Maria Elena Boschi: «Aboliamo le soprintendenze»

segnalato da Barbara G.

di Tomaso Montanari – emergenzacultura.org, 19/11/2016

Chi l’avrebbe detto che il castello della propaganda del ministro Franceschini sarebbe venuto giù tutto in un colpo solo, durante una puntata di Porta a Porta?

È mercoledì scorso, il 16 novembre, e va in scena un ‘confronto’ tra Matteo Salvini e Maria Elena Boschi. E su cosa sono perfettamente d’accordo, questi due titani del pensiero?

sulla distruzione della tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale!

Ascoltiamoli (qui, al minuto 1h 34):

«Salvini: “Ci sono alcuni organismi statali che vanno rivisti, e io aggiungo qualcosa di più, cancellati: soprintendenze e prefetture. Ufficio complicazioni cose semplici! Soprintendenze e prefetture […] Se lo Stato vuole dimagrire, vuole snellire, vuole esser più veloce, vuole semplificare, inizi a cancellare qualcosa”

Boschi: “[…] Abbiamo fatto una riforma della pubblica amministrazione per ridurre le complicazioni sul territorio. […] Va benissimo darsi altre sfide, io sono d’accordo diminuiamo le soprintendenze, lo sta facendo il ministro Franceschini. Aboliamole, d’accordo, lavoriamoci dal giorno dopo: disponibilisismi a discutere di tutto, ma il 4 dicembre votiamo a un referendum su questa riforma costituzionale”».

Da due anni Dario Franceschini nega pervicacemente l’evidenza: e cioè che egli sta scientificamente distruggendo le soprintendenze, su mandato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi (quello che ha scritto: «soprintendente è la parola più brutta del vocabolario della burocrazia»).

Ora, grazie alla benedetta semplicità di Maria Elena Boschi, le carte sono finalmente sul tavolo: per ora le hanno diminuite, ma ora sono pronti ad abolirle, queste maledette soprintendenze.

Almeno finalmente è tutto chiaro: grazie, signora ministra!

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33 comments

  1. Enrico Mentana
    12 min ·
    Magistrale come sempre, Michele Ainis stamattina ha spiegato su Repubblica che, comunque vada il 4 dicembre, l’anno prossimo si torna al voto. Cito: “Quando si vota? Dipenderà dal referendum, dicono tutti gli analisti. Se vince il No, elezioni anticipate; altrimenti la legislatura toccherà la sua scadenza naturale, nel 2018. Errore: si voterà comunque in primavera. Anche se vince il Sì, soprattutto in questo caso. Per una ragione politica: a quel punto, il presidente del Consiglio passerà all’incasso, come farebbe chiunque altro nei suoi panni. Per una ragione istituzionale: si può tenere in vita, per un paio d’anni ancora, un Senato abrogato dal voto popolare? Sarebbe come se nel 1948, dopo l’entrata in vigore della Carta repubblicana, si fosse lasciato sopravvivere il Senato regio, come un fantasma intrappolato nella città dei vivi”. Praticamente, se Ainis ha ragione (e per me ha ragione) c’è giusto il tempo delle vacanze di Natale: e poi in pratica saremo già di nuovo in campagna elettorale..

    e vai

    1. In effetti se vince il NO è molto meno probabile andare al voto che se vince il Sì. Per ovvie ragioni.
      (Se vince il no Renzi avrà paura del voto, se vince il sì passa all’incasso)

  2. Sul perché determinati enti siano nati o siano diventati stipendifici, centri di corruzione, o siano stati messi in condizioni di non assolvere, pur volendolo, ai loro compiti, la discussione può essere vasta e accesa.
    Sul fatto che le “abolizioni” consistano, in concreto, principalmente in trasferimenti di personale da un’amministrazione all’altra e dunque in un semplice trasferimento della relativa spesa da un capitolo a un altro del bilancio non credo ci sia molto da discutere.

    1. non solo… con mille difetti, mille minchiate, erano un giudizio terzo su alcune opere… come per altri corpi intermedi di mediazione e controllo ci hanno messo del loro per non farsi “amare”

        1. siamo d’accordo… ma questi corpi intermedi sono falliti per l’ingerenza politica che li ha trasformati in altro… da corpi di mediazione sociale si sono trasformati in bolle di spreco, burocrazia e contaminazione partitica… ora adottiamo come cura la loro scomparsa e diamo quelle funzioni alla stessa politica che li ha distrutti… siamo cervellotici

          1. “diamo” ???
            no, è la politica che dopo averli contaminati, come scrivi, completa il processo e li fagocita.

