Campagna Pop per il fronte del NO

“Referendum costituzionale? Serve campagna pop contro la semplificazione autoritaria di Renzi”

“Il referendum costituzionale è una scadenza fondamentale; a dispetto dei pronostici i sostenitori del No possono farcela, se sapranno comunicare”. A dirlo è Michelangelo Tagliaferri, fondatore dell’Accademia della Comunicazione di Milano, professionista di lungo corso della ricerca sociale. “Il consiglio che darei ai comitati per il No è di parlare in modo semplice, spiegare a tutti le questioni essenziali con esempi concreti”. Per Tagliaferri, in caso di sconfitta Matteo Renzi non lascerà la politica: “Trasformare il referendum in un plebiscito è una semplificazione autoritaria che gli viene comoda per annullare il confronto sui contenuti”. È necessario dunque mettere al centro le questioni di merito attraverso “una campagna pop, che utilizzi ogni mezzo espressivo e ogni linguaggio disponibile”. “I grandi media staranno per lo più dalla parte del Sì – prosegue Tagliaferri – ma la combinazione fra rete internet e rete territoriale è uno strumento formidabile”. I volontari dei comitati “devono andare in giro a coinvolgere le persone, parlando con il cuore, dicendo quel che davvero sentono, per richiamare la voglia di partecipazione in alternativa a un disegno che concentra il potere e riduce lo spazio della libertà”  di Piero Ricca, riprese Ricky Farina

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181 comments

    1. Puoi fare molto meglio che pappagallare compulsivamente le veline del neo minculpop. .
      Se opporsi all’andazzo corrente del PD significa essere conservatori sono orgoglioso di dichiararmi tale. Anzi, di più: retrogrado e retrivo.

  1. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/03/16/m5s-e-renzi-che-botte-lattacco-grillino-diverte-il-premier-poi-mio-inglese-come-si-traduce-armadietto/494887/

    Hai voglia a discutere noi, ma ha davvero una capacità incredibile di girare il discorso a proprio tornaconto con una credibilità narrativa imbarazzante. Riesce persino a non mentire nel senso stretto della parole.
    Qui sappiamo tutti quanto anche questo governo stia marciando sugli immigrati e quanto abbia lasciato tranquillo Angelino nel gestirli… ma tutti gl’altri?

      1. qui non sono d’accordo
        se tutte le volte che apre bocca ci fosse l’80% dei mezzi di informazione che il giorno dopo riportasse i numeri che boka ci ha illustrato nell’ultimo anno, a contrasto delle tesi del fenomeno di turno, forse anche l’italiano medio capirebbe che le cose sono leggermente diverse.

        il problema non è nel fenomeno di turno, é nel sistema. Come vedi anche dai commenti del nostro italiano medio, se fai parte del sistema, ti fa comodo credere al fenomeno di turno e consideri i numeri irrilevanti.

        1. Concordo con Sun, ma questo abbiamo: comunicazione prona al potere e un oratore cinico alla guida.
          L’unica alternativa è scendere nelle piazze e, qui Mario, ti chiamo in causa. Quanti interventi organizza possibile nelle piazze italiane?

          1. Chicco perdonami ma solo per la cronaca: Possibile è appena nata , conta ca. 5 mila iscritti , è completamente oscurata dai mass – media. Con queste premesse che piazze pensi possa promuovere da sola? Quando ha provato a fare qualcosa tipo i famosi referundum è stata praticamente sfanculata da tutti compresi i 5S (salvo eccezioni alla Di Battista), cosa vuoi che faccia? Per le piazze è chiaro che può andare solo a rimorchio.Lo ha fatto e lo farà sicuramente quando e come ci sarà l’occasione.Io in primis.

  2. Leggendo i vostri commenti ho scoperto drammaticamente che non sono di sinistra e non lo sono mai stato.Porca puttana , mi toccherà comprare una statuetta del duce da mettere nel soggiorno…………………………dopo di che il personaggio del mio avatar mi sparerà con un AK47 direttamente dal riquadro…………………………

    1. Parlavo recentemente con un funzionario di una BCC. Un’interpretazione che circola nell’ambiente è che la ‘riforma’ delle banche di credito cooperativo sia una conseguenza del bail in. Poiché il sistema del credito cooperativo prevede che in caso di difficoltà di una banca le altre intervengano ad assorbire le perdite ciò sarebbe contrario alla nuova ‘filosofia’ dell’attività bancaria. Non mi pare molto tirato per i capelli. E dimostrerebbe che una volta di più il governo sta raffazzonando soluzioni per mettersi in riga con i diktat della finanza.
      Ma naturalmente questo è un pregiudizio.
      Diciamo allora che in un’epoca in cui abbiamo constatato i disastri di banche “troppo grandi per fallire” sarebbe magari il caso di lasciare che le piccole restino piccole e con le loro specialità (finalità mutualistiche, ecc.).
      E magari, tanto per aprire il libro dei sogni, sarebbe anche il caso di pensare a imporre limiti dimensionali a quelle troppo grandi.
      Una teoria vorrebbe che la buona amministrazione delle grandi banche quotate in borsa sia garantita dal controllo dei “mercati” i cui specialisti, assieme alle società di valutazione, segnalerebbero in tempo utile le difficoltà riducendo i corsi delle azioni o i rating.
      In effetti si è visto.

      1. …la buona amministrazione delle grandi banche…sia garantita dal controllo del “mercati”…
        Hai cominciato a drogarti? (scusa, era lì su un piatto d’argento. ahahahahahah)

        1. Lo vanno raccontando in giro e c’è chi ci crede. Nonostante ogni evidenza.
          Il che conferma che non c’è più cieco di chi non vuol vedere, più sordo di chi non vuol sentire e più renziano di chi non vuol ragionare. Propaganda fides.

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