riguardante una casistica molto diffusa. Credo che prevalentemente si tratti di seconde case o di case ricevute in eredità e oggetto di limitati interventi di manutenzione o ristrutturazione già pagati dai proprietari. Ho difficoltà a pensare che qualcuno si sia indebitato per acquistare casa in quei luoghi.
        E’ comunque certo che l’industria delle assicurazioni coglierà questa occasione per promuovere polizze variamente furbacchione. Ho serissimi dubbi che nel caso in cui un’assicurazione effettivamente rimborsi il danno lo faccia in misura tale da consentire al danneggiato di ricostruire/risanare l’immobile distrutto/leso (franchigie a parte). Ma, ammetto,nutro dei pregiudizi.

        1. sono quasi certa che le polizze richieste per i mutui non contemplino gli eventi sismici. costerebbero un botto di soldi.
          quanto al rimborso previsto di solito è concordato alla stipula della polizza. si tratta di controllare bene le carte e, se del caso, di contrattare con l’assicurazione.

          1. Credo che il rimborso previsto rimanga aleatorio quali che siano i controlli sulle polizze; tra l’altro provate, da utenti medi, a chiedere una personalizzazione delle condizioni dei contratti ‘standard’, non solo assicurativi, e vedrete il risultato.
            Le sole cose certe sono il massimale assicurato, le franchigie e il premio da versare. Posso sbagliarmi, ma se si assicura un immobile contro il sisma per, diciamo, 200.000 euro e l’immobile crolla totalmente, l’indennizzo versato, trascurando le franchigie, può essere anche molto distante da tale importo perché credo il riferimento per l’assicurazione sia il costo di ricostruzione; vallo tu a discutere a posteriori.

            Comunque, sempre restando in tema mutui ipotecari, occorre sfatare un mito che credo parecchio diffuso; cioè che nel caso di insolvenza del debitore (sisma o non sisma) “la banca si prende la casa” (i ruderi nel caso di sisma) e tutto finisce lì. In realtà il debito permane indipendentemente dalla ‘garanzia’. Se la banca decide di mettere la casa all’asta, quasi sempre la vendita si conclude a prezzi anche molto inferiori a quelli di mercato e il ricavo può essere insufficiente a coprire il debito residuo. E il debitore continua a essere perseguitato.
            Ovviamente i casi concreti sono i più disparati e non generalizzabili: del mutuo possono essere state pagate solo le rate iniziali oppure può essere stato rimborsato quasi per intero all’atto dell’insolvenza. In quest’ultimo caso il debitore può almeno recuperare parte delle somme versate. Magra consolazione, ma sempre meglio che nulla.

            Un terzo, e grosso, problema riguardante le ricostruzioni post-sisma mi pare quello di stabilire se la solidarietà nazionale (i fondi delle imposte dirottati alla ricostruzione o le nuove imposte ‘pro-terremotati’) debbano ripristinare le disuguaglianze economiche preesistenti l’evento distruttivo. Voglio dire: il pensionato sociale proprietario del solo modesto appartamento di abitazione e il ricco proprietario di un vasto patrimonio immobiliare (seconde e terze case, locali dati in affitto) dovranno essere risarciti nella stessa misura percentuale dei danni subiti? Problema interessante, direi, di cui al momento non mi sento neppure di tentare di ipotizzare una soluzione giuridicamente, non eticamente, ‘giusta’.

    1. “Nessuno di noi può frenare o alterare il funzionamento dei mercati e non credo neppure sia auspicabile […]
      c’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza ”

      Poiché i mercati, ergo i profitti, non sono frenabili, ne deduco che superato un certo limite (?) uno deve guardarsi allo specchio e convenire: “Ebbene sì, sono avido.”

      Chi può sopravvivere a questo?
      Tutti. .

      1. Immagino che Marchionne sostenga anche, come ha dimostrato nei comportamenti, che ‘oltre un certo limite’ il prelievo fiscale sugli utili d’impresa è un’imperdonabile offesa fatta al dio mercato, tale da attirare sul paese che lo pratica le sette piaghe d’Egitto e la peste, la fame e la guerra.
        Ergo, di nuovo, la scelta è tra accettare, con un disgusto di facciata, l’avidità o invertire il corso del “progresso” riportando l’umanità all’età delle caverne.

        1. Un riciclo delle solite due o tre maschere, un po’ consuntelle ma sempre efficaci per il pubblico di bocca buona. Il volto sempre quello. Dracula può truccarsi da clown, ma non per questo i canini gli si spuntano.

            1. Temo che, nonostante tutte le sberle, sopravviva quasi intatto il mito del “padrone buono”. La legittimazione dei ruffiani e dei pavidi (i secondi più umanamente scusabili rispetto alla spregevolezza dei primi).

  2. Questa gentaglia sta alla sinistra come io a Sharon Stone.
    A cogliere pomodori sotto caporalato ecco dove dovrebbero stare.

    #lipossinacciaccalli

      1. beh….avevo delle belle gambette ed anche ora nonostante l’età non ho nemmeno una venuzza varicosa….ma come ti dicevo lei è una cosa, ed io tutt’altro…sob
        (ma tu dimmi che non solo una deve essere bella come una dea ma ha pure un bel Q.I. non si poteva fà ‘pò per uno?)

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