            Da una parte è un bene, se un giorno dovessero ritornare, dovranno essere ricostruiti exnovo.
            In questo modo, la possibilità (non la certezza) che ritornino in una forma corretta, esiste.

              1. stiamo già pagando.
                ho solo detto che azzerando (come stanno facendo), darà, forse, in futuro la possibilità, di ricostruire in maniera corretta.
                Anche questi apparati, come il pd, erano oramai troppo compromessi per poter pensare di “ristrutturarli”.
                Questa l’unica cosa “positiva”.
                tutto qui, non che sia felice per la situazione attuale

                    1. sun la società è cambiata, siamo cambiati noi e di conseguenza è cambiata la politica, queste “istituzioni” sono nel sentire generale dei fardelli del passato, degli intralci… come direbbe ciarli ci vuole una rottura/interruzione, va bene non c’è possibilità di difenderli, cosa verrà dopo… boh dipende sempre dall’economia ma li si che vedo buio

                    2. ah dimenticavo… nel sentire queste “istituzioni” come il “problema” con la “P” maiuscola ci hanno aiutato, i politici, i giornalisti e i “dotti” tipo il signor phastidio… il passato si scorda, il presente non aiuta , il futuro si vende…bene

                    3. “boh dipende sempre dall’economia ma li si che vedo buio” “nel sentire queste “istituzioni” come il “problema” con la “P” maiuscola ci hanno aiutato…”

                      1) no dipende dalla politica e da come la si fa
                      2) chiarisciti le idee, queste istituzioni erano diventati carrozzoni o no? Le aveva rese così la politica o “il sentito” sociale ? Quando rischiavi il licenziamento se eri nel sindacato, il sindacato è cresciuto perchè percepito come un aiuto dai lavoratori. E giornali, politici e phastidiosi che ne dicevano peste e corna ce ne erano molti di più. Poi la rappresentazione che questi ne davano è diventata sempre più simile al percepito. Se vuoi darne la colpa a quelli che hanno visto crescere il precariato, i cococo, i voucher da una parte e gli stipendi dei sindacalisti dall’altra accomodati. Ma poi non lamentarti se il popolo bue non segue più lo stato, la politica e se ne frega dei corpi intermedi

                    4. io mi posso chiarire anche le idee, ma pensare che politica/popolo(società), istituzioni/popolo(società) siano cose completamente distinte mi fa pensare che qualche problemino di confusione lo hai anche tu…

                    5. “mi fa pensare che qualche problemino di confusione lo hai anche tu…”

                      più di uno ma:
                      1) se in pochi anni si passa da quasi 80% quasi 50% dei votanti
                      2) se in pochi anni nasce, cresce e si consolida un partito fondato da un comico che porta in parlamento personaggi parecchio improbabili, e nonostante questo riesce a presentarsi come unica alternativa praticabile allo sfascio dei partiti tradizionali

                      che questa correlazione popolazione/politica sia così forte che non sia possibile distinguere fra l’una e l’altra è uno dei pochi dubbi che non ho

                    6. 1) credo che ripetere fino alla noia le stesse considerazioni non sia utile… la percentuale di votanti è direttamente proporzionale alla perdita di correlazione tra il voto/impegno politico e i risultati anche se minimi ma almeno tangibili… ho ripetuto fino alla noia che questa correlazione improbabile ma funzionale che il m5s cerca di proporre è funzionale in un aspetto ma ha la grave pecca di non porsi nessuna base di “classe sociale”… per me non funziona ma dispostissimo a dire non ci ho capito una sega, lo spero ma non ci credo per niente…

                      2) come sopra, raccogliere quello che non va è abbastanza semplice, comico o non comico… porre delle basi solide alternative mi pare che non siamo nemmeno al primo abbozzo plausibile, ma sono io che essendo in confusione totale non riesco a vedere il sole dell’avvenire e la rivoluzione strisciante…

          2. Secondo me abolire le soprintendenze è una cazzata.
            Puro esercizio e perdita di tempo.
            Altri due o tre terremoti, qualche alluvione, una fuga di gas qua e là. ….
            …..e non ci sarà più un cazzo cui “soprintendendere “!
            E i probi cittadini che ci lavorano, costretti a occupare quei posti , per poi grattarsi i coglioni, dalla vecchia politica (che si sa, è composta da alieni che nulla hanno a che fare col genere umano….), a casa!

          3. Si sono screditate da sole. Chi era ai vertici di queste istituzioni si e’ fatto corrompere e con questo non alludo solo a questioni penali. Non so se c’e’ modo di salvarle.
            Renzi e suoi cavalcano l’onda, non inventano niente.

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